Camerini

Di là, sul palco, va in scena "Il giardino dei ciliegi" di Cechov. Di qua, nei camerini, va in scena la confusione della vita. Attori, amici, complici e amanti, nemici e antagonisti. Una compagnia di attori sta portando in tournée il capolavoro checoviano, ma la vita scorre impetuosa dove il pubblico non vede, dietro le quinte.  Un’attrice partenopea focosa, un giovane che prova a sedurre tutte le attrici, la femme fatale, l’ansiosa, il dinoccolato, l’impresaria malandrina e la sua segretaria improbabile: di tutto un po’, metafora della varietà del mondo e innesco comico continuo. Nel nuovo spettacolo di e con Alessandro Riccio, “Camerini” (in scena al Teatro di Rifredi di Firenze fino al 2 febbraio 2020), si ammicca al celeberrimo Michael Frayn di “Rumori fuori scena” per costruire una narrazione di

piccole dinamiche quotidiane. Il teatro è ora un lavoro qualunque ora una passione, ora un tetto dove dormire ora un surrogato della vita.
 Il metateatro secondo Riccio non è eclatante né drammatico, ma si dipana in piccole questioni quotidiane come un mondo parallelo, una realtà nella realtà con le sue piccole meschinità e i suoi slanci di cuore. Si ride e si sorride, la storia si complica e si dipana improvvisamente, mentre la numerosissima banda di attori si incastra in un caleidoscopio di dialoghi.
L’attore si palesa come uno nessuno e centomila, di là sulla scena solenne e altero, di qua sguaiato e invischiato nel mero quotidiano di conti da pagare, rimborsi spese, seduzioni e egoismi.
La demitizzazione dell’attore e la caduta della maschera - a cui tanto metateatro si è dedicato - lasciano il posto a una spassosa narrazione comica del piccolo mondo antico del fare teatro.
Niente ambizioni realmente demitizzanti, quindi, ma al contrario la voglia di ridere col pubblico di quelle idiosincrasie che conosce solo chi frequenta i camerini.
Riccio conferma la sua abilità attoriale e narrativa, anche se cotanta facondia meriterebbe maggiore meditazione per farla sbocciare come merita. Peccato non poterlo vedere fuori dalla Toscana, sarebbe un onorevolissimo rappresentante di quel fare teatro fiorentino che ha pochi eguali

Al Teatro di Rifredi
con Miriam Bardini, Maravillas Barroso, Celeste Bueno, Sabina Cesaroni, Piera Dabizzi,
Daniela D'Argenio Donati, Daniele Favilli, Amerigo Fontani, Ian Gualdani, Vieri Raddi,
Duccio Raffaelli, Alessandro Riccio, Vania Rotondi, Maria Paola Sacchetti, Teresa Scaletti

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