L'ora di ricevimento

La scuola è da sempre il polo di attrazione di riflessioni sull’umano e sulla società. Al Franco Parenti di Milano fino al 29 ottobre (via Pier Lombardo, 14), Stefano Massini immagina una banlieu parigina e un prof di Lettere alle prese con una cinica rassegnazione verso il mondo multiculturale e talvolta sottosopra che lo circonda. L’ora di ricevimento dei genitori è il binocolo con cui si osserva la realtà, un momento in cui il prof Ardeche (un ispiratissimo Fabrizio Bentivoglio) incontra famiglie sgangherate, idiosincrasie e paradossi della moderna società. Un mondo in cui il professore non è l’autorità indiscussa a meno che non colga ragioni per rendersi autorevole agli occhi altrui; un mondo in cui il prosaico e il pragmatico paiono cannibalizzare le idealità di una professione e di una relazione – quella educativa – che tanto immaginario ci ha consegnato come archetipica e radice della realizzazione personale. Quello spazio temporale diventa la metafora del mondo reale dove ognuno recita il

proprio ruolo fino in fondo. Il dialogo col collega supplente, impacciato e incastrato nelle idealità, diventa il canale di trasformazione di Ardeche, che supera il suo distaccato cinismo recuperando lo sguardo e il volto di uno studente del passato, che non si è sentito guardato né ascoltato.
Esilaranti alcuni passaggi, come la classificazione degli studenti e la geniale ritrattistica dei caratteri umani.
La regia di Michele Placido non rinuncia ad una ambientazione spaziale per suggerire il trascorrere dell’anno scolastico, ma resta una scena scarna incentrata sulla parola, come ormai pare essere irrinunciabile nel teatro contemporaneo.
La morale della favola? In parte scontata – la necessità di una scuola consapevole – in parte assai meno ovvia. Quel prof è l’uomo di oggi, alle prese con il mondo che cambia e si fa multietnico con tutti i paradossi del caso. Dall’essere cinici all’essere buoni, passando per il buonismo e i paradossi. Dal cuore sigillato all’ascolto di chi non ha avuto voce e la richiede attraverso il canale dei sogni a occhi aperti.  Uno spettacolo ricco di spunti e carico di significati.

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