Io, mai niente con nessuno avevo fatto

Dal 2013, anno in cui nasce questo spettacolo, i Vucciria Teatro entusiasmano il pubblico; gli spettatori napoletani, in particolare, non resistono al richiamo della drammaturgia siciliana e, ancora una volta, riempiono la sala del Piccolo Bellini di Napoli. Spettacolo in scena dal 23 al 28 ottobre,  ha vinto premi e riconoscimenti sia in Italia che all’Estero. Dal 2018, inoltre, la compagnia Vucciria Teatro è prodotta dalla Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini, legandosi fortemente all’importante teatro napoletano e alla stessa città. Torna in scena, dunque, dopo cinque anni, il testo di esordio della compagnia siciliana (vedi la nostra recensione)  che, partendo da Palermo e Catania, città di origine dei membri, raccoglie un pubblico numerosissimo, tanto da inserire una doppia replica il 27 ottobre. Dopo il successo a Galleria Toledo e presso lo stesso Bellini, con una particolare trilogia drammaturgica, considerando anche IMMACOLATA CONCEZIONE, a Napoli si ritorna alle origini. Numerosi sembrano gli elementi di collegamento tra la narrazione presente in  IO, MAI NIENTE CON NESSUNO AVEVO FATTO e IMMACOLATA CONCEZIONE, ponendo al centro BATTUAGE, spettacolo e testo di altra

fattura. Questi, dunque, i tre spettacoli che sono andati in scena negli ultimi anni sui palcoscenici della città partenopea, senza dimenticare anche gli altri quattro testi firmati da Joele Anastasi, ossia AND SO MY FACE BECAME MY SCAR, WE ARE NOT PENELOPE, NEL NOME DI QUESTO NOSTRO SACROCORPO, YESUS CHRISTO VOGUE. Gli elementi che legano in qualche modo il primo spettacolo all’ultimo, nonostante sia evidente la scrittura ancora “primitiva” del testo d’esordio, soprattutto nei passaggi che collegano i blocchi narrativi e drammaturgici, riguardano sicuramente l’ambientazione, ossia il paesino siciliano e l’ambiente rurale, ma anche il realismo narrativo, la sessualità violenta e grottesca, le forti caratterizzazioni dei personaggi. Il racconto nel racconto, o racconti ad incastro, è una pratica narrativa e drammaturgica che sembra accomunare questi due testi, in cui la presenza della donna –  la brava ed intensa Federica Carrubba Toscano che accompagna fedelmente da tempo Joele Anastasi ed Enrico Sortino – diventa elemento cardine della narrazione. Nel caso di IMMACOLATA CONCEZIONE la donna è protagonista e, inconsapevolmente, svela e sbroglia i nodi di altri racconti, inseriti a raggiera e confluenti in quello principale; nel caso di IO, MAI NIENTE CON NESSUNO AVEVO FATTO, la donna appare come sostegno fondamentale nello sviluppo del personaggio principale che è appunto il giovane omosessuale Giovanni. I due cugini crescono in simbiosi in un paesino siciliano degli anni ’80, fino a quando la sessualità prorompente di entrambi li spinge a conoscere il mondo. Il ballo li lega e li travolge; Giovanni, interpretato dallo stesso autore Joele Anastasi, si innamora del maestro, interpretato da Enrico Sortino. La storia di Giovanni e degli altri personaggi è quella di famiglie senza padri: scomparsi, morti, arrestati. Le madri non sembrano rappresentare un sostegno e i figli soccombono al mondo esterno e spesso non sopravvivono ai genitori. Il tema delle famiglie smembrate e dei figli che muoiono in assenza di genitori emerge costantemente, come sottolineato ripetutamente in numerosi altri spettacoli, all’interno della drammaturgia del Sud, nel corso degli ultimi dieci anni. Sembra questa una costante verificabile in numerosi testi firmati da autori pugliesi, calabresi, napoletani e siciliani che possiamo collocare nella fascia d’età dei trentenni e dei quarantenni. Nel caso dei Vucciria, e di questo spettacolo, è inserito un ulteriore elemento che destabilizza la coerenza narrativa di un racconto ambientato in un contesto culturale retrogrado: la malattia. Il giovane Giovanni si scopre sieropositivo e il titolo diventa l’urlo disperato al suo amante-violentatore, a sua volta violentato  in giovane età, instillando il dubbio nella mente dello spettatore che l’untore sia, in effetti, proprio il maestro di ballo. La gioventù di Giuseppe è macabra, violenta e, in realtà, mai esistita; quella di Giovanni trascorre, invece, gioiosa grazie alla presenza della cugina, personaggio che convive parallelamente e che non racconta, ma dialoga costantemente con lui. I tre personaggi, infatti, costituiscono tre nuclei narrativi che procedono distintamente per poi confluire in un unico racconto e immediatamente dividersi di nuovo: se da un lato la cugina e il maestro di ballo raccontano attraverso il dialogo e le battute, Giovanni racconta narrando e limita fortemente i dialoghi.
Questo narrare è caratterizzato da un intenso impegno fisico e vocale che spinge gli attori a sviscerare il profondo dolore dei personaggi:  la cugina alterna splendore, furbizia e disperazione, il maestro di ballo è cupo, insudiciato, viscido, Giovanni incarna la purezza, l’incoscienza e la gioia di vivere. Anche il ritmo di recitazione e di narrazione è variabile, presentando rallentamenti e accelerazioni intense che trascinano il pubblico all’interno di una partitura eterogenea e ricca. Il microcosmo siciliano diventa racconto di vita che si apre ad un’universalità disarmante, elemento  che, in effetti, ha colpito anche il pubblico straniero, sin dal debutto di questo spettacolo. Emerge, inoltre, l’immagine dell’isola come luogo di partenza verso l’ignoto o punto di svolta verso una nuova vita. I due cugini, però, salgono, o progettano di salire sul traghetto, senza mai approdare “al continente”, in un viaggio mai avvenuto che non porta né verso una meta, né riporta indietro i personaggi a tempi migliori. Una stasi che spinge i giovani personaggi a vivere con eccessiva intensità il presente, consapevoli, forse, dell’assenza di un futuro. Implodono, così, su se stessi, confermando la mancata evoluzione di una generazione  che il teatro meridionale italiano descrive come poetica, intensa, ma ingenua e sfiduciata.

IO, MAI NIENTE CON NESSUNO AVEVO FATTO
Piccolo Bellini Napoli
23-28 ottobre 2018
Io, mai niente con nessuno avevo fatto
uno spettacolo di Vuccirìa Teatro
drammaturgia Joele Anastasi
con Joele Anastasi, Enrico Sortino, Federica Carruba Toscano
scene e costumi Giulio Villaggio
foto Dalila Romeo
organizzazione Nicole Calligaris
regia Joele Anastasi
uno spettacolo di Vuccirìa Teatro
produzione Fondazione Teatro di Napoli - Teatro Bellini

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