Loro

Ideazione, drammaturgia e regia di Maurizio Patella che ne è anche l’interprete e che ha ricevuto la menzione speciale “Franco Quadri” al Premio Riccione 2013. Alla sala Campana del Teatro della Tosse di Genova, per l’omonimo “cantiere”, dal 28 al 30 Aprile. Performance leggera, e non è un rimprovero, giocata sul filo delle contaminazioni, si ispira ad un fatto di cronaca realmente accaduto e che ha visto protagonista un metronotte di Genova, Pietro Fortunato Zanfretta, e i suoi ripetuti incontri con gli Alieni in quel di Torriglia, nelle valli genovesi, fatto allora eclatante, tanto da arrivare in televisione a “Portobello”, e oggetto poi di libri e anche di un film. Ma, al contrario di questi, la drammaturgia

del giovane genovese non sembra tanto interessata al fatto in sé, che pure sciorina in scena con dovizia di particolari e attenzione alla memoria storica dei protagonisti, quanto all’effetto di quel fatto sull’immaginario non solo locale.
Ne nasce una distorsione grottesca attraverso la quale il linguaggio scenico transita e oscilla tra teatro “documentario”, monologo onirico introspettivo, memoria infantile ed ironica disillusione, quasi un distacco da tempi (era la fine di quegli anni 70 solo accennati in controluce) in cui forse si poteva ancora credere in qualcosa.
È questo credo l’aspetto più interessante della drammaturgia che riesce a fare della narrazione di quello specifico episodio una occasione per recuperare, pescandovi a piene mani, quello specifico senso dell’ironia, a metà tra il distacco e l’attenuazione del sentimento, proprio di una città e di una cultura, quella genovese, abituata ad esprimersi sottovoce, forse per non prendersi troppo sul serio, e che per questo è spesso e da molto tempo lontana dalla ribalta, sommersa da voci più di moda e da tempi più prepotenti.
Maurizio Patella mostra maestria nel padroneggiare i diversi linguaggi che, come in un mosaico, utilizza in una scena piena di apparati luminosi e rumorosi e anche di giocattoli dal sapore antico, ed esprime un livello di recitazione già apprezzabile.
Hanno sostenuto la produzione Scarlattine Teatro e Kilowatt Festival e Antonio Paolacci ha collaborato alla drammaturgia. Le luci sono di Davide Rigodanza.

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