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Articoli e interviste

Conversazione con Davide Livermore

I teatri sono chiusi ma capita che incontrando alcune persone che vivono il teatro dal di dentro, come vita artistica ma anche come attività operativa, concreta, del giorno per giorno, allora ci accorgiamo che il teatro non è moribondo sotto i colpi del coronavirus, ma è vivo, vegeto e anche in piena energia e salute. Una di queste persone è Davide Livermore, da quest'anno Direttore del Teatro Nazionale di Genova. Il suo ingresso alla guida di quello che è uno dei principali teatri di prosa italiani, ha praticamente coinciso con l'esplosione della pandemia, che avrebbe potuto, scombinando tempi e scadenze della stagione, essere un macigno su una strada appena intrapresa. Invece ha cambiato il contesto ma non la forza e le idee che vogliono alimentare e alimenteranno una esperienza dalle caratteristiche se vogliamo non usuali nel panorama nazionale. Un artista, oltre ogni consorteria, scelto per dirigere il teatro che fu di Ivo Chiesa e Squarzina, è cosa che esce dall'abitudine, dalla zona di comfort come lui stesso la chiama, cui spesso sono abbarbicate le istituzioni culturali in Italia. Uomo dalle mille vocazioni, di esperienze svariate in Italia e ancor più

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