Spaccanapoli Times

La famiglia Acquaviva non si riuniva più in quella casa da molto tempo, anni probabilmente. Una casa bizzarra, piena di bottiglie di acqua accumulate nei decenni. Una casa ricca di storia e ricordi perché lì si è svolta la vita dei membri della famiglia, in particolare i due fratelli e le due sorelle che si sono dati appuntamento lì. Una gremita sala grande dell’Elfo Puccini di Milano ospita “Spaccanapoli Times” di e con Ruggero Cappuccio per inaugurare la stagione di prosa. Giuseppe è il filosofo di famiglia, che compone e scompone parole pensieri ma poche opere, vive accanto al binario 8 della stazione di Napoli e dorme seduto. Romualdo è pittore e vede il mondo per tonalità e sfumature, mentre Gennara vede il marito morto anni prima. Gabriella si innamora e si disinnamora come una adolescente coinvolgendo la famiglia intera nelle sue vicende. In un ciclone di parole dalla partitura fitta e divertentissima, la storia personale dei quattro si dipana pian piano attraversata

dalla malattia mentale. Il surreale e il comico regnano sovrani svuotando di melodrammatico ogni vicenda personale. Una marcatissima patina tragicomica napoletana – con chiari rimandi alla tradizione del genere, da De Filippo a Totò – non si nasconde anzi, ostenta gli stilemi tipici. Accento partenopeo, forme gergali e colti calembours condiscono una tessitura testuale raffinatissima che si affianca a uno stile di recitazione da commedia dell’arte.
La ragione della riunione di famiglia si disvela, la visita del medico psichiatra dell’ASL per il rinnovo della pensione di invalidità. Una serie di gag e scene da commedia svoltano il tono dal grottesco al comico nel secondo tempo dello spettacolo, contribuendo ad arricchirne le sfaccettature.
Ruggero Cappuccio – autore, regista e protagonista – lascia la scrittura impegnata (“Paolo Borsellino Essendo stato”, già bellissimo film del 2016 e presente a febbraio all’Elfo in versione teatrale) a favore di un divertissement fitto, incalzante, divertente e molto molto napoletano. Un mix di cultura e straniamento, cinismo e rassegnazione, creativa interpretazione dell’esistere e duro contatto con la realtà finiscono per comporre un quadretto delizioso che porta via con sé filate le oltre due ore di spettacolo.

15 - 20 ottobre 2019
Teatro Elfo Puccini, corso Buenos Aires 33 Milano
testo e regia Ruggero Cappuccio
con Ruggero Cappuccio, Giovanni Esposito, Gea Martire, Marina Sorrenti,
Ciro Damiano, Giulio Cancelli
scene Nicola Rubertelli
costumi Carlo Poggioli
musiche Marco Betta
progetto luci e aiuto regia Nadia Baldi
produzione Teatro Segreto

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