Il dramma del mese

Bluebird Bukowski di Riccardo Spagnulo

Scritto da Damiano Pignedoli.

Charles Bukowski è morto? Sembra di sì, se andiamo a controllare la sua biografia: il vecchio Buk ci ha lasciati nel 1994. Eppure le librerie sono piene dei suoi romanzi e delle raccolte poetiche che vendono molto bene. Ogni anno spunta qualche manoscritto non ancora pubblicato ma, soprattutto nella memoria dei suoi lettori e nell’immaginario collettivo, permane la figura dell’anti-intellettuale così attaccato alla vita da preferire corse di cavalli e donne ai salotti letterari. Bukowski, in un colpo solo, ha mandato a quel paese il sogno americano e ha rivelato in modo sarcastico e disincantato tutta l’ordinaria follia del mondo occidentale.
Mi sono chiesto: se tornasse indietro, se si risvegliasse all’interno di una squallida camera di obitorio, cosa farebbe? La risposta è: esattamente quello che ha fatto per tutta una vita – bere, scommettere, fare l’amore e soprattutto scrivere, scrivere e ancora scrivere.
Bukowski, che ha vissuto da emarginato nei sobborghi delle grandi città per trent’anni prima di venire scoperto come autore, riconquista il centro della scena per mostrare che le apparenze non contano: quello che conta è l’azzardo di ciascuno di noi, quello che siamo disposti a perdere.
Riccardo Spagnulo

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Prodotta dal Gruppo Abeliano (www.nuovoteatroabeliano.com) e interpretata da Vito Signorile e Mary Dipace, la messinscena di BLUEBIRD BUKOWSKI ha debuttato in prima nazionale al Nuovo Teatro Abeliano di Bari l’11 ottobre 2014, per la regia di Licia Lanera e con le luci di Vincent Longuemare.

«Spagnulo crea un testo di grande impatto che oscilla tra realtà e sogno, rimarcando una lontananza critica della figura di Bukowski, presente con cenni biografici che spesso però confluiscono in ispirati momenti lirici».
Nicola Viesti in “Hystrio”, n. 1, 2015

Riccardo Spagnulo (18/07/1984) è attore e autore di testi teatrali. Si forma al CUT dell’Università degli Studi di Bari e in seguito con Carlo Formigoni, ricci/forte ed Eimuntas Nekrosius. Nel 2005 fonda a Bari, assieme a Licia Lanera, la compagnia Fibre Parallele (www.fibreparallele.it) con cui mette in scena – come drammaturgo e interprete – MANGIAMI L’ANIMA E POI SPUTALA (2007), 2.(DUE) (2008, Premio FIT - L’Altrofestival di Lugano), FURIE DE SANGHE – EMORRAGIA CEREBRALE (vincitore del bando Nuove Creatività 2009 dell’Ente Teatrale Italiano e rappresentato in Francia, Belgio e Macedonia) e DURAMADRE (2011, ispirato a LA GINESTRA di Giacomo Leopardi). Nel giugno 2013 debutta LO SPLENDORE DEI SUPPLIZI al Festival delle Colline Torinesi, che giunge alla terna finale dei Premi Ubu nella categoria “Spettacolo dell’anno”. Sempre alle Colline Torinesi, nel giugno 2015, va in scena la prima de LA BEATITUDINE. Da ricordare, infine, la sua partecipazione ai progetti “Corners – turning Europe inside out” (Intercult SE – TPP) e “Short Latitudes Puglia” (British Council – Teatro Pubblico Pugliese).

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