Ho visto Nina volare

Laura Curino, narra De André e lo fa con discrezione e leggerezza con i suoi occhi da bambina, sembra lei, la Nina della canzone. Racconta, gesticola, cammina in punta di piedi fra le note del poeta, creando un buon equilibrio tra immagini, suoni e parole, regalandoci  i luoghi di De André, anche quelli meno conosciuti, quelli della campagna piemontese vissuta da bambino. A Revignano d’Asti c’è la Cascina dell’Orto, quella della nonna Margherita, dove la famiglia De André trovò rifugio in tempo di guerra e dove, per alcuni anni, la mamma portò in vacanza i figli Fabrizio e Mauro. Nella cascina accanto abitava Nina, la bimba che Fabrizio vede volare fra le corde dell’altalena. La madre di Fabrizio era di Pocapaglia, un piccolo paese vicino a Bra. Il padre invece si era trasferito giovane a Torino per studiare e conservò sempre un legame particolare con questi luoghi. Fabrizio e la campagna, il racconto comincia così. Quella campagna gli è rimasta addosso con i suoi profumi, i sapori ma soprattutto la semplicità e la verità della vita contadina. Un’anima contadina che il cantautore ha poi cercato nelle sue canzoni e ha narrato nei suoi concerti. Sullo schermo scorrono le immagini e prendono forma i luoghi del poeta, Genova, il mare nostrum con i suoi suoni, il porto e infine la Sardegna per cercare la sua infanzia. Un viaggio nei luoghi di Fabrizio De André…fino a giungere al non luogo fatto di vento, di Khorakhanè, al bosco di Sally agli zingari, come simbolo di libertà e natura. Il bosco che Fabrizio portava sulle mani e nell’anima. E mentre le parole vanno, la musica crea immagini grazie agli assoli e ai contrappunti musicali dalla chitarra descrittiva ed evocativa  di Gigi Venegoni e dalla voce scura e forte, quasi una recitazione, di Bruno Maria Ferraro.
La sala, silenziosissima, assorbe questa vita fatta di altre vite che De André ha saputo raccontare con la sua musica e le sue poesie, vite di perdenti, umili, nomadi, ricordi, colori, ambienti in cui è bello lasciarsi trasportare. Tutto questo in “Ho visto Nina volare” che ha ricevuto il patrocinio della Fondazione De André, un racconto musicale, una biografia costruita con le parole di De André,  parole sparse  tra carte, libri e quaderni, raccolte con amore e cura da Guido Harari. Parole che vibrano attraverso la parola-gesto e le pause ricche di espressioni della magica Laura che fa volare.

Teatro Ringhiera Milano
Produzione Tangram Teatro Torino
HO VISTO NINA VOLARE
Con Laura Curino
Gigi Venegoni alla chitarra
Bruno Maria Ferraro, chitarra e voce
Musiche Fabrizio De Andrè

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