Lo Sguardo di Polifemo

Teniamo a bada i mostri e soprattutto il mostro che è in noi. Questo, il messaggio poetico de “Lo Sguardo di Polifemo”.  Il Nuovo spettacolo di STN-Studionovecento su testo di Paolo Bignami, in anteprima per noi  nello spazio laboratorio, la regia è di Marco Pernich. Paolo Bignami autore pluripremiato (premio Fersen 2012, Tragos nel 2016) affronta in questo testo il rapporto fra gli uomini e le macchine, “Master Web”, il Grande Fratello della rete, che per molti giovani è un punto di riferimento ma anche un luogo in cui perdersi, per non affrontare il reale. Il testo prende diverse direzioni poiché le tematiche in campo sono molte: la diversità (i due protagonisti sono entrambi disabili: un ragazzo cieco e una ragazza che ha perso la voce a causa di un trauma); l’antisemitismo e il razzismo; il liberismo e l’economia del consumo...Difficile tenere tutto in un unico sguardo. Quale sguardo scegliere? Quello dell’occhio rotondo di Polifemo innanzitutto. Chi è Polifemo? Un ciclope, un mostro ma anche un uomo che perderà l’unico occhio che ha, per la sua ingenuità. Polifemo nel testo di Bignami è il giovane cieco che usa questo nome per navigare in rete e soprattutto per nascondersi dalla

realtà. Conoscerà, proprio navigando in rete, una giovane donna con un passato da youtuber che lo aiuterà ad affrontare la vita e riuscirà lei stessa a superare il trauma che le impedisce di parlare. La regia poetica e ricca di elementi simbolici di Marco Pernich, risolve le diverse direzioni del testo, puntando l’attenzione sulla necessità di non farci intrappolare dalla rete, dal web, sull’importanza di coltivare relazioni vere, di credere nella forza dell’amore, come potente arma di conoscenza e di salvezza. Una grande rete metallica ingabbia i due giovani protagonisti, interpretati abilmente da Stefania Lo Russo e Christian Gallucci, la rete rappresenta il web con le sue trappole e i suoi inganni ma anche un mondo da scoprire (i due giovani si conoscono grazie ai social). Master Web è il gigante che potrebbe divenire il nostro dominatore, una sorta di grande fratello sempre attivo: ci controlla silenziosamente. Pernich usa pochi elementi scenici portando il testo in un mondo magico e fatato: i due giovani potrebbero essere due eroi di una favola antica, Hansel e Gretel, che si lasciano affascinare dalla casetta di marzapane ma poi abilmente trovano il sistema per scappare e tornare al mondo reale e alle relazioni vere. Non sveliamo il finale che apre altri scenari poetici e ulteriori interrogativi. Pernich ha uno sguardo che va lontano...grazie anche alla parola scenica di Bignami apre “finestre alte” sul nostro futuro, spingendo lo spettatore a guardare oltre. Molti applausi da parte del pubblico, con un interessante dibattito alla fine della rappresentazione. È bello vedere tanti giovani fra il pubblico. Studio Teatro Novecento è una scuola che opera nel quartiere Maciachini a Milano, un quartiere multietnico e si pone come punto di riferimento per tanti giovani che vogliano non solo studiare recitazione ma anche crescere culturalmente, con le sue numerose iniziative internazionali. Un centro di ricerca, produzione e formazione teatrale aperto a tutti i livelli e a tutte le fasce d’età, uno spazio ragionato per ospitare ogni tipo di eventi. Negli anni oltre a corsi di teatro ha dato casa a conferenze, mostre, feste e performance artistiche, dai concerti alla danza. “Un salotto dove passare il pomeriggio; un piccolo rifugio quando fuori piove hai voglia di un tè; un porto a cui tornare dopo aver viaggiato nel mondo” Realmente, non solo nella rete.

Milano 23 novembre 2019, Anteprima, Studio Novecento.

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