Il potere dell’infanzia

di

Giancarlo Ferraris



I personaggi

Alfio, giornalista
Santino, giornalista
Gilberto Baffi, detto il Gil, ex capo di una banda di banditi
Tim, ragazzino di dieci anni
Uomo vestito elegantemente
Inoltre: prostitute, poliziotti, altri giornalisti, passanti, un commissario, un giudice.


I tre punti di sospensione indicano:
- brevi momenti di pausa nei discorsi dei personaggi;
- discorsi interrotti o sospesi.



Primo momento

Mattina presto di un mercoledì di metà aprile. Piove. Nella Redazione, semideserta, di un quotidiano locale, due giornalisti, Alfio e Santino, appoggiati ad un tavolo grande, stanno sfogliando il giornale fresco di stampa mentre sorseggiano del caffè. Ad un certo punto Alfio si avvicina ad una finestra e lancia una rapida occhiata fuori, al cielo, ai grandi palazzi e alle strade che stanno tutt’intorno.

Alfio
Piove… E anche fittamente…

Santino
Sembra che il tempo, ultimamente, non sappia fare altro che questo… Dimmi un po’, Alfio: da quando non vediamo più il sole?

Alfio
Minimo da una settimana… Anche se il sole in questa città è sempre stato un evento straordinario… In tutto il mondo non c’è un’altra città come la nostra: qui il giorno assomiglia sempre di più alla notte… Anzi ormai ci si confonde…

Santino
Lo sai che cosa mi ha fatto ricordare questa pioggia così fitta?

Alfio
Che cosa?

Santino
Charles Baudelaire… Te lo ricordi Charles Baudelaire?

Alfio si volta verso Santino, accostandosi di nuovo al tavolo.

Alfio
Chi può dimenticare Charles Baudelaire?!… Chi può dimenticarlo?

Santino
Credo nessuno.

Alfio
Beh, non quelli come noi, sicuramente!… Ma, scusami tanto, qual è il nesso tra la pioggia e Baudelaire di cui parli?

Santino guarda sornione Alfio negli occhi, abbozzando un sorriso ironico.

Santino
Bravo!… Vedo che ti sei dimenticato una delle sue poesie più note.

Alfio
Beh!… Ne è passata di acqua - è proprio il caso di dirlo! - sotto i ponti dagli anni del liceo!

Santino
Spleen!… Ti dice nulla questo nome?

Alfio
Ahh!… Ora rammento…
Santino finisce di sorseggiare il suo caffè, poi si anima di entusiasmo, guardando nuovamente Alfio negli occhi.

Santino
Ci sono dei versi di questa poesia che fanno così:

quando la pioggia, distendendo le sue immense strisce,
imita le sbarre di un grande carcere
ed un popolo muto di infami ragni
tende le sue reti in fondo ai nostri cervelli,…

Alfio
In effetti questa mattina la pioggia sta disegnando veramente le sbarre di una prigione…

Santino
E anche se non lo vediamo, un popolo muto di ragni ignobili sta tessendo le sue ragnatele sulle nostre teste…

Alfio
Ecco chi è che genera l’angoscia, la paura e la follia dentro di noi!… La pioggia e i ragni!

Santino
Sono immagini poetiche, queste!… È scontato!… Anche se…

Alfio lancia uno sguardo rapido a Santino, terminando anche lui di gustare il suo caffè.
Alfio
Anche se?… Che vuoi dire, Santino?

Santino
Al posto dei ragni, qui, ci sono tutti questi palazzoni grigi e queste strade nere che formano un reticolato ben più orrendo e pesante delle reti tessute dai ragni di Baudelaire!…

Alfio
Sì!… È vero!… Un reticolato che ti opprime, ti soffoca, ti schiaccia… Oltre a infonderti angoscia, paura, follia… Per queste strade, talvolta, non arriva neppure la luce del giorno… Le poche volte che c’è.

Alfio e Santino tacciono per alcuni attimi, continuando a sfogliare il quotidiano.

Alfio
Sai se c’è qualcosa di grosso che bolle in pentola?

Santino
Per adesso no.

In quel preciso momento in Redazione arriva un fax.

Alfio
Ecco la prima nuova della giornata.

Santino
Fa vedere, un po’…

Alfio si avvicina al fax e prende il documento appena arrivato senza neppure visionarlo, poi ritorna al tavolo, dove inizia a leggerlo.
Alfio
Ehi!…

Santino
Che c’è?

Alfio
Mm!… Roba grossa!

Santino
Ovvero?

Alfio
Te lo ricordi il Gil?

Santino
Come se fosse adesso!…

Alfio
Domani mattina verrà portato in Tribunale per l’inizio del processo.

Santino, sorpreso e incuriosito dalla notizia, guarda Alfio ancora intento a leggere.

Santino
Vuoi dire che verrà processato nella nostra città?

Alfio
Proprio così.

Santino
D’altra parte lui, insieme alla sua banda di delinquenti incalliti, qui ne ha combinate di tutti i colori!… È giusto che sia processato in città.

Alfio alza gli occhi dal fax ed assume un’espressione dura ed insieme triste.

Alfio
Omicidi, rapine, estorsioni, furti, spaccio di droga, traffico di armi, bische, scommesse clandestine, puttane e chi più ne ha più ne metta!

Santino
Gli daranno…

Alfio
Qualche buon ergastolo!

Santino
Sarebbe il minimo!

Alfio riprende a leggere il fax.

Alfio
Aspetta, aspetta!… Senti un po’: sembra che il Gil, al secolo Gilberto Baffi, voglia vuotare il sacco, fare nomi e cognomi, insomma raccontare tutto quello che ancora non si sa su dieci anni di sanguinaria attività criminale… E non solo qui, in città, ma in tutta… Italia.

Santino
Ahh!

Alfio
E pare che saranno in molti a tremare.

Santino
Mi sono sempre domandato come mai la sua banda abbia potuto agire così impunemente per così tanti anni.

Alfio
Semplice!… Il Gil e i suoi compari erano, per dirlo in gergo, “ammanigliati bene”, oltre al fatto che erano strapotenti e violentissimi… Avevano sicuramente rapporti molto alti: con la politica, la finanza e altri soggetti del genere… Per questo se lui parla molti tremeranno.

Santino prende il fax e gli dà una rapida lettura.

Santino
E noi della stampa dovremo seguire tutto il processo, che, ovviamente, non potrà che essere lungo e pesante… Ci sarà una marea di udienze, per mesi e mesi… Forse per anni!

Alfio
Temi che il nostro grande caporedattore voglia appiopparci questa roba?!

Santino
Invero, lo temo!… Anche perché sto seguendo altre cose, tutt’altro che semplici e di tempo, in sostanza, non ne ho più.

Alfio fa un lungo respiro.

Alfio
Previa autorizzazione del nostro grande caporedattore posso seguire io il Gil, se tu non puoi… Ma non venirmi a fare scenate se poi la roba diventa - credo?! - uno scoop sensazionale.

Santino
Tranquillo, Alfio!… Vai pure avanti… Da solo.

Alfio
Sarà bene che dia un’occhiata a quello che venne scritto a suo tempo sul Gil e la sua banda…

Santino
Giusto!... Il controllo delle fonti edite è importante quanto la verifica dell’autenticità delle fonti inedite.

Alfio va nell’Archivio della Redazione e poco dopo ritorna da Santino con alcuni grossi volumi contenenti i numeri passati del giornale, li apre e incomincia a passarne in rassegna il contenuto, fermandosi a leggere ogniqualvolta gli articoli lo colpiscono particolarmente.

Alfio
Senti qui…

La banda del Gil, così chiamata dall’abbreviazione del nome del suo capo, Gilberto Baffi, ha un’organizzazione interna molto singolare: pur dipendendo da un leader a cui tutti fanno riferimento e al quale spettano le decisioni più importanti, essa agisce tramite gruppi autonomi gli uni dagli altri, ciascuno dei quali ha la sua zona d’azione. E tutti i proventi delle attività illegali finiscono in una sorta di cassa comune, per poi essere divisi in parti uguali tra tutti i membri della banda, ma anche reinvestiti in altre attività criminali.

Santino
Gran bel gruppo di simpaticoni!... Non c’è che dire!

Alfio
Stai ancora a sentire…

“La città sarà sempre di più nelle nostre mani” ha detto Gilberto Baffi, spavaldo e con il sorriso sulle labbra. Tutti i membri della banda del Gil sono interessati ad allargare il loro controllo sul territorio e a concludere nuovi affari, del tutto indifferenti a chi possa esserci dietro. La droga, le armi, le donne a pagamento possono arrivare e andare indifferentemente a uomini della grande criminalità organizzata, a gruppi terroristici, a organizzazioni malavitose orientali. Agli ex rapinatori cresciuti nelle cosiddette batterie di quartiere, passati poi al giro più grande delle bische e delle scommesse clandestine e diventati mercanti di morte grazie al traffico della droga e delle armi, non interessa più servire o essere serviti da questa o da quell’altra banda.

Santino
Eravamo tutti in pericolo allora e, fondamentalmente, non lo sapevamo.

Alfio
Senti un po’ la dichiarazione di uno dei banditi, arrestato, poi evaso dal carcere ed infine morto ammazzato…

“Noi della banda del Gil siamo i più forti e i più potenti perché non ci pensiamo due volte a sparare”.

Santino
Terribile!

Alfio
E per concludere…

La banda del Gil si sta affermando nel mondo della criminalità cittadina attraverso la pratica sistematica dell’eliminazione  fisica di tutti gli avversari, ottenendo così il duplice vantaggio di sbarazzarsi della concorrenza e di intimorire chi voglia interferire nei suoi progetti di espansione. Non c’è ramo delle attività illegali dove la banda del Gil non sia presente, parzialmente o sempre più, totalmente: oltre agli omicidi, le rapine, le estorsioni, i furti, lo spaccio di sostanze stupefacenti, il traffico di armi, le bische e le scommesse clandestine, la prostituzione.

Santino
Decisamente è meglio che ti occupi tu del Gil.
Alfio
Hai paura?

Santino
Abbastanza!... Meglio stare alla larga da questo individuo, anche se, quasi sicuramente, oggi, non conta più nulla.

Alfio chiude i volumi lasciandoli sul tavolo grande, poi si avvicina di nuovo alla finestra.

Alfio
Piove ancora… E sempre fittamente…

Santino
Andrà avanti così ancora per qualche giorno, stanne certo.

Alfio si volta verso Santino.

Alfio
Come fanno quei versi di Baudelaire?

Santino
Fanno così:

quando la pioggia, distendendo le sue immense strisce,
imita le sbarre di un grande carcere
ed un popolo muto di infami ragni
tende le sue reti in fondo ai nostri cervelli,…

Alfio
Sono la descrizione precisa di questa giornata… E del mio stato d’animo.

Santino
Andiamo, Alfio! Sono solo versi di un poeta, seppur grandissimo, ma soltanto versi, frutto della fantasia, nulla di più! Non lasciarti contagiare… Soprattutto non stare male per colpa di Baudelaire!

Alfio si avvicina nuovamente a Santino.

Alfio
Se guardo fuori vedo proprio le sbarre di una prigione e più la pioggia aumenta d’intensità più queste sbarre mi appaiono fitte, soffocanti… Per non parlare dei palazzi e delle strade: sono veramente un reticolato greve ed orribile!… Sembrano delle creature mostruose, tentacolari, che ti afferrano e ti schiacciano prima la mente, poi lo spirito ed infine il corpo.

Santino
Creature che generano dentro di noi angoscia, paura e follia, come dicevi prima, non è vero?

Alfio
Proprio così.

Santino guarda negli occhi Alfio per alcuni lunghi istanti.

Santino
Secondo me ti ha messo di cattivo umore tutta la faccenda del Gil… O sei preoccupato per il lavoro che, eventualmente, dovrai seguire?
Alfio fa un breve respiro.

Alfio
Non lo so… Mi sento strano, malinconico, oppresso.

Santino
Una giornata come questa non aiuta di sicuro ad essere allegri!... Sai che ti dico, Alfio: non pensarci più!

Alfio
Bah!… Hai ragione tu, Santino!… In fondo, pensandoci bene, sono soltanto sensazioni… Null’altro che sensazioni, senza alcun fondamento… Adesso, però, è bene che faccia un salto a casa.

Alfio indossa il suo impermeabile e il suo cappello per la pioggia.

Santino
Dove abiti, Alfio?

Alfio
In periferia, in un bilocale, senza balcone e garage, ma non è un problema: a casa ci ritorno solo per dormire, il balcone per ammirare il cemento armato e il catrame che stanno attorno non mi interessa minimamente e la mia vecchia Y10 è abituata a sopportare tutte le intemperie.

Santino
Non per farmi gli affari tuoi, ma in quale zona della periferia abiti di preciso?

Alfio
Nella zona della Stazione Centrale.

Santino abbassa gli occhi per alcuni secondi.

Santino
Brutta zona, quella!... E scusami se sono così franco.

Alfio
In effetti non è una bella zona, ma era l’unica accessibile alle mie magre finanze…

Santino
Un mio amico ci ha abitato qualche tempo fa e mi ha detto che da quelle parti è facile, per strada o anche sulle scale di casa, incontrare il tizio mezzo o tutto fatto con in mano una siringa imbrattata di sangue o qualcuno schizzato che ti fa balenare davanti agli occhi la lama di un coltello lungo ed affilato oppure qualcun altro, altrettanto stralunato, che ti pianta la canna fredda di una rivoltella all’altezza della giugulare. Sempre e soltanto, comunque, per chiederti soldi o la dose.

Alfio
Purtroppo è così anche adesso… E ci devi poi aggiungere, sui marciapiedi, ragazze appariscenti, ma dallo sguardo triste, ragazzini vestiti quasi di stracci che giocano chiassosamente, rifiuti abbandonati, bar e negozi sporchi, auto mezze scassate… Ma sai, Santino, in fondo, sono un cronista di nera e anche di giudiziaria e il fatto di abitare in quello che è il mio ambiente di lavoro non mi spaventa… Ora, però, devo andare… Ci vediamo più tardi.



Secondo momento

Non piove più. Alfio sta rincasando. Nei pressi del portone d’ingresso del palazzo dove abita vi sono due prostitute, poco più avanti un ragazzino che gioca rumorosamente lungo la strada infradiciata con una palla colorata.

Prima prostituta
Ciao, bello!

Seconda prostituta
Ehi, tesoro!

Alfio si avvicina al portone con la chiave in mano quando la palla, rimbalzando sul muro del palazzo, cade ai suoi piedi.

Alfio
Ohilà!

Subito dopo il ragazzino gli si avvicina, sorridendo.

Alfio
È tua questa palla?

Il ragazzino guarda Alfio sempre sorridendo, senza parlare.

Alfio
Allora!?… È tua questa palla?

Il ragazzino, sempre sorridendo, continua a guardare Alfio, senza dire nulla.

Alfio
Come ti chiami?

Prima prostituta
Si chiama Tim, se proprio vuoi saperlo.

Seconda prostituta
E non farti venire idee strane in testa, hai capito, tesoro?!

Alfio si volta verso le due prostitute.

Alfio
Che volete dire?
Seconda prostituta
Lo sai bene che cosa voglio dire… Lo sai bene, tesoro!...

Prima prostituta
Ti abbiamo fatto un cenno tutte e due e tu, bello… Niente!… Non è che, per caso, ma dico proprio per puro caso, preferisci i bambini alle donne, eh?

Alfio
Andate al diavolo!

Alfio si volta di nuovo verso il ragazzino.

Alfio
Allora!... Ti chiami veramente Tim?

Tim
Mi chiamo così.

Alfio
E quanti anni hai?

Tim
Dieci… Sì!... Dieci…

Alfio
E, alla tua età, non dovresti essere a scuola?

Tim
Dov’è la scuola?

Alfio
Non sai dov’è la scuola perché di sicuro non ci vai, non è vero?

Tim abbassa lo sguardo, senza parlare.

Alfio
La tua famiglia?... Lo sanno, i tuoi genitori, che non sei a scuola, questa mattina?

La prima prostituta si avvicina ad Alfio.

Prima prostituta
Senti, bello, perché non lo lasci in pace, eh?

Anche la seconda prostituta si avvicina ad Alfio.

Seconda prostituta
Dà retta a lei, tesoro: lascialo stare.

Alfio, irritato, si volta nuovamente verso le due donne.

Alfio
È vostro figlio, per caso?

Prima prostituta
È come se lo fosse, bello.

Seconda prostituta
Tutti i ragazzini della zona sono nostri figli… Anzi, alcuni lo sono veramente… Intendi quello che voglio dire, tesoro?

Alfio
Donne!… Andate a trovarvi qualcun altro!… Intesi?

Prima prostituta
Niente affatto, bello!… Ci interessi tu! Ahh! Ahh! Ahh!


Seconda prostituta
Oggi vogliamo rovinarci la giornata, tesoro! Ahh! Ahh! Ahh!

Alfio
Ve lo ripeto, donne!… Andate a trovarvi qualcun altro!

Le due prostitute si allontanano mentre Alfio si rivolge di nuovo al ragazzino.

Alfio
Allora!… Mi hai detto che ti chiami Tim, non è vero?

Tim guarda Alfio in volto, serio.

Tim
Sì!… Tim. E tu?... Come ti chiami, tu?

Alfio
Io mi chiamo Alfio... E… A scuola, perché non ci vai?… I tuoi genitori non ti ci mandano?

Tim
Non mi serve andare a scuola.

Alfio si inginocchia davanti a Tim, guardandolo negli occhi.

Alfio
Che vuoi dire?

Tim abbassa un’altra volta lo sguardo, senza dire nulla.

Alfio
Allora? Che vuoi dire?

Tim
Non mi serve andare a scuola, Alfio… A scuola non si impara niente… Per strada, invece, si impara tutto.

Alfio si guarda attorno per alcuni attimi.

Alfio
Chi ti ha detto una cosa del genere, eh?… Chi te l’ha detta?

Tim
Me l’hanno detta.

Alfio
Chi te l’ha detta?

Tim guarda in volto Alfio, sorridendo nuovamente.

Tim
Me l’hanno detta i signori che abitano con me.

Alfio assume un’espressione curiosa e sospettosa insieme.


Alfio
E chi sono questi signori?… Sono i tuoi genitori?

Tim
Non lo so.

Alfio
Senti, Tim, mi dici dove abiti?

Tim indica un palazzo piuttosto fatiscente.

Tim
Abito lì.

Alfio
E… Questi signori, che tu dici che abitano con te, chi sono?

Tim
Sono due uomini e due donne.

Alfio
Due uomini e due donne… Ho capito… Ma… Che cosa fanno questi due uomini e queste due donne?… Al mattino, vanno a lavorare?

Tim guarda di nuovo in volto Alfio, senza più sorridere.

Tim
Al mattino dormono… Loro lavorano di notte.

Alfio
Nel senso che fanno turni all’ospedale o in qualche fabbrica?

Tim
Non lo so… So però che lavorano tutti in un bar.

Alfio
Un bar… E questo bar è aperto anche adesso?

Tim
È aperto soltanto di notte.

Alfio
E sai come si chiama questo bar?

Tim
Si chiama Royal…
Alfio si alza in piedi, facendo un lungo respiro.

Alfio
Un locale notturno… Facile capirlo!... E…Dove si trova questo Royal?

Tim
È qui… In città.

Alfio osserva Tim per alcuni lunghi istanti.

Alfio
Sai leggere e scrivere, Tim?

Tim
Sì.

Alfio
E me lo dici chi te lo ha insegnato se a scuola non ci vai?

Tim
Me lo hanno insegnato i signori che abitano con me… Quelli che lavorano nel bar.

Alfio
Quando te lo hanno insegnato?

Tim
Un po’ di giorno e un po’ la sera…

Alfio
E chi sono questi signori?

Tim
Te l’ho già detto prima… Sono due uomini e due donne.

Alfio
E come si chiamano questi due uomini e queste due donne?

Tim abbassa ancora lo sguardo, senza più parlare.

Alfio
Allora, Tim… Avranno pure un nome questi signori!?

Tim guarda in volto Alfio, sorridendo.

Tim
Io li chiamo soltanto signore e signora… E basta.

Alfio
Ho capito, Tim… Non me li vuoi proprio dire i nomi di queste persone!?...

Tim si stizzisce, diventando improvvisamente serio e triste.

Tim
Perché non te ne vai via, Alfio?

Alfio
Grazie, Tim!... Bella riconoscenza da parte tua!

Tim
Bella riconoscenza perché?

Alfio
Io cerco di essere tuo amico e tu mi dici di andare via!

Tim e Alfio si guardano negli occhi per alcuni lunghi secondi.

Tim
Se vuoi, Alfio, puoi diventare anche tu amico mio… Dove abito io si chiamano tutti così.

Alfio
Così come?

Tim
Amici.

Alfio
Ah certo!... Amici!... Quindi anche i signori e le signore che ti hanno insegnato a leggere e a scrivere sono amici…

Tim
Anche loro.

Alfio assume un’espressione volpina.

Alfio
A parte i signori e le signore che ti fanno scuola, chi sono gli altri amici?... Come si chiamano?... Sono tanti o pochi?

Tim si guarda attorno per alcuni attimi.

Tim
Sono tanti e vengono a casa per mangiare e per fare delle riunioni.

Alfio
Delle riunioni?

Tim
Sì!

Alfio
E…  Queste riunioni quando ci sono?... Ogni tanto o spesso?

Tim
Ogni tanto.

Alfio
Gli amici che vengono a casa tua per mangiare e per fare le riunioni sono giovani o vecchi?

Tim
Qualcuno è giovane, qualcuno, invece, è vecchio.

Alfio
Sai come si chiamano?

Tim
Uno si chiama Bimbo Bello ed è giovane… Un altro si chiama Colt ed è un po’ più vecchio… Un altro ancora si chiama Il Tigre ed è vecchio, con i capelli e i baffi bianchi… Gli altri… Non so come si chiamano gli altri…

Alle parole di Tim, Alfio rimane scioccato.

Alfio
E come vengono a casa tua?...  A piedi o in auto?

Tim
Ci vengono con delle grosse automobili nere, dove ci sono sempre l’autista e altri uomini… Loro stanno seduti dietro… E appena sono scesi dalle automobili si abbracciano sempre.

Alfio
Evidentemente sono molto amici tra di loro!... E… Di che cosa parlano in queste riunioni?

Tim
Non lo so… Una volta, però, ho sentito che parlavano di banche.

Alfio
Di banche, eh?

Tim
Sì…

Alfio
Ma che cosa dicevano di preciso quando questi amici parlavano di banche?

Tim si guarda attorno nuovamente, per alcuni istanti.

Tim
Non lo so… Le riunioni le fanno sempre in un salone con le porte chiuse e con davanti degli altri uomini che non fanno entrare nessuno.

Alfio si inginocchia una seconda volta davanti a Tim, guardandolo negli occhi e mettendogli le mani sulle piccole spalle.

Alfio
Senti, Tim!... Tu ti trovi bene dove abiti?.... Voglio dire, le persone che vivono con te ti trattano bene?... Non ti fanno mancare nulla?

Tim
Io… Io…

Alfio
Hai capito quello che ti ho chiesto?

Tim
Io… Io… Sì… Sì…

Alfio
Sei sicuro?... Le persone che abitano con te ti vogliono veramente bene?... Oppure?…

Tim
Loro… Loro…


Alfio
Loro?… Loro che cosa?... Avanti, Tim!... Dimmi che cosa succede dove abiti!... Devi dirmi la verità!... Io… Io sono qui per aiutarti perché voglio essere un vero amico per te… Mi capisci: un vero amico.

Dopo alcuni secondi di esitazione, Tim si scosta bruscamente da Alfio.

Tim
Adesso ridammi la mia palla, Alfio, che voglio giocare ancora… Se non me la ridai mi metto a gridare!

Alfio
Eccoti la tua palla, Tim… E torna pure a giocare…

Tim si allontana immediatamente, rimettendosi a giocare con la palla, mentre Alfio si alza in piedi e rimane fermo a riflettere ad alta voce.

Alfio
Che scoperta!... Uahhh!... Un covo di malavitosi a due passi da casa!… E questo ragazzino è sicuramente figlio di uno di loro… Lo tirerò fuori dalla strada, dal posto dove vive!... Lo giuro!... Per il resto farò uno scoop che non si vede da anni!... Oltre a tutto quello che verrà fuori dal processo al Gil!... Anche quella è roba mia!

Poco dopo Alfio nota un uomo vestito elegantemente che avvicina Tim ed al quale dà una busta di plastica nera. Subito dopo Tim corre verso un palazzo vicino, bussa al portone, entra e ne esce quasi subito, senza però la busta nera datagli poco prima dall’uomo elegante.

Alfio
Chissà che gli avrà dato quel tizio laggiù!... Soldi o droga, di sicuro!... Adesso, però, devo rientrare, mangiare qualcosa e fare il punto sulla situazione... Non ho un momento da perdere!





Terzo momento

Alfio rientra in Redazione, dove trova soltanto Santino intento a battere un articolo al computer. Subito si toglie l’impermeabile e il cappello.

Santino
Già di ritorno?

Alfio
Novità?

Santino
Il nostro grande caporedattore ha detto che puoi occuparti del Gil…Tu, invece, che novità hai?

Alfio lancia uno sguardo profondo a Santino.

Alfio
Se mi prometti di tenere la bocca chiusa…

Santino
Sarò una tomba!

Alfio
Una tomba molto loquace, però!… Dati alcuni precedenti che…

Santino
Te lo giuro: sarò una tomba… Una tomba silenziosa.

Alfio
Come ti ho già detto, non farmi scenate dal momento che farò uno scoop… Anzi, forse, due: questo e quello del processo al Gil!

Santino
Dai!… Sono tutt’orecchi.

Alfio si appoggia al tavolo grande, facendo un lungo respiro.

Alfio
Ho la certezza che in un palazzo vicino a quello dove abito c’è il covo di una banda.

Santino
Non mi stupisco più di tanto… Considerando il bel posto dove abiti!

Alfio
No, no… Aspetta che finisca il discorso.

Santino
Forza, allora…

Alfio
È stato un ragazzino a dirmelo!

Santino smette di battere l’articolo e guarda Alfio negli occhi.
Santino
E tu ci credi?…

Alfio
Lo sai che i ragazzini, i bambini in generale, sono la bocca della verità!

Santino
Hanno anche una fervida fantasia!… Forse questo ragazzino sta confondendo la realtà con qualche programma televisivo o qualche film poliziesco.

Alfio
No!… Non credo proprio.

Santino
Hai delle prove?… Hai potuto verificare l’attendibilità della tua fonte d’informazione?

Alfio
Direttamente no, ma indirettamente sì.

Santino
Che vuoi dire?

Alfio
Ciò che Tim - è questo il nome del ragazzino - mi ha detto è vero.

Santino
Ti rifaccio le domande di prima… Hai delle prove?… Hai potuto verificare la veridicità della tua fonte d’informazione?

Alfio
Ringraziando Dio, ancora il fiuto giornalistico ce l’ho!

Santino sorride ironicamente.

Santino
Il fiuto giornalistico!… Ah!

Alfio
Sì, amico mio!… Il fiuto giornalistico… Che vale molto di più di tutte le tecnologie infernali di cui, oggi, sono pieni i giornali, le radio e le televisioni…

Santino
Quindi, in base al tuo fiuto giornalistico, le informazioni che ti ha dato questo ragazzino sono vere!?

Alfio si avvicina a Santino, poi si ferma di colpo.

Alfio
Sì, Santino… Sono vere…

Santino
Fuori il rospo, allora!… Ti riprometto che sarò una tomba silenziosa… Muta…

Alfio fu un lungo respiro, sgranando gli occhi.

Alfio
Allora… Sarò estremamente giornalistico nella mia esposizione, senza tanti fronzoli narrativi… In un palazzo abbastanza fatiscente, peggiore del mio, abita una banda…

Santino
Una banda?!

Alfio si irrita, gesticolando scompostamente.

Alfio
Una banda di delinquenti!… Di gangster!… Di mafiosi!… Chiamali pure come vuoi!… Insomma una banda di criminali!

Santino
Non ti arrabbiare!

Alfio
Mi ascolti, per Dio?!

Santino
E non imprecare!… Per favore…

Alfio
Sei tu che me lo fai fare!

Santino
Allora!?... Lo cacci questo rospo oppure no?

Alfio inizia a camminare avanti e indietro, lanciando, di tanto in tanto, dei rapidi sguardi a Santino.

Alfio
Ho incontrato questo ragazzino di nome Tim, dieci anni come lui stesso mi ha detto - mi pare che non conosca neppure la sua vera età! - al rientro… Stava giocando sulla strada, con una palla… Gli ho chiesto perché non era a scuola e lui sai che cosa mi ha risposto: che a scuola non si impara niente e che per strada, invece, si impara tutto!... Questa bella cosa, ovviamente, gliel’hanno detta!

Santino
Dovresti denunciare il fatto a qualche assistente sociale…

Alfio
Di certo lo farò… Ho giurato a me stesso che toglierò Tim dalla strada!...

Santino
E poi?...

Alfio
Di certo non sa chi sono i suoi genitori e mi ha detto che dei signori, due uomini e due donne che abitano con lui, gli hanno insegnato a leggere e a scrivere… Gente che lavora al Royal, un locale notturno… Mi ha poi detto che tra di loro si chiamano tutti amici - non so se veramente non conosce i nomi di quelli che gli stanno attorno o se, più probabilmente, gli hanno detto di tenere la bocca chiusa - e che molta altra gente, molti altri amici, vengono a casa sua per mangiare e per fare delle riunioni.

Santino
Mm…

Alfio
E non ti dico come si chiamano questi amici: Bimbo Bello!… Colt!… Il Tigre!… Arrivano sempre a bordo di auto nere di grossa cilindrata, con l’autista, la scorta e appena scesi si abbracciano fraternamente.

Santino
È uno dei rituali del crimine.

Alfio
E le riunioni?... Sono segretissime!... I cosiddetti amici le fanno in un salone, a porte chiuse, con dei gorilla davanti agli ingressi… Ma sai, come sono i ragazzini: riescono a infilarsi dappertutto e ciò che ascoltano se lo ricordano alla perfezione… Tim mi ha detto che una volta li ha sentiti parlare di banche, di soldi!... Allora che ne dici?

Un’espressione preoccupata si disegna sul volto di Santino.

Santino
Ti dico, ma ci sarai arrivato anche tu, che questo ragazzino, Tim, è di certo figlio di uno dei componenti di questa banda… E ti dico anche che hai in mano, ammettendo che sia tutto vero quello che mi hai appena raccontato, qualcosa di grosso o comunque di interessante!... Ma stai attento!... Se continui ad andare avanti avrai a che fare con delinquenti, con criminali: gente che non ci pensa due volte a farti la pelle!

Alle parole di Santino, Alfio si ferma di colpo, risentito.

Alfio
Sono un cronista di nera e anche di giudiziaria... Correre qualche rischio fa parte del mio lavoro!

Santino
Sì, senz’altro!… Ma ti ricordo che non sei un poliziotto o un detective o un supereroe dei fumetti o del cinema!... Stai attento!... Anzi, sai che ti dico: lascia perdere tutto!... O meglio, segui solo il processo al Gil, che vai sul sicuro… Lo scoop salterà fuori proprio da quello.

Alfio
Voglio seguire entrambe le cose: il processo e scoprire chi è e che cosa fa questa banda.

Santino
Metti in pericolo la tua stessa vita!... Ricordatelo!... E poi… Poi non sai neppure che tipo di banda sia!...

Alfio
Lo so che oggi il crimine è organizzato e che proprio per questo è pericoloso… Oggi le bande non sono più come una volta bande di strada, composte in maniera fortuita per commettere reati, ma organizzazioni con una struttura gerarchica e obiettivi comuni.

Santino
Perfetta definizione, Alfio!... Da vero criminologo!... Ti faccio i miei più sinceri complimenti!

Alfio
Smettila!

Santino
Dico sul serio, eh!... Non ti sto prendendo in giro!

Alfio guarda Santino negli occhi, abbozzando un sorriso ironico.

Alfio
E dovrei crederti?

Santino
Che dicevi a proposito delle bande criminali?

Alfio
Che sono delle strutture organizzate, ma non solo… Ti sei mai domandato perché queste organizzazioni agiscano su larga scala e non si riesca mai a sconfiggerle una volta per tutte?... Te lo dico io il perché anzi i perché: sicuramente perché sono pronte a fare qualsiasi cosa, compreso l’ammazzare senza pensarci due volte, sicuramente perché godono dell’appoggio di certi potenti, ma soprattutto perché ci sono connivenze e complicità ramificate ed estese: c’è tanta gente che non solo, più o meno palesemente, vive fianco a fianco ai membri di queste organizzazioni, ma li protegge, all’occorrenza li difende - in sostanza quello che accade dove abito io, non c’è affatto bisogno di andare fuori dalla nostra città - e, dulcis in fundo, ne approva l’operato.

Santino
E tu vorresti fare tutto da solo, eh?

Alfio
Sta anche ai cittadini opporsi al crimine, non soltanto alle Forze dell’Ordine… Non é soltanto una questione di Stato, di ordine pubblico… È, prima di tutto, una questione civile ed etica... Mi capisci?

Santino si alza dalla scrivania, avvicinandosi ad Alfio.

Santino
Alfio!… Alfio!… Che cosa credi veramente di poter fare, da solo, eh?!... Io rispetto le tue idee, perché sono fondamentalmente giuste, ma ho anche un acuto senso della realtà: non mettere a repentaglio la tua vita per uno scoop giornalistico!... Non farlo!

Alfio guarda Santino negli occhi per alcuni lunghi attimi.

Alfio
Lo faccio per il bene di tutti, Santino… Lo faccio perché voglio togliere dalla strada Tim… So anche che queste bande, oltre a rapinare, uccidere e trafficare in armi e droga, adescano nuove reclute non ancora adolescenti facendogli credere che appartenere ad una organizzazione criminale sia la loro unica scelta di vita possibile… Bambini e ragazzetti che vengono convinti che l’unico modo per dimostrare di essere uomini sia quello di essere delinquenti e di farsi magari anche ammazzare.

Santino
Sembra proprio che tu ti sia prefissato una missione da portare avanti.

Alfio
Ogni serio professionista, in qualunque settore operi, ha, in fondo, una missione da portare avanti.

Santino strizza l’occhio sinistro ad Alfio.

Santino
Già!... Soprattutto quando la missione gli può procurare fama, prestigio e anche soldi, non è vero, caro Alfio?

Alfio si scosta da Santino e si avvicina alla finestra. Piove di nuovo.

Alfio
Sta piovendo di nuovo… E fitto, fitto… Proprio come questa mattina presto.

Santino
Mi domando quando rivedremo il sole…

Alfio si avvicina nuovamente a Santino.

Alfio
Come fanno i versi di quella poesia di Baudelaire?

Santino sbuffa leggermente.

Santino
Fanno:

quando la pioggia, distendendo le sue immense strisce,
imita le sbarre di un grande carcere
ed un popolo muto di infami ragni
tende le sue reti in fondo ai nostri cervelli,…

Alfio inizia a camminare di nuovo avanti e indietro.

Alfio
Le sbarre di un grande carcere… Infami ragni… Reti in fondo ai nostri cervelli…

Santino
Ti sta ossessionando un po’ questa poesia di Baudelaire, non è vero?

Alfio
Le sbarre di un grande carcere… Infami ragni… Reti in fondo ai nostri cervelli…

Santino
Mi hai sentito?
Alfio si ferma all’improvviso, guardando Santino in volto.

Alfio
Che cosa, scusa?

Santino
Ho detto: ti sta un po’ ossessionando questa poesia di Baudelaire, non è vero?

Alfio
Sì!... E nonostante sia tutto preso dal lavoro continuo a sentirmi strano, malinconico e oppresso.


Santino
Perché non ti prendi una mezza giornata di ferie?... In fondo il processo al Gil inizia domani mattina e le indagini sulla tua banda puoi iniziare a farle quando ti pare.

Alfio
Una mezza giornata di ferie, eh?... Non è una cattiva idea.

Santino si siede nuovamente alla scrivania e riprende a battere l’articolo.

Santino
Baudelaire!… Baudelaire!

Alfio
Le sbarre di un grande carcere… Infami ragni… Reti in fondo ai nostri cervelli…

Santino
Alfio!... Per favore!...

Alfio
Ok, ok… Scusami… Scusami veramente!… Mm… Dicevi che il caporedattore mi ha dato via libera per occuparmi del processo al Gil, vero?

Santino
È tutto tuo.

Alfio
Allora sarà bene che inizi a raccogliere tutta la documentazione necessaria e che me la legga con attenzione... Così domani mattina sarò preparato.

Santino
E la banda che abita vicino a casa tua?

Alfio
Mi occuperò anche di quella… E soprattutto mi occuperò di Tim… Adesso vado in Archivio, poi dal ragazzino… Ci vediamo.

Alfio esce dalla Redazione mentre Santino continua a battere il suo articolo.




Quarto momento

Non piove più. Alfio è di nuovo vicino a casa, dove Tim sta ancora giocando con la sua palla colorata.

Alfio
Ciao, Tim!... Giochi ancora?

Tim
Ciao!

Alfio
È tutta la mattina che sei qui, per strada…

Tim
È il mio posto, questo.

Alfio
Ti sbagli! La strada non è un posto per nessuno!... Capito?... Per nessuno.

Tim
Io mi ci trovo bene.

Alfio
Ci sono posti infinitamente migliori… Come la scuola…

Tim smette di giocare per alcuni istanti, guardando Alfio in volto.

Tim
La scuola non mi serve… Non mi piace…

Alfio
Ah, sì?... Male, Tim!... Molto male!

Tim
E perché?

Alfio
Ah!... Perché?... Sono tanti i perché, caro mio!

Tim
Perché?
Alfio si inginocchia davanti a Tim, guardandolo negli occhi.

Alfio
Innanzitutto andare a scuola alla tua età è obbligatorio per legge…

Tim
Per legge?

Alfio
Sì!... Per legge!... In Italia l’istruzione obbligatoria prevede cinque anni di scuola elementare e tre anni di scuola media… Poi se uno è bravo ed ha voglia può frequentare le scuole superiori ed anche l’università… Come ho fatto io.
Tim ascolta con interesse le parole di Alfio, illuminandosi negli occhi.

Alfio
In secondo luogo la scuola è un bel posto… Non è mica come questa strada, bagnata e sporca!... È un posto pulito, dove si imparano tante cose e dove si fanno anche molte amicizie. E… A proposito, Tim: tu ce l’hai qualche amico con cui divertirti o giochi sempre da solo?

Tim abbassa lo sguardo, senza dire nulla.

Tim
Gioco sempre da solo… Gli unici amici che ho sono il signore e la signora che abitano con me e quelli che vengono a casa mia.

Alfio
Ahh!... Già!... È vero!... Gli unici amici che hai sono quelle persone che vengono da te per mangiare e per fare le riunioni, vero?... Solo che con loro non ci giochi…

Tim continua a tenere lo sguardo basso, senza parlare.

Alfio
È così, non è vero?

Tim guarda Alfio in volto, assumendo un aspetto triste.

Tim
Soltanto uno di loro gioca con me quando viene a casa… Quello che si chiama Bimbo Bello… Lui… Lui è buono con me.
Alfio strizza l’occhio sinistro a Tim.

Alfio
E… A che cosa giocate?

Tim
Giochiamo a guardie e ladri… Io faccio il ladro e devo nascondermi, lui fa la guardia e deve acchiapparmi.

Alfio
Mm… Gioco in tema, non c’e che dire!... Ma… Tornando alla scuola, tu mi hai detto che, anche se non ci vai, sai leggere e scrivere… Io, però, non ci credo…

Tim
Ti dico di sì…

Alfio
Vogliamo fare una prova?

Tim
Dai!

Alfio estrae da una delle tasche dell’impermeabile un ritaglio di giornale e lo porge a Tim.

Alfio
Dai, Tim!... Fammi vedere quanto sei bravo… Che cosa leggi?

Tim osserva in silenzio il ritaglio di giornale per alcuni lunghi secondi.

Tim
Ca… Ca… Cam… Cambia... No… Gli… Ora… Ri… Dei… Ne… Go… Zi… Nuo… Va… Nuova… Re… Go... La… del…

Alfio fa un lungo respiro.

Alfio
Alla tua età dovresti leggere un po’ meglio…

Alfio estrae dall’altra tasca dell’impermeabile un foglio bianco ed una penna, che porge a Tim.

Alfio
Dammi pure il ritaglio di giornale e prendi questo foglio e questa penna… Ora, scrivi un po’ il tuo nome e il tuo cognome.

Tim scrive lentamente e stentatamente il suo nome.

Alfio
Beh! Dovresti migliorare la tua calligrafia… Io so che ti chiami Tim, ma chi non conosce il tuo nome difficilmente riuscirebbe a leggerlo su questo foglio… Dai!... Scrivi anche il tuo cognome…

Tim maneggia la penna che Alfio gli ha dato, ma non scrive nulla.

Alfio
Suvvia, Tim!... Scrivi il tuo cognome!... Ce l’avrai pure un cognome, no!?

Tim
Io mi chiamo Tim e basta.

Alfio
Solo Tim!... È un po’ poco!… Veramente non hai un cognome?… O non vuoi scriverlo?

Tim restituisce in malo modo la penna ed il foglio ad Alfio.

Tim
I signori che abitano con me mi dicono sempre di non dare ascolto alle persone che non conosco… E io non ti conosco, Alfio!

Alfio
Pronunci il mio nome e dici che non mi conosci?... Com’è possibile?

Tim
Io non ti conosco!... Non ti conosco!

Tim si scosta da Alfio, allontanandosi quasi correndo. Immediatamente Alfio si alza in piedi.

Alfio
Dove vai, Tim?

Tim
Non te lo dico!... Non te lo dico!

Alfio raggiunge facilmente Tim, bloccandolo.

Alfio
Vieni qui, figlio mio!

Tim
Lasciami!... Lasciami!

Alfio
No, Tim!... Non ti lascio tornare a casa, da quella gente cattiva!

Tim si dimena, invano.

Tim
Lasciami!... Sei tu cattivo!

Alfio blocca i movimenti scomposti di Tim e gli mette le mani sulle guance, guardandolo negli occhi.

Alfio
Tim!... Io non voglio che tu stia sulla strada!... Non voglio che tu non vada a scuola!... Non voglio che tu viva in mezzo a delinquenti!... Mi hai capito?... Ti porterò via da questi brutti posti!... Te lo prometto!... Lo prometto anche a me stesso!... Non è giusto che tu viva così!… Perché io ti voglio bene!... Mi hai capito?... Ti voglio bene!

Tim si calma, poi guarda Alfio negli occhi, soffocando il pianto.

Tim
Io sto bene qui!… Dove siamo adesso!… E non voglio andare da un’altra parte!

Alfio
Tu credi di stare bene qui, ma non è così!... Non è così!

Tim
Tu prima hai detto che mi vuoi bene… Allora, se mi vuoi bene, perché non vieni tu, qui, dove ci sono io?

Alfio sorride ironicamente.
Alfio
Io non vengo da te proprio perché ti voglio bene!... Se lo facessi, credimi, vorrebbe dire che non te ne voglio affatto!

Tim abbassa lo sguardo, senza dire nulla, ma un’espressione pensierosa si disegna sul suo volto.

Tim
Adesso, però, devo ritornare a casa…

Alfio
Vai pure… Tanto questa è l’ultima volta!… Ma stai attento, Tim!... Stai molto attento!... E non dire niente ai signori che abitano con te che siamo diventati amici. Ok?

Tim prende con sé la sua palla colorata e si allontana a piccoli passi, verso casa, sotto lo sguardo tenero e preoccupato di Alfio.



Quinto momento

Alfio rientra un’altra volta in Redazione, dove trova soltanto Santino intento a riordinare la sua scrivania. Lestamente si toglie l’impermeabile e il cappello.

Alfio
Non per farmi gli affari tuoi, Santino, ma oggi hai lavorato?... Ti sei guadagnato la pagnotta quotidiana?

Santino
Perché mi fai questa domanda?

Alfio
È tutto il giorno che sei qui dentro, in Redazione!… L’esatto contrario del giornalista che deve stare nel mondo, a caccia di notizie!

Santino
Oggi è andata così…. E poi c’era anche un casino di roba su questa scrivania che ci ho messo ore per selezionare tutto il materiale, conservare quello buono e gettare quello inservibile.

Alfio
Ore per fare un po’ di ordine su una scrivania?!… Esagerato!… È un lavoro di mezz’ora al massimo!

Santino
Quello che credevo anch’io quando ho iniziato… Ma… Piuttosto… Come è andata con Tim e con la tua indagine sulla banda?

Alfio fa un lungo respiro.

Alfio
Tim è quasi analfabeta… Legge e scrive stentatamente.

Santino
Sfido io!... Se non ha frequentato e non frequenta regolarmente la scuola non può che essere così.

Alfio si siede su una poltrona, rilassandosi per un momento.

Alfio
Mi ha detto che la strada è il suo posto e che la scuola non fa per lui… Ho anche saputo che non ha nessun amico della sua età con cui giocare e che l’unica persona che lo fa un po’ divertire è uno dei banditi che vanno a casa sua per le riunioni… Io… Io ho cercato di impedirgli di tornare da quella gente… Alla fine l’ho lasciato andare, ma gli ho promesso, come del resto l’ho promesso anche a me stesso, che lo tirerò fuori da quell’ambiente…

Santino
Te la sei presa proprio a cuore…

Alfio
Sì, Santino!... Me la sono presa proprio a cuore.

Santino si avvicina ad Alfio, guardandolo in volto.
Santino
Se solo ci provi, quelli ti ammazzano!... All’istante!

Alfio abbassa lo sguardo, fissando il pavimento.

Alfio
Io... Io…

Santino
Senti, Alfio… Te l’ho già detto e te lo ripeto: lascia perdere… Dimentica questo ragazzino e segui solo il processo al Gil… Farai lo stesso uno scoop.

Alfio si alza di scatto dalla poltrona.

Alfio
Non posso, Santino!... Non posso abbandonare Tim al destino atroce che sicuramente lo attende in quell’ambiente!... Non posso!

Santino fa un breve respiro.

Santino
E va bene, Alfio!... Vai pure avanti per la tua strada… Ma sii consapevole di ciò a cui vai incontro.

Alfio guarda negli occhi Santino per alcuni secondi.

Alfio
Lo sono!... Credimi!... Lo sono…

Santino
Perlomeno…

Alfio
Perlomeno che cosa?

Santino
Perlomeno lascia che ti dia una mano.

Alfio
Tu?

Santino
Sì!... Io!

Alfio
E perché vorresti aiutarmi?

Santino
Perché sei mio amico… E non voglio che tu vada da solo contro quella gente.

Alfio abbozza un leggero sorriso.

Alfio
Così ci ammazzeranno in due!

Santino
Non bisogna mai andare a morire da soli… Ne convieni, non è vero?

Alfio e Santino si guardano negli occhi per alcuni lunghi attimi.

Alfio
Ti va un caffè, anche se questa non è proprio l’ora del caffè?

Santino annuisce con un gesto del capo mentre Alfio si avvicina ad una piccola macchina per la preparazione del caffè.

Alfio
Sai che cosa ho letto tempo fa sui criminali?

Santino
Che cosa?

Alfio
Che anche gli assassini, i rapinatori e i ladri hanno il loro Dio... È un Dio particolare… Un Dio onnipotente, non misericordioso, celestiale, ma lontano dall’uomo, avvicinabile solo attraverso intermediari inquietanti come i boss, i capi-banda… Ecco perché, spesso, questi signori tengono sul comodino la Bibbia e prima di compiere un delitto si fanno il segno della croce… Il crimine nella religione cerca un’anima, una identità capaci di giustificarlo agli occhi della propria coscienza e della gente a cui esso è legato… E questo succede soprattutto in quelle realtà chiuse, dove le relazioni tra le persone sono rigide e la morale accomodante… Come la nostra… Come in questa città, dove il giorno è sempre di più simile alla notte e dove in questo reticolato di luridi palazzi grigiastri e di schifose strade nere, che ti soffoca, ti angoscia, ti terrorizza e ti fa impazzire, il crimine trova terreno fertile dove germogliare e dove fare le sue vittime, colpevoli o innocenti che siano… Proprio come… Come…

Santino
Come?

Alfio
Eh!... Come un fiore del male!... Tanto per citare un’altra volta Charles Baudelaire, caro Santino!... Ma d’altra parte non credo che…

All’improvviso Alfio smette di parlare, indicando a Santino, con un leggero movimento del capo, la finestra.

Alfio
Guarda!

Santino
Che c’è?

Alfio
Guarda fuori… Piove!

Santino
Per amor del cielo non fammi ripetere per l’ennesima volta i versi di Baudelaire!



Alfio
Le sbarre di un grande carcere… Infami ragni… Reti in fondo ai nostri cervelli… Bah!... Brindiamo a noi due e alla nostra impresa.

Alfio si avvicina a Santino e gli porge il suo caffè.

Santino
Brindiamo con del caffè?

Alfio
E perché no?

Santino
D’accordo!… A noi due e alla nostra impresa!

Alfio
A noi due!… E alla nostra impresa!

Alfio e Santino bevono i loro caffè, senza dire più nulla.



Sesto momento

Mattina di giovedì. Un gruppo di poliziotti armati sta scortando Gilberto Baffi, detto il Gil, in Tribunale per il processo. Una nutrita folla di giornalisti, tra cui Alfio, e di passanti curiosi si accalca attorno all’ingresso del Tribunale.

Primo poliziotto
Fate largo! Fate largo!

Secondo poliziotto
Indietro, signori!... Indietro!

Terzo poliziotto
Lasciateci passare!

Alcuni giornalisti si avvicinano al Gil per fargli delle brevi domande.

Primo giornalista
Che cosa si aspetta dal processo?

Secondo giornalista
Come risponderà alle accuse?

Terzo giornalista
È tutto vero quello che si dice su di lei?

Nonostante sia impedito dai poliziotti, il Gil risponde, con tono sarcastico, alle domande dei giornalisti.

Il Gil
Sono innocente!... È tutta una montatura!... Ma se io parlo, per molti sarà la fine! Ahh! Ahh! Ahh!

Primo passante
Che delinquente!

Secondo passante
Lui e la sua banda hanno terrorizzato questa città per molto tempo.

Terzo passante
Gli daranno l’ergastolo!

All’improvviso un ragazzino si fa largo tra i passanti e i giornalisti avvicinandosi al Gil. I poliziotti non ci badano più di tanto. È Tim, con in mano una busta di plastica nera. Con una velocità fulminea Tim estrae dalla busta una piccola pistola, la punta contro il Gil e, in rapida successione, gli spara tre colpi al petto. Immediatamente, tra urla di terrore e fuggi fuggi generale, due poliziotti afferrano Tim e lo disarmano. Alfio ha assistito, attonito, a tutta la scena.

Primo poliziotto
Maledizione!... Maledizione!

Un poliziotto si china sul corpo del Gil.


Secondo poliziotto
Non c’è più niente da fare... È morto.




Settimo momento

Stazione della Polizia, quella stessa mattina. Il commissario esce dal suo ufficio dove il giudice sta interrogando Tim. Subito Alfio gli si avvicina.

Alfio
Allora, commissario?

Il commissario
Nulla di fatto!... Alle domande del giudice continua a ripetere la stessa frase…

Alfio
E quale sarebbe questa frase?!

Il commissario
“Sono minorenne… Non potete farmi niente”. “Sono minorenne… Non potete farmi niente”.

Alfio
Io… Io non riesco a credere che sia successa una cosa così orrenda, così atroce.

Il commissario
La criminalità organizzata è spietata ed efficiente… Se decide di colpire qualcuno lo fa… In un modo o nell’altro… Anche utilizzando ragazzini innocenti, come è successo oggi, che vengono addestrati all’uso delle armi da fuoco e abituati a uccidere… Terribile!

Alfio non riesce a trattenere le lacrime.

Il commissario
Lei sta piangendo!... È, forse, un suo parente il ragazzino?... O è parente del morto?

Alfio
No, no… Non sono parente di nessuno dei due!... Tim!... Il ragazzino!... L’ho conosciuto ieri mattina, per caso... Abitava vicino a casa mia… Siamo diventati amici… Ma sarebbe troppo lungo raccontarle tutto, commissario… Sappia, però, che mi ero promesso, lo avevo promesso anche a lui, che lo avrei tirato fuori dal letamaio in cui viveva… Invece…

Il commissario
Invece è finita com’è finita…

Alfio
Non ci posso credere!... Non ci posso credere!

Il commissario
Ha eluso ogni controllo dei miei uomini - ad essere sincero nessuno si aspettava una cosa del genere - ed è successo quello che è successo… E la responsabilità dell’accaduto è soltanto mia.

Alfio fa un lungo respiro.

Alfio
E adesso?... Quale sarà il destino di Tim?


Il commissario
Se ne occuperà la Sezione Minorenni della Polizia insieme al Tribunale competente... Non so dirle altro… Sto pensando alle sue parole: “Sono minorenne… Non potete farmi niente”. “Sono minorenne… Non potete farmi niente”. Eh!… Il potere dell’infanzia: fare qualsiasi cosa, anche uccidere, e restare impuniti!

Alfio
Già!... Il potere dell’infanzia…

Il commissario
Torni pure a casa… La chiameremo noi nel caso avessimo bisogno.

Alfio si avvicina all’uscita della Stazione di Polizia, poi si ferma di colpo, parlando tra sé e sé. Piove di nuovo.

Alfio
Piove… Ancora… E di brutto… Ah!... Baudelaire!… Le sbarre di un grande carcere… Infami ragni… Reti in fondo ai nostri cervelli…

Subito dopo, a testa bassa, Alfio esce, sbattendo la porta.