TUTTI SU PER TERRA

di

Aquilino




Carmelo si trova sul tetto terrazzato di un palazzo. Ha bloccato un passante di nome Giulio.

GIULIO Si rende conto di quello che mi chiede? Sono più di venti minuti che mi tiene qui con il naso in aria ad ascoltare assurdità. Mi dia retta, sono la persona sbagliata. Lei ha bisogno di un volontario, uno di quelli che si occupano dei poveracci… senza riferimento, solo per chiarire il pensiero.
CARMELO Attento, veh, attento. Se vai via, mi butto.
GIULIO Senta, signor… Non so nemmeno come si chiama. Questo la dice lunga sul mio coinvolgimento.
CARMELO Carmelo Viola, mi chiamo. Disoccupato. E tu?
GIULIO Carugati, dottor Giulio Carugati. Mi ascolti, Carmelo. Non per fare il cinico, ma lei non può ricattarmi. Devo andare in azienda, capisce? Ho degli impegni. Lo capisce, questo? Che ho delle responsabilità? Lo capisce?
CARMELO Giulio, se appena appena fai un passo… mi butto.
GIULIO Lei non ne ha il diritto!
CARMELO E come no! La vita è mia. Mi butto?
GIULIO Insiste. Mi allontano e si butta. Se qualcuno mi vede, noie a non finire. Ma se chiamo la polizia e lui si butta, che colpa ne ho? Allerto la polizia, mi scosto per lasciar fare a loro, me ne vado quatto quatto… e se si butta… uno è libero di buttarsi quanto gli pare, no?
CARMELO Attento, veh, Giulio, attento. Se vai, butto la bambina.
GIULIO Carmelo, che cos’ha tra le mani? Non sarà…? È una bambola, vero?
CARMELO Una bambolina di sette mesi. Un po’ pisciata. Jennifer, fa’ sentire quanto sei bambolina.
GIULIO La fa anche piangere, il disgraziato. L’avrà picchiata. Tutti i giorni, la picchia. Carmelo, ora lei mi giura che non le fa del male.
CARMELO Solo qualche pizzicotto. Se no dorme, invece di strillare.
GIULIO Padre degenere. Comincio a capire perché è disoccupato. E magari la molesta, anche, la povera bambina. Carmelo, lei è da denuncia, lo sa?
CARMELO Bravo, Giulio, denunciami. Finalmente qualcuno che s’interessa a me.
GIULIO Ma con chi sto perdendo il mio tempo? Ma buttati, va’, buttati!
CARMELO Attento, veh, attento. Istigazione al suicidio. L’ho visto in tivù, in un film americano. In Italia il suicidio vale meno, ma secondo me ti danno almeno cinque anni. Via tre per l’indulto, un altro perché sei raccomandato, via otto mesi perché porti la cravatta… Quattro mesi, Giulio. In intimità con i tatuati delle docce, Giulio. Quelli, un figo come te… ma sai che lavoretti ti fanno? E il risarcimento alla famiglia? Milioni, Giulio, milioni.
GIULIO È folle. Sragiona. Io me ne vado. Se si butta, chi testimonia che ero qui? Chi la fa la denuncia? La neonata?
CARMELO Sento tutto quello che dici. La denuncia la fa la mia signora. Dayana, fa’ un passo avanti che Giulio ti vuole vedere.
GIULIO Tutta la famiglia s’è portato. La bambina e pure la moglie, il disgraziato. Quello non è un disperato, è un delinquente. Sarà armato? E non m’importa se mi sente! Io dico quello che mi pare. Questo è un paese libero.
CARMELO Dayana, che cosa dici alla polizia dopo che io e la bambina ci siamo buttati di sotto? Che qui c’era il Giulio, vero?
GIULIO La sua parola contro la mia.
CARMELO E poi che cosa dici alla polizia, Dayana? Che Giulio mi istigava a buttarmi. Buttati con la bambina che mi faccio due risate, che tanto sei solo una merda e lei una merdina. Diglielo, Dayana, diglielo a tutti che il Giulio ha riso di un padre di famiglia disperato e ha chiamato merdina la sua bambina morta con lui!
GIULIO Non me ne sto qui a farmi insultare. Adesso me ne vado e chi s’è visto s’è visto.
CARMELO Appunto, s’è proprio visto. Ci sono le videocamere, Giulio. Là ce n’è una, là ce n’è un’altra… Siamo in un reality, Giulio. Il reality della vita di strada. Ti mettono in internet, vedono tutti che cosa hai fatto. Istigazione al suicido, omissione di soccorso, diffamazione e molestie infantili. Ti danno l’ergastolo, magari anche doppio.
GIULIO Si vede proprio che lei è un tapino ignorante e non sa niente niente niente del nostro sistema giudiziario.
CARMELO Dayana, fammi un favore post-mortem, raccontagli anche della provocazione, alla polizia.
GIULIO Quale provocazione?
CARMELO Che siamo immigrati di merda e che una merda spiaccicata sull’asfalto dopo ci pensano gli operatori ecologici, una spazzata e via, il mondo torna pulito, no?
GIULIO Io non ho mai detto niente di simile!
CARMELO Sta’ zitto, Giulio. Tanto lo so come la pensi. Non dovevi telefonare? Telefona, no?
GIULIO Vuole che chiami la polizia?
CARMELO Chiama tutti.
GIULIO Anche i pompieri?
CARMELO Le televisioni. I sindacati. Le associazioni… come si chiamano quelle per i diritti… i diritti umanitari. Giulio, chiama tutti. Sarai anche un… che cosa sei, un dirigente? Sarai anche un dirigente, ma non mi sembri tanto sveglio.
GIULIO Lo assecondo. Arrivano, prendono in mano la situazione, spiego il mio coinvolgimento coatto, corro in azienda... Non subito. Prima devo farmi scattare le fotografie qui sul luogo della tragedia. A questo punto, conviene che la situazione la prenda in mano io. Può finire che ci faccio la figura dell’eroe. Chiamo la mia segreteria, così provvedono loro alle telefonate. Io non ho tempo, devo prepararmi le risposte per le interviste in diretta tivù.
CARMELO Giulio, le fai ‘ste cazzo di telefonate?
GIULIO Sto comunicando le mie direttive alla segretaria.
CARMELO Per te troppo lavoro, eh?
GIULIO È solo una questione di efficienza. Efficienza, Carmelo. Quella che a lei è mancata. E adesso consideri le conseguenze.
CARMELO Ah, è così che lo chiamate. Mancanza di efficienza. Non disculo.
GIULIO È anche fortunato, Carmelo. Non piove. Non c’è vento. Il sole non è troppo forte.
CARMELO Sai a me quanto me ne frega delle previsioni meteorologiche.
GIULIO Ma c’è la bambina.
CARMELO Sai a lei quanto gliene frega. Questa qui vuole mangiare, mica il tempo bello.
GIULIO Le faccio portare del latte?
CARMELO Lei vuole mangiare tutti i giorni, mica solo adesso per farti fare bella figura.
GIULIO Efficienza, Carmelo. C’è un problema, lo si risolve. Uno perde il lavoro, ne trova un altro.
CARMELO Giulio, te l’ho detto che mi sembri un poco lento? Sai che cosa dicevamo noi operai di voi dirigenti? A te non ti pare che il dottore ci ha qualche handicap di troppo?
GIULIO Carmelo, io le sto rendendo un servizio e lei mi insulta?
CARMELO Ma no… che tanto non serve a niente. Faccio solo… Com’è che la chiamate, voi che passate la vita a divertirvi? L’ironia, no? Ma alla buona, senza arrabbiarmi. A me m’interessa solo una cosa.
GIULIO Il latte per la bambina.
CARMELO Il lavoro. Se non lavoro, che cosa mangia la Jennifer? Sempre e solo aria? La senti come piange? Piangi, Jennifer, dai, fa’ sentire come sei brava. Mangiare aria fa venire voglia di piangere, oltre che di fare aria anche dall’altra parte. La Jennifer è potente: bisogna arieggiare subito il locale, se no è peggio dell’ossido… come si chiama quello che ti addormenti e non ti svegli più?... l’ossido di carbonio. Quello che fa il tuo Suv, Giulio.
GIULIO A quanto intuisco, lei si trova in una situazione precaria. Ma a tutto c’è rimedio. Ottimismo, Carmelo. Sempre ottimismo e voglia di ricominciare.
CARMELO E che cosa ricomincio, se non ho mai avuto niente da finire? A parte la vita. E infatti sono qua. Che sia finita una volta per tutte. Amen e così sia. Senza il funerale, però. Mi lasciano solo come un cane e dopo vogliono fare una processione dietro la mia bara? Eh, no. Ho la mia dignità, io.
GIULIO Se è un’occupazione quella che cerca… Mi dica che cosa sa fare.
CARMELO Tutto. Meno il dirigente. Mi manca la faccia di… insomma, una faccia come la tua.
GIULIO Non le prometto niente, però…
CARMELO Ma che strano!
GIULIO Come, scusi?
CARMELO Sei giù di corda, Giulio? Hai perso in borsa? Anche la Dayana ha perso la borsa, gliel’hanno scippata.
GIULIO Ma di che cosa sta parlando?
CARMELO Di solito le promesse è l’unica cosa che sei capace di fare. E invece: non le prometto niente. Lasciati andare. Goditi un momento di generosità. Prometti, Giulio, prometti tutto quello che ti pare.
GIULIO Le sente? Le sirene della polizia. Da questa parte! Agente, venga che le spiego che cosa succede.
CARMELO Oh, laggiù, mi sentite? Io non parlo con la polizia. Io parlo solo con Giulio. Se no ci buttiamo giù io, la mia signora Dayana e la mia bambina Jennifer. Dayana, Jennifer, diteglielo anche voi: vero che ci buttiamo?
GIULIO Lei non può farmi questo! Sono stato paziente e comprensivo. L’ho assecondata in tutto. Mi deve lasciare andare! Deve trattare con la polizia!
CARMELO Jennifer, guarda che bello il camion dei pompieri. Dayana, i furgoni delle televisioni! Ma sì che sei pettinata, sta’ tranquilla. Stasera ti vedono tutti, al telegiornale. Fa’ ciao con la manina, Jennifer.
GIULIO Carmelo, mi risponda!
CARMELO Io parlo solo con il Giulio. Se lo lasciate andare via, butto giù la bambina.
GIULIO Lei non ha il diritto di coinvolgermi!
CARMELO E chi se ne frega dei diritti! Lo faccio e basta. Come fanno tutti. Si fa e basta.
GIULIO Se ne stia lì buono mentre parlo con la polizia.
CARMELO Intanto la Dayana dà la poppata alla Jennifer. Così se la butto giù almeno ha la pancia piena.
GIULIO Mi ha incastrato, il bastardo. Sono in diretta. Devo stare attento a come parlo. Basta un’osservazione sbagliata e domani in azienda mi fanno un culo così. E se si butta che cosa mi dicono? Che ho fallito. Se però riesco a farlo scendere… Allora divento l’eroe. Può essere l’occasione per mettermi in politica. Tempo tre anni e sono in parlamento. E allora sì che mi sistemo.
CARMELO Giulio!
GIULIO Sono qui, mi dica.
CARMELO Cominciamo la trattativa?
GIULIO Quale trattativa?
CARMELO Io ti chiedo delle cose, tu lo dici ai poliziotti, mi date quello che voglio e noi non ci buttiamo. Non è mica difficile da capire, Giulio, neanche per uno come te.
GIULIO Se mi permette, avrei una proposta. Mi è venuto in mente, parlando con i soccorritori, che nella mia azienda c’è giusto giusto un posto che mi pare adatto a un tipo come lei. Un posto ambito, un posto di responsabilità e di soddisfazione, un posto…
CARMELO E che tipo è uno come me?
GIULIO Ricco di iniziativa. D’inventiva, anche. Risoluto. Capace di stabilire rapporti. Bene inserito nella società.
CARMELO Minchia, bene inserito. Mi hanno portato via la macchina, la casa, il lavoro, tre figli affidati ai servizi sociali, sono inserito in che cosa? In un merdaio, sono inserito.
GIULIO Intendevo dire…
CARMELO Lascia perdere. Il lavoro non m’interessa più.
GIULIO Che cosa significa, scusi? Neanche cinque minuti fa…
CARMELO Lo dicevo che sei tardo di comprendonio, Giulio. Il lavoro che cosa me lo prendo a fare se dopo sei mesi mi lasciate di nuovo a spasso? Mi mettete in cassa integrazione che è come uno sputo nell’occhio. In compenso, mi portate via la liquidazione e la pensione e io che cosa faccio? Se rubo, mi mettete in prigione. Se do una mano di botte ai dirigenti come te, mi mettete in prigione. Se do un cazzotto a un politico, mi mettete in prigione. Devo morire di fame in silenzio e con le mani in tasca. Non è divertente, Giulio.
GIULIO Non faccia l’estremista. Lei deve avere fiducia in me e in tutte le persone…
CARMELO Non cominciare con le barzellette perché a me quando vedo in tivù che gli stronzi raccontano le barzellette mi viene da fracassare lo schermo. Dopo la senti la Dayana! Lei senza la tivù è peggio che senza il marito. Dico bene, Dayana? Ha detto di sì.
GIULIO Se non vuole più un lavoro… e a me sembra una follia, dato che deve trovare i soldi per pagare l’affitto e per sfamare la famiglia… ma ognuno è libero di fare l’estremista come gli pare, no? Salvo poi pagarne le conseguenze. Mi dica, mi dica che cosa possiamo fare. Siamo tutti qui per lei.
CARMELO Sperando che ci buttiamo, lo so bene. Giulio, vedi quanta gente arriva? Tutti lì con il cellulare in mano, pronti a filmare il Carmelo che si spiaccica sull’asfalto. La Jennifer, poi, ancora meglio. I bambini fanno tenerezza, quando si spiaccicano!
GIULIO Lei esagera. Qui siamo tutti in apprensione per la vostra sorte.
CARMELO Questa non è neanche una barzelletta. È una favola. Stasera la racconto alla Jennifer… se è ancora viva.
GIULIO Riprendiamo la trattativa, per favore? Mi dica che cosa vuole.
CARMELO Subito subito, un televisore.
GIULIO Va bene. Mi sarei aspettato qualcosa di più importante. Ma va bene, va bene tutto. Ha preferenze?
CARMELO Grande. Come un cinema. Con la scart per attaccarci il videogioco.
GIULIO Vuole mettersi a giocare?
CARMELO Non io, Giulio, non io. Io sono quello che butta, non quello che gioca. Il Brad.
GIULIO E che cos’è il Brad?
CARMELO Brad, vieni qua che il Giulio ti vuole vedere.
GIULIO Ma è un bambino!
CARMELO Nove anni per cinquantasette chili. Una bestia. Lo facevo giocare a rugby, poi è cominciata la crisi di merda e ha perso peso.
GIULIO Va bene. Va bene tutto, gliel’ho detto. Anche il Brad. Le mandiamo su il televisore con un tecnico per collegarlo alla parabola. Soddisfatto?
CARMELO Giulio, che sei un po’ scemo l’ho capito subito. Ma credi che io gli apro la porta ai poliziotti così mi sbattono sul pavimento e magari mi danno un sacco di legnate? La porta neanche a volerlo posso aprirgliela. L’ho sigillata con la saldatrice.
GIULIO Bravo. Si rende conto… Lasciamo perdere. Lasciamo perdere! Ora mi dica come facciamo a mandarle su il televisore.
CARMELO Con l’elicottero. Mi fai calare giù un plasma 60 pollici wireless e la Dayana è contenta. Ma in fretta perché tra mezz’ora c’è la sua trasmissione, quella dove i separati s’incontrano e si mettono tutti a piangere… Io ci avrei anche la partita, stasera. Mi dici come faccio a gustarmi la partita in questa situazione? Tutta colpa tua, Giulio. Anche la partita mi rovinate, tu e gli altri complici!
GIULIO Ma sentitelo. Patetico. Tutti uguali i falliti. La colpa sempre degli altri. Se la prendono con il mondo, non con sé stessi.
CARMELO Che cosa borbotti, Giulio?
GIULIO Mi dicono che può esserci qualche difficoltà, per l’elicottero.
CARMELO Brad! Braaad! Fa’ il bravo, tesoro del papà. Vieni qua che ti butto di sotto.
GIULIO Fermo, che cosa fa? Carmelo, che intenzioni ha?
CARMELO Butto giù il Brad. Lui, senza i videogiochi, se anche lo butto giù non gliene frega niente. Vero, Brad, che senza i videogiochi la tua vita non è più vita?
GIULIO Non faccia mosse avventate di cui poi si pentirà. Siamo in collegamento con la protezione civile. Stiamo risolvendo tutti i problemi. Ci dia qualche minuto!
CARMELO Sai che è quasi la stessa cosa che gli ho detto ai miei capi? Gli ho detto: datemi qualche mese, che mi cerco un altro posto. Mi hanno risposto che loro devono salvare le aziende, non i lavoratori. E anch’io devo salvare la trattativa, mica il Brad. Il Brad lo butto.
GIULIO Lei è un violento!
CARMELO No, lui è d’accordo. Guarda come sorride contento. Allarga bene le braccia, Brad. Fa’ finta che sei Batman.
GIULIO Ci hanno confermato che l’elicottero è sulla pista con i motori accesi. Stanno aspettando il televisore.
CARMELO Vanno in un centro commerciale e ne tirano su uno. Giulio, sveglia. Dov’è l’efficienza della classe dirigente?
GIULIO È partito! È partito, Carmelo! L’elicottero è partito!
CARMELO Non eccitarti. Ai tipi come te gli fa male. Hai già il viagra e la cocaina, accontentati. È un elicottero, non è mica l’angelo sterminatore. La Dayana domenica mi ha portato in chiesa perché era l’anniversario del matrimonio e il prete ci ha detto che ai gay che vogliono fare famiglia ci pensa l’angelo sterminatore. Me l’ha detto perché io ho un cugino che più gay di così non si può. Però è una brava persona. Ma proprio tutti volete farci fuori?
GIULIO Scusi, Carmelo, io con queste cose non c’entro.
CARMELO Giulio, te l’ho detto, io lo so come la pensi. Gay, immigrati, drogati, disoccupati, disabili, barboni, comunisti, mangiapreti, negri… mi fermo qua, ma c’è un elenco… un elenco che non si sa mai quando e dove finisce. Mai, finisce, mai. Dimmi la verità: se ti do una macchinetta magica che se premi il pulsante tutti quelli là crepano… un pensierino ce lo fai, Giulio, lo so che ce lo fai. Clic: tutti morti meno i bravi cittadini come te.
GIULIO Non è affatto vero. Lei di me si è fatto un’idea sbagliata.
CARMELO Telefona al pilota, Giulio bugiardo. Digli che prima deve atterrare lì in mezzo a voi, così ti tira su.
GIULIO Mi spiega che cosa intende con “ti tira su”?
CARMELO Ti tira su. Che cosa ci vuole a capire “ti tira su”? Ti carica a bordo, no?
GIULIO Non se ne parla nemmeno. Io soffro di vertigini. Ma scherziamo? È un’ora che grido per farmi sentire e ho la nausea e mi gira la testa.
CARMELO Domani te ne vai in clinica, Giulio. Magari ti fai anche una bella infermiera. Lo so io che infermiere ci sono, nelle vostre cliniche. Per strada si chiama una trombata e via, ma lì in clinica si chiama il massaggio terapeutico. E lo so dove te lo fanno, il massaggio. Lo so! Non dico altro se no la Dayana mi molla un pugno.
GIULIO Lei dice un mucchio di sciocchezze.
CARMELO Guarda l’elicottero, Brad! Dayana, fallo vedere alla Jennifer! Che forza! Proprio come nei film. Sei pronto, Giulio?
GIULIO Io non ci salgo.
CARMELO La mia vecchia vuole farci un giro e allora ho pensato d’invitare anche te. A lei piacciono i tipi televisivi in giacca e cravatta. Se ti tocca troppo dimmelo che la metto a posto io.
GIULIO Quale vecchia?
CARMELO Non farti sentire a chiamarla vecchia, se no è capace di offendersi e quando si offende ha la mano pesante. Mia madre, Giulio. Anche gli indigenti hanno una mamma.
GIULIO E se l’è portata dietro, bravo. Sul tetto, se l’è portata. Si rende conto? Non solo i bambini, anche una donna anziana. Me lei ce l’ha un cuore, Carmelo?
CARMELO Oh, Giulio! La lasciavo a casa da sola? Tu sì che facevi così. La lasciavi a casa da sola con l’Alzheimer. E dopo chi la trova più? E neanche la casa trovi più, che ha già provato tre volte a darle fuoco. Bravo, Giulio. Chissà alla tua mamma quante gliene combini.
GIULIO Mia madre vive in un residence. Assistita giorno e notte, caro signore.
CARMELO Davvero? E chi è che paga? La mutua? L’assessorato ai servizi sociali? Ah, già, che stupido. Sono io che pago. Sono io che ti ho pagato i tuoi vizietti con le trattenute, le tasse e tutti i rubamenti del governo sulla mia busta paga e sui miei consumi. Che poi a consumarmi sono solo io, mica il governo.
GIULIO No, scusi, Carmelo, le mie cose me le pago, mi sembra giusto e doveroso, io lavoro, caro mio, e lavoro sodo! Non perdo il mio tempo sui tetti. Non faccio il disoccupato, io!
CARMELO A me di giusto mi pare che non c’è proprio niente, con la tua mamma nel residence e la mia sul tetto di un palazzo senza neanche una poltrona per mettersi comoda e un figlio squilibrato che vuole buttarla di sotto. Ti sembra giusto, Giulio?
GIULIO Non l’ho certo portata io, lassù! Non sono io, lo squilibrato!
CARMELO Monta sull’elicottero, dai, che ci facciamo un giro.
GIULIO Questo proprio no. Volare mi terrorizza. È più forte di me. Sono in terapia, ma ci vuole tempo per sublimare certe inibizioni. Sa quanto spendo per curarmi? Ma non mi lamento. E pago di tasca mia, caro il mio contestatore, altro che mutua! Quanti giorni ha fatto di malattia, quest’anno? Scommetto che non me lo vuole dire. E dopo si ritrova disoccupato. Ci credo! Glielo ripeto: io non volo.
CARMELO Dayana, portami la Jennifer. Dalle l’ultimo bacio. Brad, saluta la Jennifer, che dopo la rivedi solo al funerale. Mamma, piantala di sbaciucchiarla, la insalivi tutta. Ciao, Jennifer. Ricordati del tuo papà che ti voleva tanto bene. Ce l’hai sulla coscienza, Giulio.
GIULIO No! Fermo! Che cosa ha fatto, disgraziato?
CARMELO Ho buttato la Jennifer.
GIULIO Ha buttato la bambina! Il criminale ha buttato la bambina! Fate venire un medico! Lei è un assassino!
CARMELO Giulio, che parole grosse.
GIULIO Ci vuole la pena di morte, per gente come lei!
CARMELO Sì, sì. Sempre con quella solfa. Dai, raccatta la Jennifer e monta sull’elicottero.
GIULIO Io la… la bambina non la tocco. Non sono competente. Ma non prova rimorso? Lei è un mostro!
CARMELO È infrangibile.
GIULIO Ma chi?
CARMELO La Jennifer della mia Jennifer. Giulio, non vedi che è la sua bambola? Oh, ma sei proprio un tontolone! Monta che se no…
GIULIO Io non voglio volare. La prego, io non voglio volare. Io non posso volare. Lo chieda al mio psicanalista!
CARMELO E come faccio? Le barriere sociali ci dividono. Monta!
Giulio monta sull’elicottero. Raggiunge il tetto.
CARMELO Eccomi qua, Giulio. Seduto vicino a te. Stringiamoci la mano. Sei il primo dirigente a cui la stringo. Una volta uno di voi mi ha quasi abbracciato, ma era per la foto con i sindacati. Siamo di due razze diverse, io e te. Di due pianeti di due galassie di due universi diversi. Mamma, sei contenta? Mi raccomando, non vomitare sul Giulio. Si vola! Minchia, che goduria.
GIULIO Glielo chiedo per favore: non si agiti, non alzi la voce.
CARMELO Come andare in giostra. Ti piace? Dopo faccio fare un giro anche al Brad. Brad! Prima di buttarti ti faccio fare un giro, contento?
GIULIO Ora possiamo atterrare?
CARMELO Ma tu le cose belle della vita proprio non le sai godere.
GIULIO Le ho già spiegato…
CARMELO Sì, sì. Dirigenti! Quelli che stanno in alto! Li porti in alto davvero e… ma che cosa fai, Giulio… vomiti?
L’elicottero atterra. Giulio vomita.
CARMELO Proprio sulla mamma devi vomitare? Ma dai, Giulio. Dopo, lei se lo mangia, il tuo vomito! Mamma, prendi la pastiglia per dormire, da brava, su. Adesso ascolta il tuo amico Carmelo…
GIULIO No, questo no. Ci guardano tutti.
CARMELO Mica ci scambiamo le mutande.
GIULIO Ci mancherebbe altro! Che cos’è, lei, un pervertito, oltre che un disoccupato?
CARMELO È un gioco. Per far vedere al mio Brad che la faccia da dirigente ce l’ho anch’io, con il vestito giusto. Ma tu non giochi mai? Scommetto che neanche da bambino hai mai giocato. Facevi la spia, il dispettoso e il rompicoglioni, invece di giocare. Se eri nella mia compagnia, chissà quanto ti menavo, Giulio.
Si scambiano i vestiti. Carmelo prende il posto di Giulio giù in strada. Giulio rimane sulla cima del palazzo.
CARMELO Carmelo Viola, dirigente. Brad, mi vedi? Hai un papà dirigente!
GIULIO Carmelo, mi faccia scendere. Mi sta mettendo in imbarazzo.
CARMELO Goditi la vista, Giulio. Guarda il mondo quanto è grande. Guarda quanto è bello. Pensa a quanto più bello diventa se a buttarti sei tu. Non ci fai un pensierino?
GIULIO Io non ho nessuna intenzione…
CARMELO Lo so, lo so. Ricco, rifatto, rispettato, poco intelligente, egoista, bugiardo… Hai tutte le qualità. Perché dovresti buttarti?
GIULIO Mi faccia scendere. I suoi figli hanno bisogno di lei. Non può abbandonarli in un momento critico. Si ricordi che lei ha una famiglia!
CARMELO Dayana, mi raccomando. Dagli la mano, ma nient’altro. Nonna, smettila di prenderlo a ombrellate. È un dirigente. Ha la testa dura. L’ombrello si rompe. Braaad! Piantala di dargli calci. Vuoi diventare un terrorista?
GIULIO Mi faccia scendere, la prego. Che cosa vuole dimostrare? Che io e lei siamo interscambiabili? Che lei può fare il dirigente e io posso diventare un disoccupato? Le do ragione. Soddisfatto? Mi faccia scendere!
CARMELO Non dare confidenza a mio cognato. Dopo non te lo scrolli più di dosso. Non giocare a carte con lui. Bara. E attento alla Samantha. Mia sorella uno come te se lo mangia in un boccone. È una usa e getta. Dopo, col cavolo che ti sposa.
GIULIO La supplico, mi faccia scendere. Qui c’è tanta gente strana…
CARMELO Appena ho finito, magari io torno su e tu torni giù. Con calma, Giulio. Tu, intanto, goditi la famiglia.
GIULIO Ma in quanti sono?
CARMELO Ventisette. Prima che li conosci tutti io faccio in tempo a sbrigare i miei affari.
GIULIO Io non voglio conoscerli! Ho già una famiglia. Mi lasci tornare a casa, per favore, mia moglie sarà in ansia.
CARMELO Ma no, sarà contenta di farsi intervistare. Guardati la televisione. Così ti vedi in diretta. E vedi anche tua moglie che finge di essere angosciata. Adesso, scusa, ma c’è qui una giornalista che sembra Miss Fatta e Rifatta. Tu distrai la Dayana, Giulio, se no piomba giù per strapparle gli occhi.
Prego, mi faccia l’intervista, mi faccia tutto quello che vuole. No, io non sono il dottor Carugati. Io sono lo psicopatico. Perché scappa via? Si fida del dirigente e non si fida del disoccupato? Guardi che stragi, evasioni, omicidi, crimini ecologici, bancarotte fraudolente, leggi truffa e accordi con la mafia non le hanno mica fatte gli operai, queste porcherie qui. Ma vedila, quella lì… Se ne va schifata. Terribile essere disoccupati. Non ti fanno nemmeno parelare. Come va, Giulio?
GIULIO Mi dica quello che vuole. Qualunque cosa. Glielo farò avere. Mettiamo fine a questa storia umiliante. Lo dico per il suo bene, Carmelo. Prima che la situazione degeneri!
CARMELO Sono venuto giù proprio per questo, Giulio. Non potevo fidarmi di te per i negoziati. Non sono mica nato ieri. Che cosa voglio? Anzitutto, un catering. Dayana, lo vuoi il salmone? E il caviale? E lo champagne? E le ostriche, Dayana, le ostriche! Con quelle, sai come ci diamo dentro, dopo? Stasera facciamo bulli bulli io e te nel lettone. Senza la Jennifer.
GIULIO Dategli tutto quello che vuole! Mi sentite? Dategli il catering! Pago io!
CARMELO Sempre generosi, i dirigenti. Lei è della tivù? Mi dica, c’è ancora il telegiornale? Mi sembrava che l’avevano sostituito con le fiabe per i bambini. Giulio, sai che cosa mi ha detto il signore della televisione? Che adesso la polizia mi arresta tanto non posso buttare più nessuno. Ah ah ah. La senti la risatina furba? Ah ah ah. Braad, sei in linea? Bravo figliolo. A Natale la carità pubblica gli ha regalato il telefonino. Quando ti do l’ordine spegni la tivù, così la mamma esce dalla trance e butta giù qualcuno. Dille di cominciare dalla Jennifer, che è più leggera.
GIULIO Basta, Carmelo, basta. Tutto questo è inaccettabile. È un delirio. È una cosa da matti. È un incubo.
CARMELO È la mia vita, Giulio.
GIULIO Si fa sempre in tempo a cambiare. Se c’è la convinzione, se c’è la forza d’animo, si può cambiare.
CARMELO Ho cambiato il paese, ho cambiato il governo, ho cambiato il lavoro, ho cambiato la casa… ma non ho mai cambiato i padroni, Giulio. E hanno tutti la tua stessa faccia. Hai ragione: è proprio un incubo.
GIULIO Ascolti, mi dia la possibilità di aiutarla.
CARMELO Samantha! Portati il Giulio in un angolino e fagli le coccole, così me lo tieni impegnato. Quando qualcuno mi vuole aiutare… sotto sotto c’è sempre un trucco bastardo.
GIULIO Tenga giù le mani. Ma come si permette? Si rivesta subito! Carmelo, sua sorella si sta spogliando. È pazza!
CARMELO Ma no. Ci ha un poco la fissa per il sesso romantico. Tu non preoccuparti. Non farti venire l’ansia da prestazione. Fa’ tutto lei.
GIULIO Si ricomponga, signorina. Non si vergogna? Potrebbe essere mia figlia.
CARMELO Senza esagerare, Samantha. Il Giulio è abituato alle escort.
GIULIO Io non faccio sesso a pagamento!
CARMELO Scusa, Giulio, ma non ho tempo di ascoltare le tue barzellette. È tornata l’intervistatrice, con la scorta. Mi dica, signorina, mi dica. Sono qui in qualità di mediatore di me stesso per avanzare richieste che se non esaudite ci sarà una strage. Sono andato bene? Mi faccia pure le domande. Che cosa voglio oltre al catering? Tanto per farle degli esempi: la villa in Sardegna, le tette nuove per la Dayana, un posto in tivù per la Samantha, un impiego in parlamento per mio cognato, una Ferrari, una scuola privata per i bambini, un residence per i vecchi, una fabbrica mia così non mi licenzio mai…
GIULIO Se non la smette, mi butto.
CARMELO Che cosa?
GIULIO Ha capito bene. Mi butto.
CARMELO Samantha, ma che servizietto gli hai fatto? Tre secondi e via? Stai diventando troppo veloce, ragazza. E il romanticismo?
GIULIO Attento, veh, Carmelo. Attento. Quello che prometto, io lo mantengo.
CARMELO Questa è una novità.
GIULIO Mi faccia scendere e mi ridia i vestiti o mi butto.
CARMELO Dayana, sempre davanti al televisore! E la situazione ti sfugge di mano! Ti rimbambisci te, rimbambisci i bambini e io che sono l’unico intelligente della famiglia guarda in che pasticcio mi trovo! Dopo vengo su e il televisore lo butto giù! Che cosa dicevi, Giulio?
GIULIO Che mi butto.
CARMELO Dopo il televisore, però. Le precedenze vanno rispettate. Come le promesse. Che cosa dicevi delle promesse?
GIULIO Che le mantengo sempre, io. Sono un uomo d’onore, io.
CARMELO Bravo, aggiungi un po’ di omertà e l’unità d’Italia è fatta. Chi vuole farmi altre domande? Prego. Che effetto mi fa essere diventato famoso? Non lo so. Dovrebbe farmi effetto? Mi faccia vedere il giornale, per favore. Giulio, siamo in prima pagina! Un titolone! C’è anche la fotografia! Ma guarda come sono venuto bene. Tu, Giulio, sembri la pubblicità di un purgante.
GIULIO Carmelo, lei non mi può ignorare!
CARMELO Ah. Ti spiace ripetere per i media, caso mai qualcuno non ha sentito?
GIULIO Lei non mi può ignorare!
CARMELO Allora ascolta, che adesso tocca a me raccontare le favole. Mi sono rivolto ai servizi sociali, al sindacato, alla parrocchia, al partito, ai boyscout… e tutti mi guardavano come se neanche esistevo. Occhio non vede, cuore non duole. Io non ti sento, Giulio. Io non ti vedo. Prima ti vedevo sempre e dappertutto, e adesso non ti vedo più. Mi sento perfino meglio. Non ti vedo, Giulio! Non ti sento! La prossima domanda, prego.
GIULIO Attento, veh, attento, Carmelo. Non mi butto io. Butto la Jennifer.
CARMELO Tanto è infrangibile.
GIULIO La Jennifer bambina, non la Jennifer bambola.
CARMELO E tu, un dirigente, avresti il coraggio di…?
GIULIO Sì.
CARMELO Saresti capace di…?
GIULIO Sì.
CARMELO Butteresti la mia bambina senza…?
GIULIO … la minima esitazione, senza la minima esitazione.
CARMELO Bastardo.
GIULIO Ho imparato da te.
CARMELO Un bastardo per disperazione è diverso da un bastardo per convenienza.
GIULIO La butto?
CARMELO Dov’è la signorina di prima? Perché non viene qua a spiegare chi è il rispettabile dirigente e chi è lo psicopatico? Ti mettono in galera, Giulio. Ergastolo, magari doppio. E nelle docce…
GIULIO Ho gli avvocati. Io in galera non ci vado.
CARMELO Cazzo, è vero.
GIULIO La butto?
CARMELO Guarda com’è tranquilla, la mia Jennifer. Non appena le riempi la pancia, la Jennifer si addormenta e non la sveglia neanche un dirigente bastardo assassino come te.
GIULIO Devi prendere una decisione. Prima butto la bambina, poi il ragazzino e poi non lo so. Ne ho ventisette, da buttare. Ventisette morti di fame con la faccia da delinquenti. Decidi, Carmelo. Vieni su, ridammi i vestiti e poi consegnati alla polizia. Così tutto finisce bene.
CARMELO Brutta situazione. Non mi sento tranquillo. Il dirigente fa lo stragista. La signorina della televisione magari è imbottita di esplosivo. Forse un cecchino mi tiene sotto mira. Dayana! Se mi ammazzano, non sperare in una polizza sulla vita. Nemmeno nei risparmi in posta o in banca. Erediti solo il mio cadavere, Dayana! Brucialo, che non ho neanche i soldi per il funrale!
GIULIO Prendetelo! Qui controllo io che nessuno si butti o che butti qualcuno! Prima di portarlo via, toglietegli i vestiti, sono i miei!
CARMELO Braad, mi senti? Se i poliziotti mi arrestano, fa’ quello che devi fare.
GIULIO Che cosa mi combini, ancora?
CARMELO Sette bombole del gas. Viene giù tutto il palazzo. Te compreso, Giulio. Avrai l’assicurazione sulla vita, ma non avrai più la vita.
GIULIO Fermatelo! Siete pagati per mantenere l’ordine!
CARMELO Ordine, disciplina, patria… e poi che altro? Giulio, ti faccio una proposta. Vieni qua che ce la sbrighiamo io e te a sberle e insulti. Da uomo a dirigente. Ma tu no. Tu non ti sporchi le mani con un disoccupato. Tu hai i gorilla, le forze dell’ordine, i valori e i soldi in Svizzera.
GIULIO Sei solo un selvaggio incivile.
CARMELO Lo sai qual è l’azienda che mi ha licenziato? La tua. Ma tu neanche le sai, certe cose. E se le sai, che cosa te ne frega?
GIULIO Io non sono responsabile…
CARMELO Appunto. Tu no, lei no, lui no… ma allora chi è che ci mette in mezzo a una strada, a me e ai miei ventisette familiari disgraziati?
GIULIO Dia un esempio di responsabilità. Dica a Brad…
CARMELO E tu credi che io faccio esplodere un palazzo con tutti quelli che ci sono dentro? Ma sei proprio stupido!
GIULIO Insomma, facciamola finita!
CARMELO Stupido e isterico. È finita, Giulio. Te lo dico io che è finita, rilassati. Brad aveva scommesso che mi facevano secco dopo neanche dieci minuti. E invece sono qua ancora vivo. Un successo, no?
GIULIO Sta dicendo che si arrende?
CARMELO Signora Dayana, spenga il televisore e venga giù con i bambini. Signorina Samantha, può scendere e riabbracciare il suo fidanzato.
GIULIO Ma chi… chi sono quelle persone?
CARMELO Gli altri disoccupati. Tutti miei colleghi.
GIULIO Non sono i suoi familiari?
CARMELO Giulio, chi è che la mantiene una famiglia numerosa? Loro sono i miei amici. I miei compagni di sventura. Tutti disgraziati come me.
GIULIO Mi ridia subito i miei vestiti!
CARMELO Non ha funzionato, eh? Io rimango un morto di fame e tu un dirigente. Tu puoi mentire, rubare, imbrogliare… e risultare sempre innocente. Io posso anche essere un santo e fare i miracoli… e venire giudicato sempre colpevole. Adesso provo a fare il miracolo. Giulio, trasformati in una brava persona. Niente, non funziona. Sono proprio un fallito.
GIULIO Potete prenderlo in consegna. La situazione è sotto controllo. È finita, finalmente.
CARMELO Mi accompagni in prigione?
GIULIO Voglio che sia chiaro che io non provo alcun rancore contro quest’uomo. Giustamente, di lui dovrà occuparsi la giustizia, ma sono sicuro che il fattore umano avrà il suo peso e che la società saprà farsi carico di…
CARMELO Mi accompagni in prigione?
GIULIO Lei mi ha combinato un brutto scherzo. Ha infranto la legge, ma io so essere generoso. Se le serve qualcosa, me lo faccia sapere. In quanto al resto… Io ho degli impegni, signor Carmelo. Delle responsabilità. Non dispongo del mio tempo…
CARMELO Eh, già, povero Giulio. Mi fai quasi pena.
GIULIO Io sono un uomo molto occupato e lei…
CARMELO Una merda.
GIULIO Non volevo dire…
CARMELO Fa niente, lo dico io. Meglio una merda in prigione che uno stronzo in libertà, no? Questa è la democrazia. Ciao, Giulio. È stata una bella esperienza, fin che è durata. L’elicottero, i giornali, la televisione… E poi stare lassù in alto, sopra di tutti, per una volta nella vita… Uno come me, abituato a strisciare… E vederti giù in basso, piccolino, preoccupato, irritato, nevrotico… Me la sono goduta. Le cose belle durano poco, ma quelle brutte non finiscono mai. Manette, prego. Con dignità.