Appello a sostegno di OrizzontiFestival

Scusateci, abbiamo giocato. Abbiamo giocato quando nel 2013 dicevamo di volere un festival che rilanciasse il nome di Chiusi fuori dai suoi confini,

per far crescere culturalmente il nostro prezioso territorio. Ci avete frainteso quando, accogliendo la proposta artistica di Andrea Cigni, abbiamo detto sì a un triennio che avrebbe previsto dieci giorni di manifestazione cittadina con artisti di rilevanza nazionale e internazionale appartenenti a sette ambiti culturali: teatro, musica, danza, opera lirica, mostre, laboratori e incontri gratuiti. Scherzavamo quando abbiamo detto sì a un festival che invadesse tutti i luoghi della città e della sua storia, con una mission e un’identità precisa, quella dell’innovazione, perché OrizzontiFestival aveva come caratteristica quella di produrre nuovi lavori e opere.
Abbiamo giocato tutti quando abbiamo accolto per ogni anno di attività circa 200 persone tra artisti, compagnie e personale provenienti da tutta Italia, persone che per un mese vivevano a Chiusi, dormivano nelle strutture ricettive, mangiavano nei ristoranti e locali della città, facevano la spesa, compravano il giornale e prendevano il caffè nelle strade di Chiusi, nei suoi bar e nei suoi negozi. E scherzavamo quando, con il pubblico, arrivavamo ad accogliere fino a migliaia di persone che a Chiusi non sarebbero transitate abitualmente.
Scusateci, noi giocavamo quando abbiamo accettato la proposta del Direttore Artistico, Andrea Cigni, di partecipare al Bando MiBACT che avrebbe selezionato i 21 festival multidisciplinari più innovativi d’Italia per un finanziamento triennale. Così come scherzavamo quando abbiamo acconsentito a partecipare al Bando regionale, sempre su suggerimento del Direttore Artistico. E’ stato un gioco quando abbiamo saputo di averli vinti entrambi, accedendo quindi a un finanziamento 2015-2017 pari nel 2015 a € 79.856,00 per il MiBACT e € 5.000,00 per la Regione Toscana e nel 2016 pari a € 55.546,00 per il Ministero e € 19.526,00 per la Regione.
Stavamo proprio scherzando quando per tre anni un gruppo di professionisti nel campo dell’organizzazione, della produzione e della comunicazione di settore hanno messo a disposizione, il più delle volte gratuitamente, le proprie competenze e professionalità per il festival, senza sosta e con il massimo dell’impegno, semplicemente perché credevano in quel progetto culturale che poteva per loro solo continuare a crescere.
E’ stato un gioco per noi ampliare ogni anno di più la rete di collaborazioni e partnership con istituzioni formative pubbliche e private, attraverso la creazione di progetti dedicati agli under 35 provenienti da tutto il Paese che trovavano a Orizzonti un luogo, un tempo per fare esperienza sul campo in tutti gli ambiti dello spettacolo dal vivo. Università, master, conservatori, associazioni, redazioni online nazionali, reti di settore e scuole: scherzavamo quando li abbiamo coinvolti pensando per ogni singolo soggetto un progetto ad hoc.
Stavamo proprio giocando quando a marzo siamo corsi in prima fila alla Bocconi, incontrando il Ministro Franceschini e vantandoci di come OrizzontiFestival guidato da Andrea Cigni fosse un'opportunità per Chiusi, così come la città rappresentava una risorsa imprescindibile per il festival.
Giocavamo quando abbiamo creato l’Orchestra giovanile OrizzontiFestival, un progetto formativo-performativo realizzato in collaborazione con l'Orchestra dell'Opera Italiana e gli Istituti Superiori di Studi Musicali "C. Monteverdi" di Cremona, "A. Peri" di Reggio Emilia, "R. Franci" di Siena; era tutto un gioco, anche permettere a musicisti emergenti di svolgere master formativi con professionisti la mattina e suonare al loro fianco la sera, accompagnando le opere e i concerti in programma.
Scherzavamo quando abbiamo attivato un bando per Under 35 affidando così l’ideazione, la realizzazione e la messa in scena dell’opera di apertura del festival a un team creativo emergente.
E giocavamo anche quando abbiamo creato il Campus per uno spettatore critico, dando la possibilità a studenti universitari o neolaureati di fare un laboratorio di osservazione e scrittura con la redazione di Teatro e Critica, la webzine dedicata allo spettacolo dal vivo più cliccata d’Italia.
Ancora, scherzavamo quando abbiamo accolto stagisti nell’ambito tecnico e in quello organizzativo provenienti da Università e Accademie di Belle Arti di tutto il Paese. E continuavamo a giocare quando abbiamo messo in piedi un team di 15 ragazzi under 20 per l’assistenza sala e accoglienza o quando abbiamo aderito alla rete Dominio Pubblico, progetto multidisciplinare dedicato alla creatività under 25.
Era soltanto un gioco quando abbiamo stretto la collaborazione con Matemù/Cies, centro di aggregazione giovanile e scuola d’arte per ragazzi di tutte le culture e provenienze. Il progetto da avviare sarebbe stato quello di realizzare audio guide narrative attraverso i luoghi e le strade di Chiusi, raccontandone la storia ma anche gli spettacoli che ivi si sarebbero svolti.
Abbiamo poi continuato a giocare quando ci siamo resi conto che era venuto il momento di dare una giusta forma alla Compagnia Orizzonti e abbiamo aperto un bando cui hanno partecipato 445 ragazzi per svolgere un percorso formativo con uno degli artisti più imponenti del teatro italiano e internazionale, Roberto Latini, finalizzato alla messa in scena di uno spettacolo teatrale che avrebbe debuttato a OrizzontiFestival 2017.
Semplicemente scherzavamo quando, in virtù del fatto che il programma era stato approvato e il budget stanziato con il Consiglio di Indirizzo del 12 gennaio 2017, abbiamo accolto e ospitato le prime compagnie in residenza artistica, vedendo i primi risultati dei loro lavori nascere proprio all’interno del Teatro P. Mascagni. Lavori che vedevano la Fondazione Orizzonti d’Arte entrare in coproduzione con alcune delle realtà di punta del panorama artistico italiano e internazionale, come Romaeuropa Festival o Fabbrica Europa.
E stavamo proprio giocando quando gli ultimi giorni di aprile abbiamo realizzato la campagna fotografica e creativa per la comunicazione di OrizzontiFestival 2017. Perché tutto procedeva liscio come l’olio, tutto era confermato, il programma era stato chiuso e approvato.
Ed è proprio perché scherzavamo e giocavamo tutti che nei primi giorni di maggio abbiamo ricevuto lo stop, una decisione violenta e improvvisa che è arrivata senza scambio, confronto e discussione. Una comunicazione dai nuovi organi direttivi che non abbiamo potuto far altro che recepire, perché tutto era già stato deciso.
“Il debito è così imponente da impedire anche un investimento minimo sul festival da parte della Fondazione”, così ci è stato detto. E mentre, ancora attoniti, cercavamo di realizzare quanto accaduto alla velocità della luce, senza chiedere un parere e chiudendo le porte alla Direzione Artistica disponibile a rivedere il programma senza però sacrificare o snaturare la mission di OrizzontiFestival, viene convocata una conferenza stampa con cui l’Amministrazione comunica la nascita di un Festival Orizzonti 2017 nuovo di zecca!
Nuova la direzione artistica, nuovo il programma e nuovo l’approccio artistico. Per questo Festival Orizzonti 2017 nuovo di zecca le risorse sono state trovate… allora un minimo di disponibilità economica c’era, solo si era deciso di spenderla diversamente.
E allora, visto che stavamo giocando, al diavolo gli artisti che già lavoravano alle produzioni, al diavolo le compagnie in residenza e il lavoro che lo staff portava avanti da novembre 2016; al diavolo le partnership di cui ci si stimava tanto, al diavolo le collaborazioni e le opportunità tutte under 35 che erano state impostate. Perché di spettacolo dal vivo si trattava, non stiamo parlando di lavoratori veri!
Giocavamo proprio tutti, noi e tutti gli artisti in programma: Paolo Panaro, Michele Degan, Davide Signorini e Domenica Presbitero, Leviedelfool, Balletto Civile/Michela Lucenti, quotidiana.com, Babilonia Teatri, Compagnia Enzo Cosimi, Compagnia Zappalà Danza, CollettivO CineticO, Valter Malosti, Maria Valentina Principi, Piergiuseppe Di Tanno, Sara Firrarello, Riccardo Spagnulo, Federica Carrà, Nicolò Todeschini, Letizia Bravi e Matteo Ciucci, Gli Animosi del Monteverdi e Roberto Latini.

Aderire a questo appello indignato significa esprimere solidarietà per il trattamento #InUmano riservato dai nuovi organi direttivi della Fondazione agli artisti, alle compagnie, a tutti i professionisti e i lavoratori che OrizzontiFestival impegnava. Ma anche a tutti i ragazzi coinvolti nei diversi progetti formativi e di esperienza sul campo e, non ultimi, agli spettatori che hanno attraversato OrizzontiFestival in questi anni, conoscendo la manifestazione anche nelle sue criticità.
Perché OrizzontiFestival era anche tanti volti e tante persone e questo troppo spesso sfugge a chi goffamente si trova a gestire politiche culturali senza l’adeguata competenza.

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