Casa di bambole
ovvero
bambole di casa


di

alessandro trigona



a sipario chiuso, si affaccia Barbie preoccupata.

Barbie:    (al pubblico) scusate, c’è un medico in sala? Sì, un medico? Perché… vedete c’è un piccolo problema… nulla di grave ma…

Dalla sala forse si alza un medico, un vero medico. Il sipario è ancora chiuso.

Barbie:    magari anche un infermiere, un veterinario, un botanico,  un ingegnere nucleare, qualcuno insomma.
Midge:    (voce fuori scena) Barbie! Barbie, che fai?
Barbie:    un idraulico, un pompiere, un maniscalco, un… qualcuno insomma.
Midge:    Barbie, vieni! Vieni qui! Smettila, per favore!
Barbie:    è per la mia amica che… (tira da dietro il sipario Midge che è incinta) … sta gravida (“gravida” in slang significa “incinta” n.d.a.)… incinta. Insomma, aspetta un bambino o qualche cosa del genere.
Midge:    Barbie, per favore! No. Non così!
Barbie:    vedete come è cicciona? Ha la pancia. Sembra un ippopotamo idrorepellente!
Midge:    Barbie!

Midge fa per rientrare dietro le quinte. Barbie la trattiene e a Midge cade il cuscino che la faceva apparire incinta.

Barbie:    oh, mio dio!, è nato! È nato il bambino, il figlio di… (si interrompe poi guarda Midge, guarda il pubblico) … il figlio di… Midge, mica di altro! (allusione al “son of bitch” n.d.a.)
Midge:    Barbie, per favore! Non così!
Barbie:    è nato! Ti fa male, tesoro, la pancia?
Midge:    non possiamo ogni sera fare questa scena. La gente si stanca.
Barbie:     che carino il bambino! (prende il cuscino e lo culla)
Midge:    (strappandogli il cuscino dalle mani e rimettendoselo sotto il vestito) è un cuscino, Barbie! Solo un cuscino!
Barbie:    ma è tuo figlio!
Midge:    (ricomponendosi) Barbie, non lo vedi che è solo una finzione, solo un cuscino?
Barbie:    e tu partorisci cuscini, Midge? Non fai bambini, non fai bambolotti ma cuscini?
Midge:    Barbie, cerchiamo di capirci.
Barbie:    ma è quello che sto cercando di fare, Midge. Tu mi preoccupi, mi preoccupi molto. Ma con chi te la fai? Non con Alan, non con Umbertino, ma con un materasso!
Midge:    Barbie, non dire idiozie!
Barbie:    beh, una che partorisce cuscini non può che farsela con un materasso! Sei incorreggibile! Con tutti i bei maschi che ci sono: Big Jim, Alan, Shrek, Ken… no! Ken no! Ken è mio!
Midge:    chi te lo tocca!
Barbie:    poi c’è Woody, non Allen ma quello di Toy Story 1, 2 e 3. i gormiti…
Midge:    dio che schifo!
Barbie:    Topolino, Pippo, Qui, Quo, Qua.
Midge:    Barbie! Finiscila, Barbie, con questa storia!
Barbie:    con un materasso te la fai! (scuote il capo) Mi deludi, mi deludi molto.
Midge:    (al pubblico) scusate, signori. Scusateci molto. Ma qui è un caso umano.
Barbie:    certo che è un caso umano: una che se la fa con un materasso e partorisce cuscini!
Midge:    Barbie, mi stai stressando ancora prima di cominciare.
Barbie:    lo vedi come sei, Midge! Ti stressi. Ti innervosisci e poi invece che prendertela con chi ti “ingravida” (ti mette incinta” n.d.a.) te la prendi con me.
Midge:    Barbie! Vai, vai di là! Dai che è tardi e dobbiamo cominciare!
Barbie:    cominciare cosa?
Midge:    cominciare cosa? Cominciare cosa? Non lo so. Non lo so più! Non mi ricordo. Non so e non voglio sapere. So solo che qualcosa dobbiamo cominciare e quindi tu vai di là, ti calmi.
Barbie:    Midge, io sono calma sei tu invece che…
Midge:    BARBIE! TACI! ZITTA! MUTA! Non dire niente, non fare niente! non pensare, non agire, non respirare!
Barbie:    per quello non c’è problema, sono un bambola!

Midge fa per strozzarla.

Barbie:    Ok. Ok. Ho capito. Vado vado.
Midge:    (guarda Barbie uscire di scena poi si volta verso il pubblico) signori, scusate ancora. Ma, come avrete capito, ci siamo trovati in difficoltà. Purtroppo problemi di produzione, tecnici, artistici, sanitari, psicologici, chirurgici non ci hanno permesso di avere a disposizione le professionalità sperate e allora ci si adatta a quello che si trova. Del resto il disagio psichico lo si cura anche attraverso il teatro, l’arte, l’espressione più alta dello spirito che si sublima…
Barbie:    (voce fuori scena) Midge! Hai finito di rompere le palle al pubblico?
Midge:    sì. Scusate. Mi sono anch’io dilungata troppo e….
Barbie:    (voce fuori scena) Midge!!!!
midge:     (sorride al pubblico) vado

Midge esce. Si affaccia da dietro il sipario Barbie

Barbie:    poi sono io la disagiata psichica!

Barbie  scompare dietro il sipario. Si sente la sua voce.

Barbie:    senti, Midge, poi mi dici com’è fare l’amore con un materasso perché, concettualmente, mi è difficile capire come è possibile che tu… e un matersso… lo facciate!
Midge:    BARBIE!!! (lunga pausa) Sipario! Si apra il sipario!

Si apre il sipario. In scena c’è solo Barbie che è incerta e perplessa.

Barbie :     quello che mi ha sempre colpito è la fragilità del cristallo. La sua struttura. Lo vedi bello. Luminoso. Trasparente. E fragile. Anche se poi ti rendi conto che è proprio la fragilità la sua forza, la sua bellezza. Proprio come sono io… fragile. (pausa) Qualcosa può sempre accadere… e allora il cristallo si rompe, va in frantumi e anche tu, proprio come lui, ti spezzi. (si scuote. Sorride) Certo oggi viviamo in un'epoca strana, dove tutto si mescola e sembra perdere senso. Del resto, come si dice, “la matematica è difficile”.
Midge:    (entrando in scena anche lei vestita da Barbie) ancora con questa storia? Lo sai che questo non puoi dirlo.
Barbie:    sì, ma a me piace ripeterlo.
Midge:    e tu, tra ben 270 frasi, proprio su questa ti intestardisci?
Barbie:    non ce la faccio più di ripetere sempre le stesse cose! (si tira un cordoncino che ha dietro il collo) "cosa devo indossare per la festa?”, “ho un appuntamento questa sera”, vuoi andare a fare shopping?”, “Stacey e io stiamo prendendo un tè”, “facciamo una festa in costume!”, mi piace fare la modella” (prosegue).
Midge:    (cercando di interrompere Barbie) sì, Barbie. Ho capito. Sì. Va bene. Ho capito quello che vuoi dire. Barbie… (si alza e dà un colpo alla testa di Barbie che  si disincanta)
Barbie:    cosa ti rimane poi da dire? "Che la matematica è difficile".
Midge:    vuoi essere di nuovo ritirata dal mercato? Ti sei già dimenticata delle polemiche sollevate da quelle isteriche dell’associazione femminile universitarie!?
Barbie:    E che avrò detto mai?!!! che “la matematica è difficile”.
Midge:    sei proprio incorreggibile!
Barbie:    incorreggibile? Io?! Bionda capelli lunghi, vitino di vespa, terza di reggiseno, un filo di tacco, un filo di trucco, un filo di perle, neanche un filo di cellulite... è così che tutti mi vogliono. Ed è così che devo essere se no i vestiti che mi fanno indossare non mi entrano... e ne ho parecchi da dover mettere... mi devo cambiare di continuo... ed essere sempre aggiornata… al passo con i tempi… tutte cose che mi annoiano profondamente. Ma sai com'è? Ti impongono di cambiare, rinnovarti.
Midge:    certo è una fatica.
Barbie:    peggio! Uno stress. Lo sai quello che subisco per piacere sempre di più?
Midge:    non credere che per me sia diverso.
Barbie:    all’inizio mi obbligavano ad andare in giro solo con un ridicolo costumino zebrato senza neanche essere in grado di piegare le gambe... poi, finalmente, sono riuscitii a farmi ruotare il busto.
Midge:    (interrompendola) ricordo la storia! (falsando la voce) udite! Udite! Adesso in commercio: ”Barbie Twist ‘n turn”. “Comprate Barbie Twist and turn! Finalmente il suo busto gira! Rendendo indietro la tua vecchia Barbie ormai fuori moda potrai portarti a casa la nuova Barbie Twist ‘n turn con solo mille lire!”    
Barbie:    poi mi hanno anche imposto di allargarmi la vita e i fianchi per mettere a tacere le polemiche sulla mia eccessiva magrezza. “Crei problemi perché sembri anoressica" e allora tu dai a cambiare, a dilatarti, a sottoporti ad interventi di chirurgia plastica perché? "perché se no non piaci".
Midge:    si direbbe: irrazionale bisogno di indiscriminata approvazione da parte dei propri pari1.
Barbie:    mai un momento in cui puoi essere te stessa e fare quello che veramente vuoi fare essere padrona della tua vita. Protagonista!
Midge:    e lo vieni a dire proprio a me che ho sempre vissuto nella tua ombra!
Barbie:    certo non per colpa mia!
Midge:    sei tu la stella, quella sempre al centro di tutte le attenzioni.
Barbie:    ma non è facile. Credimi non è mai stato facile.
Midge:    a me hanno imposto anche con chi sposarmi.
Barbie:    perché non ti piace Alan?
Midge:    è patetico.
Barbie:    però intanto ci hai fatto due figli.
Midge:    e pensi che l’abbia scelto io! Certo sono figli miei, ma credimi avrei voluto tanto farne a meno. Tu… invece… sei libera. Fai quello che vuoi.  
Barbie:    ma è lavoro mia cara Midge. Soltanto lavoro. Credi davvero che fare l’hostess, la modella, la ballerina, la fotografa, l’ambasciatrice dell’Unicef, la pattinatrice, la maestra, la cavallerizza, l’allevatrice di cuccioli, mi piaccia veramente? sono sempre gli altri a decidere per me.
Midge:    sei stata anche una rock star!
Barbie:    (falsamente modesta) giusto qualche concerto. Ho inciso un disco, neanche poi tutto questo successo.
Midge:     intanto lo hai fatto!
Barbie:    credi davvero che fare la rock star, l’allevatrice di cuccioli, la tennista, il chirurgo, la baby-sitter, l’infermiera, il pilota, la paleontologa, il vigile del fuoco, l’istruttrice di aerobica, l’insegnante di spagnolo, la poliziotta, l’ ufficiale di marina, l’astronauta, la ginnasta...
Midge:    oh dio, di nuovo!

Midge si alza e la disincanta di nuovo.

Midge:    di che ti lamenti, Barbie? Oggi lo siamo tutti precari!
Barbie:    (col pugno chiuso levato) Precari di tutto il mondo unitevi!
Midge:    a me, invece, sarebbe tanto piaciuto diventare  un attrice famosa. E invece no! Dai a fare la moglie di Alan, la madre di quelle due piccole pesti. A farti da amica, da “spalla”.
Barbie:    questo non me lo avevi mai detto.
Midge:    Perché quando ci vediamo, si parla sempre di te, di ciò che fai, dici, pensi. Di me non si parla mai. A me nessuno pensa mai. Nessuno che mi venga a dire "come stai Midge?", "Ehi come ti va la vita, Midge?", "cosa pensi, Midge, della crisi economica internazionale?"
Barbie:    e che cosa ne pensi?
Midge:    di che?
Barbie:    della crisi economica internazionale, Midge?

Le due donne si guardano a sfida.

Midge:    mi prendi per il culo?
Barbie:    non oserei mai.
Midge:    non oseresti mai, però intanto mi sembra che tu lo stia facendo.
Barbie:    no. Credimi non è mia intenzione farlo.
Midge:    no?? Io ti dico che nessuno mi chiede mai una cosa e tu cosa fai? Mi chiedi quella cosa! Se non è una presa per il culo questa dimmi tu cos'è?
Barbie:    è interesse. Davvero voglio sapere che cosa ne pensi della crisi economica internazionale.
Midge:    ma che mi frega della crisi economica internazionale!
Barbie:    allora perché ne vuoi parlare?
Midge:    ma io dicevo così, tanto per dire!
Barbie:    eppure ti dovrebbe interessare la crisi economica internazionale. A tutti dovrebbe interessare. Anche perché, se c'è crisi, diminuiscono le vendite. E se diminuiscono le vendite, la prima che tagliano sei tu, non certo me.
Midge:    che vuoi dire?
Barbie:    esuberi. Li chiamano così. Ed io certo non sono un esubero.

 Lottano. Fanno pace. Prendono il thé. Fuori scena si sente il suono di una trombetta.

Barbie:    oh mio dio! Eccola!
Midge:    (senza prestarvi attenzione) chi?
Barbie:    Skipper.
Midge:    buona quella!

Midge lavora a maglia. Entra Skipper a bordo di una bicicletta, monopattino o su dei pattini suonando una fastidiosa trombetta. Ha le cuffiette del i-pod. Musica “a palla”. Barbie inveisce contro Skipper che, indifferente, le gira intorno. Si ferma, la guarda. Ma il parlare di Barbie è muto. Lo spettatore è come Skipper: sente la musica, ma non le parole che gli vengono rivolte. Alla fine Skipper si toglie le cuffiette. silenzio.

Skipper:    (a Barbie) dicevi qualcosa?
Barbie:    basta con quella tromba! Mi buchi il cervello!
Midge:    (senza prestarvi attenzione) come?
Barbie:    dico a Skipper di smetterla con questo fracasso!
Midge:    (c.s.) ah, sì. Fai bene. Dillo a lei, a “Skiffer”!
Skipper:    (fermandosi) nervosetta la “cara sorellina”?
Barbie:    la “cara sorellina” ti dice di smetterla con questo frastuono. Anzi. Te lo ordina!
Skipper:    litigato con Nora perché non ti ha ancora comprato qualcosa di nuovo ?
Barbie:    (pensandoci) in effetti c’è quella nuova toletta che… (riprendendosi) no! Non ho litigato con nessuno. È solo che non sopporto i rumori molesti. E le persone moleste.
Skipper:    perché io sono una “persona molesta”?
Barbie:    tu che ne dici?
Skipper:    che dovresti dar più sfogo alle tue frustrazioni senza rompere troppo le scatole a me!
Barbie:    (a Midge) ma la senti questa impunita!
Midge:    (distratta) chi? Cosa? Come?
Barbie:    (a Midge) ma Skipper! La senti quello che dice?
Midge:    no. Scusami, Barbie. Stavo cercando di recuperare i punti persi (mostra il lavoro a maglia che sta facendo) allora credo di essermi persa qualcosa. (pausa) Mi sono persa qualcosa? (ride idiota)
Barbie:    (a Midge) l’insolenza di questa impunita arrogantella! (indica Skipper)

Midge si sporge a guardare in direzione di Skipper, alza le  spalle e torna a lavorare a maglia.

Midge:    sì. Tua figlia. Vedo. Vedo.
Barbie:    Midge, mia sorella. Skipper è mia sorella, non mia figlia. Io non ho figli. Non sono ancora sposata. Ricordi?
Midge:    certo. Certo. Tua sorella. (guarda in direzione di Skipper. Perplessa torna al suo lavoro)
Skipper:    ciao, Midge.
Barbie:    Midge, Skipper ti ha salutata.
Midge:    (infastidita) saluti e baci, “Skiffer”. Che fai di bello?
Skipper:    ero di là. Giocavo da sola e allora, siccome mi annoiavo....
Barbie:    sei venuta ad infastidirmi.
Skipper:    volevo sapere cosa stessi facendo.
Barbie:    cosa vuoi che facessi! (dandosi delle arie) Discutevo con Midge di cose da grandi. Cose che davvero tu non potresti capire.
Skipper:    perché quello di cui parlavate prima erano cose da grandi?
Barbie:    (stupita) tu… tu ci hai spiate?
Skipper:    lo fanno tutti, non vedo perché non dovrei farlo io!
Barbie:    Midge! Midge, ma… dille qualcosa!
Midge:    (recuperando attenzione) cosa?
Barbie:    Skipper  si comporta peggio di un portuale di Zurigo…
Skipper:    Zurigo non è sul mare!
Barbie:    Va in giro come… come … una cafoncella qualsiasi. Un portuale di Zurigo proprio!
Midge:    Barbie, Zurigo non è sul mare.
Barbie:    (confusa) Ah sì? Chi te lo ha detto? Dove lo hai letto? Ne si proprio sicura?
Midge:    si, Barbie. Zurigo non è sul mare.
Berbie:    l’ho sempre detto io è che la geografia è difficile. (si incanta) La letteratura è difficile, la matematica è difficile, la fisica è difficile, la storia dell’arte è difficile, la geometria è difficile, le scienze sono difficili.

Midge si alza e dà un colpo in testa a Barbie che si disincanta.

Midge:    e tu, “Skiffer”, smettila di essere insolente ed ubbidisci a quello che ti dice tua sorella! Hai fatto i compiti?
Barbie:    Midge, è estate. La scuola è finita. E poi si chiama Skipper.
Midge:    allora, “Skiffer”, vai a letto che Carosello è finito da un pezzo!
Skipper:    (a Barbie) ma è scema?
Barbie:    ne ho sempre avuto il sospetto!
Skipper:    senti, sorellina, ti volevo chiedere…mi presti l’aereo?
Barbie:    l’aereo?
Skipper:    sì. Quello che vola.
Midge:    e poi la scema sarei io!
Barbie:    lo so che cos’è un aereo.
Skipper:    ci faccio un giro e poi te lo riporto.
Barbie:    Midge! Midge! Dille qualcosa.
Midge:    (spazientita) che c’è, Barbie?
Barbie:    (esterrefatta) Skipper! Midge? Skipper!
Midge & Skipper:    che c’è, Barbie?
Barbie:    io… io… non ho una frase adatta!
Midge:    allora è meglio che stai…
Midge & Skipper:    …zitta!

Barbie sconsolata si chiude in se stessa. Skipper è spavalda. Midge, invece, guarda l’amica e si intenerisce.

Midge:    che c’è, Barbie? Qualche problema?
Barbie:    (piangendo) tutti mi trattano male. Lo sai che c’è chi mi stacca le braccia, chi mi ciuccia i piedi lasciandomi i segni, chi mi scrive sulla faccia con i pennarelli e chi mi vuole solo per poi raparmi a zero. Tutti, dico tutti mi maltrattano!
Midge:    (professionale) sfigurando e colpendo la prosperosa Barbie, le bambine esprimono tutto il loro dissenso nei confronti di una crescita indesiderata e i timori per il passaggio a quel “mondo dei grandi”, dal quale non è possibile fare ritorno all’infanzia oppure2…
Barbie & Skipper:    oppure?
Midge:    semplice mania di persecuzione.

Attimo di silenzio. Tutti si guardano in faccia. La prima a scuotere il capo e tornare alla “realtà” è Skipper

Skipper:    allora, me lo presti l’aereo? E dai! Dai, e dai e dai, dai dai dai!
Barbie:    sei troppo piccola per l’aereo e poi non te lo voglio dare.
Skipper:    allora prestami la “cabrio”, il camper, la moto, il cavallo, la tenda, la barca!
Barbie:    no. No. No!
Skipper:    perché non me li vuoi dare?
Barbie:     perché no!
Midge:    (ancora saccente)non mi sembra una buona ragione.
Barbie:     ma tu da che parte stai?
Midge:    “dalla parte delle Bambine”, sempre!
Barbie & Skipper:    cosa?
Midge:    la tradizionale differenza di carattere tra maschio e femmina non è dovuta a fattori innati, bensì ai condizionamenti culturali che l’individuo subisce nel corso del suo sviluppo. La cultura alla quale apparteniamo si serve di tutti i mezzi a sua disposizione per ottenere dagli individui il comportamento più adeguato ai valori che vuole conservare: tra questo anche il mito della naturale superiorità maschile contrapposta alla naturale inferiorità femminile come ci spiega Elena Giannini Belotti nel suo libro.........

     Barbie si alza e va a disincantare Midge

Skipper:    l’avevo detto che è scema!
Barbie:    Prenditi la tenda e sparisci!
Skipper:    grazie sorellina. (le dà un bacio)
Barbie:      tanto è rotta. (ride cattiva)

Skipper, suonando la trombetta, esce. Midge è tornata a lavorare a maglia.

Barbie:    ma non era meglio che io rimanessi la sola bambola della Mattel? Che bisogno c’era di crearmi una famiglia: Skipper, i gemelli Tutti e Toddi, Stacei, Kelly e la piccola Krissy e fornirmi anche dell’amica Midge?
Midge:    dicevi?
Barbie:    niente, niente. Lavora. (in crescendo, Barbie si è alzata in piedi fino ad assumere atteggiamenti e pose statuari) Restavo solo io! Unica bambola. Signora assoluta. Padrona di tutto. Imperatrice!! A governare la casa di bambole. La Casa Bianca! Il mondo e l’universo intero!
Midge:    oh, ecco. Finalmente ho recuperato i punti persi.

Midge, esterrefatta, guarda Barbie che, salita sulla sedia, ha assunto la posa della Statua della Libertà. La guarda e scuote il capo.

Barbie:    (giustificandosi) c’era una crepa sul soffitto e allora stavo dando un’occhiata.
Midge:    Barbie, delle volte tu mi preoccupi, ma mi preoccupi proprio.
Barbie:    invece tu….
Midge:    secondo me, tu avresti bisogno… (tace scuote la testa) lasciamo perdere.
Barbie:    no. Non lasciamo perdere per niente! Voglio sapere, finisci un concetto se ne sei capace!
Midge:    era un pensiero così, senza senso. Lasciamo perdere.
Barbie:    (alterandosi) no! Non lasciamo perdere per niente!
Midge:    ma perché insisti? Perché ne vuoi parlare?
Barbie:    perché non c’ho cazzo da fare!
Midge:    forse dovresti metterti pure tu a lavorare a maglia. Scarica.
Barbie:    sì. “Barbie-magliara”: sai che successo di vendite!
Midge:    sempre meglio di “Barbie-nonc’houncazzodafare”!
Barbie:    Midge?
Midge:    sì, Barbie?
Barbie:    (amorevole) vaffanculo!
Midge:    (amorevole) vaffanculo tu!

Barbie fa l’indifferente. Midge lavora a maglia. Sospira e si fa sognante.

Midge:    e dire che a me sarebbe tanto piaciuto fare l'attrice. Stare sul set. "Silenzio si gira!" Io e Robert De Niro sul set. "Ti trovo bene, Midge". "Grazie, Robert, anche te devo dire ti trovo gagliardo". Poi la notte degli Oscar. La trepidazione. L’attesa! “The winner is…”
Barbie:    Midge?
Midge:    sì! Sì! Sì! The winner is Midge! Ed io esulto.
Barbie:    Midge, poi dici che sono io quella di cui preoccuparsi!
Midge:    no. È che io ti stavo raccontando il mio sogno.
Barbie:    ma, Midge, alla gente non frega niente di quello che è il sogno di una sfigata, spalla della star!
Midge:    è questo il problema, il mio problema.
Barbie:    (compassionevole) povera cara!
Midge:    povera sì. Cara mica tanto. al mercatino delle pulci valgo appena pochi spiccioli. E nessuno mi compra.
Barbie:    non te la prendere, Midge. Parliamo, invece, di me che è da tanto tempo che non lo facciamo.
Midge:    (sarcastica) sì. Parliamo di te che è “proprio” tanto tempo che non lo facciamo.
Barbie:    a me basterebbe, per una volta, essere padrona della mia vita.
Midge:    decide tutto Ken?
Barbie:    chi? Lui! lui non è in grado di decidere nulla! Mi riferivo a Nora.
Midge:    il capo?
Barbie:    si lei. ti impone tutto. “Fai questo. Fai quello”. Ti impone anche certe frequentazioni.
Midge:    Alludi a me?
Barbie:    dai, Midge. Lo sai cosa intendo. In fin dei conti, anche noi, sì, siamo amiche, però. Sono certe circostanze che ci uniscono, per il resto… non molto.
Midge:    Ah! È questo che pensi di me!
Barbie:    se non fosse per le circostanze forse neanche ci frequenteremmo.
Midge:    vuoi dire che non saremmo neanche amiche?
Barbie:    io in giro per il mondo.... tu a casa con i marmocchi. Non sapremmo l’una dell’esistenza dell’altra.
Midge:    e Io che sono sempre stata dietro alle tue follie…
Barbie:    Midge, credimi. Mi hai fraintesa.
Midege:    io sempre: “dov’è Barbie? Che fa, Barbie? Sta male, Barbie?”. Mentre tu… tu te ne fotti di me.
Barbie:    lo sai che non è vero.
Midge:    come quella volta che ti volevi candidare alle elezioni! Chi è che ha lavorato per te!
Barbie:    oh sì!  come ci siamo divertite!
Midge:    tu! Tu ti sei divertita. Io a smazzarmi tutta quella gente, il Partito delle ragazze, come lo avevi chiamato. Io a fare volantini, a distribuirli. A coprirmi di ridicolo. "Votate Barbie, votatela e la vostra vita cambierà". E tu mi vieni a dire che non siamo neanche amiche.
Barbie:    non è questo quello che volevo dire. Credimi.
Midge:    Per non parlare del tuo periodo animalista? Quando ti sei riempita casa di tutte quelle bestie immonde.
Barbie:    erano carini, no?
Midge:    cani, gatti, cavalli, il panda, il cucciolo di leone e la zebra. Chi ti ha risolto poi il problema di dove piazzarli? Tanto tu, prendi il camper, l’aereo, la cabriolet, il cavallo Timbo e via. Lontana. E chi ti ha vista più!
Barbie:    Midge, io non volevo offenderti.
Midge:    però l’hai fatto.
Barbie:    sono momenti della vita che… ti senti confusa. Con tutti i pettini che.....con tutti i nodi che vengono al pettine. Non è facile essere sempre sorridente e disponibile.
Midge:    su questo, lo sai che ti do ragione
Barbie:    Ieri, per esempio, viene quella, il capo…
Midge:    Nora?
Barbie:     lei. Viene e mi fa: “non mi piace mica come sei pettinata!
     Non mi piace proprio”. E allora che fa? Mi impone di andare dal parrucchiere
Midge:    giornata memorabile per Barbie. Nel suo Salone di Bellezza Barbie si è lavata i capelli proprio come si fa dal parrucchiere con l’acqua che scende da un apposito rubinetto. Ora la tua Barbie avrà i capelli lucidi e vaporosi! Comodo questo Salone di Bellezza vero? C’è proprio tutto e la tua Barbie ora è felice e più bella che mai!
Barbie:    e una volta che ero lucida e vaporosa mi ha messo il vestito rosa shocking, le scarpe rosa confetto, le calze rosa antico, la borsa rosa pesca, il cappello rosa bon bon, il cappotto rosa fragola, i guanti e la sciarpa, anche se era estate, rosa fucsia...
Midge:    non è che stai male così.
Barbie:    io odio il rosa!
Midge:    allora a me che danno sempre i tuoi vestiti usati, quelli oramai passati fuori moda!
Barbie:    ma perché io sono Barbie, mentre tu.. tu… tu…  (la guarda dall’alto in basso)
Midge:    Midge, la migliore amica di Barbie.
Barbie:    ed anche quella, Midge, è una professione.
Midge:    una schiavitù! Impegnativo e stressante come qualsiasi asservimento!
Barbie:    proprio come me con a Nora…Nora è una vera schiavista, una tiranna, una bambina viziata alla quale tutto è permesso, mentre io…
Midge:    noi!
Barbie:    sì. Noi. Io rimango solo un giocattolino nelle sue mani senza alcuna dignità.
Midge:    noi, eh! Esisto anche io.
Barbie:    per non parlare di Ken che mi dice: “fai la brava. Fatti furba e abbozza”. Facile per lui: è stupido. Un insignificante ometto, al quale va sempre tutto bene. Un giorno me, un altro Francie, un altro Cara un’altro Christie. Lui fa il gallo nel pollaio e se ne fotte .
Midge:    il gallo nel pollaio Ken?!
Barbie:    si...
Midge:    ma non te ne sei accorta? È gay.
Barbie:    davvero?
Midge:    ma hai visto come cammina, sculetta... sempre a parlare di Big Jim.
Barbie:    ecco perché non mi ha mai chiesto di sposarlo!
Midge:    bingo!
Barbie:    stiamo insieme da 25 anni e non mi è mai venuto il sospetto. E si che lui sempre a dire (a fare il verso di Ken): “Hai visto i muscoli di Big Jim? È proprio forte Big Jim”.
Midge:    a me mi ha pure ingravidata.
Barbie:    Big Jim? Il figlio è suo?
Midge:    e che ne so io! Con tutta questa promiscuità! Se è suo, di Alan, dell’Uomo Ragno o dei Fantastici 3.
Barbie:    tre?!?!
Midge:    (sognante) fantastici!
Barbie:    (cambiando discorso)non credere che io me la passi meglio. Lo sai che mi ha fatto Umbertino l'altro giorno?
Midge:    il fratello di Nora?
Barbie:    lui. Proprio lui. Ha approfittato che sua sorella era via. Mi ha presa e mi ha vestita da puttana, ti rendo conto? “Barbie puttana” non si è mai vista.
Midge:      non è una cattiva idea, andrebbe a ruba.
Barbie:    piantala! Mi ha vestita da puttana e mi ha fatto fare la lap dance.
Midge:    la lap dance?
Barbie:    solo che non era un palo quello. Sembrava, sì, ma... forse era una banana.
Midge:    Barbie, quella non era una banana.
Barbie:    però era alto quasi come me.
Midge:    ma non era un banana.
Barbie:    è un porco quel bambino.
Midge:    Quando cresce quello fa una brutta fine.
Barbie:    mi tocca tutta. Mi scruta. Mi accarezza e...
Midge:    ti fa fare la lap dance.
Barbie:    con la banana.
Midge:    non è una banana quella.
Barbie:    quello che è.
Midge:    a me la lap dance, però, non me l'ha mai fatta fare.
Barbie:    certo. Con quella pancia che hai!
midge:     non è pancia è che sono incinta!
Barbie:    A si? Sei sicura?  Comunque sei deforme!
Midge:    però il bagno insieme lo abbiamo fatto e non era neanche male.
Barbie:    cosa? Lui o il bagno?
Midge:    in fin dei conti è anche piacevole.
Barbie:    mi stupisci, Midge. Non ti facevo zoccola.
Midge:    zoccola ci sarai tu!
Barbie:    non volevo offenderti. E che solo... certi giochini... provarci piacere!
Midge:    è che lui, sì, mi dà importanza. Sai, noi donne, anche se bambole... in fin dei conti, siamo pur sensibili a certe attenzioni.
Barbie:    maniacali!
Midge:    la prossima volta gli chiederò di farmi fare la lap dance.
Barbie:    con quella pancia!
Midge:    e con la banana, come la chiami tu.
Barbie:    ed io mi farò il bagno con lui nella vasca, nel lavandino, nel bidet anche! E lo riprenderò anche! Farò delle belle riprese e poi te le farò vedere!
Midge:    capiraì che goduria!
Barbie:    vedrai che giochi andremo a fare io e lui.
Midge:    con la telecamera?
Barbie:    ora ne sono anche dotata. Mi chiamano “Barbie video girl-doll”! Premi qui e registro tutto.
Midge:    49 dollari e 99 centesimi!
Barbie:    perché mi vuoi comprare?
Midge:    Barbie, ma l’hai sentita la polemica in proposito?
Barbie:    gente invidiosa, odiosa, invidiosa che sa solo parlare male degli altri e di me, soprattutto!
Midge:    l’FBI.
Barbie:    (guardandosi intorno circospetta) l’FBI? C’è l’FBI qui?
Midge:    no. Dico, la polemica.
Barbie:    l’FBI si interessa a me? Ne sono onorata anche se… (incupendosi) … è così che usano i soldi dei contribuenti?
Midge:    parlano di pedofilia.
Barbie:    cos’è una nuova scienza?
Midge:    Barbie, quelli che vanno con i bambini!
Barbie:    i nonni che accompagnano e prendono i bambini a scuola?
Midge:    calma. Ragioniamo. I pedofili sono quei brutti ceffi che fanno le cose sporche con i bambini.
Barbie:    la cacca nel letto?
Midge:    sesso! Barbie, sesso! Sono uomini che fanno sesso con i bambini e poi magari fanno anche foto e filmini da mettere su internet.
Barbie:    mio dio che schifo! Esiste gente così?
Midge:    purtroppo sì.
Barbie:    (accorata) fa proprio schifo l’uomo!
Midge:    lo puoi dire forte.
Barbie:    (urlando) FA PROPRIO SCHIFO L’UOMO!
Midge:    questo teme l’FBI.
Barbie:    che l’uomo faccia proprio schifo?
Midge:    che tu venga usata… la tua telecamera venga usata per questi giochi sporchi.
Barbie:    ma io sono pura, candida. Io non farei mai male a un bambino.
Midge:    questo è da vedersi.
Barbie:    per via della telecamera?
Midge:    non mi riferivo a questo. L’allarme dell’FBI è eccessivo.
Barbie:    mi ero preoccupata.
Midge:    il male non è nelle cose ma dell’uso che se ne fa.
Barbie:    e nel mio caso?
Midge:    (squadrando Barbie) io ti infilerei in un tritarifiuti e ti farei a pezzetti piccoli piccoli. Stuzzicadenti.
Barbie:    per via della telecamera?
Midge:    perché sei stupida, ottusa come una zucca!
Barbie:    vedi che sei tu cattiva?
Midge:    non mi far dire, non mi far parlare. Altrimenti anticipo il finale.
Barbie:    sei invidiosa, gelosa. Invidiosa.
Midge:    sei da ricovero! Urgente! In una struttura psichiatrica di alto profilo.
Barbie:    e tu… tu… tu…
Midge:    il telefono: “Tu, Tu,Tu”
Barbie:    basta! Non parlo più! Con te!
Midge:    fosse vero!

Le due donne si ignorano.
Suono di trombetta. Rientra Skipper.

Barbie:    eccola che ci risiamo! È già finito il campeggio?
Skipper:    beh...veramente.....stavamo facendoci una canna con puffetta quando…
Barbie:    tu fumi Skipper?
Skipper:    ma è puffetta che va pazza di quella roba!
Barbie:    ma come?puffetta…?ne sei proprio sicura?
Skipper:    secondo te perché è blu?
Barbie:    e tu? eh...voi due.. avete fumato dentro la mia tenda?
Skipper:    in verità non eravamo sole....c’erano anche Paciocchino, Ciccio Bello Negro,  Betsy Clark e Holly Hobby.
Barbie:    no, Holly Hobby no!
Midge:    la solita baby gang!
Skipper:    non è tutto Barbie...c’è anche un’altra cosa che devo dirti. Non è stata colpa mia....lo giuro.... è stato Dumbo a fare tutto!
Midge:    facile dare sempre la colpa agli extracomunitari!
Barbie:    la mia tenda?cosa è successo alla mia tenda?
Skipper:    Era inevitabile Barbie! Rolla una canna, accendi una canna, passa la canna, tira la canna. Dumbo che smaniava per fumare. Poi, con quella proboscide… ogni tiro si fumava una canna. Io che gli dicevo: “aspetta il tuo turno. Aspetta”. Alla fine è andato in ansia. E voleva la canna e voleva la mamma,. Voleva la mamma e di nuovo la canna....  Sai com’è fatto, con quella voce baritonale che ha: “canna, mamma, canna, pappa, cacca, mamma, canna, mamma”! gli è preso un attacco di panico. È inciampato sulle orecchie e ha spianato tutto.
Barbie:    la mia tenda! E ora io come farò ad andare in campeggio!
Skipper:    hai sempre il camper!
Barbie:    voglio la tenda! La mia tenda! (rivolta a Midge) …ma hai sentito, Midge?
Midge:    (distratta) cosa?
Barbie:    (A Midge) ma Skipper ha distrutto la mia bellissima e comodissima tenda fosforescente!?
Skipper:    non sono stata io....
Midge:    Barbie era già rotta.
Skipper:    ah, era pure rotta!
Barbie:    un po’ scucita alla base, ma niente di che! Invece tu… tu me l’hai distrutta! Tutta distrutta! Distrutta tutta!Tutta , tutta tutta distrutta! (si da uno schiaffo e si disincanta da sola)

    (Skipper si mette ai margini della scena, ma ascolta attenta.)

Midge:    dì a Nora di farsene regalare un nuova da sua madre. Tanto a quella regalano tutto!
Barbie:    non è a lei è a me che regalano tutto!
Midge:    “La moltitudine di accessori fa si che Barbie non patisca alcun bisogno, l’infinita bramosia d’accumulo, il suo universo di plastica..”
Barbie:    che hai adesso contro la plastica?
Midge:    lo sai quanto ci mette un bicchiere di plastica a decomporsi e a sparire dall’ambiente?
 Skipper:    (saccente)............anni!
Barbie:    ora capisci perché non passerò mai di moda.... “la vita nella plastica è fantastica!”

Skipper:    vi saluto, tardone!

Skipper scappa via.
Barbie si distrae. Cerca di farlo. Midge lavora a maglia.

Barbie:     sai che ti dico, Midge?
Midge:    (spazientita) no, Barbie.
Barbie:    aveva ragione quel comico del cinema.
Midge:    quale comico?
Barbie:    Mark, Marx. O qualcosa del genere.
Midge:    i fratelli Marx, vuoi dire?
Barbie:    loro! Proprio loro! Solo che… (Midge la guarda interrogativa) …non mi ricordo mai quale dei tre fosse.
Midge:    quattro.
Barbie:    (pensierosa) lui diceva che le persone sono solo merce.
Midge:    e noi senza dubbio lo siamo. Abbiamo anche un codice a barre...
Barbie:    dove?
Midge:    dietro al collo Barbie..non te ne sei mai accorta?
Barbie:    ecco cosa era quel prurito qui dietro!
Midge:    comunque non era un comico a dirlo. Era un filosofo. Karl Marx.
Barbie:    ecco lui! Proprio lui. Lo diceva lui. Solo che non mi ricordo mai quale fosse? Quello con gli occhialetti? Quello con i riccioli. No, forse era proprio quello muto. Sì. Muto. Era muto.
Midge:    se era muto come ha fatto a dire qualcosa?
Barbie:    a questo non c’avevo pensato.
Midge:    allora dovresti farlo. Pensarci a quello che dici.
Barbie:    pensare a quello che dice lui o a quello che dico io?
Midge:    (dopo averci riflettuto) ad entrambe le cose, Barbie.
Barbie:    hai ragione, Midge. Hai proprio ragione. Ed in effetti, pensandoci e ripensandoci, bisogna proprio dire che quello…
Midge:    Mark?
barbie:    …aveva ragione.  Noi siamo solo delle serve del padrone. Umili serve del volere del padrone. Dovremmo denunciarlo ai sindacati!
Midge:    se ci fosse un sindacato delle bambole.
Barbie:    noi Barbie siamo tante. Potremmo organizzarlo.
Midge:    E’ arrivata  "Barbie-sindacalista”!
Barbie:    coi tempi che corrono non mi conviene. Anche se... il “presidente operaio” e la “bambola sindacalista”....suona bene..
Midge:    tanto poi a fare il servizio d'ordine, il picchettaggio in fabbrica ci devo pensare io.
Barbie:    con quella pancia?
Midge:    e se mi gira, mi porto dietro anche la banana.
Barbie:    quella di Umbertino?
Midge:    non certo quella di Alan o quella di Ken. Che in fatto di... non sono poi tanto dotati.   
Barbie:    che vuoi dire?
Midge:    sai quel bozzo che hanno lì, davanti?
Barbie:    bozzo, quale bozzo?
Midge:    Barbie!
Barbie:    ho capito.
Midge:    evviva!
Barbie:    (non avendo colto) comunque Umbertino non mi piace. Tutti che dicono che Umbertino è un bravo ragazzo, che si farà, che diventerà qualcuno. Certo. Ha il padre giornalista che scrive e lecca i piedi ai potenti. Ma a tu per tu, con lui, quando non c’è Nora, ci sto io, mica loro!
Midge:    forse dovresti parlarne con qualcuno? Che so, con la madre.
Barbie:    con la signora Millicent Roberts? Buona quella! Una pazza, isterica che non fa che altro che piangere, urlare, sbattere le porte. E rompere i cristalli.
Midge:    interessante questo. (prende degli appunti)
Barbie:    una volta  mi stava infilando nel microonde.
Midge:    la signora Millicent…?
Barbie:    per chissà mai quale motivo, ha minacciato di farmi arrosto.
Midge:    e tu?
Barbie:    'na paura. (scuote il capo) Ma forse hai ragione tu, Midge. Dovrei calmarmi, prenderla con più filosofia, accettare il fatto che io sono solo questo: una bambola. Una stupida bambola messa in commercio per il diletto di milioni di bambine che – stupide- se le fanno regalare.
Midge:    tu non sei solo questo, Barbie.
Barbie:    chi frequento io? Il cane Sambi? Il pupazzo Picachiu? Ciuchino? L’orso Winnie-Pooh? Shrek ? Oddio lui è anche carino ma… poi ci sono a quelle odiose delle Wings e quelle stronze delle Bratz…
Midge:     stai tranquilla non potranno più farti del male adesso che hanno  perso la causa.
Barbie:    si ma l'ultima volta mi hanno distrutto casa. Col fuoco. Distrutta casa mia, casa di bambole.
Midge:    non sono state loro a farlo.
Barbie:    Umbertino?
Midge:    sei stata tu a farlo.
Barbie:    no. Non può essere. Non posso essere stata io a... impossibile.
Midge:    eppure è così, signora Millicent Roberts.
Barbie:    perché adesso mi dai del "lei", Midge?
Midge:    io non sono Midge, signora. Sono la dottoressa...
Barbie:    sì. Lo so. Ti conosco, ti conosco fin troppo bene.
Midge:    ...psichiatra dell'ospedale e questa che stiamo seguendo è la terapia... (indossa un camice)
Barbie:    bla bla bla bla. (pausa) Adesso sai che faccio, Midge? Chiamo Nora...Pronto Nora..sono Barbie
Midge:    non credo che potrà più farlo.
Barbie:    a si? Allora parlerò con Umbertino? Umbertino!??? Pronto Nora, passami tuo fratello?? Umbertino? Dove sei?
Midge:    anche lui non è più in grado di ascoltarla.
Barbie:    parlerò con la loro madre. Con la signora... (balbetta)
Midge:    è lei la signora Millicent Roberts.
Barbie:    no!! Io sono Barbie, sono Barbie, Barbie! Sono...
Midge:    lei non è Barbie, signora...
Barbie:    no?! Che peccato!
Midge:    lei è la signora Millicent Roberts, madre di Nora e Umbertino.
Barbie:    E perché lo avrei fatto?
Midge:    siamo qui per scoprirlo. Insieme.
Barbie:    e i miei bambini? Dove sono? (sgomenta guarda Midge che rimane impassibile) sono... (imbarazzata sorride stupida) non bisogna mai giocare con il fuoco.
Midge:    proprio no.
Barbie :    dottoressa, sa la fragilità del cristallo? Quella di cui parlavo. (Midge annuisce) È fragile. Si incrina, si rompe. Ma forse sono io ad essermi rotta. Frantumata.
Midge :     è quello che dobbiamo verificare.
Barbie :    una Barbie a pezzi. Sono da rottamare?
Midge :    speriamo di no, signora Millicent Roberts.

Entra Skipper vestita da infermiera.

Skipper:    signora Millicent Roberts, il primario la sta aspettando.
Barbie:    il primario?
Midge:    vuol rendersi conto del suo stato di salute.
Barbie:    mio dio! Il primario è una persona importante molto importante. Io... non so... come sto? sono abbastanza elegante? Sto bene, sì? Sono ben vestita, ben agghindata? Ben combinata? Perché io... io sono una Barbie, una bella Barbie che si muove, cammina, balla, parla e…
Midge :    è perfetta. Direi perfetta. Ma ora andiamo di là.
Barbie:    sì. Non voglio far aspettare il primario. Proprio no.

    Barbie si spazientisce.

Barbie:    senti, Midge, adesso basta! Hai esagerato! Non è così che si fa!
Midge:    si fa cosa?
Barbie:    tutta questa storia! È uno stupido gioco! Non mi va più di giocare alla psichiatra, alla mamma psicotica e assassina. Che poi sono sempre io quello a doverla fare!
Midge:    ma questo non è un gioco.
Barbie:    perché invece non facciamo che… (ci pensa mentre Midge rimane perplessa) Facciamo, invece, che io sono un’indiana e tu il generale Custer...
Skipper:    ed io?
Barbie:    (a Skipper) la prigioniera legata al totem alla quale io do fuoco!

Barbie accende un accendino. Sguardo da esaltata. Nel buio rimane solo la luce dell’accendino che illumina il volto di Barbie poi buio.

fine