Tre famiglie

Una pièces spiazzante questa dell'americano Israel Horovitz che il regista e drammaturgo Andrea Paciotto propone con la sua compania, insieme al Teatro Stabile dell'Umbria, e in cartellone per il Cantiere Campana del Teatro della Tosse di Genova dal 19 al 21 febbraio. Lente aperta sulle relazioni familiari, quelle spesso coperte e non dette, trascende in un certo senso la loro consueta rappresentazione spesso legata a codici spettacolari e drammaturgici che ne attenuano l'impatto psicologico. Suddiviso in tre quadri, “Sei come sei” - “Il voto di Orange” e “Uomo nella neve”, il dramma utilizza sintassi diversificate, dal noir, al grottesco fino al melodramma per scompaginare quasi le difese dello spettatore e tentare di colpirlo nel profondo.
A partire dall'atmosfera noir o triller che accompagna il primo quadro, ove una famiglia si interroga sulle relazioni della madre per squadernare nella sorpresa finale una paradossale denuncia della violenze domestica sulle donne, passando per la grottesca messa in scena, nel secondo quadro, del razzismo che attraversa inaspettatamente le generazione, fino al melodramma sulla morte del terzo e ultimo quadro, segnato da un doppio lutto, quello della perdita del figlio e poi del padre, ove la scrittura travolge consapevolmente ogni pudore per esporre il sentimento con effetto talora di disagio.
In scena Francesco Bolo Rossini, Rossana Carretto, Claudio Bellanti, Olga Rossi, Fausto Cabra,  Valentina Bartolo e Olivia Volpi si alternano con sapienza nei diversi personaggi cogliendo di ciascuno, con ironia, le diverse tonalità di sintassi scenica. Musiche di Giulia Kant e video di Francesco Domenico D'auria.
Uno spettacolo in un certo senso strano e che talora può apparire estraneo, che sconcerta ma induce a confrontarsi con sé stessi.

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