Il dramma del mese

Aplod di Rodolfo Ciulla

In un futuro non troppo lontano, il governo ha dichiarato illegale produrre e caricare in internet materiale video. Siti come Youtube sono stati chiusi e dichiarati fuori legge. Nei meandri del web però esistono siti pirata dov’è ancora possibile condividere filmati. Il più famigerato di tutti è Aplod dove un videomaker può guadagnare un sacco di soldi caricando, ad esempio, il video divertente di un gattino o altro ancora.
In questo mondo, a metà fra un romanzo di George Orwell e una sceneggiatura dei fratelli Cohen, dove tutti sono dediti al lavoro, il nostro protagonista viene licenziato. Spinto dal peso delle bollette e dell’affitto da pagare, stufo di vivere una vita quasi ai margini della società, decide di creare un’associazione criminale dedita a produrre dei filmati da caricare in rete per fare un mucchio di quattrini.
(Dalla sinossi dell’autore)

La vicenda drammatizzata in APLOD fa ridere. Ma sotto le risate c’è la tragedia di una generazione di millenials.
Portando in scena un mondo del futuro, la commedia ci parla delle paure e dei disagi del presente immaginando un avvenire pieno di precariato: in cui lavorare è l’unica cosa che conta e ogni sogno viene soffocato da un sistema rigido votato alla carriera, mentre chi non sta al passo viene tagliato fuori.
L’unico modo per sopravvivere a questo regime è darsi allora alla criminalità nell’opera rappresentata dallo sfavillante mondo del videosharing pirata. Così, nel testo, un sito immaginato come la versione criminale e avveniristica di Youtube diventa una piattaforma di riscatto sociale: dove più Like non significano solo più soldi, ma più fama; e realizzare video vuol dire poter essere chi si desidera senza sottostare al sistema. Ogni Like ti rende migliore di quello che sei.
Temi attuali, e fin troppo presenti nella nostra quotidianità, s’intrecciano nella fiction teatrale: la quale viene raccontata e vista attraverso il buco della serratura del piccolo e angosciante appartamento dove convivono i tre protagonisti. Il pubblico viene invitato a fare da voyeur e a osservare, a suon di risate, il dramma di tre giovani precari e di come il desiderio di evadere da un sistema soffocante finirà per metterli l’uno contro l’altro. Ed è questa la forza della pièce, che ha suscitato grande apprezzamento da parte del pubblico giovane: la capacità di far ridere fino alla fine mentre avviene la tragedia. Così oltre le risate, sia lo spettatore che – nella fattispecie – il lettore si porteranno dietro un leggero, ma duraturo, senso di disagio.  Perché ognuno di noi, nel profondo, probabilmente farebbe qualsiasi cosa (perfino uccidere un amico) pur di ottenere un milione di like e cambiare la propria vita.
Rodolfo Ciulla

Da un processo di creazione collettiva dei membri di Fartagnan Teatro, nasce la drammaturgia consuntiva di Rodolfo Ciulla qui in gioco: esito scritto, dunque, di uno spettacolo andato in scena per la prima volta nel 2017 e recitato da Federico Antonello, Michele Fedele, Matteo Giacotto e Giacomo Vigentini, con la voce registrata di Dalila Reas. Una produzione che si avvale delle luci di Giuseppe Musmarra e delle cure scenografiche di Elisa Vannuccini, oltre a quelle di carattere organizzativo di Serena Tagliabue. Tuttora in tournée, la commedia si è conquistata progressivi riconoscimenti da parte di addetti ai lavori e spettatori: coinvolti dai suoi temi e modi capaci di attivare una stimolante adesione, in virtù delle sue connessioni al vivo immaginario delle fiction video e cinematografiche del nostro tempo. Per ogni informazione e novità al riguardo, è possibile consultare la webpage del gruppo al link “facebook.com/FartagnanTeatro”.

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Rodolfo Ciulla. Nato a Palermo nel 1991 in una famiglia di musicisti, inizia fin da piccolo a studiare canto e recitazione. Affascinato dal teatro musicale entra a far parte nel 2007 dei Solisti di Opera Laboratorio, partecipando alla messa in scena de L’ELISIR D’AMORE di Gaetano Donizetti per l’edizione di TaoArte 2007 a Taormina; inoltre canta nella compagnia d’operetta del Teatro Franco Zappalà di Palermo e nel coro Eufonia per l’Orchestra Sinfonica Siciliana. Comincia a studiare recitazione e, insieme a Linda Uzzo e Emmanuele Aita, nel 2009 crea il Trio Wanninger mettendo in scena LE AVVENTURE DEL RILEGATORE WANNINGER E ALTRE STORIE, liberamente tratte dai testi di Karl Valentin. La sua passione per il teatro musicale lo spinge a trasferirsi a Milano, dove si diploma nel 2013 alla SDM - Scuola del Musical diretta da Federico Bellone. Contemporaneamente si laurea in Discipline delle Arti e dello Spettacolo all’Università di Palermo, presentando una tesi sul musical WEST SIDE STORY di Leonard Bernstein. Come performer lavora poi con le produzioni Wizard Productions e Show Bees per gli spettacoli DIRTY DANCING - CLASSIC STORY ON STAGE del 2014 e FAME - SARANNO FAMOSI del 2016. Sempre a Milano, scopre l’amore per la prosa e, dal 2013, studia alla Civica Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi diplomandosi in Drammaturgia. Da allora opera come autore e dramaturg in molte compagnie off milanesi: fra cui il Gruppo Teatrale Esperimente che – con la regia di Alessia Punzo – porta in scena il suo testo UN GIORNO QUALUNQUE, ispirato alla vita e alle opere di Alda Merini, nello spazio dedicato alla grande poetessa dalla Casa delle Artiste del capoluogo lombardo. Lavora inoltre come dramaturg presso la compagnia Vicolo del Teatro, al Teatro Martinetti di Garlasco. Nel 2017 invece è tra i fondatori della compagnia Fartagnan Teatro, coi quali inizia un percorso di ricerca per la creazione di un nuovo Teatro Pop. La formazione, infatti, crea e studia spettacoli per il pubblico dei millennials, analizzando tematiche care alle nuove generazioni ed esplorando generi come la fantascienza e la distopia, insoliti per il teatro italiano: il quale, a suo parere, sembra essersi dimenticato di tutta quella fascia di pubblico giovanile cresciuto con i serial Tv e che non va a teatro perché non vi trova storie che riescano ad affascinarlo.

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