W L'Italia.it…noi non sapevamo

E’ un lavoro di accurata ricerca storica, che incuriosisce e che coinvolge il pubblico e che soprattutto restituisce il teatro alla sua missione fondamentale, ovvero far riflettere su quanto accade oggi e su come si è costruita la realtà storica e socio-culturale contemporanea. Stiamo parlando del monologo di circa 60’ di durata, "W L'Italia.it…noi non sapevamo" di Egidia Bruno, proposto al Brass Jazz Club de La Cartiera di Catania, all’interno della rassegna "Palco off - Le voci del teatro" diretta da Francesca Vitale. La pièce, che nasce da un certosino lavoro di ricerca storiografica, vede Egidia Bruno, lucana d’origine, tra canzoni, espressioni in dialetto meridionale e immagini di personaggi della storia d’Italia, riflettere con passione ed ironia, su gli errori e le responsabilità che hanno portato alla nascita della cosiddetta “questione meridionale” ed al suo perdurare, in maniera gattopardesca, fino ai giorni nostri. Il lavoro in pratica, attraverso i racconti, le letture, le canzoni e le riflessioni dell’interprete ed autrice, ricostruisce i fatti in tutta la loro complessità e contraddizione, soffermandosi sul prezzo dolorosissimo pagato dagli abitanti del Sud Italia. 

Con modi intensi, conditi da umorismo e inflessioni dialettali, Egidia Bruno si rivolge al pubblico, mentre alle sue spalle scorrono le immagini delle tragiche ferite subite dal Meridione per l'annessione al Regno Sabaudo. Dalle stragi di Pontelandolfo e Casalduni, alla distruzione di un'intera economia, quella del Regno delle Due Sicilie, che vantava primati quali uno dei più grandi stabilimenti siderurgici d'Italia, quello di Mongiana e una flotta navale seconda solo a quella inglese mentre Napoli era una delle città più all'avanguardia d'Europa, dove sorse anche il primo tratto ferroviario d'Italia e sul Garigliano fu costruito il primo ponte sospeso dell'Europa continentale.

Nel testo di Egidia Bruno e Marie Belotti si rievocano anche il leggendario brigante Carmine Crocco, ma anche meridionalisti come Antonio Gramsci e Giustino Fortunato. Apprezzata dal pubblico anche la ricerca sui canti curati da Francesca Breschi. La scenografia è volutamente scarna e la Bruno si muove tra una sedia, un tavolo con dei libri dai quali legge alcuni brani ed alle spalle uno schermo sul quale scorrono a volte immagini storiche. A fine pièce si ribadisce la validità della prospettiva “unitaria, ma praticabile solo se i problemi del Sud saranno vissuti come quelli dell'Italia intera. Il Sud dovrebbe rialzare la testa, ritrovare la sua dignità ed il suo orgoglio e tutti, da Bolzano a Trapani, dovremmo guardare con maggiore consapevolezza alla storia dell'Italia intera. Solo così l'Italia potrebbe tornare a volare, ma purtroppo, ancora, c’è molto da fare….

Lavoro, ripetiamo, coinvolgente, dallo stile semplice, denso di storia, ma anche di critica storiografica e che, grazie alle naturali allusioni alla situazione politica e sociale dell'Italia di oggi, alla fine riscuote i convinti applausi del pubblico e la serata si conclude poi, secondo la collaudata formula della rassegna “Palco off”, con un animato dibattito ed incontro con l’autrice ed interprete.
Lo spettacolo ha vinto il premio "Teatro dell’Inclusione Teresa Pomodoro" nel novembre del 2012 ed il testo, pubblicato da Rubettino Editore, è stato presentato al Salone del Libro di Torino 2013.

"W L'Italia.it…noi non sapevamo"
di Egidia Bruno e Marie Belotti
con Egidia Bruno
canti a cura di Francesca Breschi
luci di Carlo Villa
Rassegna “Palco off” - Brass Jazz Club - La Cartiera di Catania - 24/25 Novembre 2013

Egidia Bruno
Lucana di nascita, bolognese per studi (laurea D.A.M.S. e diploma di recitazione Scuola Galante Garrone), vive e lavora a Milano. Ciò che finora ha caratterizzato il suo percorso di attrice-autrice è sicuramente la trasversalità: dal teatro di prosa tradizionale a quello di narrazione (”Memoria del fuoco”, regia di Marco Baliani), e quello per ragazzi (”Bambine”, regia di Maria Maglietta, Premio E.T.I. ‘96); dalla televisione (Rai 2, ”Pippo Chennedy Show”) al cinema (”Del perduto amore”, regia di Michele Placido); dalla radio al cabaret.
Nel ‘98 firma insieme a Riccardo Piferi, autore di Paolo Rossi, il suo primo monologo ”Io volevo andare in America e invece so’ finita in India”. Nel 2001 debutta ”Non sopporto le rose blu” nato dalla collaborazione con Marie Belotti e Romeo Schiavone. È nel gruppo di C.U.L.T. la ”satira politica” di Zelig insieme ad Antonio Cornacchione e Maurizio Milani. Nel 2002 vince il Premio Massimo Troisi con il racconto ”La mascula” edito da Colonnese, Napoli, che diventa il suo terzo monologo con la regia e le musiche di Enzo Jannacci. Nel 2006 insieme a Marisa Miritello scrive e interpreta ”Antigone 2000 d.C… ‘na traggedia”. Nel luglio del 2013 partecipa alla Milanesiana di Elisabetta Sgarbi nella giornata dedicata alla Basilicata.

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