Desdemona non deve morire

Torna al teatro della Corte, ospite dello Stabile di Genova, la Compagnia degli Scatenati nome quasi inevitabile per una meritoria iniziativa del Carcere (pardon Casa Circondariale) di Genova Marassi, che per i l terzo anno consecutivo tenta di elaborare in drammaturgia il rapporto della Società con la violenza a partire da quel particolare sguardo di chi la violenza ha esercitato ed ora, con la reclusione, quella violenza sconta e subisce. Questa volta, come il titolo suggerisce, è la violenza di genere ad essere indagata, una violenza purtroppo giornalmente agli oneri della cronaca non solo nera, in una rivisitazione che fa della gelosia indagata nell'Otello di Shakespeare la chiave da cui dedurre la crisi di un ruolo maschile incapace di liberarsi dall'ossessione del possesso che alla fine

cancella l'altro, rendendolo un oggetto su cui è possibile esercitare, quasi rivendicandola, la sopraffazione del carnefice. La riscrittura di Fabrizio Gambineri e Sandro Baldacci dell'Otello mantiene la struttura narrativa enfatizzando però l'atmosfera bellica quasi che in essa potesse meglio emergere quella che generalmente si chiama guerra dei sessi ma appare in realtà una sorta di militarizzazione sociale che irrigidisce i ruoli e rafforza una struttura di potere maschile sempre più insostenibile. In questo contesto con fatica ma finalmente lo sguardo della donna e del femminile in genere può prorompere e mettere il maschio di fronte a sé stesso e alla sua tragica e violenta nudità, rivelando come la liberazione dell'uno non può che passare dalla liberazione dell'altra, superando quella diseguaglianza sociale e quella sopraffazione che l'uomo si illude di esercitare in realtà subendola anch'esso quotidianamente. Dunque, ascoltando finalmente il richiamo della moglie di Jago, “Desdemona non deve morire” e come lei nessuna donna deve più morire così che la società possa, superando la violenza domestica, cominciare a superare la violenza “tout court”.
Un bello spettacolo che è stato, anche oltre l'occasione “istituzionale” con quanto questo comporta, un momento di approfondimento e consapevolezza per i detenuti attori e anche per tutti noi in platea. In riconoscimento di ciò, tra l'altro, il Presidente della Repubblica ha conferito una medaglia d'oro al merito alla Associazione Culturale Teatro Necessario Onlus che con la Compagnia Scatenati ha prodotto la drammaturgia. La regia è di Sandro Baldacci, le musiche  di Bruno Coli. Dal 10 al 15 aprile in un teatro della Corte strapieno  che ha sottolineato lo spettacolo con un lungo applauso.

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