Un siciliano a Parigi

Frizzante e divertente la pièce “Un siciliano a Parigi” che ha inaugurato a Catania la stagione di prosa 2010-2011 del Teatro Vitaliano Brancati diretto da Tuccio Musumeci. La brillante commedia, in due agili atti, tratta dal celebre “Il sistema Ribadier” di Feydeau, adattata con mano felice ed esperta da Romano Bernardi è cucita sulla vis comica ed irresistibile di Tuccio Musumec e regala, in questa ennesima edizione, risate e spensieratezza al pubblico in sala, giocando sul solito triangolo “marito - moglie - amante”. La vicenda, incentrata a Parigi, vede l’arrivo in Francia dalla “Trinacria” di Aristide Tomaselli che ritrova la sua amata Angela e credendola ormai vedova vorrebbe allacciare con lei una relazione. Viene, però, subito informato che la donna si è risposata con il signor Ribadier, un marito infedele che la tradisce con la moglie del vinaio Savinet attraverso un metodo ipnotico, il famoso sistema Ribadier. Nei due atti, diretti con grande maestria da Romano Bernardi, si innesca anche la tresca tra la cameriera impicciona Sofia e lo stalliere Gusman. Le musiche sono curate da Matteo Musumeci. Uno spettacolo che, ancora una volta, premia l’esilarante comicità di un Tuccio Musumeci sempre in forma nei panni del siculo Aristide Tomaselli, supportato da un eclettico Massimo Leggio nel ruolo del marito traditore Eugenio Ribadier e da una sinuosa Concita Vasquez che da vita alla tradita Angela. Efficaci, poi, nei loro ruoli Agostino Zumbo (il vinaio Savinet), Egle Doria (la cameriera Sofia) e Claudio Musumeci (lo stalliere Gusman). Elegante ed ariosa la scena di Giuseppe Andolfo, autore anche dei costumi, musiche di Matteo Musumeci. Alla fine applausi convinti per una piéce collaudata e sempre ben accetta dal pubblico. Lo spettacolo, si rivede sempre con piacere, sia per il suo contenuto scorrevole e frivolo (non per caso è nato dalla fantasia di Georges Feydeau), che per la bravura ormai collaudata degli interpreti.

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