Le gambe del teatro
di Giorgio Taffon |
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Regali teatrali Dicembre 2009 Parto da un libro del grande saggio Alejandro Jodorowsky, “Cabaret mistico” (Feltrinelli, Milano 2008), per proporre ai nostri lettori qualche riflessione. Sappiamo che Jodorowsky, cileno di nascita, approdato poi in Francia, è attore, regista anche di cinema, psicagogo, guaritore, filosofo dei tarocchi, narratore, saggista; insomma una poliedrica e ricchissima personalità, nella quale s’incrociano antichi saperi e coordinate spazioculturali a 360 gradi, da Occidente a Oriente, “tra” Occidente e Oriente. In tempo natalizio vorrei, cari lettori, che leggeste questo libro, che è come un variopinto e vivido albero di Natale, su i rami del quale voglio appendere qualche mia pallina, cioè qualche pensiero scaturito dalla sua lettura, forse utile per l’arte del vivere e per l’arte del teatro. E’ il mio regalino di Natale 2009 per voi, spero che sia di vostro gradimento. Ma voglio qui ricordare anche un brevissimo fulminante passo tratto da un altro meno recente libro, quello di Cesare Garboli (“Un po’ prima del piombo”, Sansoni, Firenze 1998), quando afferma: “Sopportiamo la rivelazione di esistere solo a intervalli, in rari, misteriosi momenti. Il teatro è uno di questi momenti.”. “Rivelazione di esistere”, “misteriosi momenti”, “mistico”, sono parole impegnative, me ne rendo conto, al contempo riferite alla vita e al teatro (e a una forma apparentemente minore come “cabaret”)! Sono parole proferite e scritte da un uomo di spettacolo in prima persona, come Jodorowsky, e da un intellettuale, saggista, e “spettatore critico” di teatro, come Garboli. Qual è il punto di congiunzione tra le parole dell’uno e quelle dell’altro? Direi che sia in un intendere la vita e il suo ri-petersi, ri-farsi in forma d’arte, nella fattispecie teatrale, come (si direbbe in lingua inglese), AWARENESS, vocabolo poco traducibile in lingua italiana, ma che, grosso modo, vuol dire piena autoconsapevolezza, piena intuizione di noi stessi, nel nostro più profondo io, che è un “sè”, che è autorealizzazione piena della PERSONA, in corpo anima e spirito, secondo un’antichissima e mai tramontabile antropologia che è alla base di ogni saggezza, fede religiosa, sapere tramandato.
L’awareness, la si raggiunge, afferma Jodorowsky, quando il nostro Ego sa
aprirsi e scoprire le sue ulteriori dimensioni, dall’io corporale, a
quello superiore, a quello essenziale, giungendo a quella scintilla (o
fuoco) divini che coviamo nella più profonda interiorità. Lo so, mi direte
che non è facile tracciare fino in fondo questo percorso, nel nostro
vivere, ma io credo che il teatro possa essere una fondamentale palestra
in cui tentare questa iniziazione e la sua conseguente “illuminazione”, a
partire dall’attore, che, se ben convinto, convincerà e avvincerà anche lo
spettatore motivato (il Garboli che può essere in ciascuno di noi quando
si è spettatori). La stessa parola “mistico” sarà l’aggettivo che denota
uno stato di pienezza di Vita, quando ci si illumina tramite l’esperienza
di un cammino che attraversa le varie dimensioni dell’Io, e si giunge a
trascendere l’io per toccare la verità, la libertà, l’amore autentico, che
sono gli stati d’essere che spaccano catene, condizionamenti (anche i più
pesanti, quelli del contesto familistico, sociale, politico), pregiudizi,
egoismi, e che permettono di arricchire la propria e l’altrui vita. |