Memoria Storia di una famiglia teatrale

Non tanto teatro nel teatro, ovvero teatro sul teatro, quanto soprattutto la capacità di trasfigurare in drammaturgia e scrittura scenica la realtà di una esistenza e i frammenti di una storia comune, condivisa in quella famiglia di “scarrozzanti” ma patrimonio anche di tutto noi. Questa drammaturgia di Loris Seghizzi è dunque un omaggio ad una famiglia, la sua famiglia, ed insieme è una mozione di affetti per un mondo forse perduto, quello del teatro popolare che scarrozzava e scorrazzava per i borghi del bel paese, ma forse non perduto ma solo radicatosi, rinnovandosi all'insegna di una profonda fedeltà, come una pianta antica in uno dei borghi di quel bel paese. Uno spettacolo della memoria che diventa immediatamente uno sguardo sul presente e una ambizione per il futuro, costruito tra narrazioni in prima persona e richiami a lacerti di spettacoli che l'esperienza, riportata fin nelle strumentazioni di scena, di quella compagnia familiare ha costruito e raffinato nel tempo. Storia del “Gruppo artistico moderno” di Franco Seghizzi e Vincenza Barone, esito nuovo della vecchia “Compagnia Barone”, divenuto prima “I Sorgenti” e poi icasticamente “I superstiti”, per concludere

la sua affascinante parabola, quando il tempo dei Carri di Tespi finì, in Toscana dove germogliò l'attuale “Scenica Frammenti” che ne raccoglie i lasciti ma soprattutto gli stimoli ed i desideri che, come allora, ne mobilitano e permeano la creatività.
Una creatività fatta di forti legami affettivi, inattuali forse alla nostra contemporaneità, che superano di slancio l'autobiografia per approdare ad un vero teatro popolare, legato alla comunità ma insieme libero dai suoi vincoli.
All'interno di questa storia comune, il richiamo ai legami con il padre scomparso e con la prima famiglia di lui, frutto di rapporti allora combinati, e soprattutto con i figli in quella famiglia, i suoi fratellastri. La ricerca di una identità più ampia e completa divenuta necessità psicologica e affettiva non più eludibile.
Fino all'anno scorso era la stessa Vincenza ad interpretare se stessa, ora continua la figlia e con lei i fratelli, testimoni partecipati di quella storia, insieme a Eros Carpita. Così, forse, l'effetto di trasfigurazione e translitterazione risulta ancora più efficace, sovrapponendo la singolarità di una esistenza straordinariamente ricca con la condivisione della storia del teatro popolare in Italia e della sua necessità, ieri e forse ancora di più oggi.
Uno spettacolo poetico, frutto o forse seme del libro omonimo recensito in questa rivista, ricco di suggestioni, di fronte al quale siamo tentati di far nostri situazioni e ricordi, anche se e anche quando non li abbiamo, per strette questioni anagrafiche, direttamente vissuti.
Di Loris Seghizzi, che cura anche la regia, con Iris Barone, Loris Seghizzi, Walter Barone e Eros Carpitta. Visto a  Lari nel teatro della Compagnia Scenica Frammenti il 14 febbraio.

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