Le Residenze Teatrali Pugliesi: spazi creazioni, territori

In occasione della presentazione del progetto Walls-Separate Worlds, in occasione dell’assemblea nazionale dell’ANCT (Associazione Nazionale dei Critici di Teatro), si discute sulle Residenze Teatrali Pugliesi, “Teatri Abitati”, protagoniste di scelte originali e significative. Si tratta di un’innovativa modalità di gestione pubblico/privata

dei luoghi di spettacolo dal vivo in Puglia (finanziato dal FESR Fondo Europeo di Sviluppo Regionale, dell’Asse IV, Linea di intervento 4.3.2, affidato dalla Regione Puglia, al Teatro Pubblico Pugliese).  Teatri Abitati ha dato vita a “residenze teatrali” in luoghi a volte conosciuti, a volte dimenticati, abbandonati, ha messo in comunicazione compagnie teatrali-cittadini-amministrazioni. Carmelo Grassi, presidente del Teatro Pubblico Pugliese, apre la conferenza evidenziando alcune novità. “Nel panorama nazionale la Puglia assume sempre più i contorni di un vero e proprio laboratorio nel quale si sperimentano nuove formule organizzative del sistema spettacolo”. Si cambia seguendo differenti modalità: sviluppi legislativi frutto di una politica culturale articolata e plurale, una seria programmazione di interventi, istituzioni nuove ed efficienti, progetti dalla forte carica innovativa, come il progetto Walls-Separate World della compagnia Astràgali di Lecce, che ha lo scopo di riflettere, attraverso diverse forme artistiche, sulle barriere che dividono i territori, sulla necessità di difendere ogni forma artistica nei luoghi di conflitto. Franco d’Ippolito (esperto in progettazione europea, consulente dell’Assessorato al Mediterraneo della Regione Puglia, capo progetto dell’azione Teatri Abitati, Residenze Teatrali Pugliesi, e Presidente dell’Osservatorio Regionale dello Spettacolo), nella sua relazione offre una chiara panoramica di come agiscono e operano i Teatri Abitati. Che cos’è una “residenza teatrale”? Non esiste una definizione precisa. E’ un sistema di progetti, relazioni, linee di azione. E’ il racconto di un territorio attraverso il teatro. Una compagnia, utilizza uno spazio a disposizione, per progettare e promuovere spettacoli e attività teatrali, talvolta ospita altre compagnie. Si tratta di un sistema artistico complesso e articolato che trova credito e sostegno finanziario da enti pubblici locali e da fondi privati. Una residenza spesso trova la propria casa in edifici restituiti alla crescita sociale e culturale di una comunità locale, promuove la ricerca teatrale, amplia l’offerta delle metropoli, aprendo di fatto alle proposte culturale di operatori teatrali che vengono dalla provincia. Le residenze guardano alla regione, ma anche altrove. Sempre più spesso, queste reti fra compagnie hanno uno sguardo che si rivolge non solo al territorio locale e nazionale, ma si espande a scenari e mondi sempre più internazionali. Come nel caso del progetto della Compagnia Astràgali di Lecce. “In ogni residenza si lavorerà su tema specifico del progetto: la presenza di nuovi e vecchi muri; le nuove forme di separazione portate dalla crisi; i muri come mezzo di costruzione delle identità nazionali; la questione della memoria legata a situazioni di conflitto”. Nascono in tal modo una serie di attività artistiche, che diventano catalizzatori culturali, per l’acquisizione di valori condivisi, qualità della vita, integrazione sociale, operazioni concrete contro il degrado e l’illegalità. E’ il caso della compagnia teatrale della Cooperativa Thalassia, che promuove azioni rivolte a tutelare il territorio, il suo programma di Residenza Teatrale è “disegnato attorno al tema della poetica dei luoghi e della loro vita assoluta, intesa come elemento costitutivo di un sistema di caratteri identitari. L’essere umano, composto di memorie, conosciute e non, è in totale interdipendenza con l’ambiente che lo circonda, il quale a sua volta è costituito da memorie, come le emozioni che si cristallizzano all’interno della materia di cui è fatto. La forma che la memoria assume è in continua mutazione e la stessa memoria trasmigra da uno stato all’altro. All’interno del percorso di ricerca elaborato dalla compagnia, si tenta di intercettare proprio quei caratteri inafferrabili della memoria che potremmo indicare come “migratori” e la memoria, a partire dal movimento migratorio, di uomini, animali, piante, pietre”. Dodici i teatri coinvolti nel progetto delle residenze: Oda Teatro, Foggia; Teatro Comunale, Manfredonia; Tana Sala Rossa del Castello – Barletta; Auditorium "Paola Chicco”, Andria; Teatro Comunale, Ruvo di Puglia;Teatro Comunale Traetta (ex Umberto I ),Bitonto;Teatro Comunale - Ceglie Messapica; Torre S. Susanna / S. Vito dei Normanni / Torre Guaceto; Teatro Comunale, Massafra; Teatro TaTÀ, Taranto;Teatro Comunale Nardò; Teatro Comunale Paisiello, Lecce. Una fitta rete geografica di poli teatrali, distribuiti per tutte le province della regione, con la costituzione di 12 sedi di Residenze Teatrali che hanno dato stabilità a 18 compagnie teatrali pugliesi, ma complessivamente sostegno creativo a 34 compagnie regionali. Residenze Teatrali sono indefinibili la ricchezza sta proprio nelle loro eterogeneità non c’è omologazione. Sono il risultato di tre componenti: nuclei artistici creativi-spazi-territori, che entrano costantemente in una relazione sinergica. Teatri Abitati in questo modo ha ridisegnato la mappa del teatro pubblico pugliese, ha usato parole nuove e sguardi nuovi valorizzando il lavoro l’impegno il riconoscimento dell’altro, di chi vive in un determinato territorio, spesso deprivato da un punto di vista culturale. Le Residenze si pongono un problema preciso quello dell’utilità, cosa possiamo fare per i cittadini di questa realtà? Progetti specifici sulla disabilità, sulle legalità, sul disagio sociale. L’esperienza in corso si arricchisce sempre più, è arrivato il momento di un riconoscimento istituzionale. Il riconoscimento istituzionale introduce una nuova modalità di attuazione dell’art.117 della Costituzione sui rapporti Stato e Regioni. Si attribuisce alle regioni un’autonomia di azione in ambito artistico, è una forma di decentramento amministrativo. Le Regioni progettano, promuovono, sostengono. La Regione Puglia ha avuto un ruolo decisivo. Nascono meccanismi politici nuovi che mettono in luce le diverse realtà e questo implica politiche teatrali diverse. Le Residenze Teatrali aprono anche nuove forme di sostenibilità, dimostrano buone pratiche: non mettono in campo risorse eccessive, valorizzano le realtà già esistenti, non generano sprechi gestionali. Le produzioni sono semplici e snelle. E tuttavia non sono un nuovo mercato ma “nuovi pensieri nel mercato”. Il pubblico di una Residenza è coinvolto nel cambiamento, è un cittadino che diventa spettatore, che diventa pubblico attivo, che partecipa ai laboratori e a tutte le altre iniziative che le residenze mettono in campo. Un altro elemento di novità delle Residenze è la valorizzazione delle periferie che entrano in contatto fra di loro e con altri centri teatrali Ogni periferia lascia una traccia, un segno in un territorio interpretato e vissuto rispetto al centro. In chiusura Franco D’Ippolito si rivolge ai critici teatrali presenti in sala, chiedendo loro di sostenere e accompagnare questo importante cambiamento, questa rivoluzione copernicana del punto di vista teatrale, contribuendo con parole nuove a difendere questa trasformazione a sostenere le posizioni, a incoraggiare gli sviluppi. Giulio Baffi, presidente dell’Anct, raccoglie l’invio e rilancia. La critica teatrale è in dialogo continuo con la creazione artistica, è ponte tra il teatro e la società, tra il lavoro degli artisti e gli sguardi degli spettatori, il critico è un osservatore. Il suo compito è anche quello di saper osservare scoprire i cambiamenti in atto, raccontarli. “Lo sguardo che racconta” appunto. “Compito della critica è creare è favorire continue occasioni di dialogo con gli artisti, con il mondo della cultura, le istituzioni, gli enti pubblici, gli studiosi, gli spettatori, i lettori”. Fassbinder amava ripetere “Quello che non siamo in grado di cambiare dobbiamo almeno descriverlo”. In Puglia non solo si cerca raccontare la realtà attraverso il teatro ma si opera per realizzare cambiamenti futuri

Mesagne, Auditorium Castello Normanno Svevo, 2 Novembre 2013

 

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