Cicoria

In chiusura della rassegna “Olodrammi”, organizzata da mezzARIA Teatro di Filippo Trepepi, è andata in scena al Teatro del Canovaccio di Catania la surreale e poetica pièce “Cicoria” dell’attore, regista e drammaturgo palermitano Francesco Romengo, con Alice Sgroi e Francesco Bernava. “Cicoria” di Francesco Romengo ha ottenuto nel 2015 la menzione speciale, nella sezione Corti di Scena della XII edizione “Il Racconto nel Cassetto – Premio Città di Villaricca”. Su una scenografia minimale, con pochi oggetti scenici, si muovono per circa 50 minuti, i due protagonisti, Rosa ed Angelo, due derelitti, due solitudini dei nostri giorni che, in un carcere del Sud, a pochi giorni da Natale, si svegliano e si ritrovano - stranamente - dentro la stessa cella, con gli stessi disagi e le stesse paure, le paranoie dei detenuti. I due sono subito diffidenti, l’uno dell’altro e separati da bidoni di plastica vuoti, tra foglie secche, due bacili ai lati e delle tazzine di caffè, a poco a poco, però,

iniziano ad aprirsi, a confidare pene e sofferenze della loro amara vita.
Angelo è un poliziotto sfortunato e caduto in depressione per la morte di moglie e figlio ammazzati da un camion impazzito e giudicato colpevole per avere sparato ad un giovane durante una manifestazione di protesta; la grintosa ed allo stesso tempo sognatrice Rosa è finita dentro per spaccio di droga ed ha due figli che le scrivono, che la incoraggiano e che sono al momento affidati alla nonna dato che il marito si è dileguato e ha lasciato Rosa sola con i suoi guai e la sua ingenuità.
Angelo e Rosa sono due solitudini, due vite ai margini in una realtà dura, difficile, come quella carceraria che si incontrano, si confrontano e si scambiamo momenti di condivisione, di amicizia e di speranza. Nei loro occhi, nel loro cuore così tanto provato dal dolore - tra riflessioni, parole, tazzine di caffè, silenzi, luci ed ombre e tra le dolci incursioni musicali di Arvo Part, Lola Marsh, Puccini – si fa largo il desiderio di superare il loro momento complicato e quindi di tornare a vivere una esistenza normale. Entrambi iniziano a sostenersi ed Angelo aiuta Rosa ad accantonare il suo proposito di suicidarsi, aiutandola a cucire un drappo di stoffa per una recita natalizia durante la quale vestirà il ruolo della Madonna.
In quella cella angusta due anime flagellate dalle intemperie della vita trovano in un mondo alienato ed alienante come quello della prigione, una goccia di speranza, un sorriso tra tante amarezze, magari attraverso una tazzina di caffè che li fa riflettere su come la loro attuale esistenza dietro le sbarre sia un surrogato della vita. Intanto Rosa, mentre prova il suo costume, sotto la luce del fornello/aureola della Madonna, ruolo che dovrà interpretare nella recita carceraria, immagina che il rapporto con il bonario Angelo possa tramutarsi in un nuovo, vero, sentimento, magari da vivere oltre le sbarre. Sono, però, solo sogni, in una vita sempre più spietata. Angelo, infatti, in realtà non esiste e svanisce, così come è apparso.
La regia di Francesco Romengo, allievo di Franco Scaldati ed abituato a lavorare con atmosfere e personaggi estremi e con un linguaggio crudo e poetico,  è scorrevole, incisiva, spiazzante. I due interpreti, la vitale e spontanea Alice Sgroi ed il riflessivo e disperato Francesco Bernava, disegnano con efficacia e coerenza i caratteri, le solitudini di Rosa e di Angelo in un testo asciutto, attuale, che utilizza un linguaggio tra il poetico ed il contemporaneo, rappresentando un mondo di emarginati come quello dei carcerati, una solitudine immensa che, però, ha bisogno di sperare, di credere in qualcosa per andare avanti. 
Pièce che suscita nello spettatore emozioni intense, diverse, trattando tematiche inusuali, senza retorica e scontati moralismi, capace di arrivare direttamente al cuore del pubblico che, infatti, alla fine tributa calorosi applausi all’originale ed intrigante testo ed agli interpreti.

“Cicoria”
di Francesco Romengo
con Francesco Bernava e Alice Sgroi
Regia di Francesco Romengo
Organizzazione Filippo Trepepi
Foto di scena Giuseppe Contarini
Progetto grafico Maria Grazia Marano
Produzione mezzARIA Teatro
Rassegna Olodrammi - Teatro del Canovaccio - Catania - 21, 22 e 23 Febbraio 2020

L’autore
Francesco Romengo, attore, drammaturgo e regista, nato a Palermo nel 1979, diplomatosi alla Scuola di Recitazione del Teatro Biondo, da più di 10 anni opera tra Palermo e provincia, sviluppando una sua scrittura originale che, ispirandosi a Franco Scaldati, suo Maestro e con il quale ha più volte lavorato, incanalandosi con l’uso di una particolare lingua siciliana all’interno di storie borderline che restituiscono al contempo attualità e poeticità.

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