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Promemoria
di Daniela Pandolfi
E’ assolutamente vero che non si potrà ringraziare mai abbastanza Marco Travaglio per aver scritto e interpretato “Promemoria”. Se è questo che pensa il suo produttore Marcello Corvino al punto di metterlo per iscritto, al critico corre l’obbligo di confermare che è “esattamente” quello che passa per la mente di chi assiste al suo spettacolo, più o meno mentre il formidabile giovanotto pronuncia le ultime battute: vale a dire, all’incirca, tre ore e un quarto dopo l’inizio. Sembra di capire che Travaglio abbia affrontato il rischio di questa impresa con qualche perplessità circa lo spazio teatrale in sè, il tempo della sua performance e la sua personale attrezzatura di “attore” improvvisato (si fa per dire ma non del tutto) e molta “semplicità”. Che è una parola impropria trattandosi di lui e dei temi che affronta, considerando anche “come e quanto” si impegna a farlo. La “semplicità” di Marco Travaglio è il risultato di una enorme, costante e scrupolosa raccolta di informazioni che si avvale di una qualità giornalistica altissima, nata alla scuola di Montanelli: ce lo ricorda difatti nello sguardo diretto, nell’aplomb anche intellettuale e nella compostezza infrangibile con la quale mantiene postazioni del tutto controcorrente. Presupposti che gli consentono di esercitare lo speciale talento di “svelare la contraddittorietà di opinioni e dichiarazioni nell’attimo stesso del loro fittizio trionfalismo” (Marco Alloni). Si tratta soprattutto di un fatto professionale: la mortificazione di scoprire che molti non sanno o ricordano nulla di un passato mistificato e rimosso non casualmente, l’odio per le bugie e il pressappochismo, il desiderio di restituire all’opinione pubblica gli strumenti per conoscere, rifiutandosi di abdicare dalla propria missione a far emergere i fatti. Naturalmente le doti dello scrittore trovano nell’urgenza demistificatoria uno spazio espressivo di efficacia lanciante: l’”immoralizzazione” del Paese, Cofferati “murato” a Bologna, D’Alema e Ferrara intelligenti a prescindere, il gattopardismo berlusconiano, l’illegalità un po’ come la droga per gli italiani: una modica quantità per uso personale è generalmente ammessa. Momenti che aggiungono un sorriso ai soprassalti di una raffica di ricordi e riprese di coscienza che ci squadernano sotto gli occhi 15 anni di storia davvero, come lui la definisce, ai confini della realtà. PRIMO QUADRO: 1992. A Tangentopoli c’erano le tangenti. Mario Chiesa e Di Pietro. La “lista della spesa di Craxi”(!!!). La spartizione dei miliardi ai partiti: percentuali a tema e a peso politico (!!!). Il tonno di Martelli. La maxitangente Enimont. L’avanzo di balera e illustre forforato. Pomicino, Poggiolini. Il conto di Pantalone e i danni inestimabili. SECONDO QUADRO: 1993. Milano-Palermo andata e ritorno. Vita e carriera di Dell’Utri. Incontro con Berlusconi. Bombe affettuose e attentati veri: strage di Capaci, morte di Borsellino, bomba a Roma per Costanzo, a Firenze in Via dei Georgofili, a Milano al Padiglione d’arte moderna di via Palestro, a Roma a San Giovanni e San Giorgio al Velabro. Berlusconi entra in politica. TERZO QUADRO: 1994-1996. Una scoria italiana. Vita e successi di Silvio. QUARTO QUADRO: 1996-2001.La sinistra dell’inciucio e del ricatto. Processi bresciani a Di Pietro. Tangentopoli 2 di La Spezia. La bugia del “cimicione”. D’Alema accelera verso la Bicamerale. Leggi ad personas. Intervento di Gherardo Colombo. Bertinotti affonda Prodi. Maggioranza di D’Alema con Cossiga, Mastella e Bottiglione: bombarda l’ex Jugoslavia senza il permesso dell’ONU, consegna Telecom a Colaninno, perde rovinosamente le elezioni. Commento sugli inciuci di Licio Gelli. QUINTO QUADRO: 2001-2006. La bolla delle balle Berlusconi resuscitato dal centro sinistra che lascia intatto il conflitto d’interessi, le sue tv e i giornali. Processi a lui e Previti. G8 di Genova. Leggi ad personam: rogatorie, falso in bilancio, Lodo Meccanico, Legge Boato, legge ex Cirielli…E’ Regime. SESTO QUADRO: 2006-2008. Coa(li)zione a ripetere 2° Governo Prodi. Niente leggi antitrust, conflitto d’interessi, lottizzazione RAI. Mastella alla Giustizia, pregiudicati in Commissione Antimafia. Indulto. Attacchi a Forleo e De Magistris. Berlusconismo light. Furbetti del quartierino. Delittacci: Cogne, Erba, Garlasco, Perugia. Cordata Alitalia. Governo Berlusconi III. EPILOGO: Dopo di loro… Gomorra e La casta. Ambrosoli. Borsellino. Berlinguer: intervista del 1981 a Scalfari sulla questione morale. Appare improvvisamente evidente che si tratta di un’operazione di grande spessore, destinata al recupero della memoria storica di questo Paese: una coraggiosa, determinata assunzione di responsabilità rispetto al dovere di resistere, come cittadini, alla destabilizzazione meditata di questa Nazione; un’esempio di grande carattere e stile che affonda le radici in tanti libri già scritti (Mani Pulite, La scomparsa dei fatti, Se conosci li eviti, Mani sporche, Il rompiballe, Il bavaglio, Fatti a pezzi …) nell’ attenta presenza televisiva ad Anno Zero e sulle pagine di Repubblica, L’Unità, L’Espresso, A e Micromega, ma che ama e sa rapportarsi con sobria naturalezza: la semplicità di cui si diceva e che Travaglio esercita qui, nell’accettazione del rischio, nel non tirarsi indietro, nell’agire. Tutta la costruzione dello spettacolo, la selezione enorme dell’architrave storico e poi….tre ore in scena. Tre lunghe ore? Tre ore brevissime di buona e inavvertibile concentrazione. Tre ore di schiettezza e condivisione. Una immensa ricarica.

“PROMEMORIA. 15 anni di storia d’Italia ai confini della realtà”.
Di e con Marco Travaglio.
Regia: Ruggero Cara. Musiche: Valentino Corvino. Produzione di Marcello Corvino.
ROMA, Teatro Ambra Jovinelli, 26 gennaio-1 febbraio 2009.
(Prosegue a Ravenna, Parma, Firenze, Bergamo, Genova, Palermo)
Calendario su www.promomusic.it