Joy

JOY, è l’ultimo appuntamento della stagione di Campo Teatrale di Milano che da più di dieci anni rappresenta un'importante realtà di riferimento nel panorama nazionale, come attento interlocutore culturale e promotore di attività teatrali sperimentali. Spettacolo prodotto da Residenza Idra-Teatro Inverso di Brescia che, grazie alla gioiosa e divertente  performance di Davide D'Antonio e Roberto Capaldo, continua il percorso di sperimentazione nel solco delle nuove drammaturgie, nuove forme di espressione di contaminazione, tra generi differenti ed elaborazioni lessicali. Il risultato è soddisfacente, un allestimento agile e dinamico che scorre rapidamente e in modo imprevedibile, fino alla sorpresa finale. Tra miasmi personali e un breve percorso al buio, arriviamo in una piccola stanzetta. Non c’è confine in Joy, non c’è palcoscenico, né sipario, tutto si svolge in uno spazio comune. Uno spazio pieno di oggetti di ogni tipo e di ogni genere, alcuni sporchi e schifosi. Oggetti abbandonati, ammucchiati, ammassati …Quasi una discarica. Sedie e sgabelli al centro della scena, se vuoi sederti devi abbandonare anche tu un oggetto e raccontare il tuo legame affettivo. Joy è una performance originale fatta di clownerie, teatro dell’arte, mimo e improvvisazione, tutto imbastito e cucito ad arte, per riflettere sull’abbondanza di una società che accumula oggetti inutili che intasano le nostre vite. Ma attenzione…nulla è così scontato. Anche gli oggetti più brutti raccontano qualcosa, si crea, così, una trama sotterranea, una rete invisibile, perché gli oggetti parlano di noi e degli altri. Ogni forma è simbolo di qualcosa di più profondo che va al di là e si collega con infinite altre realtà che solo la percezione del soggetto può individuare. La performance dei due giovani attori racconta anche questo: ricerca dei significati emotivi e delle sensazioni che partono dagli oggetti, il profumo il tatto, la vista il gusto, i suoni.  Capaldo e D’Antonio, bravissimi nel saper cogliere gli spunti che arrivano dal pubblico, ci stimolano a cogliere queste sensazioni, a viverle. I due performer interagiscono con il pubblico, uno vuole accumulare più oggetti possibile, l’altro  vuole distruggere tutto. Il confronto/scontro cresce sempre più, fino ad un sorprendente finale. Riprendendo la lezione di Baudelaire, che conosceva bene il significato intrinseco degli oggetti, i due artisti agiscono sul pubblico, e il pubblico reagisce. Ogni sera uno spettacolo nuovo. Coinvolgimento ed empatia, ricerca di contatti e complicità, di sguardi, che diventano trampolino di lancio per una struttura drammaturgica brillante e poetica caratterizzata da poche taglienti battute che rimbalzano verso il pubblico per cogliere il significato profondo della parola felicità. Dialogo fisico, emozioni, ma soprattutto il saper ridere, distinguono l’uomo dalla bestia. Troppo spesso tendiamo a dimenticarlo.

«Dai più schifosi oggetti siamo attratti;
e ogni giorno nell'Inferno ci addentriamo d'un passo,
tranquilli attraversando miasmi e buio»

JOY
Di e con Davide D'Antonio e Roberto Capaldo
Produzione TEATRO INVERSO/RESIDENZA IDRA
Con il sostegno Regione Lombardia progetto NEXT
Campo Teatrale (Via Pompeo Cambiasi, 10 Milano)
Dal 10 al 12 maggio

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