Casa casa, una prova d’amore

Angoscia esistenziale, paura dell’altro e del mondo esterno, odio ed ignoranza, smarrimento e cattiveria, solitudine con-divisa in due. Sono alcuni degli aspetti che ritroviamo nella pièce “Casa casa, una prova d’amore”, novità assoluta del drammaturgo, regista ed attore catanese Nino Romeo e che il Gruppo Iarba - produzione del Centro Teatrale Siciliano - ha proposto alla Sala Chaplin di Catania grazie all’intensa e sofferta interpretazione di Graziana Maniscalco e Nicola Costa. Il lavoro, diretto con estrema cura ai particolari da Nino Romeo, in circa 80 minuti, con una scenografia che tende al grigio, con le malinconiche canzoni di Jacques Brel che aprono e chiudono le scene spesso deformandosi e la preziosa composizione sonora di Giuseppe Romeo, si rivela particolarmente incisivo, crudo, spiazzante, partendo proprio dal nucleo fondamentale della casa (così come è accaduto in altri precedenti lavori di Romeo, “Fatto in casa” e “La casa della Nonna”) fotografando uno spaccato della nostra società, focalizzandosi su una coppia tipo di pensionati, poco più che sessantenni, dei nostri giorni. Sulla scena (occupata da due dormeuse che alla bisogna diventano letto

matrimoniale, divano, sala da pranzo con ai lati due file di sagome dove sono adagiate delle parrucche indossate dai due interpreti) i protagonisti assoluti sono una “Lei” (Graziana Maniscalco), inflessibile, glaciale, particolarmente odiosa e un “Lui” (Nicola Costa), meticoloso, malinconico, estremamente dipendente da lei. Sono una coppia di agiati pensionati che vivono segregati nella loro lussuosa casa ed apprendono cosa succede nel mondo esterno attraverso lo schermo della tv o collegandosi con lo smartphone ad internet. Odiano tutto e tutti (anche i loro figli che vivono all’estero e che sono completamente diversi da loro), amano il loro isolamento, sono schiavi delle loro fissazioni, abitudini, paure, rumori e vivono la loro claustrofobica esistenza tra discorsi ripetitivi, autoerotismo in contemporanea, mania del possesso e dell’accumulo. Lui vorrebbe installare in casa anche un costoso antifurto dal valore di mille euro, mentre già possiede una semi automatica costata ben 1700 euro ed acquistata, senza uscire di casa, su internet.
La prima scena si svolge di notte, seguiranno poi la colazione, la tarda mattinata, il pranzo, il primo pomeriggio, il tardo pomeriggio, la cena e, infine la notte. Il tutto per raccontare la giornata tipo (sveglia, colazione, pranzo, riposo e tv pomeridiani, la messa in televisione, la cena, il rimettersi a letto) di questa coppia di pensionati, segregati nella loro casa dove non manca nulla. E la casa, ancora una volta, risulta il luogo per eccellenza dei drammi di Nino Romeo, luogo dove tutto viene svelato, dove non ci possono essere segreti e da dove ha origine tutto ciò che sta succedendo all’esterno, nella nostra squinternata società.
I due ambigui protagonisti, senza nome, sono gretti e ignoranti, razzisti e sospettosi. Sono cattolici praticanti tra le mura della loro casa-prigione e contestano l’operato dell’attuale pontefice, auspicando il ritorno di papi controriformisti. Entrambi si negano e negano agli altri un futuro ed il loro idolo,  l’uomo nuovo che può salvare la società e che dice tutto ciò che la gente vuole sentirsi dire, è Matteo Salvini con la sua deriva populista del quale si ascoltano anche spezzoni dei suoi discorsi. La coppia è afflitta da un pericoloso e contagioso "malo sentire", in cui molti di noi si identificano, si riconoscono, si ritrovano. Rituale ed emblematico, durante i momenti della giornata, il cambio sulla scena di parrucche che scandiscono i loro mutamenti, i loro tempi, le loro giornate che passano in una affinità, in una totale e maniacale convivenza, con un bisogno continuo l'uno dell'altro.
La pièce, che per certi versi richiama in mente Ionesco e Pinter, inizia e si chiude su un talamo nuziale e via via svela l'angosciosa vita della grigia coppia che dorme, guarda la tv, prega, mangia, chatta e discute dei figli e di politica e soprattutto gode della propria grettezza. Il finale a sorpresa, con un ultima “prova d’amore”, conclude tragicamente un lavoro che lascia tra il pubblico tanti interrogativi, tanto sgomento ed angoscia e porta a chiedersi: “Ma oggi siamo davvero diventati così?”.
Alla fine dello spettacolo gli applausi del pubblico per l’autore e regista Nino Romeo, per il giovane figlio d'arte, Giuseppe Romeo, artefice della composizione sonora e soprattutto per i due rigorosi interpreti, Graziana Maniscalco e Nicola Costa. Preziosi il gioco luci dello stesso Nino Romeo, la direzione tecnica di Giuseppe Ghisoli e la realizzazione delle scene di Karromatto. La novità di Nino Romeo risulta un lavoro originale, trasgressivo, dal taglio politico ed introspettivo che indaga sui caratteri, sulle manie dei personaggi e sulla deriva della nostra società, sempre più caotica, aggressiva, intollerante e disumana.

“Casa casa, una prova d’amore”
novità assoluta di Nino Romeo
con Graziana Maniscalco e Nicola Costa
Regia e luci Nino Romeo
Elaborazione musicale e composizione sonora Giuseppe Romeo
Canzoni di Jaques Brel
Direzione tecnica Giuseppe Ghisoli
Realizzazione scene Karromatto
Parrucche Alfredo Danese
Videopromo Lorenzo Mannino
Segreteria Alessandra Lo Giudice
Produzione CTS Centro Teatrale Siciliano
Sala Chaplin - Catania - 17-20 Ottobre 2019

Email