Spettacoli Nuovo Teatro San Paolo

Il Nuovo teatro San Paolo di Roma presenta i prossimi spettacoli in scena


IL MERAVIGLIOSO MAGO DI OZ
LIBERO ADATTAMENTO TEATRALE DA “IL MAGO DI OZ” DI LYMAN FRANK BAUM

DOMENICA 26 GENNAIO | 15:00
Inizio spettacolo ore 15:30

Per info, prenotazioni e abbonamenti chiama la biglietteria al numero 0655340226 o al 3711793181

“…La moderna educazione include l’insegnamento morale, per cui il bambino moderno cerca nei suoi racconti straordinari soltanto lo svago e fa con piacere ameno di tutti gli episodi sgradevoli.

Con questo pensiero ben presente in mente, ho scritto la storia del Meraviglioso Mago di Oz, solo con l’intento di far piacere ai bambini di oggi. Esso aspira ad essere una fiaba modernizzata nella quale sono stati conservati la meraviglia e la gioia e sono stati eliminati angosce ed incubi”.

Attraverso musiche dal vivo i bambini verranno coinvolti nel meraviglioso mondo di Oz con i suoi stravaganti personaggi che accompagnano il pubblico al centro di una storia straordinaria piena di delicatezza e candore, ma anche di semplicità e concretezza.

CAST
Compagnia Teatro Pantegano
Con Valentina Baragli, Francesca Baragli, Simone Giaccaglia, Cristiano Leopardi e Erika Manni

Coreografie Francesca Baragli
Costumi Erika Manni
Scene Valentina Baragli

ERINNI
Di Giancarlo Loffarelli
Regia Margherita Adorisio e Maurizio Faraoni

Venerdì 31 Gennaio ore 20:30

Con Lorenzo De Liberato, Mary Di Tommaso, Ferruccio Ferrante e Andrea Monti
e con Federica Palleschi

Aiuto Regia Matelda Sabatiello
Scene e Costumi Angela Di Donna, Mariagrazia Iovine e Giorgia Rauccio
Assistenti Scene e Costumi Lara Cannito e Joyce Giordano

Pagina Web dello spettacolo
https://www.nuovoteatrosanpaolo.it/sito/spettacoli/2020/20200110erinni.html

Con l'avvicinarsi della Giornata della memoria, che quest'anno ricorda il 75° anniversario della liberazione del campo di sterminio di Auschwitz, torniamo su Erinni per evidenziare alcuni aspetti di questo dramma firmato da Giancarlo Loffarelli e diretto da Margherita Adorisio e Maurizio Faraoni.

Erinni inizia con l'apertura di una trattoria, che possiamo immaginare facilmente in prossimità del Portico d'Ottavia, qui a Roma. Le leggi razziali non sono ancora entrate in vigore. Leggendo su un libro di storia il significato di questo spartiacque, è facile soffermarsi su numeri e statistiche, ma sono anche spettacoli come questo che raccontano gli effetti sugli esseri umani e sui loro rapporti.

Come cambia l'atteggiamento di un commerciante tedesco che viene a mangiare alla fine degli anni '30 e che poi torna a Roma come soldato durante il terrore di Kappler? Quali sono stati gli effetti della propaganda nazista sulla sua psicologia? Come cambia l'atteggiamento del proprietario del ristorante sotto la crescente pressione dell'odio razziale del regime nazi-fascista?

Queste sono alcune delle possibili chiavi di lettura di Erinni, che però rappresentano anche linee guida fondamentali per la comprensione di quel periodo storico.

Può darsi che la storia sia davvero scritta dai potenti, come si ritiene comunemente, ma non si può davvero capire se non nei suoi effetti e dalla prospettiva di uomini e donne semplici, come accade in Erinni.

Scrive Giancarlo Loffarelli, autore di Erinni: “Le Erinni colpiscono chi è stato ingiustamente fortunato’. Così dice Eschilo nell’Agamennone. Questo, per me, è stato il punto di partenza per il mio testo: calare quel detto in un altro contesto storico. Per il resto, ho bloccato lo spazio e dilatato il tempo. Il primo è fisso: una trattoria di Trastevere. Il secondo si muove: dall’anno 2000 al 1938, poi al 1944 per tornare al 2000. E poi le Erinni, figure femminili nel mito greco, che non potevano che restar tali nel mio lavoro

Sinossi: Dal giudizio della Giuria del Premio “Calcante”: “Il testo è drammaturgicamente ben svolto, con l’andamento di un dialogo realistico più cinematografico che teatrale, a cui non sono estranei riferimenti simbolici e la volontà di individuare una sorta di nemesi storica applicata al privato, con risvolti che richiamano, fin dal titolo il mito greco e la volontà ineluttabile di una oscura divinità abitante l’uomo. La vicenda si svolge in vari anni: nel 2000, nel 1938 (l’anno delle leggi razziali), poi nel 1944 (durante l’occupazione nazista). La scena unica è una trattoria romana. L'autore padroneggia la vicenda con il gusto dell'intreccio e dei colpi di scena che conducono ogni volta lo spettatore a una situazione imprevista. Il finale è tragico e fulminante.” Le Erinni erano, nella mitologia greca, la personificazione della vendetta. Quando lo spirito di vendetta viene annullato, le Erinni si trasformano in Eumenidi, le Benevole. Ma non sempre questa trasformazione accade e le Erinni rimangono Erinni: la vendetta resta l’unico sentiero che qualcuno pensa di poter praticare.

Note di regia: Violenza, amore, morte, idealismo e attrazione sessuale sono lo sfondo di una storia ambientata, all'inizio in una Roma della fine degli anni '30 colpita dal fascismo e dalle leggi razziali, e in seguito ai giorni nostri.
Erinni, personificazione della vendetta di chi colpisce la propria famiglia, è il titolo dell'opera che, come "la figlia della notte", è incarnata qui dalla figlia del dolore, più che della colpa, e simboleggia forse la generazione che nasce da quel periodo buio che ci auguriamo, attraverso questo atto catartico, diventi una benevola eumenide.
Appena ho letto il testo ho avuto la sensazione di aver visto un film. Per questo mi è sembrato importante rispettare quella che credo sia la visione dell'autore. Per questo ho deciso di raccontare questa storia in modo cinematografico. Per risolvere teatralmente i numerosi passaggi temporali (dal 1938 al 1944, con una conclusione ai giorni nostri) ho inserito dei filmati dell’epoca.
Ho mantenuto la prospettiva realistica di un film anche nella direzione degli attori, permettendo loro di lavorare in modo introspettivo nella ricerca della verità dei sentimenti.
Numerosi sono gli accadimenti che si susseguono nel testo, con cambi continui di atmosfere, e ho cercato di evidenziare questi mutamenti tramite variazioni nei ritmi interiori degli attori, a volte in aperto contrasto con quello che sembra avvenire in scena. (Margherita Adorisio e Maurizio Faraoni)

Scheda autore: Giancarlo Loffarelli è drammaturgo, sceneggiatore e regista. È docente di Discipline dello spettacolo presso l’Università degli Studi “La Sapienza” di Roma. Nel 2018, con il testo teatrale ‘Erinni’ vince la XVIII edizione del Premio nazionale Calcante organizzato dalla Società Italiana Autori Drammatici. Il testo viene pubblicato sulla rivista della SIAD “Ridotto”. Nel 2017, con il testo teatrale ‘Stupidi anni! (Vita e morte di Cesare Pavese)’ vince il Premio “Francesco de Lemene”, sezione per il Teatro del Premio letterario internazionale “Lago Gerundo”. Nel 2014, vince la 58ª edizione del Premio nazionale di drammaturgia “Vallecorsi” di Pistoia con il dramma ‘Da quali stelle?’, sugli ultimi anni di vita di Friedrich Nietzsche. Nel mese di ottobre 2013, il suo testo ‘Se ci fosse luce (i misteri del caso Moro)’ vince il Festival Nazionale d’Arte Drammatica di Pesaro. Il 16 gennaio 2012 è uno dei fondatori del Centro Nazionale di Drammaturgia Italiana Contemporanea.

Nuovo Teatro San Paolo-
www.nuovoteatrosanpaolo.it
Tel. 0655340226 e 3711793181
Viale di San Paolo 12, 00146 Roma

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