Il giardino

Ultimo spettacolo della rassegna che Marta Galli ha curato presso il Teatro la Bottega di Itineraria, ha scelto per noi spettacoli che affrontano tematiche contemporanee, ha scelto compagnie giovani dando loro opportunità di sperimentare, verificare cosa modificare, quali percorsi approfondire. Ha consentito a un territorio di periferia di capire dove va il teatro contemporaneo quali direzioni quali modalità, puntando soprattutto su due elementi: varietà e buona qualità. Quello che ogni buon produttore dovrebbe fare. Ultimo spettacolo “Il giardino”. Testo denso, efficace, evocativo scritto dalla giovane Maria Teresa Berardelli (Premio Tondelli 2009 con Sterili) ritmo, strutture ben delineate. Lo spettacolo è prodotto dalla compagnia Veranda Rabbit, che dal 2010 compie un percorso di ricerca sul rapporto tra testo musica e scrittura scenica, affrontando nuove drammaturgie. Il testo prende spunto da una vicenda realmente accaduta: il caso dell’infanticida francese Dominique Cottrez che dal 1998 al 2007 uccise otto neonati e li seppellì nel giardino della sua villa. Lo spettacolo è suddiviso in tre differenti momenti che si intrecciano fra loro: il racconto della figlia dell’assassina, la testimonianza di una donna che ritrova uno dei cadaveri e infine la voce dei mass media che si appropria della notizia, rielabora, trasforma amplifica la verità. La visione scenica di Federica Bognetti, che cura la scrittura scenica e la regia, è attenta alle sfumature delle situazioni e dei personaggi, creativa e viva. Effettua dei collage fra le diverse parti come metonimie d’insiemi, mostrando la collisione di universi paralleli: la cronaca del fatto, le emozioni delle persone coinvolte, il voyerismo dello spettatore. Raggruppa in questo collage sinergico, forme spettacolari, canto (originale la canzone di Alessandro Prioletti) ballo, monologo, inchiesta e cronaca, che diventano una sfida stessa alla rappresentazione. In futuro, sarà necessario lavorare su un maggiore equilibrio delle varie parti in causa, che in alcuni momenti risultano discontinue. Lo spazio teatrale in questa tipologia di rappresentazione è fondamentale. In scena la stessa Federica e l’eccentrico e poliedrico Andrea Tibaldi; nella parte di un mitico David Linch (a cui lo spettacolo è dedicato) rielabora il mondo dei mass media, le notizie stravolte, amplificate, come una sorta di Joker, gioca sui sentimenti delle persone coinvolte li amplifica li trasforma, li distrugge come ogni cattiva televisione fa. Molto intensa ed espressiva Federica Bognetti nella parte della figlia del “mostro”, capace di conquistare l’attenzione dello spettatore solo con uno sguardo, un’espressione, gesti misurati e carichi di linguaggi. Tutt’intorno la civiltà del rumore e l’orrore del pieno, un giardino carico di immagini, suoni, rumori smanie. Chi predomina? Il mondo dell’informazione che fagocita le emozioni individuali, che disseziona le dinamiche umane rendendole finte. Che spegne, in un sol fiato, come si spegne un fiammifero, la bellezza che c’è in noi.

Teatro La Bottega di Itineraria, Cologno Monzese, 28 marzo 2014

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