Drammaturghi spagnoli a Teatro Utile

In genere succede così: il campanello suona, la porta si apre ed entri, c’è qualcuno che ti accoglie che aspetta proprio te. L’Accademia dei Filodrammatici è una casa grande e accogliente ti senti subito a tuo agio perché incontri delle persone cordiali che ti accolgono con calore come la Direttrice della scuola Antonia Chiodi e Tiziana Bergamaschi che da anni coordinano i progetti di drammaturgia insieme agli altri soci dell’Accademia e poi ci sono i libri ...una biblioteca piena di libri rari, antichi. Questo luogo, a quattro passi dal Teatro Alla Scala, ha una lunga storia alle spalle che risale alla fine del Settecento, una storia significativa che i soci dell’Accademia stanno cercando di preservare per rilanciare

nel futuro.  Si promuovono da anni progetti di studio sui mestieri del teatro. In questi giorni d’ottobre in cui l’autunno arriva tra il sole e la pioggia, attori registi drammaturghi si confrontano sulla Nuova Drammaturgia Spagnola. Il seminario ha visto all’opera diversi enti: collettivo teatrale spagnolo Draft.inn, la ESADCyL (Escuela Superior de Arte Dramático de Castilla y León), l'Università di Torino e l’Istituto Cervantes di Milano. Un’occasione per capire e vivere in un’altra lingua la drammaturgia contemporanea gli umori le visioni dei drammaturghi, una nuotata nelle diverse sponde del Mediterraneo, nuotare per cercare di entrare nei panni degli altri per capire come fanno gli altri autori a restare a galla in questa “modernità liquida”.

Si comincia con José Manuel Mora (Siviglia 1978), drammaturgo, regista, attore, abbandona gli studi di biologia per studiare presso il Centro de Artes Escénicas de Andalucía. presenta la sua opera I NUOTATORI NOTTURNI una drammaturgia polivocale costruita ascoltando le parole degli altri in diversi contesti. Si parte da un’analisi del processo e delle situazioni che hanno dato origine alla scrittura, l’analisi critica tocca diversi aspetti:
a. Proposito e valore dell’opera drammatica.
b. Idea centrale unificatrice.
c. I fili dialogici dell’autore con lo spettatore e il loro orizzonte d’attesa.
d. Testo e situazione.
e. Filosofia e scrittura drammatica.
g. Espressione e significazione
Mora racconta il suo incontro con il testo, le problematiche legate alla messa in scena. Il testo veniva dalla realtà contemporanea, nel momento in cui ha preso forma sulla scena ha perso vitalità. È questa una problematica molto frequente nei processi drammaturgici. Si discute su una questione fondamentale: i criteri di rappresentabilità di un testo, un autore non sempre scrive ciò che vuole, scrive spesso ciò che si può fare. La problematica principale è stata quella di dover riadattare il testo alla compagnia, ai costi di produzione e nello stesso tempo far ritornare in vita la parola scritta. Lo sforzo è notevole ma occorre provare perché il teatro è l’unico luogo in cui si può dire tutto quello che non si può dire. Fra le tavole del palcoscenico la verità può essere suggerita, sussurrata, gridata, cantata, ballata ma mai governata...È una questione di “luce”, il confronto con la luce mette l’artista in una situazione di paradosso visto che diventa un confronto con le sue luci e ombre, con il suo processo creatore, questi aspetti sono messi bene in evidenza da Wittgenstein nel suo testo Luce e ombra. Nascono riflessioni interessanti sul ruolo del drammaturgo sul suo rapporto con il testo “lo sconosciuto conosciuto che si impone” per dirla alla maniera di Lacan...Moro racconta il suo mondo e la sua esperienza con entusiasmo trascinante.
Ana Fernández Valbuena, ideatrice e coordinatrice del seminario, dramaturga, insegnante di drammaturgia a la RESAD di Madrid, presenta la sua opera TRINIDAD un testo tenero e delicato che affronta il tema dell’omosessualità femminile e dei rapporti di potere nella Spagna degli anni Sessanta. Un triangolo amoroso fra Soledad una sarta, Trinidad una ragazza e Angela una ricca borghese; si assiste ad una doppia trasgressione della morale, due donne che condividono la loro vita sentimentale, diventano un trio, qualcuno abbandonerà...la relazione in un triangolo amoroso è difficile e dolorosa c’è sempre qualcuno che soffre di più. L’opera è ispirata al testo teatrale OKEY del Venezuelano ISAAC CHOCRÓN. Si parla quindi di adattamenti teatrali: un’attrice che sente i dubbi di Amleto, potrebbe arricchire la nostra idea su di lui? Come parla alla realtà contemporanea un’operazione del genere? Si discute sulle difficoltà economiche che deve affrontare chi cura una produzione teatrale dalla scelta delle locandine e delle immagini, alla scelta dei luoghi adatti alle rappresentazioni. L’autrice in alcune slide mostra anche immagini della locandina della sua opera, immagini interessanti su cui si riflette a lungo, dimostrano come il teatro possa a volte sconfinare nel cinema.
Esteve Soler
Uno dei drammaturghi catalani più rappresentati all’estero, la sua trilogia: CONTRO IL PROGRESSO, CONTRO L’AMORE, CONTRO LA DEMOCRAZIA è stata tradotta in diciassette lingue fra cui Italiano, Francese, Inglese. Il percorso di Esteve Soler, si contraddistingue per un forte atteggiamento critico nei confronti della realtà, della società delle immagini, contro l’uso spasmodico della tecnologia, le sue opere coinvolgono molto lo spettatore sul piano emotivo. Con sguardo dissacrante e ironico, Soler mira a demolire i miti del mondo contemporaneo. La scrittura cruda ed essenziale ci porta alla riflessione profonda sulle nostre vite di corsa. Soler racconta le sue letture e i suoi autori preferiti autori che ispirano la sua scrittura. Attraverso la lettura collettiva di un testo di LaBute (IPHIGENIA IN OREM) cerchiamo di comprendere come si può riscrivere un monologo. Tra i drammaturghi funziona spesso così suggerisce l’autore: LaBute imita  Mamet, Mamet imita a Pinter, Pinter imita a Beckett, Beckett imita a Joyce, Joyce imita chi?... Esercizi pratici d’imitazione di stile alla maniera di Queneau...La scrittura è una tecnica umile diceva Don Milani nasce anche dalla cooperazione e dalla relazione.
Carolina África Martín
Drammaturga, regista, attrice pluripremiata, con la sua opera VERANO EN DICIEMBRE riceve il Premio Calderón de la Barca 2012. Il suo laboratorio è coinvolgente, trascinante, liberatorio, ci spinge a uscire fuori dai canoni dalle categorie in cui spesso ci rinchiudiamo a guardarci come uomini e donne di teatro perché i confini fra i mestieri della scena sono spesso labili. Recitazione, regia drammaturgia non sono universi separati ma visioni di una stessa realtà. Il suo laboratorio destinato a chi vuole esplorare sulla scena, regala un’esperienza unica. L’attore come elemento indispensabile per la drammaturgia. L’autore come attore/narratore della scena. La regia come naturale conseguenza della drammaturgia e della recitazione. Attraverso esercizi di dinamica ed espressività attoriali, ogni partecipante percorre i diversi ruoli della creazione teatrale. Con delle pratiche sceniche semplici, e al di fuori della letteratura, si esplorano la singolarità della propria voce nel proprio quotidiano. Si scrive da attori, si recita da drammaturghi e, come conseguenza naturale, si fanno prove di regia. Il seminario oltre agli incontri con gli autori prevedeva momenti di prove aperte sulle loro opere. Due giovani registi dell’ESADCyL Mikel Babón e Sergio Pereda, sostenuti dai preziosi suggerimenti di  José Maria Ureta (professore della scuola spagnola de Castilla y León), hanno condotto i laboratori pomeridiani portando le loro esperienze: il primo dinamico pieno di energia attento al linguaggio dei corpi, il secondo più riflessivo attento alle sfumature della lingua e agli aspetti psicologici dei personaggi. I loro interventi ci hanno permesso di comprendere come la regia può intervenire su un testo portando contributi e visioni nuove. La composizione dei gruppi, selezionati dall’Accademia, molto eterogenea per età esperienze e provenienza, ha portato nei laboratori una ricchezza fatta di saggezza e corpi pensanti attenti alle diversità. I partecipanti al seminario hanno dimostrato di saper “nuotare” nel mare scenico, con coraggio e senso di solidarietà; si è lavorato con spirito di gruppo e atteggiamento di auto aiuto, non male come risultato, se pensiamo ai naufragi sulle sponde del Mediterraneo e a chi ancora si affanna a costruire muri. Alla fine tutti insieme in scena attrici attori registi e drammaturghi per una rappresentazione aperta al pubblico.
ATTRICI (Marta Bevilacqua, Isabella Burgo, Nicoletta Cappello, Stefania Caudullo, Annalisa Cima, Claudia Vittoria Donadoni, Alice Giroldini) ATTORI (Lucio Celaia Fabio Marceddu Francesco Bernava Alessandro Bruni Aldo Emanuele Castellani Vincenzo Paladino) AUTORI E REGISTI (Angelo Alejandro De Marzo Margherita Ortolani Fabio Pisano Angela Villa)

Milano, Accademia dei Filodrammatici, 20-24 ottobre 2016

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