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Una lettera a Ferruccio Marotti

Caro diario

questa volta ti "tradisco".Ho avuto modo di scrivere una lettera a Ferruccio Marotti. Tu mi chiedi: Chi è Ferruccio Marotti?

Attualmente è senior consultant del progetto ECLP European Collected Library of Performing Arts, Connectisg Stages, che insieme con 19 partners europei, costituisce l'aggregatore per le arti dello
spettacolo di EUROPEANA, la European Digital Library.

Ma capirai meglio chi è Ferruccio Marotti leggendo la mia lettera. Eccola:

Caro Ferruccio Marotti,

ti ho visto l'ultima volta in effigie su un maximanifesto al Festival di Santarcangelo di due anni fa, nel luglio 2010, a quarant'anni dalla prima edizione diretta da Piero Patino nel 1970. In occasione del quarantesimo (anagrafico, ma non artistico-culturale: il festival di Santarcangelo noto al mondo del teatro nasce otto anni dopo, nel 1978, ideato da Roberto Bacci, organizzato e diretto dalle compagnie di Treviglio, Pontedera e Varsavia, mettendo in scena , grazie al coraggio del sindaco Donati e alla romagnola ospitalità della popolazione, La città nel teatro) il direttore artistico Enrico Casagrande (Motus) fa installare in alcuni punti chiave dei grandi manifesti riproducenti foto dai decenni precedenti.

Di fianco al Lavatoio, storica , inefficiente, sala del festival, c'è un manifestone, virato in rosso (il colore che marca politicamente quell' edizione), riproducente un tavolo da conferenza dietro il quale siedono lo storico sindaco fondatore del festival, Romeo Donati e un tizio con un barbone che nessuno - e c'erano anche diversi personaggi in età, canuti frequentatori del festival - mi sa dire chi fosse - e pensare che la scena fotografata doveva avere una qualche importanza, trattandosi di un convegno sul nuovo teatro, come evinco  dal  titolo riportato - quello sì -  sul manifesto.

Mi avvicino, focalizzo, scartabello brevemente nell'archivio iconografico della memoria e dico agli astanti: ' Ma quello è Ferruccio Marotti !'

Naturalmente la mia memoria ti ha riportato a Santarcangelo solo per un breve momento: il manifesto-installazione alla fine del festival sarà stato immagazzinato chissà dove e come, se non puramente e semplicemente distrutto ;  chi, scartabellando tra gli archivi del festival, vedrà quella foto, si chiederà chi diavolo fosse il tipo dall'aria importante e dal folto barbone seduto di fianco a Donati !

Ho avuto alcuni casi analoghi scartabellando l'archivio del Premio Riccione : una bella foto, rigorosamente non datata, dove un signore in età, aria importante,  pipa, a completo agio nella sua poltrona da hall di albergo,  chiacchera con grande famigliarità e vivacità con Dario Fo e Eduardo, i due dissimili dioscuri cui Franco Quadri, diversi anni dopo, nel ciclo da lui contrassegnato,  dedica le sue prime due iniziative riccionesi (quella per Eduardo naturalmente  ha visto  coinvolto te e il Teatro Ateneo della Sapienza ) che 'firmavano' la sua direzione artistica e la incardinavano su una opzione chiarissima Quadri intendesse per 'drammaturgia italiana contemporanea'. Si era allora nel 1984 (mostra di e con Dario Fo ) e 1985 ( rassegna video televisiva su Eduardo, purtroppo senza di lui, appena mancato ),  giusto all'inizio del suo complesso rapporto con il Premio Riccione: durerà per un quarto di secolo esatto, dal primo contatto del 1982 alla presidenza della sua ultima giuria del premio nel 2007 .

Io e Maroly Lettoli, storica segretaria della giuria, abbiamo chiesto a tutti, ma non c'è stato verso: l'anziano con pipa resta un teatrante (  critico ? docente ?,mammasantissima ? ) ignoto.

Mi sono permesso di inviarti questi raccontini per ricordare cose che ci hanno coinvolti e che rimangono tuttora aperte: la salvaguardia della documentazione, la raccolta della memoria, lo studio.

Dunque grazie a te per l'informazione sulla rete europea di documentazione teatrale e un augurio di buon lavoro al senior consultant.

 

 

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