Sul cuore della terra

La terra in questione è quella siciliana ed il cuore citato rappresenta l’essenza più profonda di luoghi, armonie, essenze, immagini e profumi,  che riemergono  fortemente attraverso le parole di uno degli interpreti italiani più acclamati: Luigi Lo Cascio. Evento unico quello che si è svolto presso il palcoscenico del Teatro Bellini di Napoli, il 20 gennaio, a cura dell'Associazione “A Voce Alta”, “Laterzagorà Napoli” e dello stesso teatro, e che ha visto la presenza di numerosi spettatori, accorsi ad ascoltare l’attore siciliano, ormai conosciuto anche dal grande pubblico televisivo e cinematografico. Lo Cascio ha scelto una silloge di poesie firmate da autori siciliani del Novecento, inserendo non solo i grandi nomi del passato, ma anche quelli dei contemporanei:  Gesualdo Bufalino, Giuseppe Bonaviri, Salvo Basso, Angelo Maria Ripellino, Angela Bonanno, Ignazio Buttitta,

Luigi Pirandello e Salvatore Quasimodo. Inseriti anche brani tratti dalla filosofia greca, altri firmati dalla penna del fratello di Lo Cascio, ed altri ancora estratti dal capolavoro “Otello”, riscrittura in siciliano dello stesso Lo Cascio, spettacolo che ha riscosso un grande successo presso numerosi teatri italiani, ma assente a Napoli, come sottolinea ironicamente lo stesso autore.
Parliamo, dunque, di un reading, caratterizzato dalla purezza della messinscena: un leggio, un tavolo, una brocca d’acqua, un microfono. L’attore sceglie di introdurre la sua performance spiegando e descrivendo le modalità di creazione della silloge, indicandone gli autori e motivando anche la scelta di testi provenienti dalla cultura classica, e quindi lontani dalla letteratura novecentesca. L’attore alterna la lingua italiana a quella siciliana, ma entrambe le scelte sono caratterizzate da una rigida impostazione vocale ed interpretativa che riporta sul palcoscenico un saggio della bravura attoriale di Lo Cascio, spingendo il pubblico attraverso un viaggio geografico e psicologico intenso, ma a tratti artificioso. Dall’altra parte, la scelta della lettura di un siciliano fortemente italianizzato, nonostante la scrittura dialettale, rende fruibili le sonorità della lingua isolana anche ad un pubblico napoletano che, a quanto pare e come è prevedibile, si scioglie in applausi commossi o risate, soprattutto dopo la lettura del testo dialettale. Lo Cascio sottolinea la presenza di un filo conduttore, individuato nel termine “contrasto”, che potrebbe ricondurre a migliaia di riferimenti: dai contrasti emotivi dettati dall’osservazione del mondo circostante e dei panorami descritti, in maniera diversa, da autori provenienti dalla stessa terra, ma da zone lontane, ai contrasti della lingua e dei linguaggi, a quelli tra padre e figlio, sanati, poi, in tarda età, davanti alla morte, a quelli amorosi, caratterizzati dalla lontananza e dall’assenza, fino al contrasto tra ironia, comicità e drammaticità, elementi che si alternano attraverso la lettura variegata delle parole dei diversi autori.
La parola poetica diventa recitata, attraverso l’utilizzo di una lettura che è soprattutto interpretazione attoriale, e che, quindi, si carica di tutti gli elementi afferenti alla recitazione. La metrica viene evidenziata in alcuni passaggi, affinché il ritmo, le assonanze, le allitterazioni, le pause, poggiate su alcune parole, e gli enjambement emergano attraverso la voce dell’attore che si fa testimone del pensiero poetico. Nonostante la lettura accurata di ogni verso elevi ogni singola parola, in alcuni casi e per alcuni passaggi, la naturalezza di una lettura meno teatrale forse sarebbe stata gradita maggiormente dal pubblico. L’intensità emozionale raggiunge il suo apice attraverso la lettura di “Ed è subito sera”, da cui è tratto il titolo del reading, e “Al padre” di Salvatore Quasimodo, testo, quest’ultimo, connotato da un’intensa manifestazione di commozione espressa dallo stesso attore. Ci si chiede, però, anche il quel caso, se il viso contratto e gli occhi lucidi siano davvero espressione di un dolore e di un ricordo personale, o forse segno di un’ottima tecnica interpretativa che coglie il climax testuale e lo trasferisce al pubblico in maniera diretta e persuasiva. La naturalezza della lettura di alcuni testi contrasta – ed ecco di nuovo che emerge il filo conduttore – con il manierismo interpretativo adoperato per altri testi, dando vita ad un momento particolare in cui lettura e recitazione si sovrappongono, spingendo, però, la forma del reading verso la recitazione vera e propria.

Foto da www.biografieonline.it

SUL CUORE DELLA TERRA
Reading di Luigi Lo Cascio
Teatro Bellini Napoli
20 gennaio 2016

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