Osservatorio Màntica

Un canto polifonico lituano detto sutartinės, che significa concordanza, ispira la decima edizione di Osservatorio Màntica, ideato da Chiara Guidi

e realizzato da Societas, dal 22 al 26 novembre al Teatro Comandini di Cesena: cinque giornate di teatro, danza, musica, cinema, ricerca sonora e filosofia

Più vicino a un osservatorio che a un festival, MÀNTICA è un’esperienza che attraversa diverse aree dell’arte scenica e della conoscenza. Snodandosi intorno a un sottile filo compositivo che, in forma di “domanda”, diventa oggetto di dialogo, Màntica 2017 si ispira al canto polivocalico lituano sutartinės (dichiarato dall’Unesco “Patrimonio Immateriale dell’Umanità”), che significa concordanza: “Sento che c’è una problematicità nella parola ‘concordanza’ che, rimanda più alla forzata unione di elementi ostili che alla pacificazione” afferma Chiara Guidi che ne è ideatrice.

Tra gli appuntamenti teatrali di Osservatorio Màntica 2017 spicca il ritorno in scena di Claudia Castellucci e Chiara Guidi in un’oratoria che riprende l’antica performance Uovo di bocca, ma si completa con nuovi testi della stessa Castellucci. S’intitola Il regno profondo. Perché sei qui? ed è in programma il 25 novembre alle 21.00: un dialogo tra due “luogotenenti” arroccate su un podio che entrano all’improvviso nel turbine del dubbio radicale con esiti di comicità stridente.
Per la danza andrà in scena Deriva traversa, la nuova performance di Dewey Dell, nucleo artistico impegnato nella ricerca di un linguaggio del corpo che sia capace di decifrare l’invisibile. Creata insieme col duo musicale neozelandese A Dead Forest Index, la performance verrà presentata in doppia replica alle 21.00 e alle 22.30 del 24 novembre (in scena al Teatro Comandini, all’interno del progetto del Teatro Bonci “Disgelo dei nomi”).

Ci sono inoltre il nuovo ballo della Scuola di movimento ritmico Mòra, diretta da Claudia Castellucci, dal titolo Fisica dell’aspra comunione, ispirato a Catalogue d’oiseau di Messiaen (23 novembre ore 21.00); e un inedito incontro con Romeo Castellucci che propone un focus sul suo percorso nella regia dell’opera lirica, con la proiezione del film su Orphée et Eurydice di Gluck (90’), allestimento andato in scena nel 2014 a Le Monnaie di Bruxelles (22 novembre alle 20.00) dove il mito di Orfeo diventa l’occasione per condurre una riflessione sullo stato abissale del coma.
A queste presentazioni si aggiunge quella del film della giovane artista estone Ingel Vaikla, Roosenberg (30’), girato in un convento tra i silenzi e i vuoti delle architetture, e l’eloquenza della vita religiosa. A presentare l’opera, insieme con l’autrice, il curatore e critico d'arte Simone Menegoi (26 novembre alle 18.30).

Tra le altre presenze in programma: i musicisti anglo-neozelandesi Bashan e Adam Sherry, minimalismi tra chitarra e voce (25 novembre alle 22.00); la giapponese Tomoko Sauvage con il solo Waterbowls, sonorità dell’acqua (24 novembre alle 21.30); e i giovanissimi cesenati StriAgo, concentrati, in Dodici corde, sulle vibrazioni di tensione e rilasciamento delle loro chitarre (23 novembre alle 22.00).
E poi dialoghi con il filologo Corrado Bologna sul concetto di armonia nella creazione del mondo (24 novembre alle 18.30); col geografo Franco Farinelli sui modelli cartografici come modelli di mondo (23 novembre alle 18.30); e la docente di filosofia teoretica Elettra Stimilli sul rapporto tra debito e colpa (25 novembre alle 18.30).
In conclusione, il 26 novembre alle 21.00, Kadu buva, il concerto del coro lituano di canto sutartinės Kadujo, di Kaunas.

Un laboratorio tripartito, dal titolo LÈGGERE attraverserà lo sviluppo dell’intero programma, articolandosi in momenti di lavoro vocale legato ai testi di Edipo re di Sofocle con Chiara Guidi, di canto polifonico con il coro lituano Kadujo e in esperimenti di acustica dello spazio con l’architetto del suono Carlo Carbone, il cui percorso toccherà diversi luoghi della città di Cesena, dalla Chiesa di Sant’Agostino alla Cripta di Santa Cristina, dal Teatro Bonci allo stesso Teatro Comandini, in cui si svolge anche l’intero programma di Màntica. L’insieme dei laboratori – composto da percorsi che possono essere seguiti in modo disgiunto o integrato – è rivolto ad attori e a tutti coloro che sono interessati a sperimentare voce recitante e cantata; e a fonici e a tutti coloro che si interrogano sul suono.

A fare da anteprima, il 18 e 19 novembre, le due giornate di Essere primitivo. Idee e spettacoli di una compagnia di ragazzi, un programma di piccoli lavori proposti dagli adolescenti e giovanissimi che sono stati avviati al teatro attraverso le esperienze sceniche condotte in questi anni da Chiara Guidi.
Màntica infine segnala l’uscita del libro La voce in una foresta di immagini invisibili, per i tipi di Nottetempo, in cui Chiara Guidi racconta per la prima volta la sua ricerca sulla voce.

MÀNTICA 2017 è preceduto da Essere primitivo. Idee e spettacoli di una compagnia di ragazzi, che si svolgerà al Teatro Comandini il 18 e 19 novembre, frutto dell’attività che Chiara Guidi svolge da sei anni con gli adolescenti delle Scuole superiori di Cesena e dell’Università di Bologna.

Realizzato da Societas con il sostegno del Comune di Cesena/Assessorato alla Cultura e Promozione, della Regione Emilia Romagna, del MiBACT e dell’Istituto di Cultura Lituano. In collaborazione con Coop Alleanza 3.0, Teatro Bonci/Emilia Romagna Teatro Fondazione, MU.

Programma completo su societas.es

ESSERE PRIMITIVO
Preludio a Osservatorio Màntica

Fioritura artistica generata dai laboratori di Chiara Guidi con gli studenti delle Scuole Superiori di Cesena e dell’Università di Bologna, Essere primitivo si compone di lavori che i ragazzi hanno ideato in autonomia e realizzato negli spazi del Teatro Comandini con il supporto tecnico della Societas. A completare il programma – composto da concerti, installazioni, performance, letture, spettacoli – viene ripresentato Edipo sveglia il tempo, il lavoro creato nel maggio scorso da Chiara Guidi con una compagnia di ragazzi.

sabato 18 e domenica 19 novembre dalle 17.30

LÈGGERE
Laboratori sulla voce, sul canto e sull’acustica dello spazio
con Chiara Guidi, il coro Kadujo e Carlo Carbone

Un percorso composto da tre esperienze al contempo distinte e unificate: leggere vocalmente, cantare in polifonia, ascoltare lo spazio. Con Chiara Guidi si lavorerà a una partitura per la voce sull’Edipo re di Sofocle, tracciando una sorta di cartografia in grado di fissare i confini del dire. Con il coro lituano Kadujo si sperimenterà il canto polivocalico sutartinės. Con l’architetto del suono Carlo Carbone si camminerà nel cuore della città di Cesena, entrando in alcuni luoghi – la Chiesa di Sant’Agostino, la cripta della Chiesa di Santa Cristina, il Teatro Bonci e il Teatro Comandini – per leggere la dimensione fisica della voce nello spazio in cui prende forma.

da mercoledì 22 a domenica 26 novembre dalle 10.00 alle 17.30

ORPHÉE ET EURYDICE
visione del film e dialogo con Romeo Castellucci

L’urgenza visuale che percorre il teatro di Romeo Castellucci trova nella complessità della produzione operistica un suo proprio campo espressivo. Osservatorio Màntica presenta la proiezione integrale del film di Orphée et Eurydice (La Monnaie - De Munt, 2014, 90’) – allestimento irripetibile dell’opera di Gluck realizzato a Bruxelles – dove il mito di Orfeo diventa l’occasione per condurre una riflessione sullo stato abissale del coma. Un atto in cui la mitologia e la musica sondano i meandri dell’esistenza, riconoscendo all’arte “il dovere di pensare la condizione umana, anche la più estrema” (R. C.).

mercoledì 22 novembre ore 20.00

LO SPAZIO, LA RETE, IL PAESAGGIO: IL MONDO E I SUOI MODELLI
dialogo con Franco Farinelli, geografo

Il grande progetto della modernità si è fondato sulla riduzione della faccia della Terra a un’unica, gigantesca mappa, fino all’avvento della Rete, che ha messo in crisi l’armatura spaziale del mondo dando il via alla globalizzazione. Oggi non possiamo più fare a meno di considerare la Terra per come l’abbiamo sempre saputa essere: una sfera, un globo appunto. Perciò abbiamo estremo bisogno di nuovi (cioè archetipici) modelli per tentare di comprendere il funzionamento del mondo.

giovedì 23 novembre ore 18.30

FISICA DELL’ASPRA COMUNIONE
ballo della Scuola di movimento ritmico Mòra, basata a Cesena
sopra Le Catalogue d’Oiseaux di Olivier Messiaen

Il ballo percorre uno schema di movimenti dedotti dalla composizione per pianoforte di Messiaen. Nel canto degli uccelli, ripetitivo e poli-ritmico, v’è una certa povertà di immaginazione, si può dire, ma, per contro, una ricca consistenza di accadimenti sempre attuali. Si ha l’impressione che ogni parte del canto degli uccelli abbia un valore identico, in termini di importanza, da cui deriva un senso di continuità assoluta, che nessun intervallo, né pausa, possono interrompere, e che questo ballo prende a programma.

giovedì 23 novembre ore 21.00

DODICI CORDE
concerto di StriAgo

Il giovane duo di chitarra classica formato da Mario Strinati e Pietro Agosti presenta un programma ispirato al tema della concordanza. La musica congiunge perché porta a con-suonare tutto ciò che è in grado di vibrare. La vibrazione, prodotta dalla relazione fra tensione e rilasciamento, genera il suono che, come una freccia scagliata da un arco, si espande nello spazio.

giovedì 23 novembre ore 22.00

CONCORDANZA DI VOCI
dialogo con Corrado Bologna, filologo

Leo Spitzer, nel magnifico libro sull’Armonia del mondo, ha ripercorso la storia semantica dei termini che definiscono il sinfonico accordo delle voci, degli strumenti musicali, delle idee, delle parole, nella creazione: quella divina, secondo la secolare tradizione teologica, e quella umana, che vi si conforma. Però ha anche messo in luce la solidarietà di questa armonia estetica con quella etica e politica. La ricerca di armonia al proprio interno, e poi fra le coscienze e le volontà degli individui, genera accordo, cioè consonanza, concordia. Così la profonda comparazione fra la concordanza di voci nell’interiorità dell’individuo e quella che costituisce una collettività consente che la metafora della concordia divenga fondamento della società e dello Stato.

venerdì 24 novembre ore 18.30

DERIVA TRAVERSA
performance di Dewey Dell e A Dead Forest Index

La solitudine permette al pastore un’immersione interiore totale e un lieve allontanamento dal visibile. Quando i pastori cantano, per intonarsi imitano il vento o il verso dei loro animali, e, attraverso quella poesia cantata, trasmettono una storia passata. Tale risalita lungo il tempo, però, non abbandona il presente, si distacca solo dal mondo visibile. La storia che essi cantano si potrebbe intendere come un tentativo di decifrazione dell’invisibile, che avviene attraverso una discesa nel sé, una geografia del soprannaturale.

venerdì 24 novembre ore 21.00 e 22.30 (doppia replica) Teatro Comandini
all’interno della Stagione del Teatro Bonci / Progetto Disgelo dei nomi

SOLO - WATERBOWLS
concerto di Tomoko Sauvage
a cura di MU

Ciotole in porcellana di diverse dimensioni, piene d'acqua e amplificate tramite idrofoni (microfoni subacquei), le waterbowls di Tomoko Sauvage sono una sorta di sintetizzatore naturale che genera un timbro fluido usando onde, gocce e bolle. Da più di dieci anni, l’artista giapponese studia le proprietà sonore e visive dell'acqua in relazione alla materia e allo spazio, e in connessione con l'elettronica, cercando un fragile equilibrio tra casualità e disciplina, caos e ordine.

venerdì 24 novembre ore 21.30

DEBITO E COLPA
dialogo con Elettra Stimilli, docente di filosofia teoretica

C’è un nesso tra il “debito” e la “colpa”? Mettendo a nudo i nodi teorici contenuti nella parola tedesca “Schuld”, che al singolare vuol dire “debito” e al plurale (Schulden) significa “colpa”, Elettra Stimilli svolgerà una riflessione alla luce dei problemi emersi con la crisi economica, quando con le politiche di austerity il debito è diventato un problema all’ordine del giorno, che ci investe sia sul piano economico, individuale e collettivo, che su quello esistenziale.

sabato 25 novembre ore 18.30

IL REGNO PROFONDO. PERCHÉ SEI QUI?
lettura drammatica di e con Claudia Castellucci e Chiara Guidi

Perché sei qui? – è la prima di molte domande che due “luogotenenti” arroccate su un podio, si scambiano. Sono domande elementari, di discorsi ancora più poveri, che entrano all’improvviso nel turbine di un dubbio radicale. La logica stringente – cui le due figure si sottopongono – è captata da un’ironia che pretende onestà. Il carattere scettico e vedovile del dialogo rifluisce in un mare comico che lascia perplessi.

sabato 25 novembre ore 21.00

BASHAN W/ ADAM SHERRY
concerto

Bashan è il progetto individuale della chitarrista dei Savages, Gemma Thomson: campi sonori in cui convivono strati scintillanti e risonanze profonde. Adam Sherry è la voce degli A Dead Forest Index, che da solista dà vita a composizioni minimali, concentrate sulla voce, sui cicli armonici e sul drone.

sabato 25 novembre ore 22.00

ROOSENBERG
film di Ingel Vaikla (2017, 30') presentato dall’autrice in dialogo con Simone Menegoi, critico e curatore di arte visiva

Roosenberg è un luogo, uno spazio, un edificio, un film. Roosenberg è Amanda, Godelieve, Rosa e Trees. È una lettera che racconta di un incontro con quattro monache anziane in un affascinante monastero in Belgio. La vita quotidiana di quattro sorelle, la loro pratica religiosa e la definitiva partenza dall'edificio raccontano la storia dell'architettura modernista. È un ricordo, è la storia di uno spazio all'inizio della fine.

domenica 26 novembre ore 18.30

KADU BUVA
concerto del coro lituano di canto sutartinės Kadujo

Canto polivocalico della Lituania del Nord Est, il sutartinės (che significa concordanza) è riconosciuto come patrimonio immateriale dell'UNESCO. Il coro Kadujo, di Kaunas, introduce nei propri concerti anche strumenti del repertorio tradizionale – kanklės (cetra lituana), skudučiai (flauto di Pan), birbynė (cornamusa) –  e movimenti legati al canto.

domenica 26 novembre ore 21.00

LA VOCE IN UNA FORESTA DI IMMAGINI INVISIBILI
di Chiara Guidi (Nottetempo, 2017)

Esce, in occasione di Osservatorio Màntica, il libro in cui Chiara Guidi racconta per la prima volta la sua ricerca sulla voce. Un percorso che ibrida il saggio, l'opera d'arte e la biografia, tracciando il metodo di lavoro anche attraverso diagrammi, schemi, curve. "In quella foresta di immagini invisibili, la mia voce doveva diventare corpo, con tutti i tracolli, gli sfondamenti, le parabole e gli innalzamenti che plasticamente formano un corpo".

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