Dopodiché stasera mi butto

Il Teatro della Tosse di Genova si presenta nei suoi nuovi spazi di Genova Voltri, quartiere dell'estremo ponente cittadino, con questo giovane spettacolo primo di una breve stagione che porta appunto nel “Teatro del Ponente”, l'ex Teatro Cargo così ribattezzato che il Comune le ha affidato, l'esperienza, la varietà e anche la diversità della storica compagnia di Conte e Luzzati finora radicata soprattutto nel centro storico della città. Uno spettacolo giovane dicevo, adatto forse più di altri ad una presentazione e ad un saluto ad una nuova e integrativa comunità di riferimento, chissà forse ancora un po' diffidente, uno spettacolo generazionale infatti che però cerca di guardare e di parlare anche ad altre generazioni, quelle dei padri, dei nonni e, perché no, dei figli che verranno. Così nell'epoca dei Talent Show “Generazione Disagio”, che ha scritto a più mani questo dramma collettivo, si è inventata un Talent in piena regola che però, tra domande trabocchetto, prove e giurie popolari, trasfigura il

vecchio gioco dell'oca per introdurre una vera e propria casella “finale”, un premio al talento della distruzione e dell'autodistruzione, che sembra l'unico talento di una generazione insieme contemporanea e persa in tutti i tempi, la possibilità cioè di suicidarsi in diretta secondo il metodo da ciascuno prediletto.
Una drammaturgia ironica, dalla sintassi leggera, talora un po' troppo televisiva, che occhieggia al linguaggio, anche eccessivo e sboccato, della generazione dei social che non socializzano ma coltivano la singola solitudine e la reciproca lontananza.
Metamorfosi forse della ricerca di una identità che prescinda il luogo e il tempo per radicarsi nell'intimità di ciascuno, questa comunicazione fasulla appare in scena nella sua natura di nulla moltiplicato al cubo, funzionale a mantenere ciascuno nell'abbandono ad un pervasivo potere di sfruttamento che ormai siamo incapaci anche solo di vedere, oltre che incapaci di ribellarsi e liberarsi.
Si gioca spesso, si ride talora con sincerità, ma non ci si dimentica anche di pensare, in questa interazione drammaturgica che riesce a coinvolgere più di quanto ci si aspetti, ben condotta e organizzata scenicamente dagli autori protagonisti, i bravi Luca Mammoli, Andrea Panigatti, Enrico Pittaluga e Graziano Sirressi.
All'altezza la regia di Riccardo Reiner Pippa.  Le scene e i costumi di Margherita Baldoni, tecnica di Max Klein, disegni efficaci di Duccio Mantellassi e Niccolò Masini.
Una produzione Proxima Res, al Teatro del Ponente di Genova Voltri ospite il 1° marzo del Teatro della Tosse. Il pubblico numeroso e coinvolto sembra aver gradito visto il lungo applauso.

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