The prudes

Che siamo contemplati nella performance è chiaro da subito. Entrando in platea infatti i due sul palco ci invitano ad accomodarci, ci salutano, ammiccano. Non siamo casuali e loro hanno bisogno di noi: non pubblico di un teatro ma indispensabili voyeur per la loro esibizione. Loro sono una coppia né vecchia né giovanissima che ha, banalmente, problemi di sesso dovuti al calo di desiderio di lui. E lei lo mette alle strette costringendolo a un pubblico amplesso che andrà immancabilmente in bianco. Questo, almeno, è quello che sembra di capire in un primo momento. The prudes è un testo firmato dal drammaturgo e regista scozzese Anthony Neilson (traduzione Natalia di Giammarco) e si inscrive nel più ampio movimento inglese detto in-yer-face-theatre di cui fanno parte Sarah Kane e Mark Ravenhill ed è stato presentato in prima nazionale lunedì 17 dicembre (repliche il 18 e il 19) al teatro Belli di Roma, ultimo appuntamento di Trend, Nuove frontiere della scena britannica, alla sua

17 edizione.  
La regia è di Gianluigi Fogacci, anche in scena insieme a Carlotta Proietti, entrambi divertiti e divertenti, qua e là piacevolmente distratti dalle rumorose risate del pubblico. Sono bravi, i due, a rendere l’imbarazzo verosimile benché le situazioni siano molto oltre la verosimiglianza.
Seduti a un tavolino di un locale o del soggiorno di casa, brindano e si sfidano in una specie di schermaglia che ha tutta l’aria dell’ultima replica di un copione già archiviato. Eppure i due ancora fingono di raccontarselo. Ma questa volta hanno scelto di raccontarlo anche a noi, sapendo bene che non ce ne saranno più altre.
Il pubblico non è solo l’ultima chance ma è la lapide ridens del loro rapporto poiché nel momento in cui si sceglie di rappresentare il dramma di coppia al di fuori delle mura domestiche si prende atto della sua fine. E la presa di coscienza diventa collettiva.
Ecco perché malgrado il grottesco che la fa da padrone un po’ di fastidio questa scrittura riesce a crearlo.
Nell’assistere alla farsa finale di quello che è un cortocircuito, ci rendiamo conto che il sesso non è che un espediente, forse una metafora, –una tra altre - per raccontare tutto quel che non va nella coppia e più in generale negli individui, non solo all’interno di essa, ma prima e dopo la vita di coppia.
E viene in mente persino Edward Albee e i suoi dannati alcolizzati e infelici.
Ma ha fatto bene Fogacci a spingere sul comico facendo dei due personaggi delle  iperboli goffe e inoffensive, lasciando che i piccoli tarli che pure vivacchiano, lavorino in modo più sotterraneo. Complici senz’altro i costumi di Susanna Proietti che giocano coi i  travestimenti e remano contro qualunque passione.

THE PRUDE
di Anthony Neilson
regia Gianluigi Fogacci
con Gianluigi Fogacci e Carlotta Proietti

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