Tramedautore 2018

Festival Tramedautore, una vetrina sulla drammaturgia contemporanea, ideata e organizzata da Outis – Centro Nazionale di Drammaturgia Contemporanea (quest’anno con la direzione artistica di Michele Panella) da anni in programma al Teatro Grassi e al Chiostro Nina Vinchi dal 14 al 23 settembre 2018. In scena nove spettacoli scelti tra le esperienze artistiche più vivaci del panorama teatrale emergente in Italia, realizzati da giovani artisti: MARI (14 settembre), ST(r)AGE (15 settembre), Human Animal (16 settembre), Sister(s). Miraggio Su Strada Qualunque (17 settembre), Hotel Palestine (18 settembre) Walk. Viaggio In Un’oscurità Cosciente (19 settembre), Aplod (20 settembre), Più Carati e Il Nullafacente (21 settembre), All In (23 settembre). Oltre agli spettacoli al Teatro Grassi, il Chiostro Nina Vinchi ospita alcuni appuntamenti a ingresso libero: incontri, concerti, letture e uno spettacolo itinerante. A collegare le dieci giornate del festival, una lettura a puntate, affidata

a Carla Chiarelli, del romanzo di Giuseppe Catozzella: “E tu splendi” (ed. Feltrinelli) sul tema dell’immigrazione. Quest’anno in modo ironico e surreale si indaga sulla realtà contemporanea, sul dramma dei migranti, sulle dinamiche relazionali all’interno delle famiglie e nei contesti sociali più ampi.

PIU’ CARATI è una storia vera scritta dalla compagnia Gli Omini con la drammatizzazione Armando Pirozzi. Una storia vera per raccontare in breve il mondo delle bustarelle ...In un giorno qualsiasi di un novembre passato, Gli Omini trovano per strada una busta piena di soldi e un anello e la presero. Questo semplice gesto scatena l’inferno. Più Carati tenta di portare un po’ di ordine, fallendo, dentro tre giorni di deliri, fantasie, sbornie, desideri, paranoie, dubbi etico-morali che mettono in crisi tutto. Soprattutto i cervelli che s’incrinano, insieme all’amicizia, ai ricordi, alle percezioni, ai carati. Gli Omini, compagnia teatrale nata nel 2006 per avvicinare il pubblico al teatro, nel 2014 ricevono il Premio Enriquez come “Compagnia d’innovazione” per la ricerca e l’impegno civile. La compagnia lavora al Progetto T (2014 – 2017), progetto triennale prodotto dall’Associazione Teatrale Pistoiese, che punta al rilancio della Ferrovia Porrettana. Nel 2015 vince il premio Rete Critica come miglior compagnia dell’anno. La drammaturgia è interessante, lo stile polivocale tra un umorismo cinico di tradizione toscana presenta aperture verso la ricerca teatrale. Assente ogni scenografia nella presentazione al Piccolo, tutto passa tra i suoni e i gesti dei tre attori, aspetto interessante ma ci si aspetta qualcosa di più da Gli Omini che hanno alle spalle una storia molto ricca nel teatro sociale e di ricerca. Scopriamo che dietro la busta c’è la storia politica degli anni Ottanta/Novanta, ma il tema rimane appena accennato. Si rimane concentrati sul senso di smarrimento dei tre protagonisti alle prese con tanti soldi e un anello prezioso. Gli interpreti Francesco Rotelli, Francesca Sarteanesi, Luca Zacchini catturano l’attenzione dello spettatore; il più in forma risulta Luca Zacchini, recitazione attenta e la voce ben impostata Senza nulla togliere a Francesco Rotelli e Francesca Sarteanesi ma in alcuni momenti i loro toni risultavano calanti, a teatro la voce è parte fondamentale. Ci sono molte aperture in questo lavoro e possibilità di sviluppi su cui si potrà lavorare in seguito.

IL NULLAFACENTE
Poco dopo alle alle 21,30 va in scena IL NULLAFACENTE di Michele Santeramo Spettacolo rimandato per cause di forza maggiore, si legge nel sito dell’OUTIS, avrebbe dovuto andare in scena nei primi giorni del festival. Un uomo e il senso del nulla. Di fronte alla malattia della moglie un uomo decide di non fare nulla, di rimanere immobile, di aspettare l’arrivo di cosa? Del nulla. IL NULLAFACENTE (regia e spazio scenico Roberto Bacci | con Vittorio Continelli, Silvia Pasello, Francesco Puleo, Michele Santeramo, Tazio Torrini,)
In un mondo frenetico come il nostro in cui il fare, l’efficienza, la programmazione, sono le parole d’ordine, c’è uno che non fa niente, assolutamente niente. E non è facile. Ci vuole metodo, applicazione, pazienza, determinazione. Sua moglie ha il cancro, ogni cura è inutile. E insieme decidono di “fare nulla”, al massimo mangiare carote. Sarebbero felici se il coro sociale li lasciasse liberi nella loro scelta, se solo li lasciassero in pace. Intorno a loro il Fratello, il Medico, il Proprietario, cercano di svegliarli dal sonno in cui sono caduti. A cosa serve il tempo? A riflettere sulla nostra esistenza e sul senso del tempo, come lo impegniamo, come ci interroghiamo. Spettacolo semplice e al tempo stesso complesso come suggerisce la regia di Bacci (regista, direttore artistico del CSRT della Fondazione Teatro della Toscana) che riesce a trarre dalla parola scenica di Santeramo, flussi poetici ed evocativi, una concretezza rara. Le regie di Bacci hanno sempre messaggi ricchi rispetto ai testi è un regista prezioso in questo. Sa “tradire” la parola scenica leggendo oltre la parola e regalando ulteriori messaggi. Chissà se Bacci ha pensato a un romanzo che ho letto diverse volte “Padri e figli” dello scrittore russo Ivan Sergeevič Turgenev, pubblicato per la prima volta nel 1862, romanzo in cui ci si interroga sul tema del nulla e del nichilismo: “Un nichilista è un uomo che non s’inchina a nessuna autorità, che non accetta sulla fiducia nessun principio, per quanto sia il rispetto di cui quel principio è circondato” Così in un certo senso si comporta anche il protagonista del lavoro di Santeramo/Bacci. Attende senza fare. Per chi voglia approfondire sul tema del non fare al di là di testi filosofici da Giordano Bruno, Oscar Wilde, Nietzsche...C’è piccolo libretto pubblicato da una casa editrice di Napoli nel 2012: “L'elogio del nullafacente”, nella collana Elogi di Tullio Pironti Editore, è il pamphlet d'esordio di Luigi Piazza. Chi è il nullafacente? Dove possiamo incontrarlo? Quanti tipi ne esistono? Un’ultima mia personale riflessione che esula dal testo ben rappresentato. È lecito “fare nulla” in questi tempi di muri?

Milano, Piccolo Teatro, Festival Tramedautore, 23 settembre 2018

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