Cannibali

Kronoteatro prosegue il suo interessante discorso sul potere, anzi sul “Potere” con la p maiuscola per la declinazione talora metafisica che ne fa questa drammaturgia di Fiammetta Carena, la cui scrittura sorprende e insieme cattura per l’alternanza tra esplosioni verbali, anche violente ma sempre abilmente gestite, e i silenzi che sembrano quasi caratterizzarne una consapevole e dolorosa impotenza. Se “Pater familias”, recentemente recensito, incentrava il suo sviluppo drammaturgico nel progressivo liquefarsi del rapporto padre e figlio, “Cannibali” affronta il discorso della progressiva e all’apparenza inarrestabile traslazione di ogni gerarchia, valoriale prima ancora che sociale,

verso il denaro, feticcio ormai universale che irrigidisce, rendendola irraggiungibile nella sua immaterialità, ogni relazione, etica e psicologica che sia. Lontananza e intangibilità rendono quindi i rapporti personali, familiari e sociali orfani di ogni concreto riferimento che possa guidare non solo i comportamenti ma anche gli stessi desideri verso una qualunque finalità, svuotandoli in un vuoto assordante che solo il rumore della violenza e della sopraffazione sembrano illusoriamente poter riempire.
“Denaro, denaro, denaro!!!” grida così il figlio al padre, “denaro” l’unica parola rimasta che abbia un senso riconosciuto e riconoscibile nella loro relazione.
Ancora una volta è efficace la regia di Maurizio Sguotti nella sua capacità di rendere con una scrittura scenica articolata su più piani e su più sintassi la varietà e anche la contraddittorietà dei piani della scrittura drammaturgica.
In scena, con lo stesso Sguotti, Tommaso Bianco e Alex Nesti che testimoniano il crescere professionale di questa giovane compagnia di Albenga. Li accompagnano nella loro peripezia le voci registrate di Lucia Lanera e Riccardo Spagnulo. Scene e costumi sono di Francesca Marsella, molto belle le video animazioni di Fabio Ramiro Rossin, le musiche di MA NU!, il disegno luci di Amerigo Anfossi. Accompagna la drammaturgia il video “La Sila” di Nicoletta Bernardini e Francesco Gigliotti.
Alla sala mercato del teatro Gustavo Modena di Genova Sampierdarena ospite del Teatro dell’Archivolto, il 3 e 4 dicembre, seguito e molto applaudito.

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