La lotta al terrore

Come per ogni evento della vita, anche sul terrorismo e sulla paura del terrorismo che impregna e impegna ormai da alcuni anni le società occidentali, si può costruire una commedia di buon spessore come dimostra questa breve drammaturgia. Perché mettere in commedia non è prendere sottogamba, ovvero minimizzare eventi tragici, vuol dire al contrario mostrare con un occhio forse più limpido di altri, più dell'inchiesta e anche più dell'analisi sociologica, le deformazioni che la paura produce non solo nell'animo umano ma anche e soprattutto nei suoi comportamenti e nell'espressione delle sue relazioni. Sorridere e anche ridere oltre l'ironia è un po' scoprire e verificare una comunanza e una sovrapposizione che traslano spesso nella solidarietà che spezza luoghi comuni e maschere sociali

talora annichilenti. In una località qualunque un terrorista islamico, che si scoprirà poi un giovane concittadino di seconda generazione, prende ostaggi in un supermercato e minaccia di farsi saltare in aria con una cintura esplosiva.
Ma non è questo l'oggetto della narrazione scenica, ed in questo sta la sua singolarità, la narrazione riguarda la eco che questo evento produce su tre anonimi amministratori (il vice-sindaco, la segretaria comunale ed un assessore) riuniti per caso e chiamati ad esprimere una reazione coerente all'evento e al loro ruolo.
Si innesca al contrario una commedia degli equivoci che, nel segno della fuga e della disperata ricerca del sindaco in beata vacanza, mostra un crescendo di paura e di inadeguatezza che si trascina tra paradossi e gag comiche fino all'epilogo tragico.
La drammaturgia riesce così a cogliere non solo l'incoerenza delle reazioni personali dei tre protagonisti, che recuperano quasi inconsciamente tutto l'armamentario razzista di cui è ormai condita ogni discussione su migrazioni e terrorismo, ma anche l'inadeguatezza di tutta una classe dirigente nazionale capace solo di ambire ad un presenzialismo senza alcuno spirito di servizio.
Lo spettacolo scorre così con dinamismo e fluidità, salvo cadute di ritmo per un forse eccessivo uso di pause e sospensioni, e mostra una capacità di analisi non scontata.
Tra l'altro, a dimostrazione di come la drammaturgia contemporanea riesca ad intercettare talvolta anche suo malgrado temi e problemi essenziali della nostra esistenza quotidiana, proprio in questi giorni in Francia, vicino a Carcassonne un terrorista islamico si è barricato in un supermercato provocando la morte di quattro persone..
È un lavoro ideato da Lucia Franchi e Luca Ricci. Alla prima si devono anche i costumi mentre il secondo ha curato la regia. In scena i bravi Simone Faloppa, Gabriele Paolocà e Gioia Salvatori con le voci off di Massimo Boncompagni, Andrea Merendelli e Irene Splendorini.
La produzione è di CapoTrave/Kilowatt/INFINITO con vari sostegni e contributi. Alla sala Campana del teatro della Tosse di Genova, terzo e ultimo contributo alla rassegna “Focus sul terrore”, dal 22 al 24 marzo.

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