I mille pezzi

I mille pezzi del titolo sono quelli in cui si frantuma, come un vaso caduto in terra, il protagonista del testo di Marco Andreoli che è in scena al Teatro Studio Uno di Roma fino al 31 marzo. Situazione comprensibile, quella di sentirsi a pezzi, da chiunque abbia subito un trauma, una forte delusione, una disgrazia, un abbandono. Proprio quest'ultimo è il caso del protagonista dello spettacolo, un uomo sulla quarantina che è stato abbandonato, per sempre, dalla moglie. Ma quella che nella realtà è solo un'efficace metafora, sulla scena, su questa scena, diventa reale. Il pubblico viene gradualmente, attraverso dialoghi apparentemente naturali ma sempre enigmatici, introdotto alla situazione paradossale, che si rivela perfettamente verosimile, in quello che potrebbe essere definito un "thriller psicologico". Con un montaggio di scene relativamente brevi, tra dialoghi e monologhi, ci si trova allo stesso tempo coinvolti e smarriti, sospesi e sedotti dallo svolgimento di ciò che sempre

meno appare essere una vicenda, e sempre di più una riflessione sulla propria condizione, sui perchè di ciò che accade e sul mistero della vita e delle relazioni di cui essa è fatta. C'è una frase chiave che il protagonista dice nella parte iniziale dello spettacolo che suona più o meno: "Noi siamo una somma, io sono uno degli addendi", esprimendo quello che, a mio parere, è il senso più importante dello spettacolo: che cioè non si è mai una cosa sola ma un insieme di tante componenti ed è proprio nella sofferenza che ci si scopre in modo profondo. Ho avuto l'impressione che il testo volesse lasciare più spazio all'ironia, ma che la scelta registica è stata quella di puntare tutto sull'atmosfera di sospensione che tiene sempre alta l'attenzione e la tensione del pubblico. Mi sento di dire che il risultato è di ottimo livello, grazie anche alla convincente prova dei tre attori che, come dovrebbe accadere sempre, sembrano vivere per interpretare quei tre personaggi. Se c'è un neo, lo andrei a cercare in alcuni passaggi dei monologhi che, pur essendo poeticamente affascinanti, appaiono nel contesto dello spettacolo un sovrappiù letterario e didascalico. Uno spettacolo che meriterebbe, dopo essere stato lanciato da questo coraggiosissimo piccolo teatro della Roma popolare e multietnica, di approdare in tanti teatri in giro per l'Italia, dove non sempre si vedono lavori di simile intensità, sensibilità e così ben interpretati.

Compagnia LABit
presenta
I MILLE PEZZI
di Marco Andreoli
con Gabriele Linari, Alessandro Porcu, Susanna Valtucci
coproduzione LABit e Teatro Studio Uno
Dal 14 al 31 marzo 2019
Teatro Studio Uno via Carlo della Rocca, 6 Roma

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