La corte dei miracoli

LA CORTE DEI MIRACOLI compie ancora miracoli a Milano, ha una lunga storia, nasce nel 1975 grazie all’entusiasmo e alla passione per il teatro del regista e autore Luigi Chiarelli. Chiarelli dirigerà questo spazio per otto stagioni, ospitando innanzitutto spettacoli di teatro d’avanguardia. La Corte diviene presto anche sede di un’intensa attività culturale che tocca diversi generi artistici: musica classica, lirica, ma anche di jazz, country, blues, ragtime; arti espressive: danza, mimo, marionette e magia, trovano casa. Sono presentate mostre d’arte, esposizioni di quadri, sculture, fotografie, oggetti d’antiquariato. Si tengono corsi di drammatizzazione, animazione musicale, ginnastica ritmica, mimo, e il Comune di Milano organizza lezioni di ecologia, sessuologia, parapsicologia. La sede ospita anche una piccola libreria. A partire dal 1984, con la gestione di Renato Converso, la Corte è palestra di tanti comici e scuola di nuovi talenti che, insieme a personaggi consolidati, Flavio Oreglio, ma anche il Mago Forrest, Giacomo Poretti e Marina Massironi (del

trio Aldo, Giovanni e Giacomo), i Fichi D’India e molti altri. Oggi La Corte dei Miracoli riapre grazie a un gruppo di giovani intraprendenti che si inventano un lavoro...hanno messo in piedi una redazione e hanno cominciato a mandare in stampa un bimestrale di arte e cultura: La Tigre di Carta. Le idee crescono, nasce anche LA TAIGA, un’associazione per organizzare eventi, manifestazioni e conferenze. L’associazione aveva bisogno di una casa... Ecco che allora, armati di martello e scalpello, i giovani rianimano il piccolo teatro ormai in decadenza e ne fanno il centro di un movimento culturale aperto a tutti. «L’idea di una TAIGA come paesaggio nevoso che potesse ospitare La Tigre di Carta, adesso per noi vuol dire “Teatro Attivo In Giornalismo Artistico”; il nostro progetto è quello di far interagire il mondo dell’editoria con quello del teatro. Ciò può significare, per esempio, tradurre e pubblicare opere teatrali, da portare poi in scena, ma anche scrivere recensioni e organizzare laboratori di scrittura creativa. Ma il progetto TAIGA è anche molto altro, e ha soprattutto l’obiettivo di creare un luogo di scambio culturale, in cui ospitare le migliori proposte artistiche e intellettuali di ogni campo del sapere». Nel mese di maggio, La Corte ospiterà un intero festival dedicato alla cultura Giapponese. Il festival LA TIGRE E IL GIAPPONE è incluso nel percorso alla scoperta dell’arte asiatica nascosta a Milano (edizione 2017 del Milano Asian Art). Il festival ospiterà alcuni netsuke della galleria La Galliavola, accanto a maschere del teatro Nō e Kyōgen prestito della Galleria Renzo Freschi.

In questo spazio che vive di contaminazioni, approda lo spettacolo LE RINCHIUSE di Elide La Vecchia. La regia è di Tiziana Bergamaschi che da anni dirige i progetti di TEATRO UTILE e del gruppo MASCHERE NERE. Un progetto teatrale in collaborazione Academia dei Filodrammatici di Milano - Associazione Sunugal, rivolto ad attori, musicisti e registi teatrali, immigrati e italiani. L’ intento è quello di giungere alla formazione di una compagnia artistica in cui gli stili di recitazione, derivanti da differenti culture, si completino in un esito espressivo comune. «IL PROGETTO è rivolto ad artisti della diaspora africana, immigrati di prima e seconda generazione e artisti italiani. Attraverso la pratica teatrale si vuole incentivare la creazione di un gruppo misto di artisti che possa lavorare insieme per diffondere un teatro multiculturale. L’idea fondante è che in un unico progetto possano convergere esperienze provenienti da diverse culture e che queste diano vita ad un teatro socialmente utile e attento ai continui sviluppi che il nostro territorio sta vivendo» Da questo progetto molto articolato nasce Lo spettacolo LE RINCHIUSE. Il testo di Elide La Vecchia, poeta e drammaturga, racconta con linguaggio metaforico, le condizioni di lavoro e di vita delle badanti “notte e giorno”. La parola scenica ci fa entrare nel loro mondo per scoprire un'umanità che ci appartiene, un’umanità fatta di mondi rinchiusi quelli degli anziani invalidi e quelli delle donne che li accudiscono, molte lavorano in nero e spesso senza nemmeno il giorno di libertà. Eppure dentro questo buio, può entrare una consapevolezza lucida e concreta: il diritto alla bellezza. Al termine dello spettacolo Tiziana racconta al pubblico come è nato il progetto. «Volevo lavorare sul diritto alla bellezza e ho chiesto ad Elide, autrice che stimo molto, di creare un testo che affrontasse questa tematica raccontando vite in salita come quelle delle badanti che vengono da altri paesi. È nato un monologo teatrale a più voci. Un vero banco di prova per tre attrici di Teatro Utile, Mayil Georgi Nieto, Ilenia Raimo e Kalua Rodriguez.  Nel testo si racconta anche l’ambivalenza dei sentimenti di chi vive tra due culture di chi si ribella alla politica dei muri. La solitudine, l’isolamento, il dolore e la fatica delle tante rinchiuse potranno essere riscattati dalla presa di coscienza dei loro diritti, tra cui: il diritto di vedere un pezzo di cielo, il diritto a passeggiare in un prato, il diritto alla musica, il diritto di riposare, il diritto di avere un sogno, il diritto ai desideri, il diritto di vedere il mare…». Le tre attrici interpretano lo stesso personaggio, Nina, non solo una giovane badante ma una donna che sogna di volare. La regia dinamica e sognante di Tiziana Bergamaschi valorizza la poesia della parola scenica. Le tre attrici rispondo con grazie e gesti misurati, con pochi elementi scenici fanno rivivere mondi, quelli del loro paese di origine ma anche i nostri fatti spesso di pregiudizi. Il teatro come funzione sociale per raccogliere le parole di chi non ha voce. Occorre una grande responsabilità, ma anche una grande desiderio di uscire fuori da sé per incontrare altre vite.

Milano, LA CORTE DEI MIRACOLI, 28 aprile 2017

Foto Sergio Bernini e Greta Valentina Galimberti

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