La banda degli onesti

E’ sicuramente un “divertissement” lo spettacolo “La banda degli onesti”, proposto al teatro Musco di Catania e che strizza l’occhio a vizi e virtù di un'Italia anni Cinquanta ancora povera, dalla faccia pulita ed onesta, ma proiettata verso il boom economico. Un’Italia di ieri che può benissimo confrontarsi con i tempi odierni in cui impera la crisi ma dove, purtroppo, i costumi, i comportamenti di certa umanità, sono diversi e la società è caratterizzata da scandali e da malaffare.
Prodotta dallo “Stabile” etneo, all’interno della stagione di prosa 2012-2013, la pièce, strutturata in due atti, grazie alla intelligente e scorrevole regia di Federico Magnano San Lio, si avvale della scena con funzionali pannelli scorrevoli di Angela Gallaro, dei costumi di Giovanna Giorgianni e delle musiche di Aldo Giordano. Con le dovute distanze e puntando sempre alla risata, lo spettacolo, omaggiando sicuramente due mostri sacri della commedia made in Italy quali Totò e Peppino, riporta in mente il film “cult” girato da Camillo Mastrocinque nel 1956, con la sceneggiatura scritta a quattro mani dalla nota coppia Age & Scarpelli.

Nella versione teatrale prodotta dallo “Stabile” di Catania e diretta da Magnano San Lio, nei panni dei pasticcioni ed onesti Totò e Peppino impegnati nella truffa del secolo, destinata a fallire per eccesso d’onestà, troviamo l’affiatata coppia Mimmo Mignemi (il portiere Antonio Bonocore) ed Angelo Tosto (il tipografo Giuseppe Lo Turco) supportati nel loro progetto per arricchirsi da Giampaolo Romania (nei doppi panni dell’incisore cavaliere Andrea e del pittore Tommaso Cardoni).
La notissima storia de “La banda degli onesti”, che sfuma più per la troppa onestà dei falsari sui generis che per l’intervento delle forze dell’ordine, è giocata su dei ritmi briosi, su trovate esilaranti che riportano in auge le qualità e le disavventure surreali degli italiani di altri tempi. La vicenda di Antonio e Giuseppe, tentati dal bisogno, ma anche degli altri personaggi, si sviluppa all'interno di un condominio dove vive e si arrangia, un universo popolare vario sempre in equilibrio tra la triste realtà quotidiana ed il desiderio di evadere, di migliorarsi, di arricchirsi.

Sulla scena, ad affiancare il divertente trio comico formato da Mignemi-Tosto-Romania, alle prese con il loro nuovo status di improbabili falsari, si fanno apprezzare poi Nellina Lagana (Maria, la moglie di Antonio Bonocore), Alessandro Idonea (Michele, il figlio finanziere di Antonio Bonocore), Fulvio D’Angelo (nei vari ruoli del ragioniere Casoria, del maresciallo Denti ed anche di postino, tabaccaio e guardia notturna) e Giada Colonna (l’inquilina, la signorina Willoughby).
Spettacolo godibile, che regala una serata spensierata al pubblico in sala, che gradisce ed alla fine, con calorosi applausi, conferma la riuscita di un lavoro che ricordando la crisi e la povertà d’allora, paragonandola ai tempi difficili di oggi, sottolinea l’eterna lotta quotidiana per la sopravvivenza e soprattutto rimarca le differenze di una classe sociale che oggi, in tema di onestà, ha davvero molto da imparare da quella degli anni Cinquanta.

“La banda degli onesti”
di Age & Scarpelli
con Mimmo Mignemi, Angelo Tosto, Fulvio D’Angelo, Nellina Laganà, Giampaolo Romania, Giada Colonna, Alessandro Idonea
Regia di Federico Magnano San Lio
Scene di Angela Gallaro
Costumi di Giovanna Giorgianni
Musiche di Aldo Giordano,
Luci di Franco Buzzanca
Produzione Teatro Stabile di Catania - Teatro Angelo Musco -12 aprile -11 maggio 2013

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