Argot studio

CECI N’EST PAS UN THÉÂTRE
Stagione teatrale 2018/2019 – seconda parte
Direzione artistica: Francesco Frangipane e Tiziano Panici

Una linea fatta d’infiniti punti, infiniti nodi, infiniti attraversamenti.
Ogni punto una storia, ogni nodo un pugno di esistenze.

Con queste parole si apre lo spettacolo La Frontiera di Margine Operativo, progetto artistico che mi vede coinvolto in prima persona come interprete e come testimone e si apre anche questo secondo tempo della stagione Argot dedicato a ospitare progetti artistici indipendenti e contemporanei: una serie di storie che tracciano un percorso e si scambiano la memoria attraverso il loro sentire scenico e, ancora una volta, ci restituiscono un’immagine del mondo multiforme, mai uguale, in continuo mutamento.

Mai come in questo momento storico i confini del mondo sono labili e incerti perché incerto è l’animo dell’essere umano che sta mutando. E spesso questo genere di cambiamenti scatena una paura incontrollata che si esprime sollevando muri, edificando fortini, scavando fossati.
Il teatro rimane un luogo dove è ancora possibile raccogliere le testimonianze di chi ha deciso di affrontare un viaggio lungo e difficile e ha intenzione di rivelarlo agli altri. Le storie che costellano questa seconda parte della stagione sono quelle raccontate da artisti che hanno fatto del cambiamento la loro caratteristica essenziale. E l’Argot, come la città di Eufemia descritta da Calvino, deve rimanere un luogo in grado di accogliere viaggiatori che hanno la necessità di scambiarsi la memoria a ogni solstizio e a ogni equinozio.   

Tiziano Panici_direzione artistica

Dopo il successo della prima parte di stagione targata Argot Produzioni, che ha visto in scena ben sette spettacoli nati in casa, dal 31 Gennaio 2019 il Teatro Argot Studio è pronto a inaugurare la seconda parte, questa volta completamente dedicata alle ospitalità e come sempre, da trentacinque anni a questa parte, realizzata nel segno della contemporaneità, dando spazio a linguaggi rinnovati e mai scontati. Dal 31 Gennaio al 12 Maggio, quindi, l’officina culturale Argot sarà animata da un significativo gruppo di artisti, tutte sensibilità fortemente volute e pronte a mettersi in gioco.   

Ad aprire la stagione, dal 31 Gennaio al 3 Febbraio, tre performances e uno spettacolo in anteprima di Margine Operativo, progetto artistico che muovendosi da sempre in più campi d’azione ha stimolato negli anni l’interesse del pubblico e della critica, infatti, proprio a loro, il critico teatrale Andrea Pocosgnich ha dedicato il libro I teatri di Margine Operativo, che verrà presentato il 2 Febbraio all’Argot.

Si prosegue, dall’8 al 10 Febbraio, con uno spettacolo di Davide Carnevali che vede in scena Fabrizio Martorelli, Peppa Pig prende coscienza di essere un suino + Performance, un’amara riflessione sulla perdita del valore del gesto artistico nella nostra società.
Fresca del successo di Romaeuropa Festival 2018, Fabiana Iacozzilli sarà in scena nel mese di Febbraio, dal 12 al 17 e poi dal 22 al 24, con La classe - un docupuppets per marionette e uomini, intenta a indagare il rapporto tra l’ infanzia e il diventare adulti attraverso una riflessione sul senso profondo del ricordo. Dal 16 al 21, poi, un progetto speciale in collaborazione con l’Odin Teatret vedrà l’Argot animato da un ciclo di incontri/riflessioni e spettacoli sull’esperienza teatrale, immaginato da uno dei gruppi teatrali che più ha ispirato le ultime generazioni artistiche e che è stato motore, in Italia e nel mondo, di un pieno rinnovamento dei linguaggi scenici attivando una vera e proprio rivoluzione che ha messo al centro della creazione artistica l’uomo/attore/creatore.    

Quindi dal 27 Febbraio al 2 Marzo, due messe in scena della compagnia Menoventi, uno dei collettivi artistici più interessanti, attivo negli ultimi dieci anni nel panorama nazionale; dall’8 al 10 Kronoteatro, reduce dalla presentazione della propria teatrografia alla Biennale di Venezia 2018, con lo spettacolo Cannibali, un lavoro su due differenti abitudini e prospettive di praticare e percepire il potere. Si prosegue, sempre a Marzo, dal 12 al 17 con Itaca per sempre di TrentoSpettacoli, che ribalta e umanizza, come l’omonimo romanzo di Luigi Malerba da cui è tratto, il mito di Ulisse e Penelope.

Dal 26 al 31 Marzo The dead dogs, un testo di Jon Fosse, portato in scena dalla compagnia Dellavalle/Petris e prodotto dalla Corte Ospitale: un giovane uomo uccide il suo vicino di casa perché quest’ultimo ha ucciso il suo cane, una violenza cieca che esplode nel quotidiano e che finisce per sembrare così vicina a noi. Ad Aprile, dal 3 al 7, è in scena Stranieri un testo di Antonio Tarantino con la regia di Gianluca Merolli, che vede in scena un uomo barricato nella sua casa d’oro, pronto a difendersi da chiunque, persino dalla moglie e dal figlio, cittadini del regno dei morti. A concludere il mese, dal 12 al 14, L’ospite -una questione privata- di Oscar De Summa, regia di Ciro Massella, spettacolo intento a scoprire i limiti e i confini della giustizia e della libertà personale, quindi i comportamenti umani e il loro sconfinamento nell’inumano.

Dal 23 al 30 Aprile Argot sarà casa per la residenza del NEST, a lavoro su Non plus ultras, progetto d’indagine teatrale firmato da Adriano Pantaleo e Gianni Spezzano, che nasce dall'esigenza di comprendere i meccanismi di uno dei più grandi fenomeni di aggregazione sociale degli ultimi 50 anni: le tifoserie calcistiche, nello specifico il fenomeno Ultras. La restituzione della settimana di residenza avverrà il 2 Maggio così da aprire OVER – rassegna di teatro emergente, in scena fino al 12 Maggio e targata Argot Produzioni e Dominio Pubblico, un progetto quest’ultimo di audience development, nato tra le pareti di questa casa e di quelle del teatro dell’Orologio.

La rassegna è animata da giovani talenti della scena ancora inesplorati, nuove intelligenze su cui scommettere per dare rinnovata vitalità al sistema del teatro italiano: Matuta Teatro Duecento decibel, Compagnia Licia Lanera Mamma, Valerio Peroni e Alice Occhiali in scena con Lunghe notti, Collettivo Controcanto con Settanta volte sette, Alessandro Blasioli con Questa è casa mia, Anonima Sette Il Pianeta, Lucrezia Coletti Di mostri benedetti e Paolo Tommaso Tambasco con Due amiche.

Una chiusura di stagione perfettamente coerente con il lavoro e con la naturale inclinazione di Argot, ovvero luogo in cui formarsi, sperimentare e crescere, prima come persone poi come artisti.
Ad abitare e animare la seconda parte anche tante realtà da sempre affini ad Argot, declinate in forme diverse: laboratori, festival e premi. Non manca, infatti, il laboratorio di visione e scrittura critica Il falso specchio, tenuto da Teatro e Critica, il festival di teatro off Inventaria, le selezioni per il premio Hystrio e ancora il laboratorio di recitazione Zappattori, seguito da Lucrezia Coletti e il corso di tecnica Meisner guidato da Laura Nest.  Infine, la rinnovata e storica presenza nella piazza di San Cosimato con il progetto Il Banditore di Trastevere, creato e immaginato con la complicità di quattro giovani associazioni del territorio: Il Ventriloco, Picaro e Zalib – I ragazzi di via della Gatta e sostenuto e accompagnato dall’assessorato alla cultura del Municipio Roma I – Centro Storico.

SECONDA PARTE DI STAGIONE ARGOT: GENNAIO – MAGGIO 2019

Dal 31 Gennaio al 3 Febbraio 2019
MARGINE OPERATIVO:

31 Gennaio 2019
VITA D’ARTISTI
Conferenza/Performance sulla condizione dei lavoratori dello spettacolo

ideazione Alessandra Ferraro e Pako Graziani
drammaturgia e regia Pako Graziani
con Tiziano Panici
sound designer Dario Salvagnini
produzione Margine Operativo
coproduzione Attraversamenti Multipli
durata 15’

liberamente tratto da:
- Vita di artisti: ricerca nazionale sulle condizioni di vita e di lavoro dei professionisti dello spettacolo realizzata dalla Fondazione Di Vittorio con il contributo e il supporto della SLC-Cgil.
- Vita di artisti: la condizione dei lavoratori dello spettacolo, pubblicato il 18 Maggio 2017 da Mimma Gallina sulla webzine di cultura teatrale ATEATRO.
- Il primo F 35 italiano ha compiuto la trasvolata dell’Atlantico, pubblicato l’8 Febbraio 2016 su Il Sole 24 ore

BEAUTIFUL BORDERS

ideazione Pako Graziani e Alessandra Ferraro
regia Pako Graziani
coreografie Francesca Lombardo
performer Francesca Lombardo
sound designer Dario Salvagnini
voce  Tiziano Panici
produzione Margine Operativo
coproduzione Attraversamenti Multipli, Compagnia di San Paolo nell’ ambito di “ORA! Linguaggi contemporanei Produzioni innovative”
durata 20’

I confini intorno a noi sono convenzionali e geografici, astratti e reali, fisici e mentali. Le identità a loro volta sono individuali e collettive, costruite e fratturate dall’esperienza dell’attraversamento dei confini, drammatico campo di tensione, quest’ultimo, in cui spesso la ricerca di una vita migliore s’infrange sulla catastrofe della morte. Lo “sconfinamento” è un processo indefinitamente (ri)costituente, capace di porre in discussione gli ordini consolidati.

ODISSEA FURIOSA
ideazione Pako Graziani e Alessandra Ferraro
regia Pako Graziani
coreografie Francesca Lombardo
performer Francesca Lombardo
sound designer Dario Salvagnini
produzione Margine Operativo
coproduzione Attraversamenti Multipli
in collaborazione con Garage Zero
durata 15’
Prendendo le mosse dal poema omerico, un’avventura fatta di bellezza, di coraggio, ma anche d’inganni, di condizioni avverse e di guerre, si guarda a Ulisse come avido assaltatore di città, seminatore di guerre perfino fra gli innocui ciclopi che si cibano di api e parlano ai fiori.

Dal 1 al 3 Febbraio 2019
anteprima di LA FRONTIERA
ideazione Alessandra Ferraro e Pako Graziani
drammaturgia e regia Pako Graziani
liberamente tratto da testi di Alessandro Leogrande, Annalisa Camilli, Cormac McCarthy
con Tiziano Panici
sound designer Dario Salvagnini
produzione Margine Operativo
coproduzione Attraversamenti Multipli
Le frontiere, materiali o mentali, di calce e mattoni o simboliche, sono a volte dei campi di battaglia, ma sono anche dei workshop creativi dell'arte del vivere insieme, dei terreni in cui vengono gettati e germogliano (consapevolmente o meno) i semi di forme future di umanità. Nella storia nulla è predeterminato; la storia è una traccia lasciata nel tempo da scelte umane molteplici e di diversa origine, quasi mai coordinate.

2 Febbraio
ore 19.00
Presentazione del libro I TEATRI DI MARGINE OPERATIVO
a cura di Andrea Pocosgnich
Editore Editoria & Spettacolo, Collana Spaesamenti curata da Paolo Ruffini

Dall’8 al 10 Febbraio 2019
PEPPA PIG PRENDE COSCIENZA DI ESSERE UN SUINO + PERFORMANCE

di Davide Carnevali
con Fabrizio Martorelli
durata 32’+21’

Come può un giovane padre single educare una bambina di quattro anni e mezzo quasi cinque, in questa società consumista? E come può un artista fare i soldi con il teatro? Un attore guadagna di più facendo cinema o lavorando all’Esselunga di viale Papiniano?
Un viaggio che inizia raccontando gioie e dolori della (mal)educazione infantile per arrivare a un’amara riflessione sulla perdita del valore del gesto artistico nella nostra società. Quindi, una macelleria di persone e animali, di parole affilate come coltelli che tagliano una realtà grondante sangue, proponendo una satira nei confronti del nostro gusto contemporaneo: dalle mode di mercato a cui i nostri figli sono esposti, allo spettacolo come intrattenimento fine a se stesso, l’amore/odio nei confronti della televisione, della filosofia tedesca e dell’Esselunga di viale Papiniano, assurto a vero centro di nuova produzione delle risorse umane.
L’io narrante protagonista di questo monologo, muovendosi tra Peppa Pig e le trasmissioni di Marzullo (Sottovoce però, non Applausi che è sfigata), passando dalle Pussy Riot a Vittorio Sgarbi, da Angelica Liddell a Linsday Lohan, arriverà a scoprire che solo dopo aver toccato il punto più basso della sua carriera potrà capire cosa significa davvero mettere in gioco se stesso, come attore e come individuo, facendo pensare, sì, ma anche facendo ridere.
Perché non c’è miglior stimolo alla riflessione che il divertimento.

Dal 12 al 17 Febbraio 2019
Dal 22 al 24 Febbraio 2019
LA CLASSE
un docupuppets per marionette e uomini

uno spettacolo di Fabiana Iacozzilli
collaborazione artistica Lorenzo Letizia  Marta Meneghetti, Giada Parlanti, Emanuele Silvestri   Tiziana Tomasulo   Lafabbrica
performer Michela Aiello,  Andrei Balan, Antonia D’Amore, Francesco Meloni, Marta Meneghetti
scene e marionette Fiammetta Mandich
luci  Raffaella Vitiello
foto di scena  Tiziana Tomasulo
consulenza  Piergiorgio Solvi
produzione e comunicazione  Giorgio Andriani/Antonino Pirillo
co-produzione  CrAnPi   Lafabbrica   Teatro Vascello   Carrozzerie | n.o.t   | con il supporto di Residenza IDRA e Teatro Cantiere Florida/Elsinor nell'ambito del progetto CURA 2018 | e con il supporto di Settimo Cielo/ Residenza Teatro di Arsoli  e di Nuovo Cinema Palazzo

Facendo riferimento a La Classe Morta di Kantor e a I cannibali di Tabori, ma soprattutto ai ricordi personali della propria infanzia, Iacozzilli indaga il rapporto tra la nostra infanzia e il nostro diventare adulti: cosa rimane dentro di noi delle esperienze e delle cose che impariamo da bambini? Cosa facciamo delle emozioni negative, del male, della paura, delle botte ricevute?
In mano a un misterioso deus ex machina, pupazzi di legno, quindi fantocci di gioventù morte, si muovono senza pathos su dei tavolacci che ricordano banchi di scuola o tavoli operatori di qualche esperimento che fu. Queste creature dell’artista Fiammetta Mandich, abitano la scena per raccontare un mondo perduto nella memoria eppure così centrale nell’esistenza di ognuno.
Una riflessione sul senso profondo del ricordo, resa possibile grazie alla ricerca collettiva di pezzi di memorie andate.

Dal 16 al 21 Febbraio
ODIN TEATRET- special project

16 Febbraio ore 12 -13.30
RACCONTI DI MAGDALENA PROJECT, rete di donne del teatro contemporaneo con Julia Varley e Serena Grandicelli

Julia Varley racconterà gli episodi più significativi della storia del Magdalena Project, fondato nel 1986 da Jill Greenhalgh in Galles e poi sparso in tutto il mondo con centinaia di iniziative. La necessità di scrivere la propria storia come donne che lavorano in teatro ha portato alla realizzazione di documentari video e la pubblicazione di riviste e libri, i cui temi vanno dal lavoro dell’attrice e della regista, alla necessità di prendere posizione e intervenire per portare strutture alternative nelle comunità a cui apparteniamo.

18 Febbraio ore 20.30
DA AMAGAKI A SHIBUGAKI, GEOGRAFIA DI UN APPRENDISTATO, dimostrazione spettacolo con Carolina Pizarro

Un blog vivente, che balla tra il teorico e il pratico, il tecnico e il creativo, il mentale e l'esperienziale, in cui diverse discipline si rivelano attraverso un corpo che persevera nel gioco di azioni fisiche e vocali, d’improvvisazione e composizione. Un dialogo costante con lo spettatore, che è invitato a conoscere i percorsi della preparazione di un'attrice in apprendimento continuo.

Dal 19 al 21 Febbraio ore 9-13
CANTANDO E DANZANDO CON IL VENTO, seminario con Elena Floris

Il seminario si basa sul lavoro del Ponte dei Venti, gruppo di ricerca teatrale internazionale, guidato da Iben Nagel Rasmussen, attrice dell’Odin Teatret dal 1964, di cui Elena Floris fa parte dal 2006. Durante il seminario si cercherà di creare un flusso ininterrotto in cui i partecipanti interagiranno con lo spazio, il ritmo, l'intensità e con i compagni di lavoro. L'allenamento vocale si concentra sui risonatori della voce nel corpo, nella coordinazione corpo-voce, nel canto polifonico e nella drammatizzazione della musica.

Dal 27 Febbraio al 2 Marzo 2019
progetto della compagnia Menoventi:

27-28 Febbraio 2019
InvisibilMente

di Consuelo Battiston, Gianni Farina, Alessandro Miele
con Consuelo Battiston e Alessandro Miele
regia di Gianni Farina
produzione Menoventi/ERT/E-production

Oppressi da un forte controllo, due malcapitati devono affrontare uno strano scherzo del destino. I sotterfugi per girare a loro favore la situazione si rivelano tutti vani. Non hanno tregua e, bloccati, vengono tenuti continuamente sottocchio. Cosa resta loro da fare? Nascondersi sotto gli occhi di tutti.

1-2 Marzo 2019
PERDERE LA FACCIA

di MENOVENTI- Daniele Ciprì
regia Daniele Ciprì
con Consuelo Battiston, Alessandro Miele, Rita Felicetti
soggetto e sceneggiatura Consuelo Battiston, Gianni Farina, Alessandro Miele
fotografia Daniele Ciprì
montaggio Gianni Farina
immagine Nicola Samorì

Illusioni di ogni genere fanno parte del cammino dei protagonisti, strani esseri che nell'autismo trovano la purificazione e nell'obbedienza l'unica strada percorribile per raggiungere una verità altrimenti inconcepibile. Perdere il ruolo per consunzione, gettare la maschera come si getterebbe la spugna, perdere l'identità, perdere il senno, perdere tutto.
Perdere la faccia.

Dall’8 al 10 Marzo 2019
CANNIBALI

di Fiammetta Carena
con Tommaso Bianco, Alex Nesti, Maurizio Sguotti
costumi Francesca Marsella
luci Amerigo Anfossi
video animazione  Fabio Ramiro Rossin
musiche MaNu Dj
si ringrazia Nicoletta Bernardini
produzione Kronoteatro
si ringrazia Francesco Gigliotti per le immagini concesse del video “La Sila”

L'uomo si sente vivo solo nel riconoscimento costante delle sue abitudini quotidiane e nelle convenzioni sociali in cui è immerso, sono queste, infatti, a metterlo in relazione con l'altro in uno stato di subalternità o di preminenza. Ma ad alimentare l’illusione di esistenza c'è di certo l'esercizio del potere, è questo l'accadimento che più spinge verso l’abbaglio poiché prevede il dominio dell'uomo sull'uomo.
In Cannibali vengono portate in scena due differenti abitudini di praticare e percepire il potere: quella tangibile dell’uomo adulto e quella potenziale del giovane. Per il primo l’esercizio è tutto nella volontà di accrescere il proprio dominio o perlomeno di mantenere uno status quo, per il giovane il potere è racchiuso nella sua giovinezza, in quel futuro tutto in divenire che contiene infinite possibilità.
Ciascun individuo, quindi, lotta per accrescere l'unico dato sensibile che gli conferma d'essere in vita: il potere sull'altro. Ne nasce uno scontro volto all'accumulo di comando ed è la vita a diventare terreno di conquista, far west dove espandere i confini del proprio dominio.
Dunque, non si deve morire perché non morire è non mostrare i segni del tempo sul corpo ed è non accettare l'inevitabile decorso biologico, ma non morire è impossibile, soprattutto se si pensa che si inizia a farlo in giorno in cui si viene concepiti.
La resa è quindi l'unica possibilità.

Dal 12 al 17 Marzo 2019
ITACA PER SEMPRE

dall’omonimo romanzo di Luigi Malerba
drammaturgia Maria Teresa Berardelli
regia Andrea Baracco
con Woody Neri e Maura Pettorruso
scenografia Luca Brinchi e Daniele Spanò
costumi Marta Genovese
disegno luci Javier Delle Monache
organizzazione Daniele Filosi
produzione TrentoSpettacoli
con il sostegno del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto, Provincia Autonoma di Trento, Regione Autonoma Trentino Alto Adige, Comune di Trento, Teatro Comunale di Pergine Valsugana, Spazio Off Trento

Con Itaca per sempre Luigi Malerba racconta sì il viaggio di ritorno di Ulisse nella sua patria, ma lo fa ribaltando la storia dei due coniugi, umanizzandone il mito e costruendo una narrazione che alterna i pensieri di Ulisse e quelli della moglie. L'Ulisse di Malerba è sicuramente meno eroico rispetto a quello omerico; è un uomo stanco, condannato, una volta tornato a casa, a non essere mai riconosciuto. Ma è lui a essere davvero irriconoscibile o sono gli occhi degli altri a non riconoscerlo? Penelope, a differenza di quanto avviene nel poema epico, lo riconosce dal primo momento eppure, offesa dal gioco di finzione e menzogne da lui instaurato, finge di non riconoscere l’identità del marito. In verità i due non riescono a riconoscere l’altro come il proprio sposo, ecco quindi che questa diventa una storia sul riconoscimento di sé e dell'altro e sull'accettazione di ciò che appare estraneo, solo perché, in realtà, diverso da come immaginato. Sta qui il dramma di questa Penelope e di questo Ulisse che non si riconoscono in fondo per quello che sono diventati e, una volta superato il gioco di finzione, provano a ristabilire un'unione matrimoniale, ma tutto appare ormai svuotato. E da questo vuoto Ulisse sente nascere il desiderio di fuggire, messo a freno soltanto dalla paura dell’ignoto, una condizione che gli farà riscoprire l’essenza di essere in due.

Dal 26 al 31 Marzo 2019
THE DEAD DOGS

di Jon Fosse
traduzione Thea Dellavalle
con Alessandro Bay Rossi, Giusto Cucchiarini, Federica Fabiani, Luca Mammoli, Irene Petris
progetto della compagnia Dellavalle/Petris
suono Claudio Tortorici con la partecipazione di GUP Alcaro
luci Paolo Pollo Rodighiero
produzione Corte Ospitale
con il sostegno di Sementerie Artistiche
In collaborazione con Centro Teatrale MaMiMo’

Un giovane uomo uccide il suo vicino di casa perché quest’ultimo ha ucciso il suo cane; una violenza cieca che esplode nel quotidiano, facendo risuonare l’eco di molteplici fatti di cronaca, raccontati e sezionati dai media. Eppure d’istinto viene da schierarsi con il giovane uomo, l’assassino.
Perché accade? Perché il giovane non è un serial killer, né il suo gesto è il figlio inconsapevole della follia, anzi segue una logica tragica e primitiva, una logica di vendetta. Compie un delitto passionale perchè difende un affetto (il suo unico affetto), un legame (il suo unico legame), un amico (il suo unico amico), un amore. Vendica il senso muto dello stare accanto, dell’essere compagni nella purezza che è o sembra essere ormai solo dell’animale. Il cane “è solo un cane”, certo, e proprio per questo non conosce non-detti, né rancori, né menzogna, è libero dalla zavorra che la parola porta con sé, dal linguaggio, trappola per eccellenza nei rapporti descritti da Fosse, così fallibili e così umani. Forse è per questo che tale orrore sembra così vicino a ognuno di noi.

Dal 3 al 7 Aprile 2019
STRANIERI

di Antonio Tarantino
regia Gianluca Merolli
con Francesco Biscione, Gianluca Merolli, Paola Sambo
organizzazione Pino Le Pera
produzione Andrea Schiavo | H501 srl

Un uomo barricato nella sua casa d’oro è pronto a difendersi da chiunque voglia ferire la sua solitudine, sia costui un venditore, un ladro, un avventore o un fedele di un dio sbagliato: sicuramente è uno straniero. Ma a bussare alla sua porta insistentemente sono invece la moglie e il figlio, due parenti che sono effettivamente stranieri, appartengono cioè ad un altro stato, sono cittadini di un altro paese, quello dei morti.
Tenuti in vita grazie a ricordi e abiti che l’uomo ha conservato morbosamente nel corso degli anni, oggi sono tornati per accompagnarlo nell’ultimo ballo possibile.
Il testo possiede qualcosa di ciclico, una struttura che alterna dentro/fuori, come a ricordarci che la storia è circolare, così come il tempo, che nulla di ciò che avviene non è già avvenuto, pur in movimento: il nostro spazio d’azione, il nostro ruolo.
Erede di una lezione che affonda le radici in Borges e Bernhard, Tarantino tratta il tema tanto attuale della mistificazione dell’altro senza alcuna retorica, usando come metafora quella della famiglia. E dunque evitando disquisizioni politichine, diventa prepotentemente politico.
Il riferimento a Borges è opportuno perché sembra tornare a galla quel mondo di specchi che moltiplicano l’uomo in tanti altri distanti da sè, ma non diversi. E cos’è se non la paura a costringere a serrare porte e ad alzare muri e barricate? La paura forse di sentire avvicinarsi i minuti precedenti al grande sonno, di sentire il guado del fiume straripare e bagnare i talloni stanchi, di sentire raggelarsi la speranza.
Ma forse, più che la paura che arrivi qualcuno a rompere il suo scrigno dorato, questo vecchio ha paura che non arrivi proprio nessuno.
Una drammaturgia cinica e spietata che rincorre la speranza del ricongiungimento.

Dal 12 al 14 Aprile 2019
L’OSPITE - UNA QUESTIONE PRIVATA -

di Oscar De Summa
regia Ciro Masella
con Ciro Masella e Aleksandros Memetaj
produzione Pupi e Fresedde - Centro Nazionale di Produzione Teatrale - Firenze/Uthopia

Il male e il bene, ciò che è giusto e ciò che non lo è, il torto e la ragione e quelle linee sottili che separano l’una dall’altra cosa; i limiti e i confini della giustizia e della propria personale libertà, i comportamenti umani e il loro sconfinamento nell’inumano, la paura e le sue derive. Cosa siamo disposti a fare per proteggere ciò che reputiamo nostro (i nostri cari e i nostri averi)? Qual è il limite? Possiamo ergerci a giustizieri? Cosa e chi è davvero in pericolo? Da cosa e da chi va protetto? Può un uomo “comune, normale, buono”, avendo per le mani la vita di un altro essere umano, trasformarsi in un batter d’occhi in un sadico torturatore?
È questo uno spettacolo che indaga il potere e la giustizia, il momento in cui nasce quell’assunzione di responsabilità, quel diritto-dovere che uno assume su di sé nel ritenere di essere all’altezza di giudicare ciò che è bene e ciò che è male, un desiderio di giustizia che nasce dall’impotenza. È questo uno spettacolo che non da risposte ma che pone delle domande, semplici, che scaturiscono dall’inevitabile “disagio della civiltà”.

Dal 2 al 5 Maggio 2019
Dal 9 al 12 Maggio 2019
OVER – Rassegna di teatro emergente

<Il Teatro Argot Studio, nello specifico romano, è “un quartier generale” che si connatura attraverso questa politica finalizzata al ricambio culturale e generazionale dei mestieri della scena, e al loro finanziamento. L’istituzionalizzazione della pratica di Dominio Pubblico, l’attivazione di progettualità diffusa e capillare fanno ormai parte del territorio; per questo andare a vedere uno spettacolo in via Natale del Grande significa non solo fruire di un’offerta spettacolare che ha alle spalle più di quaranta anni di storia, ma – soprattutto – tornare in un luogo stimolato da una pluralità di idee, scritture e risorse “under” contemplando la possibilità della prova, l’errore e l’ingenuità. Lo spettatore lo sa, lo comprende e lo accetta educandosi al teatro.>

Lucia Medri_Teatro e Critica

Con queste parole Lucia Medri ci fa un grande regalo perché ci restituisce il senso del nostro lavoro cogliendo l’essenza che da oltre trent’anni connota la direzione artistica e la gestione di questa palestra per giovani artisti. Una vocazione alla scena che si traduce in un allenamento incessante e che anche quest’anno vuole esprimersi attraverso la creazione di uno strumento essenziale per promuovere e mostrare alcuni significativi segni di rinnovamento che stanno attraversando la scena teatrale nazionale. Nasce per questo la rassegna OVER, immaginata per dare spazio a idee emergenti da Argot Produzioni con la complicità di Dominio Pubblico, progetto pensato e dedicato a un target generazionale rigorosamente Under 25. La rassegna consegna all’Argot una serie di proposte artistiche ormai mature, in grado di esprimersi al meglio sulla scena e vogliose di uscire fuori, di emergere e farsi sentire.

2 Maggio 2019
anteprima di NON PLUS ULTRAS

un progetto di Adriano Pantaleo e Gianni Spezzano
drammaturgia e regia Gianni Spezzano
con Adriano Pantaleo
costumi Giovanna Napolitano
light designer Giuseppe Di Lorenzo
contributi video Carmine Luino
progetto di residenza Argot Produzioni
in collaborazione con Corte Ospitale

“Io per mestiere mi arrangio”, con queste parole Ciro si presenta mentre svolge le sue mansioni di portiere d’albergo. Ciro è un ragazzo che non ha grande aspirazioni nella vita, non si rispecchia nei valori della società in cui vive, non è interessato alla carriera.
La sua unica passione, infatti, sono le femmine. Dall’incontro con Susanna, figlia del noto capo ultras “O Mohicano”, inizierà il suo avvicinamento al mondo della curva, in un primo momento per conquistare la ragazza, ma ben presto si ritroverà impelagato in quella “Mentalità” che sembra riuscire a dare un senso a quel mondo inspiegabile in cui vive. Ma quali sono i danni collaterali?
Quando la vita privata verrà compromessa irrimediabilmente, dalla fede nella maglia alla lealtà al gruppo, emergeranno le prime crisi per Ciro che dovrà compiere una delle scelte più difficili per il suo cuore.

3 Maggio 2019
DUECENTO DECIBEL

di e con Elena Alfonsi, Alessandro Balestrieri e Andrea Zaccheo
musiche originali Riccardo Romano e Alessandro Balestrieri
produzione MATUTATEATRO

Tre storie accomunate dalla sofferenza di VITTIME che diventano archetipo di tutte le atrocità subite dagli esseri umani nei vari conflitti. Attorno a loro le grottesche figure dei POTENTI, incarnazione di un immaginario cinematografico, legato a una cultura di massa. Sono dei sadici pagliacci che si divertono indisturbati a giocare con i loro "giocattoli" a spesa delle VITTIME. A chiudere il cerchio sono gli SPETTATORI ovvero tutti noi, tutti quelli che guardano - o hanno guardato in altri periodi storici - da lontano, distrattamente, le sorti di un conflitto senza mai porsi delle domande. «Il rischio, se non ci impegniamo in un serio tentativo di analisi, è che un giorno o l’altro la guerra ci sorprenda incapaci non solo di agire, ma persino di giudicare» (Simon Weil, Riflessioni sulla guerra).

4 Maggio 2019
MAMMA

di Annibale Ruccello
con Danilo Giuva
regia e spazio Danilo Giuva
consulenza artistica Valerio Peroni ed Alice Occhiali
luci Cristian Allegrini
musiche e suoni Giuseppe Casamassima
fondale Silvia Rossini
assistente alla regia Riccardo Lacerenza
produzione  Compagnia Licia Lanera
con il sostegno di Ombre – Associazione Culturale, Teatro Rossini e Assessorato alla Cultura di Gioia del Colle

Una madre è colei che dà inizio alla vita, è colei che rende possibile l’inizio di un altro mondo, che fa esistere un’altra volta, ancora una volta, il mondo. Quattro donne sono simbolicamente incarnate in un bustino di silicone che ricalca le forme di una donna gravida: i seni gonfi di latte e il ventre di vita. Quattro madri, quindi, appartenenti a epoche diverse prendono forma attraverso il corpo di Giuva, disegnando le loro storie un’unica violenta parabola.
Attraverso queste mamme si delineano le tappe inesorabili del degrado familiare e sociale, incluso quello materno.

5 Maggio 2019
LUNGHE NOTTI

scritto, diretto e interpretato da Valerio Peroni e Alice Occhiali
disegno luci Simone Morosi, Valerio Peroni e Alice Occhiali
tecnico audio e luci Ludovico Lesina
foto di scena Francesco Galli
consulenza artistica Lello Serao, Fulvio Peroni, Francesca Romana Rietti, Dafne Rubini
progetto realizzato nell'ambito della Residenza Multidisciplinare della Bassa Sabina, annualità 2016. In attuazione alle disposizioni dell'art.45 - “Residenze” del D.M. 1 luglio 2014

Lunghe notti prende spunto dalla vita di Carine e Christopher McCandless, fratelli resi celebri dal film Into the Wild di Sean Penn.
L’attenzione è posta sul rapporto simbiotico e protettivo dei due ragazzi, sul dolore del distacco e sulla speranza di potersi un giorno riabbracciare. Il viaggio diventa una prova d’indipendenza e di distacco dalle proprie radici, che porta i protagonisti e gli spettatori a interrogarsi sul rapporto che l'uomo ha con la natura e con la società. Le lunghe notti sono quelle che diventano interminabili quando si è soli e lontani dai propri cari, ma che danno la forza di diventare più forti e sicuri di sé. Al buio i pensieri e i ricordi sembrano enormi e di notte sembra di caderci dentro, come in sogno.

9 Maggio 2019
anteprima di SETTANTA VOLTE SETTE

drammaturgia originale Controcanto Collettivo
ideazione e regia Clara Sancricca
con Federico Cianciaruso, Riccardo Finocchio, Martina Giovanetti, Andrea Mammarella, Emanuele Pilonero, Clara Sancricca
voce fuori campo Giorgio Stefanori
scenografia e costumi Antonia D’Orsi
foto di scena Simone Galli
organizzazione Gianni Parrella
una produzione Controcanto Collettivo
in coproduzione con Progetto Goldstein
con il sostegno di Verdecoprente Re.Te. 2017, ACS – Abruzzo Circuito Spettacolo, Murmuris, Straligut Teatro

Settanta volte sette racconta la vita di due famiglie i cui destini s’incrociano in una sera, del rimorso che consuma, della rabbia che divora, del dolore che lascia fermi, del tempo che sembra scorrere invano. Eppure racconta anche la possibilità che il dolore inflitto e il dolore subito parlino una lingua comune, che l’empatia non sia solo un’iperbole astratta e che l’essere umano, che conosce il contagio del riso e del pianto, dietro la colpa possa ancora riconoscere l’uomo.

10 Maggio 2019
QUESTA È CASA MIA

testo, regia e interprete Alessandro Blasioli
supervisione artistica Giancarlo Fares
luci Viviana Simone
scenografia Alessandro Blasioli e Andrea Frau
ufficio stampa Erika Cofone (LeStaffette)

Questa è casa mia è il racconto della sventurata storia vissuta da una famiglia aquilana, i Solfanelli, in seguito al terremoto che ha sconvolto l'Abruzzo il 6 Aprile 2009 e alla conseguente gestione del post sisma; è la storia dell’amicizia tra Paolo, aquilano e figlio unico dei Solfanelli, e il suo inseparabile compagno Marco, travolta anch'essa dalla potenza della natura e dall'iniquità dell'uomo.
Nel monologo di carattere civile sono raccontati attraverso gli occhi, pieni di acuta ironia, del giovane aquilano i momenti successivi al sisma e le scelte dello Stato per farvi fronte: gli hotel della costa, le tendopoli ed il progetto C.A.S.E., il Movimento delle Carriole, le New Town.

11 Maggio 2019
IL PIANETA

da Stanislaw Lem
scritto e diretto da Giacomo Sette
musiche di Luca Theos Boari Ortolani
con Simone Caporossi, Ivano Conte, Ilaria Fantozzi
luci Luca Pastore
costumi e scene dell’Anonima
produttore creativo Simone Amendola
aiuto regia Gemma Cossidente
progetto fotografico Luisa Fabriziani
un progetto di Anonima Sette in collaborazione con Blue Desk

Siamo in un futuro lontano in cui l’essere umano ha scoperto un Pianeta in grado di dare corpo e vita alle sue immagini oniriche, ai ricordi e ai cari defunti. Nella Stazione di Ricerca, però, le cose hanno preso una piega imprevista, gli scienziati Chris, Snaut e Sartorius sono infatti tormentati dai “ritorni”: per Snaut è il padre, per Sartorius (da tempo isolato nel suo laboratorio) è tornato un misterioso bambino, per Chris c'è la lacerazione più profonda, dovrà ricostruire un rapporto con Harey, la ragazza che ha perso molti anni prima.
Se Harey, inconsapevole del suo vero ruolo nella vicenda, esprime l'insofferenza tutta carnale per questa costrizione fisica, Snaut e Chris sembrano arresi all'isolamento, alla solitudine infinita, al silenzio.

12 Maggio 2019
DUE AMICHE

testo e regia Paolo Tommaso Tambasco
con Federica Di Cori e Marina Benetti

Per andare avanti nella vita cosa bisogna fare del passato? Portarlo con sé rischiando che ci trascini all’indietro o lasciarlo da parte rischiando di dimenticare chi eravamo? Claudia e Ginevra erano grandi amiche, hanno vissuto fianco a fianco l'infanzia e l'adolescenza senza separarsi mai. Dopo il liceo però Claudia ha deciso di partire e cominciare una nuova vita fuori dall'Italia.
Dopo cinque anni un tragico evento le costringe a rincontrarsi. Claudia e Ginevra, un tempo amiche inseparabili, adesso fanno fatica a riconoscersi. La confidenza e l'intimità di un tempo sembrano perdute.

DI MOSTRI BENEDETTI

autrice Sandra Lucentini
regia e con Lucrezia Coletti
aiuto regia Sandra Lucentini
disegno luci Mirco Maria Coletti
grafica Lorenzo Pierfelice
ringraziamenti speciali Marco Broccucci e Tania Russo

È la storia di un’ossessione, il racconto del dolore di chi ha deciso di rompere gli schemi di una vita ordinata, condannata alle otto ore di sonno ogni notte, per fare spazio al disordine. La spaccatura creata permette alla luce di entrare, ma consente altresì l’ingresso di mostri e fantasmi, del vuoto e del silenzio dell’abisso. Prima che ci si renda conto, si viene a creare qualcosa di più soffocante rispetto all’ordine iniziale: una gabbia stretta, senza porte né finestre, all’interno della quale è impossibile ripristinare la normalità.

TEATRO ARGOT STUDIO

presidente onorario e fondatore Maurizio Panici
presidente Serena Grandicelli
direzione artistica Francesco Frangipane e Tiziano Panici
direzione organizzativa e amminstrazione Alin Cristofori
responsabile ospitalità Chiara Preziosa
grafica e comunicazione Elena Ciciani
ufficio stampa Diletta Maurizi
direzione tecnica Giorgio Carugno
tecnico di sala Giuseppe Amatulli
foto di scena Manuela Giusto
collaborano con noi Ornella Vannetti, Maria Stella Taccone, Maurizio Quattrini, Danilo Chiarello e Simone Giustinelli

ARGOT PRODUZIONI
direttore artistico Maurizio Panici e Francesco Frangipane
consulente organizzativo Ornella Vannetti
produzione Marcella Santomassimo
amministrazione Sabrina Competiello e Alin Cristofori
grafica e comunicazione Elena Ciciani

Orario spettacoli:
dal martedì al sabato ore 20.30
domenica ore 17.30

Botteghino:
dal martedì al sabato dalle ore 18.00 alle ore 20.00
domenica dalle ore 15.30 alle ore 17.00
Prenotazioni telefoniche (tel. 06/5898111):
dal lunedì al venerdì dalle ore 10.30 alle 20.00
sabato dalle 18.00 alle 20.00
domenica dalle 15.30 alle 17.00
Prenotazioni online: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Teatro Argot Studio
Via Natale Del Grande, 27| 00153 Roma
Tel. 06/5898111
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www.teatroargotstudio.com
P.IVA: 08154421005 | C.F. 06932070581

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