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Il dramma del mese

Gli uccelli migratori di Francesco Lagi

Da alcuni anni faccio parte di un gruppo di persone che fa teatro, che si chiama Teatrodilina (facebook.com/teatrodilina.teatrodilina/).
Ho scritto e fatto la regia di alcuni spettacoli, a volte adattando romanzi o testi letterari (L’asino d’oro, Qoelet, Cantico dei Cantici, Apocalisse, Anime morte, Zigulì) e a volte scrivendo testi originali (BANANE, LE VACANZE DEI SIGNORI LAGONIA).
Anche questo testo, GLI UCCELLI MIGRATORI, è nato grazie al lavoro di Teatrodilina. Gli attori con i quali l’ho portato in scena hanno contribuito con la loro voce, il loro volto e il loro essere persone, a definire le parole e i movimenti emotivi del testo. Il lavoro durante le prove lo considero parte integrante e viva del processo di scrittura. Mi pare che il testo sia una cosa mutevole, che la scrittura fatta a tavolino vada giorno dopo giorno verificata, ascoltata e addomesticata per far sì che le parole non rimangano solo parole. Anna Bellato, Francesco Colella, Leonardo Maddalena e Mario Pirrello, sono gli attori naturali di questo testo e ne hanno determinato la nascita.
Quando ho immaginato questa storia e questi personaggi ho pensato a un posto dove l’attore potesse aprire la propria immaginazione il più comodamente possibile ed essere in grado di prendere lo spettatore per mano e portarlo, alla fine del viaggio, in un posto nuovo.

Leggi il testo

Il dramma si svolge in una casa in mezzo a una pineta. E in quella casa il tempo è sospeso in un’attesa. È la storia di una persona che sta per arrivare e delle persone che la stanno aspettando. C’è una tutina azzurra e l’invenzione di un’app. Un ricordo di bambini e Yoda che è sparito e non si trova più. L’arrivo di un padre, il linguaggio degli uccelli, una bussola rimasta in tasca. La paura di cambiare e la vita che bussa alla porta e improvvisante si rivela. I personaggi ruotano intorno a un centro, si affaticano distrattamente cercando di sintonizzarsi sulla frequenza del loro motivo di stare la mondo. Cercando di trovare una grammatica emotiva, una lingua comune che possa svelare loro un modo di stare al mondo.
Francesco Lagi

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