Giovanni Episcopo

A chiusura del cartellone 2012 2013 il Teatro Stabile di Genova propone, alla sala Duse dal 15 al 19 maggio, questa produzione della compagnia Lunaria Teatro, una drammaturgia del 1976 di Franco Scaglia e Aldo Trionfo ad adattamento, anzi vera e propria riscrittura per le scene, di “Giovanni Episcopo” secondo romanzo di Gabriele d'Annunzio, di cui quest'anno ricorre il 150° anniversario della nascita.
Non è il caso qui di riproporre la ormai molto dibattuta questione della difficile 'teatralità' dei testi, anche drammaturgici, del poeta abruzzese, testi caratterizzati da una scrittura talora ipertrofica e pluri-stratificata, sovrabbondante di citazioni autoreferenziali fino all'ampollosità, ma comunque lo spettacolo in qualche modo ne risente.
In effetti i due drammaturghi hanno contrapposto una rilettura in chiave di flusso di coscienza, o autocoscienza, contenendo e riducendo l'evento in un interiorità dai toni claustrofobici e talvolta psicotici, cui le scenografie a strati danno un forte contributo, ed insieme tentando di allargarlo ad un piano metafisico mediante incursioni dal, sempre d'annunziano, “Martirio di San Sebastiano”.
Regia e attori ripercorrono ed assecondano con forse fin troppo diligenza quelle scelte di scrittura scenica, anche se il registro naturalistico prevalente, con incursioni nell'ironia pirandelliana, a volte collide, anche proficuamente se vogliamo, con le spinte 'poetiche' della sintassi dannunziana.
Giovanni Episcopo tende così a diventare, esplicitato ed enfatizzato nelle sue dinamiche spesso auto-compiacentesi, un percorso di analisi e riconoscimento, forse addirittura di adesione ad aspetti intimi e inquietanti di una educazione sentimentale 'decadente'.
Uno spettacolo interessante dunque, per l'impegno della trascrizione, della regia scenica e della recitazione, che ripropone, in un certo senso fuori-tempo rispetto alla nostra contemporaneità, modalità drammatiche e sintattiche comunque presenti e influenti nella evoluzione dello spettacolo italiano.
In scena dunque, sotto la regia di Daniela Ardini, Giovanni Costantino (Giovanni Episcopo-San Sebastiano) e Carola Stagnaro (Ginevra-Emilia), insieme a Vittorio Rostagno, Paolo Drago e Giacomo Albites Coen. Già detto delle scene di Giorgio Panni e Giacomo Rigalza, i costumi sono di Mariangela Cerruti e le musiche di Alessio Panni.
Elevato il gradimento del pubblico, piuttosto numeroso.

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