L'arte di Eduardo nei campus del sud Italia

Quattro università del Sud creano un evento nazionale in collaborazione con la Cineteca Nazionale/ Cinema Trevi di Roma. A trent’anni dalla morte di Eduardo De Filippo, il 2014 sarà caratterizzato da importanti appuntamenti legati alla figura del drammaturgo ed attore, ma non solo.

I testi, gli attori che hanno accompagnato la sua vita, le messinscena all’Estero, il cinema. Numerosi gli argomenti da esporre, numerosi i nomi che parteciperanno alle tappe.  Nasce così il CONVEGNO NAZIONALE  “L’ARTE DI EDUARDO” a cura di Roberto De Gaetano e Bruno Roberti, diviso in atti, come una grande rappresentazione teatrale, nonché culturale. Il debutto, avvenuto il 3 febbraio presso il Campus di Arcavacata (CS) dell’Università della Calabria, lascia il testimone alla Campania. L’ATTO II, dal titolo “EDUARDO CON GLI ATTORI: FORME DELLA MESSINSCENA”, si svolgerà da febbraio ad ottobre 2014, presso l’Università degli Studi di Salerno. La giornata di apertura, il 26 febbraio, ha inaugurato la sessione campana, e soprattutto salernitana, presso il Campus di Fisciano (SA). I saluti del Magnifico Rettore Aurelio Tomasetti si uniscono a quelli di Antonio Bottiglieri, presidente della Fondazione Salerno Contemporanea, di Francesco Somma, direttore della Fondazione Eduardo De Filippo, e dei docenti Bruno Roberti, Isabella Innamorati e Pina De Luca. Tutti sottolineano l’importanza del rapporto territorio-università, elemento profondamente ed assiduamente curato dall’Università di Salerno ma fondamentale per ogni università partner del progetto, nell’organizzazione di questi importanti eventi culturali. Le numerose presenze, sia di studenti universitari che di tanti alunni provenienti da Istituti scolastici, popola ulteriormente il già popoloso Campus di Fisciano. Francesco Somma sottolinea, infatti, il lavoro portato avanti dalle Università affinché i giovani, così tanto amati da Eduardo, diventino uditorio fondamentale, ma non esclusivo, di questi eventi. La stessa Fondazione De Filippo ha messo in atto, proprio nei giorni precedenti agli eventi salernitani, il trasferimento e la conservazione del patrimonio cartaceo di Eduardo all’interno della sezione Lucchesi Palli della Biblioteca Nazionale di Napoli: 151 scatoli contenenti documenti culturalmente e storicamente fondamentali per la ricerca sulla storia del teatro napoletano e per la conoscenza affidata ai giovani studiosi. La prima parte dell’appuntamento salernitano del 26 febbraio vede, dunque, l’intervento dello stesso  Bruno Roberti che ribadisce il rapporto di Eduardo con i giovani. La platea salernitana, composta non solo da docenti e studenti, ma anche da dottorandi, ricercatori, giornalisti e giovani critici teatrali provenienti da tutto il Sud Italia, assiste  al film, datato 1935 e firmato dal  regista salernitano  Righelli: “QUEI DUE”, opera in cui il personaggio  Sik Sik appare attraverso una rielaborazione ed invenzione cinematografica rispetto al testo drammaturgico originale. Sarà proprio Sik Sik il protagonista ufficiale della prima data salernitana, intitolata appunto “SIK SIK NO STOP”.  All’interno del cast del film ritroviamo naturalmente Eduardo e Peppino De Filippo, accompagnati da una splendida Assia Noris, con un piccolo cameo della giovanissima Anna Magnani. Il pubblico di giovani rimane sorprendentemente in assoluto silenzio, divertito ed ipnotizzato davanti ad una pellicola in bianco e nero: la magia di Eduardo colpisce ancora.
La seconda parte dell’incontro, presieduto e coordinato da Antonia Lezza, docente di Letteratura teatrale italiana e Letteratura Italiana presso l’Università degli Studi di Salerno, introduce il discorso sulla recente pubblicazione del volume di Giulio Baffi, dedicato appunto al Sik Sik eduardiano, e presenta come ospiti d’onore il drammaturgo Enzo Moscato e l’attore Antonio Casagrande, quest’ultimo interprete illustre dei testi eduardiani. Antonia Lezza afferma con vigore l’importanza della critica teatrale, a partire da quella militante fino alle nuove leve che oggi lavorano attraverso la Rete. L’ampio discorso sulla critica si interseca perfettamente con la presentazione del  volume, curato dal giornalista Giulio Baffi, che presenta alle nuove generazioni  la registrazione dello spettacolo SIK-SIK L’ARTEFICE MAGICO, andato in scena nel 1979 presso il Teatro San Ferdinando di Napoli. Documento sonoro e cartaceo, corredato dalla ricerca delle recensioni del tempo, datate 1979 e 1980, affidata a due giovani studiosi che ne hanno estratto e descritto la propria contemporanea visione ed esperienza personale.  La docente ribadisce non solo i nomi della critica storica, ma anche quelli degli studiosi che fino ad oggi si sono occupati, sotto diversi aspetti, del mondo eduardiano. Aggiunge, inoltre, un suo prezioso riferimento ad un primo modello del personaggio eduardiano:  Raffaele Viviani può essere considerato predecessore del Sik Sik grazie ai personaggi riportati all’interno del testo “Piazza Ferrovia” del 1919, in particolare il prestigiatore girovago (un venditore di fumo). Enzo Moscato, esponente illustre della Drammaturgia Napoletana Contemporanea, gruppo di autori-attori emersi negli anni ’70 e ancora oggi presenti sul palcoscenico autoriale napoletano e italiano, ammette con coraggio  la sua lontananza dalla drammaturgia eduardiana. Non è facile, ma è indispensabile, affermare e descrivere che ciò che è nato da Eduardo se n’è anche distaccato profondamente. Una tipologia di teatro che ancora oggi vive e si evolve sulla scena italiana. L’intervento dell’attore Antonio Casagrande è stato caratterizzato da una breve, ma intensissima lettura-interpretazione di “QUESTI FANTASMI”, attraverso il dialogo metaforico tra il portiere e la giovane moglie del protagonista, raccontando, poi, piccoli aneddoti legati alla vita teatrale, dai  viaggi in terza classe alla ricerca del mobilio per le scenografie all’interno delle case degli abitanti dei paesi dove si rappresentava, fino ai personaggi che vivevano attorno ad Eduardo e gestivano il San Ferdinando. L’attore rappresenta una memoria storico-artistica fondamentale, che i giovani studenti, presenti all’incontro, sembrano aver apprezzato molto poiché vedono materializzarsi davanti ai loro occhi un testimone reale della storia del teatro napoletano. La conclusione è affidata ancora a Giulio Baffi, che ribadisce l’importanza della ricerca sui testi eduardiani e del recupero coraggioso della messinscena, oggi bisognosa di una fruibilità più affine alle nuove platee. Si citano dunque il lavoro di Servillo con le “Voci di dentro”, di Pino Carbone con “Il contratto”, operazione scenica e drammaturgica che si libera dalla memoria dando vita ad uno spettacolo puro,  “Natale in casa Cupiello” nell’ardito assolo di Fausto Russo Alesi,  fino al “Sik-Sik l’artefice magico” del regista Pierpaolo Sepe, che il Teatro d’Ateneo di Fisciano  accoglie e propone a tutta la platea presente al convegno salernitano, per concludere, così, una lunga e ricchissima giornata. I prossimi appuntamenti sono fissati per il 26 e 27 marzo, 15 maggio ancora presso l’Università degli Studi di Salerno, per poi trasferirsi dal 1 al 5 aprile a Roma presso la Cineteca Nazionale. Tappa siciliana a Taormina il 15 e 16 ottobre, organizzata dall’Università degli Studi di Messina, per chiudere poi, il 30 e 31 ottobre, finalmente a Napoli, presso l’Università Suor Orsola Benincasa. (foto di Grazia D’Arienzo)

L’ARTE DI EDUARDO
ATTO II
Università degli Studi di Salerno- Campus di Fisciano
26 febbraio 2014
26-27 marzo 2014
15 maggio 2014

 

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