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Il dramma del mese

La deriva di Maurizio Cardillo

C’è un attore. Nel ruolo della sua vita, il ruolo per eccellenza. E c’è il panico. Da palcoscenico. Ci sono i pensieri segreti dell’attore. C’è un regista geniale, misterioso e dispotico, con il quale ingaggiare una lotta funesta, destinata al massacro. C’è un Amleto magistrale che va in fumo. C’è un medico che stava assistendo allo spettacolo e ora è nel camerino dell’attore. L’attore ha interrotto la replica. Sta urlando, piangendo e ridendo. Vuole la sua dose di benzodiazepine. C’è un fantasma, il fantasma del padre. Un padre paradossale, affettuoso e violento nello stesso tempo. E c’è la frase infinita, il rovello dell’attore che racconta a se stesso la sua storia, la sua deriva nel panico. L’attore è solo in scena, ma la scena è affollata di presenze. Voci, sussurri, ombre, fantasmi, riflessi. Finché, una sera, i fantasmi hanno la meglio sull’attore. Inizia lo spettacolo. Amleto entrerà in scena tra poco, pochissimo. Ma Amleto non c’è, è scappato, si è nascosto, è sparito.
LA DERIVA nasce da una mia ricerca sui modi teatrali del soliloquio, o Stream of Consciousness. Sono da sempre affascinato dal potere ipnotico della parola, dalle storie raccontate per frammenti, dal tempo circolare del racconto che continuamente torna su se stesso. Amo la letteratura a teatro. Amo esattamente ciò che spesso ho sentito citare come un “difetto” della scena, la letterarietà. Ho spesso interpretato e creato opere teatrali ispirate da romanzi, e ho sempre sottolineato l’origine letteraria dei miei lavori. Detesto gli adattamenti per il teatro. Non amo l’attore che si fa narratore. Preferisco l’attore che diventa egli stesso Letteratura. La mia coscienza di attore è fortemente influenzata dagli autori che amo: Thomas Bernhard, Elias Canetti, Robert Walser, Giuseppe Berto.
A quest’ultimo è dedicato LA DERIVA.
Per ciò che riguarda i contenuti del mio testo, mi sono interrogato sul significato di un’esperienza comune a molti attori, la zona grigia dell’incidente scenico, che va dal vuoto di memoria al nulla totale, al panico. Di Stage Fright hanno sofferto e soffrono nomi illustrissimi dello spettacolo. LA DERIVA nasce dal sospetto che l’esperienza terrificante del Panico provenga da una sorta di malìa che il Tutto – come nell’etimo della parola – può esercitare su un attore veramente ispirato. Tra lo stato di grazia e il dissolversi nel tutto, tra il miracolo dell’arte e il panico, esiste forse soltanto un sottile diaframma. LA DERIVA però parla anche del padre. Il panico è non a caso radicato in quel punto dolente del nostro oggi che è il rapporto con il Padre. La scomparsa del Padre, come figura normativa, dà luogo al suo riapparire come fantasma. Un fantasma che, nel mio lavoro, chiede di essere lasciato in pace, di non essere più disturbato dai continui pensamenti e ripensamenti del figlio, dalle sue invettive e nostalgie.
Maurizio Cardillo

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«Straordinario testo» – come ha scritto Giuseppe Liotta su “Hystrio”, n. 1, 2014 – «un percorso di narrazione fatto di continue interferenze psicologiche, di memoria, di fatti realmente accaduti, dettati da una coscienza febbrile, inappagata, rabbiosa e vendicativa, ma che si ferma un attimo prima di raggiungere il punto di non ritorno». Con la regia di Elena Bucci e dello stesso autore, unico interprete, è andato in scena per la prima volta a Bologna il 4 dicembre 2013, all’Arena del Sole - Nuova Scena - Teatro Stabile di Bologna, che lo ha prodotto (www.arenadelsole.it).

Maurizio Cardillo — Sono nato a Messina nel 1960. Tra il 1981 e il 1983 ho frequentato la Scuola di Teatro di Bologna, avendo come insegnanti – tra gli altri – Marco Cavicchioli, il fantastico Francesco Macedonio e Alessandra Galante Garrone. Con Massimo Cattaruzza, mio compagno di corso, formai un duo comico – Cardillo e Cattaruzza – con il quale, nel corso degli anni ’80, partecipai a numerosi varietà televisivi (tra tutti, il cult “Lupo Solitario”) e presi parte alla (a quel tempo) vivissima nuova scena comica italiana. Con la stessa formazione, alla fine degli anni ’80, iniziai il mio percorso di autore-attore, con spettacoli prodotti – tra gli altri – dal Festival di Santarcangelo di Romagna e Inteatro di Polverigi. Allo stesso periodo risale l’inizio della mia collaborazione con l’autore Mario Giorgi. Finita l’esperienza del Duo Cardillo e Cattaruzza ho lavorato come attore, negli anni ’90 e agli inizi del 2000, con il Teatro dell’Elfo di Milano, Drama Teatri di Modena, il Teatro Stabile di Bolzano, Renato Carpentieri, i bolognesi Teatro delle Moline e Cooperativa Nuova Scena; venendo diretto da registi quali Elio De Capitani, Gigi Dall’Aglio, Marco Bernardi, Luigi Gozzi (con il quale mi sono laureato al Dams di Bologna nel 1996) e Nanni Garella. Nel 2007 sono stato il protagonista maschile, al fianco di Francesca Mazza, del fortunato IL RITORNO AL DESERTO: messinscena di Andrea Adriatico dell’omonima pièce di Bernard-Marie Koltès, prodotta dalla compagine felsinea Teatri di Vita. Allo stesso anno risale l’inizio della mia stabile collaborazione, come attore, con la compagnia Le Belle Bandiere di Elena Bucci e Marco Sgrosso, miei antichi compagni della Scuola di Teatro di Bologna. Con loro ho partecipato a spettacoli prodotti dal CTB - Centro Teatrale Bresciano, collaborando alla ricerca della compagnia su una rivisitazione al contempo rispettosa e innovativa dei classici teatrali. Nel 2006, con Filippo Pagotto, ho fondato a Bologna la compagnia Cardillo/Pagotto: lo spettacolo d’esordio, A SPASSO (tratto da LA PASSEGGIATA di Robert Walser), vince il Premio dello Spettatore all’interno della stagione artistica promossa da Teatri di Vita; mentre nel 2011 inizia la collaborazione con il locale Teatro Stabile per la produzione di tre spettacoli – IL MALE OSCURO 1 e 2 (da Giuseppe Berto) e LA DERIVA, tutti con la co-regia di Elena Bucci – ottenendo importanti riconoscimenti di pubblico e critica. Nel gennaio 2015, debutterà la nuova produzione della compagnia Cardillo/Pagotto, FIOR DI NULLA. CABARET FILOSOFICO, al Teatro delle Moline di Bologna e sempre con la collaborazione del Teatro Stabile della stessa città.
Per notizie, materiali e aggiornamenti sulla mia attività, si può visitare il sito internet http://mauriziocardillo.blogspot.it/.

A cura di Damiano Pignedoli

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