Taccuino londinese (25)

Vinay Patel – il teatro come luogo di appartenenza, l’importanza di sostenere nuove generazioni di autori e scrivere di speranza. Volevo condividere con il pubblico italiano l’ascesa di un autore qui a Londra e Vinay sembra un esempio perfetto. Vinay si è laureato a pieni voti con il Master Writing for Stage & Broadcast Media alla Royal Central School of Speech and Drama nel 2011. Il suo primo lavoro teatrale completo  ‘True Brits’1 ha debuttato al Fringe Festival di Edimburgo nel 2014 ed è stato successivamente inserito sia nella rassegna di nuova scrittura ‘RADAR’ del Bush Theatre sia all’interno del Vaults Festival nel 2015. Il suo primo lavoro televisivo ‘Murdered by my Father’2 è stato trasmesso dalla BBC1 nel 2016 e gli è valso il riconoscimento ‘BAFTA Breakthrough Brit’ per il 2016 (su https://www.youtube.com/watch?v=QCYM3HE7baA Vinay ne parla, in inglese).

- Qual è stata la genesi di ‘True Brits’?
"True Brits è un testo che ho cominciato a scrivere in risposta ad alcuni fatti di cronaca qui in Inghilterra. Quello che scrivevo sul mio blog iniziò a prendere la forma di una storia, ma non sapevo cosa fosse. [...] Una compagnia teatrale di stampo asiatico-britannico chiamata Tamasha  aveva organizzato una serata di corti come parte del festival di letteratura sud-asiatica nel 2012 e io partecipai come autore. La serata fu ospitata al Bush Theatre e misero in scena dieci minuti del mio testo, che era tutto quello che avevo scritto allora [...] I feedback degli spettatori mi fecero capire che l’argomento aveva suscitato interesse. Successivamente scoprii che una compagnia teatrale chiamata High Tide aveva ideato un progetto per cui sei autori sarebbero stati seguiti da professionisti per un anno e il mio tutor universitario promosse la mia candidatura. Fui accettato all'inizio del 2013 e poi l'idea era che alla fine del programma di mentorship questi sei autori avrebbero richiesto un finanziamento all’Arts Council per scrivere il proprio testo." I criteri di selezione di quell’anno non gli avrebbero permesso di ottenere il finanziamento, ma Vinay non si demoralizza. "È difficile capire quanto tempo dedicare a qualcosa che potrebbe non avere alcuno sbocco! [...] mettere tutte le tue speranze in un testo, che poi era anche una storia molto personale... insomma, non sapevo se andare avanti. E poi quello che è successo è che ho aspettato un anno e ho fatto nuovamente domanda per il finanziamento dell’Arts Council, ma in quell'anno ho partecipato come autore ad altre dieci serate di corti  e ho lavorato con il maggior numero possibile di registi, di modo che quando ho poi riproposto la mia domanda sono stato in grado di dimostrare di essermi messo in gioco... infatti il titolo del finanziamento era ‘fondi per drammaturghi’ [...] La domanda ebbe esito positivo e quel supporto economico mi permise di trascorrere tre mesi senza preoccuparmi di dover lavorare, tre mesi in cui ho scritto e perfezionato il mio testo. Questa è stata la cosa più importante." Vinay ha portato ‘True Brits’ al festival di Edimburgo, all’Assembly Hall e prima del Fringe, ne ha promosso un'anteprima al Park theatre di Londra e una lettura scenica al teatro/pub Brockley Jack sempre a Londra, dove ha incontrato il regista che ha diretto lo spettacolo ad Edimburgo in agosto. Alcuni rappresentanti del Bush Theatre e del mondo televisivo che erano al fringe sono andati a vedere True Brits. "Lo spettacolo mi ha assicurato una commissione per la BBC, quindi sapevo che c'era qualcosa in quel testo a cui la gente reagiva [...] Mi ricordo che quando finii di scriverlo (pensai) questa è la cosa migliore che abbia mai scritto [...] ero disposto a metterci tempo e risparmi perché se questo testo fosse stato l’unico ad andare in scena, ne sarei stato veramente felice.”

-Insomma questo testo ha un qualcosa di speciale, tanto da convincere la BBC a chiederti di scrivere quello che poi sarebbe diventato ‘Murdered by my Father’.
"Si. [...] In realtà non volevo scrivere dei delitti d’onore, infatti avevo specificato nel mio blog che non avrei scritto mai nulla che riguardasse delitti d'onore o radicalizzazione. Poi la produttrice esecutiva del cortometraggio, una donna di fede musulmana e di origini pakistano-britanniche che aveva lavorato con associazioni benefiche, disse che aveva apprezzato molto True Brits e la sensibilità con cui il testo dipingeva il personaggio dell’uomo asiatico. Era questo aspetto che voleva inserire nella storia: il dramma del protagonista come punto focale di una vicenda di cui conosciamo già il finale, lasciando quindi ai personaggi il tempo di emergere nelle loro profonde dinamiche familiari. È una storia che tratta di orgoglio, quindi potrebbe appartenere a chiunque e a qualsiasi cultura. Certo sono arrivato in TV attraverso un percorso molto insolito." Sorride e dice: "Questa commissione mi ha distrutto! Iniziai a scrivere il testo a giugno e le riprese sarebbero iniziate ad ottobre. È stata la cosa più veloce che abbia mai scritto! Nel frattempo stavo anche scrivendo per un'altra commissione e continuavo a leggere i testi che arrivavano al Theatre 503 "

- Secondo te, l'essere coinvolto nell’ambiente teatrale, quanto ha influenzato il tuo lavoro?
"Penso che, soprattutto in questo ambiente, sia importante stabilire contatti con gli specifici teatri che ti interessano. La ragione per cui volevo leggere nuovi testi per il Theatre503, per fare un esempio, è che mi piacciono i loro spettacoli e ammiro il lavoro che fanno. Quindi oltre ad incontrare persone che avessero gusti affini ai miei, ho avuto anche modo di leggere e guardare quello che veniva scritto nel Paese. Credo che ti dia un'idea di quello che sta vivendo la gente e di cosa succede sulla scena teatrale [...] il che restituisce una bella panoramica artistica, mettendo in luce le tendenze del momento e il tipo di lavori che il pubblico vuole vedere. Molti autori spesso commettono l'errore di mandare i propri testi ovunque, ma è il rapporto con i teatri a cui si invia che è importante. [...] Torno spesso al Brockley Jack per leggere nuovi testi come membro della loro giuria, e sono sempre felice di parlare con il gruppo del Theatre503. Il rapporto che crei con i teatri è fondamentale. Pensa che Dennis Kelly è stato il mio mentore al 503! Il fatto che uno come lui si tenga in contatto con nuovi autori e continui a frequentare l’ambiente del 503 ...! Autori e teatri hanno ovviamente una relazione simbiotica, e i teatri con cui stabilisci questa relazione diventano un luogo a cui appartieni".

-Quale impatto ha avuto sulla tua carriera di autore il sostegno che hai ricevuto dal mondo teatrale?
"Sicuramente il supporto finanziario aiuta, ma in realtà il sostegno maggiore è il fatto che si “soffra” insieme. Il Direttore Artistico di High Tide mi ha appoggiato moltissimo fin dall’inizio della mia esperienza con la compagnia, a tal punto che ora faccio parte del loro comitato di esperti. Credo che il supporto artistico generi in chi lo riceve il desiderio di sostenere a propria volta chi è agli inizi. L’aiuto che mi è stato offerto mi ha reso molto caparbio nel voler aiutare il maggior numero possibile di persone a fare lo stesso. [...] Noto che molti scrittori in erba si danno per vinti perché perdono un po’ la fiducia in sé e manca loro quel supporto per arrivare alla fase successiva della loro carriera. Sebbene non consideri il sostegno artistico come l’unico elemento a cui affidarsi, è anche vero che questa è una disciplina spesso cosí ardua dal punto di vista emotivo che il solo sentirsi dire 'sei bravo, continua.' a volte è la cosa più importante."

- Dove saresti adesso se non avessi mai incontrato queste persone?
"Prima lavoravo nel campo cinematografico e mi occupavo degli aspetti tecnici [...] Non avevo un background teatrale allora, quindi credo che sarei rimasto in quel settore. C’erano molti autori al mio corso universitario alla Central che non erano bravi all’inizio, e nemmeno alla fine, ma ora sono diventati eccellenti perché credo abbiano trovato quello stesso sostegno e incoraggiamento sul loro percorso“.

-Tu scrivi per il teatro, la TV, la radio e il cinema. Hai una preferenza?
"La saggistica. Prima scrivevo molto sul mio blog e ora che non lo faccio più con tanta frequenza, mi rendo conto del valore del pensiero critico. Ogni mio lavoro teatrale è venuto fuori da un saggio che avevo scritto. Il bello di questa forma è che bisogna veramente concentrarsi per elaborare le proprie idee. Al momento adoro scrivere per teatro. Certo la televisione ha un ampio raggio [...] Non avrei mai scritto ‘Murdered by my Father’ come spettacolo teatrale, perché la BBC raggiunge un pubblico giovane che magari ha un’esperienza diretta o indiretta della questione trattata, quindi la TV era esattamente il mezzo giusto per questa storia. Ma molti autori teatrali alle prime armi si cimentano in testi dallo stile molto televisivo proprio perché la TV è un mezzo largamente disponibile. Lo stare molto più a contatto col teatro invece mi ha spinto a domandarmi ‘Come faccio a rendere questo testo quanto piú possibile adatto alla scena? Quali sono le mie intenzioni artistiche? Ma anche come posso divertirmi in senso teatrale con questo pezzo?’ Il teatro mi piace molto più di quanto avrei mai pensato. Quando ero alla Central pensavo che avrei finito con lo scrivere per il cinema... ma poi ho avuto molte conversazioni sul significato del teatro. Quindi penso che il grado di coinvolgimento che il teatro offre e quello che il teatro rappresenta ne facciano uno spazio molto più attivo. E penso che oggi si trovi in un periodo veramente fiorente. Ho visto quattro spettacoli uno meglio dell’altro recentemente, che è una cosa rara. Quindi è proprio questo lo spazio in cui raccontare storie in questo momento e renderle il più teatrali possibile ".

- Hai detto che ci tieni ad offrire supporto ai nuovi autori. È un qualcosa che riesci a fare regolarmente?
"Cerco di farlo in modi diversi. Sostengo Arts Emergency, un’associazione benefica che crea una rete per giovani che non hanno l’opportunità di frequentare il campo artistico. Mi sembra un’idea importante. [...] Il teatro in fondo è anche uno strumento per la comunità. Quello che preferivo quando frequentavo l’ambiente da giovane autore era la possibilità di condividere la stessa esperienza con gli altri. Sto anche cercando di creare dei piccoli fondi, una sorta di piattaforma di microfinanziamenti artistici per chi ne avesse bisogno".

Mentre continuiamo a sorseggiare caffè (inglese) al Mercato Metropolitano ad Elephant&Castle, Vinay sottolinea anche l'importanza di distaccarsi dalla ‘comunità teatrale’ per assicurarsi di non avere una prospettiva univoca. "Si finisce per diventare troppo coinvolti perché oltre al tuo lavoro diventa anche la tua vita sociale, quindi vale la pena ricordare chi siamo indipendentemente dal teatro [...] La cosa più problematica del teatro come sistema è che è considerato un posto in cui porsi delle domande, però spesso sembra che tutti abbiano le stesse risposte in quest’ambiente. Come si può veramente migliorarne la qualità? [...] È opinione diffusa anche che l’Arte sia molto veritiera. Io credo che vi si incontrino verità belle e brutte. Le verità brutte sono un po’ come ... hai visto Harrogate di Al Smith al Royal Court? Un uomo, man mano che invecchia, trova sua moglie sempre meno attraente. È una di quelle cose che, se vuoi che il teatro sia veritiero, sicuramente succede, ma non è una verità molto glamour quella tratta dei segreti che la gente non è disposta a rivelare. Vorresti dirti che non sei come quella persona. Vorresti essere diverso da quel personaggio, ma in realtà non lo sei. Queste sono verità difficili". Da forte sostenistrice delle verità difficili suggerisco che sia ottimo che il teatro possa permettersi di provocare in tal modo lo spettatore. Vinay però mi fa riflettere. “Voglio scrivere di speranza! Abbiamo troppo spesso l'abitudine di raccontarci quanto sia terribile tutto quello che ci circonda. L’Arte dovrebbe anche essere il luogo in cui trovare la forza di andare avanti. Quindi se non guardiamo anche a tutta la strada fatta e agli obiettivi raggiunti, finiamo con l’arrenderci. Interrogarsi sul valore della speranza è un compito estremamente importante ".

I prossimi lavori di Vinay saranno un testo all’interno di una rassegna della compagnia Paines Plough, un podcast per l’associazione di autori teatrali The Miniaturists e una commissione per la prossima stagione al Bush Theatre. L’ultima sorpresa dell’intervista è stata scoprire che, tempo fa, Vinay ha partecipato ad una residenza artistica in Umbria all’interno di un festival per il Teatro della Concordia a Montecastello di Vibio in Provincia di Perugia. Magari è un segno di future collaborazioni col nostro Paese!   
Considero quest’intervista un vero privilegio. Non ci posso credere che Vinay non mi abbia lasciato nemmeno offrire il caffè!

www.vinaypatel.co.uk
@VinayPatel
Domenica 25 giugno, Londra.

1 True Brits (http://www.vinaypatel.co.uk/store/p4/TRUE_BRITS_PLAYTEXT_%28INTERNATIONAL%29.html) – Rahul è un giovane britannico diciottenne la cui famiglia, di origini asiatiche, vive a Londra da tre generazioni. Rahul va a scuola, ha senso civico, si innamora, ma all’indomani degli attentati del luglio 2005, la sua vita cambia in modi che non può controllare. Quella società di cui Rahul si sente parte integrante ora sospetta di lui semplicemente per la sua apparenza. Un monologo onesto sull’identità e sul senso di appartenenza.

2 Murdered by my Father (http://www.imdb.com/title/tt5518906/) – Un padre, attanagliato dal senso di dovere della sua tradizione famigliare e dal peso di crescere da solo la sua famiglia, si trova a fare I conti con una figlia che si rubella alla tradizione. Quando la sua piccola comunita lo umilia per il suo fallimento nell’essere obbedito da sua figlia e nell assicurare un matrimonio pianificato, arriva ad un gesto estremo e terribile. La BBC lo definisce “Un dramma difficile con un finale devastante, una storia di potere e dei limiti dell'amore quando "onore" significa tutto.”

Links:

Tamasha: http://www.tamasha.org.uk/
Bush theatre: https://www.bushtheatre.co.uk/
High tide: https://www.hightide.org.uk/
Park theatre: https://www.parktheatre.co.uk/
Brockley Jack: http://www.brockleyjack.co.uk/
Theatre 503: https://theatre503.com/
Paines plough: https://www.painesplough.com/play/come-where-im-installation
Miniaturists: https://www.kickstarter.com/projects/577999433/the-miniaturists-podcast



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