82 pietre

E’ autentico teatro di impegno civile quello del ventinovenne autore, regista e attore di Patti (Messina) Simone Corso che, con la produzione della compagnia Nutrimenti Terrestri, ha proposto al Centro Zo di Catania lo scorso 15 Dicembre lo spettacolo "82 pietre", per la rassegna Altrescene. L’atto unico racconta una storia semplice, ma l’argomento trattato è dirompente e contrappone all’omologazione, all’indifferenza, ai pregiudizi della società attuale la dignità, la verità ed il rispetto umano. In scena, per la regia di Simone Corso e Adriana Mangano, Antonio Alveario, Adriana Mangano e lo stesso Simone Corso. I costumi sono di Cinzia Preitano, il disegno luci è di Renzo Di Chio e allestimento scenico di Mariella Bellantone. L'intensa e misteriosa pièce, che ha vinto lo scorso giugno la 6^ edizione de "I Teatri del Sacro" ad Ascoli Piceno, nella sua semplicità d'impostazione e nella sua breve durata (circa 50'), prende spunto da un fatto realmente accaduto ad una ragazza, Karima, lapidata per adulterio ad Hama, in Siria e morta dentro un fosso in mezzo al deserto, uccisa da 82 pietre che le sono state tirate dai soldati dell'ISIS. La sua colpa? Quella di essere

stata violata da un uomo prima del matrimonio, ma la cosa più agghiacciante da sottolineare è che mentre Karima moriva, una videocamera filmava la sua morte e il video, caricato in rete, ha totalizzato 82 mila visualizzazioni in poche ore.
L’essenziale scena di Mariella Bellantone raffigura l'interno di una piccola stazione dei Carabinieri del freddo e nevoso comune di Altarupe, con uno scrittoio in primo piano - con lampada, sedia e bandiera tricolore - e poi, in fondo, una stanza con tavolo e due sedie. Tutto inizia in una notte fredda, durante una abbondante nevicata in quel freddo e piccolo comune tra i più alti della Sicilia, dove viene trovata una ragazza nuda, tra la neve, con in mano un sacco pieno di 82 pietre che il giovane brigadiere Sciacca cataloga per colore, forma e dimensioni per cercare di scoprire la provenienza della ragazza che intanto non parla.
La giovane donna (che non parlerà per tutto lo spettacolo) viene coperta con un plaid dall'imbarazzato brigadiere che, intanto, avverte telefonicamente il suo superiore della strana e misteriosa presenza. Arrivato in caserma il maresciallo Fugazzotto, che cerca di capire chi è la ragazza, le procura anche un vestito della moglie, le fa avere panini e cornetti, ma la spaventata giovane non mangia, non beve e soprattutto continua a non parlare. Dopo la prima notte ed il secondo giorno in stazione, il maresciallo, non avendo scoperto nulla e nonostante gli studi del brigadiere sulle pietre ritrovate, è intenzionato ad avvertire il magistrato e porta in caserma il giornale del giorno, letto poi dal giovane brigadiere.
La ragazza poi, aiutata dal giovane carabiniere, dopo aver indossato un vestito e sfiorato il giovane militare, sparisce nel buio mentre il brigadiere avverte il superiore e legge la notizia d'una ragazza lapidata in Siria. Il pubblico a questo punto, disorientato, si chiede cosa è successo e chi era la ragazza. Ebbene la giovane donna, quel corpo nudo che poi scompare nel buio, è quello del fantasma di Karima e vuole far conoscere alla nostra società le atrocità che ancora oggi si consumano tra atti ignobili, pregiudizi e luoghi comuni sulle donne, soprattutto straniere.
Convincenti i tre protagonisti in scena: Adriana Mangano nel ruolo della misteriosa e silenziosa ragazza, Simone Corso nei panni del curioso e sensibile brigadiere Sciacca, mentre Antonio Alveario, alternando anche qualche battuta in dialetto, disegna ottimamente il personaggio del maresciallo Fugazzotto, graduato alle prese con i suoi doveri, l’esperienza ed i pregiudizi che regnano in un piccolo paese di montagna.
Con l'essenziale e asciutta regia di Simone Corso e Adriana Mangano, che consente di scrutare, di immaginare, le tante verità nascoste dal silenzio della ragazza, ma anche dai due carabinieri e dal mondo che li circonda, la pièce "82 pietre", è intensa e cruda per la sua storia silenziosa e penetrante. Una storia che apre tanti scenari ed induce ad riflettere sul tipo di società che abbiamo costruito e ad interrogarsi sul fatto che l'essere umano ha urgente bisogno di abbattere omologazioni, tecnologia sfrenata, social e pregiudizi e di  ritrovare rispetto e dignità.

“82 pietre”
di Simone Corso
(spettacolo vincitore de I Teatri Del Sacro 2019)
Regia di Simone Corso e Adriana Mangano
Interpreti Antonio Alveario, Simone Corso e Adriana Mangano
Disegno luci Renzo Di Chio
Allestimento Mariella Bellantone
Assistente alla regia Stefania Catalfamo
Costumi: Cinzia Preitano
Produzione Maurizio Puglisi per Nutrimenti Terrestri
Rassegna Altrescene - Centro Zo di Catania - 15 Dicembre 2019

Foto Giuseppe Contarini

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