Riflessioni

Dopo qualche decennio di lavoro, per me, la parte migliore della vita è avere ancora la possibilità di raccontare storie. Storie da leggere oppure da rappresentare a teatro o al cinema per raccontare amori, passioni, sorrisi e lacrime.
Descrivere emozioni comporta il fatto di averle vissute, ricostruire fatti e accadimenti significa averli studiati e approfonditi, saper far ridere e piangere significa aver riso e pianto e aver capito le ragioni e i meccanismi delle emozioni.
Non c’è differenza per me tra scrivere per essere letto su un libro o scrivere per la scena o per lo schermo. La voglia, l’impegno e la passione sono gli stessi.
Le opportunità, la casualità e la fortuna hanno fatto sì che mi sia capitato, nel tempo, di privilegiare la scrittura drammaturgica, e cioè quella particolare forma narrativa che necessita di accadimenti e conflitti e che prevede di essere interpretata e agita da attori su un palcoscenico e di fronte alla macchina da presa.
Ho sempre creduto fermamente nella possibilità che il mio lavoro, narrativa, teatro e cinema, potessero costituire un sistema di vasi comunicanti nei quali far scorrere idee e sentimenti.
Il mio primo romanzo è diventato il mio primo film, diversi miei testi teatrali sono stati fatti al cinema e in tv, da un testo teatrale ho tratto un romanzo, da una sceneggiatura cinematografica ho realizzato un testo teatrale.
Ogni volta che scrivo penso alle diverse forme di utilizzo di una storia e mi sforzo di immaginare come rendere multimediale la narrazione.
Dev’essere una deformazione professionale la mia, una specie di nevrosi che mi spinge a immaginare sempre nuovi fronti interpretativi facendo tesoro delle esperienze precedenti. Mentre assisto alle repliche di un mio spettacolo, per esempio, non riesco a trattenermi dal pensare a come potrei sviluppare la vicenda in un film aggiungendo personaggi e situazioni. La stessa cosa avviene se scrivo un romanzo, subito me lo immagino al cinema o a teatro o viceversa.

Da quando ho iniziato la mia carriera facendo l’attore e poi l’autore e il regista, non sono mai stato in grado di scegliere un unico ambito d’azione. Quando sono a teatro vorrei ragionare con una macchina da presa in mano, e quando sono su un set mi mancano terribilmente le assi del palcoscenico e quando sono seduto davanti al computer scrivendo un testo teatrale o una sceneggiatura penso a quanto sarei molto più libero e soddisfatto se scrivessi un romanzo.
Dopo tanti anni ho fatto di necessità virtù, mi sono rassegnato a questa schizzofrenia e la assecondo senza oppormi. Così come ho accettato di non avere un unico genere di scrittura, mi piace affrontare la commedia, il dramma storico, quello sociale, il reading, l’opera rock, la rivisitazione dei classici, il monologo, il film in costume, il noir, il thriller.
Non ce la faccio proprio a specializzarmi, non riesco ad incasellare me stesso in un unico genere.

La mia drammaturgia però ha la caratteristica, comune a quasi tutte le mie opere, di raccontare e rappresentare la società in presa diretta, sottolineando le tematiche sociali nel loro momento di massima esponenzialità. Anche quando scrivo una storia privatissima credo che dentro ci si possa leggere qualcosa di estendibile al sociale, qualcosa che possa riguardare tutti.
Privilegio un linguaggio nervoso, asciutto, veloce, contaminato a volta dalla provenienza geografica. La costruzione dei dialoghi tiene sempre conto della recitabilità, dell’immediatezza e dell’impatto emotivo.
Anche nella rappresentazione di fatti e situazioni drammatiche non tralascio mai incursioni nella comicità attuata con battute, con situazioni o con dinamiche interne ai personaggi.
Cerco di non dimenticarmi mai che, pur avendo l’intenzione di comunicare contenuti, sto sempre facendo spettacolo e devo, in qualche modo, divertire, commuovere ed emozionare.

Nel mio lavoro convivono due forme di scrittura che si integrano: quella drammaturgica (dell’autore) e quella scenica (del regista), nella loro fusione il risultato vorrei che fosse sempre diretto, privo di orpelli ed essenziale.
Quando scrivo un testo teatrale vorrei essere il primo ad allestirlo come regista per una sorta di “Jus primae noctis” che mi concedo e perché quando scrivo ho sempre chiaro anche come debba essere messo in scena e recitato. Successivamente sono ben felice che anche altri facciano il “loro” spettacolo con il mio testo in totale autonomia.
La mia passata esperienza d’attore e il fatto di aver diretto al cinema, in tv e in teatro decine e decine di attori, ha prodotto in me una specie di automatismo che collega il personaggio scritto all’attore che lo interpreta in modo immediato e le mie indicazioni registiche sono sempre frutto di una totale adesione alla scrittura drammaturgica.

Ultimamente, forse in reazione ai tempi tristi e oscuri che viviamo, sono ritornato al genere che ho principalmente praticato all’inizio della mia carriera: la commedia.
Sono convinto che la risata sia un’importante reazione emotiva di fronte a un fatto molto riconoscibile a livello sociale, psicologico e linguistico. I meccanismi principali del comico sono: lo stupore dato dall'elemento della sorpresa, l'incongruita' di un accadimento, il gioco di parole, l'equivoco, il riferimento a fatti della vita comune come il sesso, la rabbia o l’aggressività e infine la scorrettezza, ovvero la sospensione momentanea delle inibizioni e della censura sociale. Lo spettatore ride quando il suo pensiero e il suo senso critico vengono stimolati innescando il riconoscimento di sé o di altri nei fatti o nei personaggi.
Come nella tradizione della migliore commedia all’italiana, la risata si accompagna sempre ad una forte componente di critica sociale e la percezione del comico spesso innesca nello spettatore una riflessione su se stesso e sul mondo che abita.
Vorrei che la risata non fosse solo uno strumento di divertimento, ma l’elemento fondamentale per indagare i fatti umani e leggere il presente.
La commedia, come genere, a mio avviso, ha il dovere di puntare leggermente più in alto delle storie che tratta, deve raggiungere il paradosso o procurare un dolore o una lacrima dopo il sorriso facendo intuire la portata metaforica degli accadimenti. Lo spettatore dovrebbe giungere così al superamento dell’apparente leggerezza solo dopo essersi appassionato e affezionato al racconto, alla situazione o ai protagonisti, anche quelli più negativi. Del resto, da sempre, il comico scaturisce più facilmente e in modo più marcato dal carattere dei cattivi, dei perdenti, degli stupidi, dei nevrotici, dei deboli e degli instabili.

Angelo Longoni

Nato a Milano, diplomato alla Civica Scuola d'Arte drammatica Piccolo Teatro di Milano, dopo aver lavorato per alcuni anni come attore ha firmato testi e regie teatrali, televisive, cinematografiche e ha pubblicato alcuni romanzi e racconti.

FILM
E' finalista del Premio Solinas e del Premio RAITRE con la sceneggiatura Caccia alle mosche.
Caccia alle mosche viene prodotto per il cinema con la regia dell'autore con Giulia Fosà, Massimo Venturiello e Massimo Popolizio (1993). CACCIA ALLE MOSCHE viene presentato in concorso all'interno del Noir in Festival 1993 a Courmayeur durante il quale viene consegnato alla protagonista Giulia Fossà la Grolla d'argento come migliore attrice protagonista.
E' sceneggiatore e regista del film UOMINI SENZA DONNE prodotto da THUNDERFILM per Mario e Vittorio Cecchi Gori (1995), con Alessandro Gassmann e GianMarco Tognazzi.
Sceneggiatore e regista del film FACCIAMO FIESTA prodotto da THUNDERFILM per Mario e Vittorio Cecchi Gori  (1997), con Alessandro Gassmann, GianMarco Tognazzi e Lorena Forteza.
Sceneggiatore e regista del film NAJA prodotto da TIGER FILM per Mario e Vittorio Cecchi Gori (1997), con Enrico Lo Verso, Stefano Accorsi, Francesco Siciliano, Lorenzo Amato, Adelmo Togliani, Claudia Pandolfi.
Autore e regista del Film TV per RAIUNO “MADRI” prodotto da Immagine e Cinema con: Angela Finocchiaro, Amanda Sandrelli, Eleonora Ivone, Marianna Morandi, Edy Angelillo.
Autore e regista del Film TV per RAIUNO “PART TIME” prodotto da Immagine e Cinema con: Vittoria Belvedere, Eleonora Ivone, Blas Roca Rey, Pier Francesco Favino, Enrico Lo Verso, Marisa Merlini ecc.
Autore e regista del Film TV per RAIUNO “UN ANNO A PRIMAVERA” prodotto da Ciao ragazzi con: Giorgio Pasotti, Nicoletta Romanoff, Eleonora Ivone,Gigi Di Berti, Giuseppe Pambieri.
Autore e regista del Film “NON AVER PAURA” prodotto da Gianfeanco Piccioli e Fulvio Lucisano distribuito da IIF con:Laura Morante e Alessio Boni.
Autore e regista del Film TV per RAIUNO “FRATELLI” prodotto da Titania Produzioni con: Elena Sofia Ricci, Erica Blanc, Cesare Bocci, Francois Montagut..
Regista del Film “CARAVAGGIO” per RAIUNO e RAICINEMA, prodotto da Titania Produzioni con: Alessio Boni, Jordi Molla, Paolo Briguglia, Elena Sofia Ricci, Claire Keim, Benjamin Sadler, fotografia di Vittorio Storaro e musica Luis Bacalov.
“CARAVAGGIO” vince il XXXII Gran Premio Golden Chest,  Plovdiv (2007) , il premio più prestigioso dell’Europa Orientale.
“CARAVAGGIO” vince il Premio Speciale per la regia della dodicesima edizione di Capri, Hollywood – The International Film Festival (2007)
“CARAVAGGIO” vince il premio per il miglior attore ad Alessio Boni al Festival di Shangai.
Regista del documentario “KIDOGO’” prodotto da MARUMEDIA, con la partecipazione di Jhon Onama e Giuseppe Carrisi. Presentato al GIFFONI FILM FESTIVAL.
Regista del Film TV “UN AMORE DI STREGA” per MEDIASET, prodotto da IMMAGINE CINEMA con: Alessia Marcuzzi, Anna Galiena, Pietro Sermonti, Luca Ward, Eleonora Ivone, Paola Minaccioni, Michela Andreozzi.
Regista del Film TV “LE SEGRETARIE DEL 6°” per RAIUNO , prodotto da IMMAGINE CINEMA con: Claudia Gerini, Micaela Ramazzotti, Antonia Liskova, Tosca D’Aquino, Franco Castellano, Fabio Troiano…
Regista del Film per TV  e cinema “TIBERIO MITRI: il campione e la mis” per RAIUNO , prodotto da CRISTALDI PICTURES con: Luca Argentero, Martina Stella, Paolo Scalondro, Eleonora Ivone, Giovanni Vettorazzo…
Autore e regista del Film “MALDAMORE” prodotto da IDF E RAICINEMA  con: Luca Zingaretti, Ambra Angiolini, Luisa Ranieri, Alessio Boni, Claudia Gerini, MariaGrazia Cucinotta, Eleonora Ivone, Eugenio Franceschini, e altri

TEATRO
Necronomicon(1982) 
L'Età dell'Oro(1983).
Vince il Premio Riccione ATER(1987) con il testo NAJA di cui cura la regia per la produzione del Teatro di Porta Romana di Milano e del Festival di Asti.(1988)
NAJAvince i seguenti premi:
Premio Maschera d'Argento di Sipario (1989)
Quattro Biglietti D'Oro AGIS Taormina Arte(1989)
Premio Internazionale Teen Agers per il Teatro (1989)
Premio Torre per l'impegno civile (1990)
Naja partecipa in rappresentanza dell'Italia al Festival Internazionale del Teatro di Caracas
Naja é tradotto in lingua francese e tedesca ed é stato rappresentato in Francia in una versione radiofonica dall'emittente France Culture.
Con il testo Uomini Senza Donne  vince il Premio Fondi La Pastora (1988) il testo di cui cura la regia é stato prodotto dal Teatro di Porta Romana di Milano e dal Festival di Fondi (1989)
Uomini Senza Donne tradotto in lingua francese e tedesca é stato rappresentato a Parigi presso il Théatre de la Coline, dall'emittente radiofonica France Culture e in Germania allestito al Theater Sirene di Saarbrucken.
Uomini Senza Donne viene riallestito in Italia in coproduzione dal Teatro della Cometa e dal Teatro Argot di Roma con Alessandro Gassmann e GianMarco Tognazzi con la regia dello stesso autore (1993).
E' regista e adattatore dello spettacolo I Ciechi di Maurice Maeterlinck prodotto dal Teatro di Porta Romana(1990)
E' autore e regista dello spettacolo Money prodotto dal Teatro di Porta Romana(1991). 
E' finalista del Premio I.D.I.1992 con il testo teatrale Bruciati di cui cura la regia dello spettacolo con Amanda Sandrelli e Blas Roca Rey presentato al Festival di Taormina Arte 1993 per la produzione del Teatro Argot e del Teatro della Cometa.
E' autore del testo Hot Line prodotto dal teatro Juvarra di Torino e presentato al Festival di Asti Teatro 1993 con Ida di Benedetto e con la regia di Richi Ferrero.
E' finalista del Premio G. Fava con il testo teatrale Cavallo. (1993)
E' finalista del premio Fondi La Pastora (1994) con il testo Ostaggi.
Biglietto d'oro AGIS 1994 per lo spettacolo UOMINI SENZA DONNE 
con  G. Tognazzi, A. Gassmann.
Biglietto d'oro AGIS 1994 per lo spettacolo BRUCIATI  con A. Sandrelli e B. Roca Rey.
E' autore e regista dello spettacolo LE MADRI con Sabina Vannucchi, Micol Pambieri, Marianna Morandi e Alessandra Costanzo, prodotto dalla Cooperativa Argot e dalla Società per Attori e andato in scena nella stagione 94-95 al Teatro della Cometa  a Roma.
E' autore e regista di un nuovo allestimento del testo HOT LINE (1995) con Vera Gemma per la produzione della Compagnia Teatro Moderno.
Vince il Premio SuperFondi per UOMINI SENZA DONNE. (1995)
E' autore e regista dello spettacolo TESTIMONI con Alessandro Gassman e GianMarco Tognazzi prodotto dal Teatro Argot e dalla Società per Attori. (1996)
E’ autore e regista di una nuova messa in scena di NAJA(1997-98) prodotta dalla coop. ARGOT con Enrico LoVerso, Francesco Siciliano, Stefano Accorsi, Lorenzo Amato, Adelmo Togliani.
E’ autore e regista dello spettacolo MACBETH CLAN (1998-99) prodotto dal Piccolo Teatro di Milano Teatro d’Europa con Raoul Bova, Chiara Muti, Giovanni Visentin, Paolo Scalondoro...
E’ autore e regista dello spettacolo XANAX  (2001-2002) prodotto da Fox e Gould e da Todi Arte Festival con Amanda Sandrelli e Blas Roca Rey.
E’ autore e regista dello spettacolo BRAVI RAGAZZI (2008) prodotto da Sycamore T Company e Indie Occidentali con Lorenzo De Angelis, Riccardo Francia, Valerio Morigi, Edoardo Persia (vincitore della rassegna Schermo-Scena 2008 organizzata da Ennio Coltorti)
E’ autore e regista dello spettacolo COL PIEDE GIUSTO (2009) prodotto da Indie Occidentali con Amanda Sandrelli, Blas Roca Rey, Eleonora Ivone, Simone Colombari.
E’ autore e regista dello spettacolo VITA (2009) Presentato al Festival di Todi, con Antonella Attili, Eleonora Ivone, Simone Colombari.
E’ autore e regista dello spettacolo TESTIMONI (2010) Nuova edizione, prodotto da Indie Occidentali, con Giampiero Ingrassia, Cesare Bocci, Giovanni Vettroazzo.
E’ autore e regista dello spettacolo VITA (2011) con Pamela Villoresi, Eleonora Ivone, Emilio Bonucci,  prodotto da TEATRO e SOCIETA’.
E’ autore e regista dello spettacolo KAPUT MUNDI (2012)
E’ autore e regista dello spettacolo MALDAMORE (2012) con Tosca D’Aquino, Ugo Dighero, Stefano Pesce, Michela Andreozzi, Teatro Golden
E’ autore e regista dello spettacolo IL MURO (2013) piccola opera rock con Ettore Bassi, Eleonora Ivone e i Sound Eclips.
E’ autore e regista dello spettacolo OSPITI (2014) con Cesare Bocci, Eleonora Ivone e Marco Bonini.

PUBBLICAZIONI
Ha pubblicato il testo teatrale NAJA nella collana teatro degli OSCAR Mondadori
Ha pubblicato il romanzo CACCIA ALLE MOSCHE negli Oscar Originals. Mondadori
Ha pubblicato il testo teatrale UOMINI SENZA DONNE nella rivista Ridotto e nella rivista Hystrio.
Ha pubblicato il testo teatrale BRUCIATI nella collana teatro della casa editrice RICORDI.
Ha pubblicato il testo teatrale HOT LINE  nella rivista teatrale Hystrio.
Ha pubblicato il testo teatrale TESTIMONI nella collana teatro di COSTA e NOLAN.
Ha pubblicato il testo teatrale I LUPI nella collana BOCCASCENA della casa editrice Edizioni Interculturali
Ha pubblicato per MONDADORI il romanzo “SIAMO SOLO NOI” (2006).
Ha pubblicato per EDITORIA e SPETTACOLO la raccolta di testi teatrali “TEATRO IN PRESA DIRETTA” (2011)
Ha pubblicato per Iacobelli Editore il romanzo “VITA” (2012)
Ha pubblicato per BULZONI Editore la raccolta di testi teatrali “L’Ospite – Maldamore – Soft Air” (2013)

RADIO E TELEVISIONE
Autore e sceneggiatore della serie televisiva di RAIDUE Atelier per la regia di Vito Molinari(1982).  Collabora alla trasmissione Buon Giorno Italia su Canale5 (1987).
E' autore e regista di due serie televisive per ragazzi su JUNIOR TV
Ha sceneggiato cinque radiodrammi gialli per RAIDUE della serie Brivido Italiano.
E' autore di alcuni radiodrami prodotti e diffusi dalla RAI: OSTAGGI, Uomini Senza Donne, SPARRING PARTNER, CACCIA ALLE MOSCHE...
E’ autore e regista di una versione televisiva di Testimoni per RAIDUE con G.Tognazzi e A. Gassman.

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