Banco di prova

Un progetto coraggioso che punta sulle nuove drammaturgie, a cura di Manuel Renga (regista e co-direttore artistico insieme a Corrado Accordino del Teatro Libero di Milano) Francesco Leschiera (regista e direttore artistico e regista del Teatro del Simposio) e Susanna Verri (presidente di Isola Casa Teatro psichiatra e psicoterapeuta) Tutto questo all’interno di un contesto magico IsolaCasaTeatro. Una casa teatro nel quartiere Isola di Milano che sta diventando sempre più motore culturale dei movimenti innovativi della città, un quartiere in continua trasformazione grazie anche agli abitanti stessi che vivono Isola come porta di ingresso a mondi reali e irreali.  IsolaCasaTeatro è un’associazione culturale fondata nel 2004 in collaborazione con l’associazione Centro Studi Assenza. Nasce dall’idea di fare teatro, arte e cultura nel quotidiano; un luogo aperto alla

contaminazione di forme, generi e linguaggi: un interesse particolare è rivolto al teatro più avanzato, alle opere prime e alle compagnie giovani. Negli spazi della casa, compreso il terrazzo che si affaccia sulle antiche case di ringhiera milanesi, si possono ammirare le opere d’arte contemporanea di opere di Paolo Ferrari (scienziato e artista poliedrico, membro fondatore del Centro Studi Assenza luogo di ricerca multidisciplinare e di intersezione tra arte, scienza, teatro e architettura)
BANCO DI PROVA vuol essere un punto di partenza per tutti quei drammaturghi che vogliano per la prima volta dar voce alle proprie opere davanti ad un pubblico formato anche da esperti del settore, attraverso reading, mise en espace, anteprime di spettacoli, performances. Tramite bando aperto e gratuito, pubblicato nel sito del teatro sono stati selezionati sei autori che hanno presentato le loro opere in forma di studio. Il rapporto con il pubblico ha contribuito all’ampliamento dei lavori, ad ulteriori riflessioni, spunti, che hanno permesso di portare a compimento i testi che saranno rappresentati in forma definitiva al Teatro Libero di Milano dal 1 al 6 luglio. I testi selezionati affrontano tematiche contemporanee è evidente che gli autori sono immersi nelle trame e nelle problematiche affrontate spesso con crudo realismo.
Si comincia con EIGHT di Jacopo Monaldi Pagliari, finalista al premio nazionale di Drammaturgia PLATEA. Una drammaturgia in evoluzione, una sottile ricerca sulla fascinazione del male, dove la sua banalità si mostrerà molto più attraente di quanto possa sembrare .
Si continua con PATER NOSTER di Christian Mandas per riflettere sulle relazioni familiari. Un uomo e una donna si alternano in due monologhi rivolti ai loro padri, colpevoli di averli abbandonati da piccoli. L’abbandono è solo il primo dei drammi che i protagonisti affronteranno e, come secchiate di terra in una fossa, metteranno a dura prova il loro respiro A fare da cornice: gli anni ottanta. Le droghe, la disco, il mondo queer. I due si interrogano sul senso della vita, su quanto valga la pena sopportare per la vita stessa quando morire diventa una possibilità.
Ne L’UOMO PALLONCINO di Giulia Lombezzi si entra nel mondo degli animatori dei villaggi turistici... l’animatore è il lavoro più bello del mondo. Ci si muove all’aria aperta, si sta a contatto con la gente, si elargisce positività, si lavora in squadra, si trasmette dinamismo e soprattutto ci si relaziona con le creature più pure, innocenti, incontaminate e sincere che esistano: i bambini. Fare l’animatore in sostanza è più ricevere che dare. È qualcosa di molto vicino a una missione. La missione di rendere felici gli altri. Fare l’animatore può cambiarti la vita. Ma è davvero così? Questa è la storia di Emile e di come l’Animazione cambiò la sua vita. Il testo è ispirato a una storia vera. La scrittura è dinamica sa passare da un registro ironico a uno più drammatico.
MILANO BLUES di Vlad Scolari, è un gioco di tradimenti e confessioni, di desideri inappagati e incertezze che minano le relazioni umane e dove sembra impossibile sperare in una rinascita. Settimana Santa del 2011. Nel pieno della recessione economica, la convivenza di tre ventenni è stravolta dai grandi cambiamenti personali di ognuno dovuti a un’esistenza precaria e indigente che sfocia in una crisi d’identità morale, spirituale, sessuale e affettiva. I personaggi si muovono in un’atmosfera a volte amara ed a volte ironica in una Milano a buon mercato.
SEA SAW di Lorenza Lombardi, affronta il tema delle violenze di genere.  Una donna senza nome affronta di petto l’acuto dolore che la accomuna ad innumerevoli altre vittime nel mondo: la violenza sulle donne. Racconta la sua storia, al contempo personale e universale; trasversale. La passione e la rabbia che la muovono sono tali che le sue parole non bastano più, non riescono a racchiudere un sentimento così violento che si abbatte su di lei ad ondate, come un mare in tempesta. Al mare quindi si rivolge per trovare una guida, una scialuppa di salvataggio; ciò che trova è un esempio, ciò che trova è la follia vendicativa del Capitano Achab. Inizia una caccia furiosa al mostro marino che l’ha mutilata, un inseguimento ossessivo che in poco tempo arriva allo scontro finale, alla resa dei conti. La parola scenica si mescola con il testo originale di Melville. La mise en espace vive dietro al paravento di una stanza da letto, zona franca, rifugio, asylum personale. Flusso del pensiero e della libertà nascosta, prorompente ed improvvisa come il temporale estivo che rompe ogni equilibrio psicodinamico e mette in discussione l’io della protagonista che, inizialmente si associa alla rabbia del Baleniere, per poi denudare l’illusione e scoprire di essere la vendetta animale, senza colpa e istintiva della natura.
TIME LAPSE di Laura Tanzi è la fotografia della natura dei rapporti di una famiglia borghese come tante, formata da una coppia con due figli adolescenti, che viene completamente travolta da un evento traumatico e violento di cui sono responsabili questi ultimi. Ambientato in un tempo e in uno spazio contemporanei ma indefiniti, lo spettacolo va ad indagare le distanze, gli strappi e le modificazioni che tale evento comporta all’interno di questo piccolo nucleo sociale e all’interno dei singoli personaggi. Ispirandosi alla struttura de La Casa del Sonno di Jonathan Coe, la costruzione drammaturgica del testo scandisce le scene in un continuo binario temporale: le scene dispari sono monologhi in cui i personaggi rispondono a domande “mute” che spetta al pubblico immaginare, mostrando i postumi del disastro, mentre le scene pari sono costituite da dialoghi a due, che definiscono gli equilibri preesistenti. Questa alternanza crea un meccanismo a orologeria, in cui si collocano i rapporti tra i personaggi. Grande attenzione è posta al ritmo e alla struttura del testo, nonché al training attoriale, basato su una intensa ricerca fisica e vocale, utilizzando anche alcuni elementi della tecnica Laban, per approdare a un lavoro con personaggi molto caratterizzati, in cui due attrici interpretano ruoli maschili. La realizzazione scenica, ispirata delle opere di James Turrell, in cui lo spettatore si immerge in una sorta straniamento dei sensi, prevede un palco pressoché vuoto, a enfatizzare la distanza emotiva tra i personaggi, e l’utilizzo della luce come elemento estetico principale.
La scena teatrale si rivela ancora oggi ricca di possibilità espressive, c’è molto da dire sul mondo che ci circonda. Tutti i testi offrono una panoramica sulle problematiche che ci riguardano: crisi della famiglia, violenze di genere, precarietà del lavoro, il rapporto con il nostro passato., questi giovani ci provano ad interrogarsi. C’è un modo migliore per farlo? Mai dimenticare due concetti fondamentali legati ad ogni forma di scrittura (in modo particolare quella teatrale che dovrebbe spingere la gente ad abbandonare i pc le televisioni e tutto il resto per un paio di ore): urgenza e necessità. Perché scrivo questo testo? Perché ne sento il bisogno? A chi voglio parlare, conosco realmente quello di cui mi sto occupando? Le premesse sono buone aspettiamo di vedere le opere in forma completa al Teatro Libero dall’1 al 6 luglio, peccato perdere tanta eterogeneità, non mancate.

Milano 18 giugno 2017

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