Nuvole Barocche

Tre giovani vite e il loro “viaggio al termine della notte”, sulle note delle musiche di Fabrizio De André. Lo spettacolo della compagnia Carrozzeria Orfeo, scritto e diretto da Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti, Luca Stano, sorprende e rapisce. Ha ottenuto il patrocinio della Fondazione De André, poiché porta in scena le armonie del cantautore genovese, ma anche la sua complessità. L’anarchia (Nico), l’alcolismo (Beppe) e l’emarginazione (Pier), tratti caratteristici dei tre personaggi, in grado di creare un legame con il mondo intimo del cantautore. Ma c’è molto di più. Nei ritmi, negli sguardi, nei gesti di queste ragazzi ci sono gli anni settanta. Anni di svolta, momenti di grande trasformazione mal governata. “La maturità che non sapemmo avere”. Una inedita frenesia di crescita: che riguardava, tuttavia, solo alcune classi sociali, scuoteva a quel tempo le fondamenta del nostro paese e creava le origini di quel malcontento giunto fino ai nostri giorni.  La vicenda narrata in “Nuvole Barocche”, racconta le nuove geografie sociali, produttive, urbane, Nico, Beppe e Pier vivono sospesi fra precarietà e illegalità, persi in un contesto che nasce al confine, tra frustrazione e disperazione. Chiusi all’interno di uno scantinato, progettano il loro futuro, in una condizione claustrofobica, una stanza squallida e spoglia, simbolo di una generazione che vive orizzonti tragici, sempre in bilico fra distruzione e autodistruzione, di una generazione che nasconde dietro un’apparente allegria, la paura di una mancanza di prospettiva. I tre protagonisti vorrebbero tornare indietro alla loro spensierata giovinezza per recuperare i sogni, ma tutto è perso per sempre, dietro l’inganno e la speranza di un riscatto sociale che non arriverà. Progettano di rapire un bambino, il fatto diventa subito emblematico, poiché in quello stesso periodo (estate 1979), Fabrizio De André e Dori Ghezzi, sono nelle mani dell’Anonima. Si riflette sul rapimento e sul contesto storico-sociale, sul significato che la figura mitica di De André assume per quei giovani. La sensazione di urgenza e il flusso della narrazione rapiscono lo spettatore portandolo in un mondo altro. Una pluralità di codici espressivi, (parola, gesto, musica, fisicità) dialogano fra loro, in una potenza creativa illuminante. Tutti gli interpreti, compresa la giovane Fabrizia Boffelli, nel ruolo della prostituta, in grado di sorprendere lo spettatore. Uno spettacolo che incanta e affascina. Efficacia e semplicità, ma soprattutto uno sguardo al tempo stesso lucido e compassionevole, per le debolezze del genere umano, sono i tratti che distinguono Carrozzeria Orfeo nel panorama teatrale contemporaneo.

Milano, Teatro Filodrammatici, 10 maggio 2014

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