Taccuino londinese (20)

Quante sono le voci femminili nel mondo teatrale? Poche. E nella drammaturgia? Pochissime. Una realtà insoddisfacente e irritante qui nella capitale inglese, un motivo di frustrazione per tante autrici emergenti, competenti e determinate. Lo scorso ottobre è stato annunciato che Emma Rice lascerà la direzione artistica del Globe dal 2018 perché, a quanto pare, le sue visioni artistiche sarebbero troppo sperimentali e il teatro desidera tornare ad un’immagine tradizionale*. Ah, ho pensato, motivazione interessante... (quell’ ‘interessante’ che viene usato in inglese per mascherare completo disaccordo.) Da allora, un po’ come quando compri una nuova automobile e inizi a notarne tantissime uguali in giro, sono stata colpita da commenti intelligenti, articoli informativi e sfoghi digitali circa le opportunità artistiche femminili e ho scoperto che, per fortuna, tante di quelle autrici emergenti, competenti e determinte non si sono date per vinte ed hanno deciso di impegnarsi perché il numero delle autrici teatrali cresca e venga riconosciuto. Senza troppi patemi burocratici, ci si organizza, si sceglie un nome e si formula un concetto per la propria associazione, si affitta un locale artistico, si fissa una data e si lancia una call per aurtici e magari attrici e registe.
Cosí, ad esempio, Tamara Von Werthern, manager della sezione diritti d’autore della casa editrice Nick Hern Books, ha da poco fondato l’associazione teatrale ‘Fizzy Sherbet’ (un composto effervescente) per creare una piattaforma per aurtici emergenti. L’ha fondata “perché ero consapevole dell’ineguaglianza tra autori e autrici nell’industria teatrale. Secondo il piú recente rapporto del British Theatre Repertoire, meno di un terzo degli autori teatrali contemporanei che arrivano alla produzione sono donne e la disparità di genere peggiora quanto piú si va in alto. Per esempio nel West End”  (la Broadway londinese)  “c’è la percentuale piú bassa di autrici rappresentate. [...] Questo mi ha sioccato e quindi ho pensato che fosse una buona idea dare una piattaforma solo alle donne, che avrebbe automaticamente cancellato la concorrenza con la controparte maschile. La cosa interessante è che ha di conseguenza creato anche piú ruoli femminili. Per il nostro prossimo evento, il cast sarà composto da sei donne e due uomini (e le donne vanno dai venti agli ultra settanta).”  Tamara dice di aver trovato ispirazione nel libro All Change Please di Lucy Kerbel che incoraggia al cambiamento nella sfera teatrale e nella vita sociale e spera che l’esempio di Fizzy Sherbet inciti altri a fare lo stesso. “Il fatto che il tuo testo venga messo in scena” continua, “è prima di tutto una carica per l’autostima ed è anche vitale per la tua formazione in quanto autrice, perché hai bisogno di vedere le tue parole che prendono vita davanti al pubblico.”  Fizzy Sherbet ha selezionato corti teatrali e fatto il tutto esaurito al suo primo evento. La seconda edizione sarà il 28 marzo all’Hackney Attic.
Un altro esempio è quello di Madelaine Moore, regista e operatrice teatrale nel campo sociale e direttrice artistica della compagnia The Thelmas (nome fantastico!) che ha fondato nel 2014 per “pura frustrazione per la mancanza di scrittrici che fossero commissionate e inserite nel cartellone dei teatri del West End e altri spazi principali, e anche per la scarsa rappresentazione di ruoli femminili sul palco. Continuavo a sentire dai protagonisti (maschi) del settore che non c'erano autrici pronte a scrivere spettacoli per grandi palcoscenici, così ho deciso di creare un’associazione incentrata su autrici teatrali per fornire opportunità e supporto all’altra estremità! Intendevo anche creare spettacoli che rompessero con gli stereotipi dello spettacolo al femminile e mettessero in discussione il tipo di artista che viene generalmente associato a tali lavori scenici. Da allora abbiamo prodotto 2 edizioni del Ladylogue!” (monologo femminile) “in un ambito di nicchia [...] producendo corti per sola attrice scritti da autrici emergenti. Abbiamo anche sviluppato e prodotto un intero spettacolo per attrice singola per i festival di Brighton e Camden Fringe [...] Lo spettacolo “Coconut” di Guleraana Mir, una delle co-fondatrici della compagnia e parte del programma BAMER, è ora in fase di produzione per la stagione 2017/18 in un teatro a Londra e per una tournée regionale.” (BAMER - Black, Asian, Minority Ethnic e Refugee - rappresenta un filone artistico che supporta e promuove voci provenienti da altre culture esistenti nel territorio.) “Abbiamo anche un altro progetto in fase di sviluppo per il circuito dei festival e lanceremo presto una versione di Ladylogue! per le giovani donne, ragazze e gruppi della comunità ... tutte belle cose, ma un sacco di duro lavoro!”

Un altro sforzo degno di menzione è quello dell’autrice Naomi Westerman che ha fondato una compagnia teatrale femminile dal promettente nome Little but Fierce (Piccola ma accanita) “per la mancanza di opportunità di fare il mio lavoro di attrice, e per la mancanza di un teatro femmini-centrico decente in generale. Ho avuto la fortuna che la Royal Shakespeare Company ci abbia dato la possibilità di mettere in scena la nostra prima produzione, e più recentemente abbiamo prodotto un testo sul porno femminista per VAULT Festival.” (il Vault festival è una kermesse teatrale che si svolge a Southwark Playhouse) “La genesi di Little but Fierce è da ricercarsi in una produzione tutta al femminile in cui ho recitato diversi anni fa. Sembrava un ambiente così raro e veramente caloroso, e molte delle donne del cast hanno continuato a riunirsi regolarmente dopo lo spettacolo per chiacchierare e condividere idee o praticare nuove competenze in un ambiente che fosse favorevole. Man mano abbiamo iniziato a sviluppare idee e lavorare insieme, e, infine, ho registrato formalmente la società. [...] dopo un paio di anni ho smesso di recitare e ora sono autrice e regista a tempo pieno. Penso che il futuro sia decisamente donna; abbiamo ancora una strada lunga da percorrere, ma sono continuamente stupita e ispirata dal talento femminile e dalla determinazione che è là fuori.”
L’ultima segnalazione è per Lou-Lou Mason, co-fondatrice della compagnia Loquitur che ha debuttato lo scorso anno al festival di Edimburgo con la trilogia dal nome geniale Fémage à Trois e che ha ricevuto grande approvazione da parte del pubblico e sta sviluppando un nuovo format per la prossima edizione.

Tutti gli interventi riportati in quest’articolo sono stati tradotti dalla sottoscritta. La settimana scorsa ho lanciato un appello nel gruppo di facebook Playwriting UK e queste meravilgiose autrici teatrali sono state cosí generose da rispondere e condividere con me le loro storie. Sono immensamente grata a loro (e a tutte le altre che non ho menzionato nell’articolo!) per il loro lavoro e per la loro caparbietà. Dove sarebbe il mondo (teatrale e non) senza il talento e la passione di tantissime donne!
Per info:
Fizzy Sherbet  e Little but Fierce sono su facebook www.facebook.com/FizzySherbetPlays  
www.facebook.com/littlefiercetheatre
www.thethelmas.co.uk
www.loquiturtheatre.co.uk/projects

*L’articolo del Guardian che ho letto l’anno scorso è https://www.theguardian.com/stage/2016/oct/25/emma-rice-step-down-artistic-director-shakespeares-globe

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